Conoscete il tormentone “Un’estate al mare” ma in fondo non sapete chi è stata Giuni Russo?
Scopritelo nel libro di Bianca Pitzorno.

 

Giuni Russo: “Da un’estate la mare al Carmelo” 1
Giuni Russo in concerto

In queste ore i social e molte testate ricordano che esattamente 15 anni fa ci lasciava tristemente Giuni Russo, popolare interprete di alcuni brani.
Cosa ha lasciato Giuni Russo alla musica italiana?

Se davvero siete curiosi di saperlo lasciate il vostro pc e dedicatevi a Da un’estate al mare al Carmelo. Una lettura grazie alla quale scoprirete la vita e la carriera di Giuni Russo come lei in persona probabilmente l’avrebbe raccontata. E come di fatto la raccontò all’autrice di questo volume, complice una lunga amicizia.

Che storia è? Quella di una delle voci più straordinarie che abbiamo avuto nella musica leggera italiana. Un’eccellenza di cui Giuni fin da piccolissima fu consapevole – era dotata di un’estensione vocale tale da coprire quasi cinque ottave, utilizzando il “registro di fischio” padroneggiato solo da pochi cantanti. Era così che riusciva a imitare alla perfezione il verso dei gabbiani nel brano Un’estate al mare.

 

Assecondando la sua vocazione educò la sua voce il più possibile, nonostante le ristrettezze economiche e lo scetticismo verso il mondo della musica da parte dei suoi familiari.

Giuni Russo: “Da un’estate la mare al Carmelo” 2

Scoprirete il suo rapporto con un’industria discografica entusiasta da un lato per la popolarità di successi commerciali ma dall’altro, come spesso accade, diffidente quando non ostile rispetto alla sua brama di sperimentare la sua vocalità e nuove strade.

Grazie all’estrema facilità di cambio di registro tentò di liberarsi dagli stereotipi del pop del suo tempo, alla ricerca di quella “musica di confine” tra jazz ed elettronica, blues e lirica, pop e classica, sacra e leggera, che solo più tardi si sarebbe imposta.

Scoprite un’artista che ha costituito un capitolo fondamentale della nostra tradizione musicale. Tanto orgogliosa del proprio valore individuale quanto aperta a nuove influenze e compagni di strada. Fra tutti Franco Battiato che da vero amico le rimase accanto anche nei momenti più difficili, sostenendola sempre a proseguire contro tutto e tutti per realizzare il suo sogno.

Chi era Luciano Pavarotti, lontano dai riflettori?
L’assistente personale del Maestro racconta l’uomo dietro il mito musicale italiano e internazionale.

Big Luciano Pavarotti: ritratto di un autore privilegiato
Luciano Pavarotti in concerto

Ricordato in tutto il mondo tra i dieci tenori più grandi di tutti i tempi e per le numerose collaborazioni – in particolare i Tre Tenori, con Plácido Domingo e José Carreras.
Per altri, profani della lirica, divenne invece popolare soprattutto con il suo Pavarotti & Friends, consolidando così una fama mondiale, anche al di fuori del suo ambito musicale.

Tanto che, quando mancò nel settembre 2007, al suo funerale nel Duomo di Modena erano presenti circa 50.000 persone tra membri di istituzioni nazionali e internazionali e artisti, da Zucchero a Bono.

Molti hanno conosciuto Pavarotti come il Maestro. Solo alcuni hanno avuto la fortuna di conoscere Luciano, l’uomo. E a tanti che oggi scoprono o si appassionano a questo artista fondamentale della nostra tradizione spesso rimane soprattutto la curiosità di sapere chi fosse Pavarotti a riflettori spenti.

Big Luciano Pavarotti: ritratto di un autore privilegiato 1Interessante allora, tra le tante biografie, la testimonianza di un semplice ragazzo peruviano entrato a soli 28 anni nella vita del Maestro: Edwin Tinoco.
Il nome di questo misterioso autore non vi dice nulla? Si tratta di colui che fu l’ombra di Pavarotti per gli ultimi 13 anni di vita, dal 1995 fino alla morte.

E in effetti chi meglio di lui che fu assistente personale, segretario, confidente, testimone di mille aneddoti e di un inimitabile modo di vivere, avrebbe potuto raccontare un artista del genere così da vicino?

In Pavarotti ed io scoprirete l’uomo, nel suo lato privato, più vero.
Un uomo fedele a quello spirito emiliano che seppe sempre conservare, anche quando la popolarità si fece internazionale. Dotato di un entusiasmo talvolta infantile, a tratti malinconico ma sempre animato da una sana voglia di vivere.

Nella vita ho avuto tutto, davvero tutto. Se mi venisse tolto tutto con Dio siamo pari e patta”.   Luciano Pavarotti

Un invito a scoprire curiosità poco note di un uomo gaudente, schietto e generoso, in un bilancio sempre positivo con la vita.
E che, come si capisce, fu esempio di quanto fosse importante amarla ogni momento, perfino nella sofferenza degli ultimi momenti.

Cosa resta oggi della leggenda di Woodstock?
Hoepli ha celebrato l’anniversario di questo evento con un elegantissimo volume ricco di novità da scoprire.

Woodstock: retroscena di pace, amore e musica 50 anni dopo
Una foto del festival

Agosto 1969, Woodstock. In una piccola località rurale nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto  circa mezzo milione di persone si radunarono, nonostante fango e pioggia, per prendere parte a quello che sarebbe diventato il festival rock più iconico di sempre.

Woodstock, espressione più alta di quei valori hippie della controcultura anarchica del tempo che, paradossalmente, ne divenne proprio canto del cigno. Perchè?

Quante volte è stato citato ma quanti conoscono veramente la portata di questo evento?
Ecco allora l’occasione giusta, date le recenti celebrazioni, se ancora avete qualche lacuna:
il volume Woodstock edito da Hoepli, vera guida definitiva a quei “tre giorni di pace, amore e musica”.

Woodstock: retroscena di pace, amore e musica 50 anni dopo 1

Interessante l’introduttivo inquadramento socio-politico per calarsi nel clima e poi tutte le fasi che hanno portato alla realizzazione: dall’organizzazione al marketing, alla luce dei festival precedenti (Newport, Monterey, Miami e Atlanta) che in qualche modo ne hanno favorito le condizioni.

Vengono poi presentati cronologicamente i 31 artisti nell’ordine di esibizione, da Ritchie Havens che aprì il festival fino alla mitica versione di Star-Spangled Banner di Jimi Hendrix.
Non solo: scoprirete scalette, performance, ricordi dei protagonisti e tutte le informazioni relative.

E, cosa ancora più intrigante, tutto quello che seguì,
compreso l’eco che l’evento ebbe in tutto il mondo grazie anche al film che lo immortalò. E nelle pagine conclusive anche l’eredità del festival a 5 decenni di distanza, tramite le preziose testimonianze di quei protagonisti ancora in vita.

Nuove interviste integrate da spettacolari fotografie e una serie di esclusive dichiarazioni degli organizzatori, degli artisti e anche di chi era fra il pubblico.

Pete Townshend pensava che “tutta l’America fosse impazzita”, mentre Mickey Hart dei Grateful Dead disse: “Non abbiamo mai suonato così male”.

Gustosi aneddoti e storie da backstage ma anche memorabilia, molti dei quali inediti, per ricordare uno degli anniversari più importanti della storia della musica. E soprattutto del rock.

“La qualità di questo volume è stupefacente. Un grande libro per ricordare un evento irripetibile”
Q Magazine

Compie oggi 25 anni “Grace” uno degli album più importanti degli anni ’90 firmato Jeff Buckley. Cosa è stato? Riscopritelo nelle interviste inedite dell’ultima pubblicazione.

C’era una volta la grazia “eterna” di Jeff Buckley

Una goccia pura in un oceano di rumore”

Così Bono degli U2 aveva definito Jeff Buckley a metà degli anni ‘90. Ma gli apprezzamenti erano venuti anche da molti altri che avevano riconosciuto il talento del figlio di Tim, da Bowie a Dylan, da Cohen a Plant.

Era il 1994 quando veniva pubblicato Grace, suo primo e unico album in vita, presto osannato come capolavoro.

Grazie a quel disco Buckley, diventato una leggenda del rock anche per la nota tragica fine nelle acque del Mississippi, ancora oggi viene adorato da fan in tutto il mondo e continua a ispirare nuovi colleghi.

Molti ricordano personalmente quel talento, ancora citato dalle riviste di settore, altri lo hanno scoperto tardi.
Per comprendere l’humus in cui ha avuto origine tanta genialità è interessante curiosare tra le pagine dell’ultima pubblicazione L’impressione di essere eterno. Interviste perdute (Chinaski 2018).

C’era una volta la grazia “eterna” di Jeff Buckley 1Federico Traversa, Marco Porsia e Francesca D’Ancona hanno raccolto una serie di toccanti interviste, molte inedite, tante dimenticate o perdute, altre ancora ben impresse nella memoria di molti.

Dalla prima in assoluto realizzata da Martin Aston, totalmente inedita per l’Italia a quella di Luisa Cotardo, mai pubblicata. Oppure quella concessa in esclusiva per questo libro da Steve Berkowitz, l’AR della Columbia Records, colui che scoprì e mise sotto contratto Jeff Buckley.

Dichiarazioni schiette di un musicista in ascesa, in bilico fra personali insicurezze e un rapporto discografico difficile con la Columbia durante la registrazione di Grace. E poi l’arrivo del successo, la vita in tour, il fantasma del padre Tim, a comporre il mosaico di un sofferto quanto stimolante amore per la musica.

A impreziosire il volume i contributi di Omar Pedrini e Giulio Casale e alcuni scatti inediti realizzati da Hans van den Boogard.

 

Cosa leggere ancora di interessante sul Re del rock’n’roll a oltre 40 anni dalla morte? Perchè non la storia di tutti i suoi concerti? “Elvis In Concert 1945-1977”.

Elvis Presley: un ritratto attraverso i suoi concerti
Elvis Presley in concerto

42 anni fa ci abbandonava Elvis Presley. E da allora ogni anno la bibliografia sul Re del rock’n’roll continua ad aumentare, senza contare documentari e altre informazioni provenienti dal web.

Sì perché in questi anni amici, parenti, conoscenti o semplici protagonisti di qualche episodio continuano a svelare ogni possibile aneddoto (o quasi) su Elvis, contribuendo a coltivarne il mito.

Stanchi delle canoniche biografie? Sfogliate allora le pagine di Elvis In Concert 1945-1977 di Sebastiano Cecere, testo che ripercorre la carriera del Re di Memphis attraverso l’attività concertistica.

A ogni capitolo corrisponde un anno di esibizioni e concerti di Elvis fin dal 1945 – anche se, come scoprirete da uno dei tanti aneddoti riportati, quell’anno non fa riferimento ad un vero concerto…

Elvis Presley: un ritratto attraverso i suoi concerti 1

Ritroverete dettagliatamente dati e notizie nella ricostruzione di quegli avvenimenti che hanno reso alle cronache Elvis tanto immortale quanto umano.
E poi chiaramente l’elenco di concerti, scalette, presenze, abiti di scena, registrazioni e commenti arricchiti da belle foto note e alcune più rare o inedite.

Informazioni attendibili recuperate con perizia da articoli di giornale dell’epoca, ritagli riscoperti su riviste e libri, interviste pubblicate o inedite a coloro che hanno suonato o vissuto in prima persona la sua parabola dagli anni ’50.

Non è il solo volume sull’argomento ma di certo tra i meglio fruibili e di larga divulgazione per le numerose informazioni e un tono discorsivo capace di accompagnare in questo particolare argomento della storia del rock.

Un profilo di Elvis tra riconferme e qualche novità sullo sfondo dell’America inquadrata tra gli anni 50 e ’70. Una lettura interessante anche per un pubblico non necessariamente appassionato.

Volete conoscere curiosità e aneddoti su alcuni dei concerti più importanti della storia del rock?
Non perdete “Rock live” di Massimo Cotto.

“Rock live”: i concerti che hanno fatto storia raccontati da Massimo Cotto
Massimo Cotto

Estate, tempo di letture curiose e grandi concerti all’aperto. E quale momento migliore allora per pubblicare un libro che unisca queste due passioni?

Lo ha capito Massimo Cotto, popolare giornalista musicale e voce storica della radiofonia e di Virgin Radio. Dopo il best seller Rock Bazar e Rock Therapy ha presentato nelle scorse settimane il suo nuovo libro.
Il rock è sempre l’argomento principe ma, come avrete capito, stavolta colto nella sua dimensione privilegiata:
il live.

Il palco è la sentenza di Cassazione del rock. L’ultimo grado di giudizio. Inappellabile”, spiega Cotto, frequentatore di palchi da oltre 40 anni.

Volete sapere del concerto di Bob Marley allo Stadio San Siro di Milano nel 1980?
Dell’esibizione di Roger Waters davanti al muro di Berlino nel 1990? O di quella volta di Bob Dylan davanti a Giovanni Paolo II a Bologna?

In Rock Live troverete questi ed altri eventi in cui il rock ha fatto storia, magari ai quali avete partecipato anche voi: Simon & Garfunkel a Central Park, gli AC/DC a Imola, Noa a Gerusalemme, Bowie e Radiohead al festival di Glastonbury. E ancora Clash e Sex Pistols in una Londra in fiamme, Jeff Buckley a Correggio o i Guns N’ Roses in una tappa delle loro epiche tournée.

“Rock live”: i concerti che hanno fatto storia raccontati da Massimo Cotto 1

Non immaginate però semplici rendicontazioni: ogni concerto è semmai il punto di partenza per un viaggio nella memoria delle rockstar. E il tutto come sempre nel consueto stile alla Massimo Cotto: racconti in prima persona, ufficialmente in prima fila o rubati dietro le quinte.

Perché lo spettacolo non è sempre stato solo sul palco ma anche in quei camerini dove pochi hanno avuto accesso o in altri luoghi decisamente rock…E proprio da quegli incontri ecco aneddoti e ricordi esclusivi, in un viaggio tra note e bellezza.

Risultato? Un nuovo grande affresco del Rock disegnato attraverso quei concerti nei quali sono passate le vite di tanti. Ancora una volta a testimonianza della caratteristica più evidente di questo genere: l’immortalità.

Consigli di vita di una Rap’n’Roll star italiana all’alba dei 47 anni.

J-Ax: i consigli da due centesimi di una vita Rap & Roll

47 anni il prossimo 5 agosto. E 27 di carriera.
J-Ax è in prima linea sul fronte della musica italiana dal 1992: prima con gli Articolo31, passando poi per il rap’n’roll fino a diventare negli ultimi anni un vero punto di riferimento per la scena musicale pop italiana.

E quello stile originale che lo ha sempre contraddistinto si ritrova non solo nelle sue canzoni ma anche nelle sue pubblicazioni.

Dopo Axforismi (2014) e Imperfetta forma (2016) nel suo ultimo libro, Consigli a me stesso, si rivolge specificatamente a quel pubblico di devoti ventenni di oggi che lo seguono come un mito: proprio a loro sono dedicati quei consigli che probabilmente avrebbe voluto ricevere lui stesso alla loro età.

Quei consigli che avrebbero sicuramente contribuito ad alleviare molte frustranti delusioni ed errori:

Perdona e non provare rancore;
La cosa migliore dell’invecchiare è capire le cazzate che hai fatto e non rifaresti mai;
Il tuo orgoglio cercherà sempre di rovinare tutto;
Ogni storia d’amore sbagliata ti avvicina a quella giusta.

Si parla di bullismo, fiducia in sé stessi, successo e fallimento, questioni tipiche dell’adolescenza.
Esperienze che lo stesso J-Ax  ha vissuto anni prima sulla sua pelle per arrivare ad essere ciò che è oggi.
E che oggi, con quel gusto per la ribellione che ancora lo accompagna, è felice di condividere con chi ha desiderio di ascoltarlo.

J-Ax: i consigli da due centesimi di una vita Rap & Roll 1

Da questo desiderio è nato Consigli a me stesso, un libro fatto da semplici parole amiche di “chi ha già provato” e relative oneste riflessioni.
In parte inedite e in parte già postate nella sua seguitissima rubrica web “I miei 2 centesimi”: qui il cantante condivide sue opinioni di vita, politica e attualità.

“I miei 2 centesimi”, anche sottotitolo programmatico del libro, si rifà all’espressione inglese “just my two cents” che significa “soltanto la mia opinione”.

Quei 2 centesimi che rappresentano simbolicamente la voglia di condividere pensieri e considerazioni per migliorare “il sistema” in cui viviamo, a partire dal mezzo più importante a nostra disposizione: le parole.

Un libro per conoscere uno dei più influenti chitarristi rock contemporanei, dai Guns’N’Roses a oggi: Slash.

Saul Hudson o “Semplicemente Slash”
Saul Hudson in arte Slash

Lo scorso 23 luglio il chitarrista Saul Hudson ha spento 54 candeline. Il nome non vi dice nulla?
Stiamo parlando di Slash: 37 anni di carriera, un capitolo della storia del rock con i Guns’N’Roses e non solo.

Sapevate che tra le sue collaborazioni ci sono anche Vasco Rossi, Michael Jackson, Gli Chic, B.B.King e la cantante indonesiana Ella?

Solo alcuni dei nomi con i quali questo chitarrista dal sound inconfondibile ha duettato negli anni, costruendo una fama sempre con l’umiltà di chi ha sempre avuto presente la necessità di migliorarsi e allargare i propri orizzonti.

Amate il rock ma in fondo conoscete poco di questo iconico chitarrista? Oltre ad ascoltarvi allora i brani con i celebri assoli che lo hanno reso famoso, ecco uno dei libri più recenti capace di darne un quadro interessante: Semplicemente Slash (2016, Chinaski Edizioni), scritto da Massimiliano Mingoia e pubblicato in occasione della recente reunion dei Guns’N’Roses.

Saul Hudson o “Semplicemente Slash” 1

Dagli inizi ai primi trionfi con i Guns’N’Roses, i gustosi aneddoti relativi all’antagonismo con Axl Rose, spulciando tra rumours, sementite e conferme che hanno portato poi al ritorno sulle scene.

E naturalmente tutto quello che c’è stato dopo i Guns, dagli Slash’s Snakepit e Velvet Revolver, analizzando pure il rapporto con Scott Weiland e la proficua collaborazione con Myles Kennedy, oramai voce della band con cui negli ultimi anni il musicista calca palchi mondiali.

E poi le collaborazioni con colleghi che hanno partecipato ai suoi dischi, da Lemmie dei ‎Motörhead a Fergie.

Non solo luci ma anche ombre all’insegna di “sex drugs and rock’n’roll”. Momenti di gossip nei racconti dei suoi flirt e più seri resoconti dei suoi problemi di dipendenza anche se rimane centrale la rinascita di Slash dal 2006, a seguito della riabilitazione cui è seguita una conseguente rifioritura artistica.

Un libro piacevole da consultare, compresa l’ampia rassegna di apparizioni italiane, citazioni di articoli e recensioni di album e un’accurata discografia/videografia e bibliografia.

Tra tanti saggi sul leader fondatore dei Pink Floyd ecco un originale romanzo fra realtà e finzione per raccontarlo.

“Rosso Floyd”: il fantasma di Syd Barrett in un romanzo
Syd Barrett

Si torna a parlare in questi giorni dei Pink Floyd in occasione della ricorrenza di quel concerto a Venezia nel 1989 che fece tanto scalpore. E lo scorso 7 luglio anche per l’anniversario della scomparsa di Syd Barrett, storico fondatore della band, divenuto un’ icona in vita per poi morire quasi dimenticato.

Tanti i saggi cartacei o resoconti web dove poter leggere di Barrett ma sicuramente meritevole anche il romanzo di Michele Mari.

In Rosso Floyd (Einaudi, 2010) troverete, tra realtà, finzione e qualche sconfinamento nell’onirico e nel surreale, la vicenda dei ragazzi di Cambridge dal nucleo originario fino all’ultimo concerto: trionfi e tradimenti, testimonianze e aneddoti, pettegolezzi e leggende metropolitane.

Cosa rende interessante questo romanzo? L’ambiance da interrogatorio nel quale a turno intervengono personaggi veri e immaginariamici, conoscenti, discografici, membri di gruppi famosi o sconosciuti musicisti che ebbero a che fare con la band – che ricostruiscono il caso Pink Floyd intrecciando episodi accaduti ad altri fantasticati.

“Rosso Floyd”: il fantasma di Syd Barrett in un romanzo 1

Tra di essi ovviamente anche Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright. L’unico che pare non prendere mai la parola sembra proprio Syd Barrett. Sembra…perché è come se aleggiasse continuamente, influenzando la band anche dal suo esilio.
Diamante pazzo” avrebbe ispirato tutta la produzione dei Pink Floyd con la sua presenza/assenza, guidando in una sorta di soprannaturale telepatia emotiva Gilmour e Waters, i “gemelli siamesi”, alla costruzione della discografia che conosciamo.

Attraverso svariati interventi si avvalora l’ipotesi che la dipartita di Barrett più che un abbandono abbia sancito un vero patto creativo. Ipotesi quasi paranormale ma tipicamente floydiana…

Un romanzo misterico per riscoprire la genialità di Barrett. E non solo per i fan della band ma anche per chiunque sia interessato ad approfondire l’atmosfera di quegli anni che hanno rivoluzionato musica e morale.

Pensate di sapere tutto sul Re Lucertola? Ecco tre letture fondamentali per conoscere davvero questa immortale icona del rock.

Jim Morrison: 3 libri per conoscerlo
Jim Morrison

Cantante e frontman dei Doors, interprete della controcultura americana anni ’60 e poeta.
Stiamo parlando di Jim Morrison, artista dalla vita maledetta, tragicamente conclusasi a Parigi 48 anni fa,
in circostanze ancora del tutto non chiarite.

Jim Morrison: tre libri per conoscere il leader dei Doors

Oltre all’eredità musicale dei Doors a oggi numerose sono le pubblicazioni che lo raccontano.
O ci provano.

Sì perchè più si ripercorrono le tappe della sua esistenza e più rivive la leggenda.
Volete saperne di più?
Ecco allora dalla bibliografia italiana su questo artista almeno tre volumi fondamentali.

Una delle biografie più complete è Jim Morrison. Vita, morte e leggenda del giornalista Stephen Davis. In essa si riscoprono gli episodi della predicazione di questo angelo ribelle del rock, l’invito a liberarsi dal conformismo sociale dei suoi tempi alla ricerca di una morale più consapevole, in un viaggio attraverso le porte della percezione.

Jim Morrison: tre libri per conoscere il leader dei Doors 1

Quelle porte che varcò insieme al compagno di band Ray Manzarek, come testimoniato nell’altra biografia Light my fire. La mia vita con Jim Morrison.
Amico di Morrison che conobbe alla UCLA, proprio lui gli propose di formare i Doors.

Dai primi concerti al Sunset Strip di Los Angeles e i successi discografici come Break on through o Light my fire, fino alle ultime apparizioni della band e l’arresto di Morrison per atti osceni.
Tanti aneddoti e curiosità della loro amicizia ed esperienza musicale, nel tentativo di spiegare il significato di quelle visioni liriche e sonore oscure, innovative e cariche di poesia.

Jim Morrison: tre libri per conoscere il leader dei Doors 2

Quella poesia che per Morrison ha rappresentato sempre la forma d’arte per eccellenza.
Prova ne sia l’assidua annotazione di versi su fogli volanti e blocchetti – al momento della sua misteriosa morte il leader dei Doors aveva scritto più di settecento pagine di poesie, epigrammi, saggi, racconti, soggetti e sceneggiature.

E per gustare la poesia morrisoniana sicuramente da leggere le due raccolte I signori. Le nuove creature. Le poesie del ‘Re Lucertola’ e Tempesta elettrica.

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