Ci buttiamo senza paracadute … i sogni mettono le ali

Incontro con la talentuosa interprete impegnata con la promozione del suo nuovo album “Senza paracadute”, al quale hanno collaborato gli autori di Gazzè, Morandi, Mina e Celentano.

Giovanna D’Angi, nel 2005 vince Area Sanremo e partecipa al 55°Festival di Sanremo come nuova proposta. Viene immediatamente notata per le sue doti vocali e accetta la proposta di diventare la protagonista del musical HairSpray insieme a Stefano Masciarelli.

Dopo questa prima avventura, inizierà a collaborare con tutte le principali compagnie di musical, lavorando accanto a tantissimi artisti come Michelle Hunziker, Paolo Ruffini, Sergio Muniz e Gabriele Cirilli.

Attualmente è impegnata con Bianca Atzei e Iva Zanicchi nel musical “Men in Italy” e con il lancio del suo nuovo CD “Senza paracadute” uscito su tutte le piattaforme digitali il 21 dicembre scorso e distribuito su supporto fisico dall’11 gennaio.

Ciao Giovanna, partiamo dal tuo nuovo disco, come è nato e cosa rappresenta per te?
Nasce dall’incontro con l’autore e produttore artistico Raffaele Andrea Viscuso, grande professionista con cui è stato un piacere collaborare.

Giovanna D’Angi: il suo nuovo album 1
cover album

Lo conoscevo già da anni perché fu lui a scrivere il brano che mi permise di entrare a Sanremo giovani. Da tempo volevamo realizzare un album insieme; è stato molto naturale iniziare questa avventura

Cosa rappresenta per te questo titolo?
Un inno alla positività! Sappiamo bene quanta crisi c’è nel mercato discografico attuale.
Lanciarsi senza paracadute è una metafora per intendere un salto nel vuoto. Non ci siamo preoccupati di questo salto, anzi, abbiamo confidato nei nostri mezzi, abbiamo creduto fermamente nel progetto e questa positività ci ha permesso di non cadere.

Raffaele ha chiuso un accordo editoriale con la società “Senza dubbi” che è stata editore di Benji e Fede, due ragazzi che sono diventati un fenomeno mediatico importante.  Ovviamente non è solo frutto della positività ma anche di tante ore di lavoro profuse nel progetto insieme a grandi professionisti.

Mi dicevi, infatti, che al disco hanno collaborato anche altri autori che hanno scritto per artisti come Gazzè, Gianni Morandi, Mina e Celentano. Come è avvenuto questo connubio?
Raffaele da diversi anni scrive e compone insieme a tanti autori del panorama italiano. Ha fatto sentire la mia vocalità e ha spiegato la direzione che voleva per il disco per poi lavorare su nuove canzoni adatte ai miei gusti.

Giovanna D’Angi: il suo nuovo album

I brani sono stati scritti tutti da lui ma in collaborazione con altri autori che hanno reso l’album ancora più originale. La musica di “Un amore senza fine” ad esempio, è stata composta da Mauro Lusini che ha realizzato un evergreen della musica italiana: “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”.

Per me quindi è stato un onore e un ulteriore stimolo cantare queste canzoni inedite.

Sono felice anche di essere tornata a scrivere: uno dei brani “Troppe parole non dette” porta anche la mia firma.

Che tipo di sound avete voluto dare all’album?
Il mood ed il sound del disco sono venuti fuori da sé in modo quasi naturale seguendo quello che era la canzone. Anche nell’interpretazione ho dato spazio alle canzoni, alla musica, ai testi.
E’ stato per me una ulteriore crescita nel mio percorso artistico. Con Raffaele, abbiamo lavorato molto su questo aspetto, ricercando sfumature timbriche e nuovi registri vocali

Giovanna D’Angi: il suo nuovo album 2

Cosa ti aspetti da questo disco e come valuti in generale l’attuale mercato discografico?
Il mio è stato un percorso complicato anche per errori di valutazione e fiducia mal risposta.

Oggi la situazione è resa anche più critica dalla pirateria e lo streaming, nonostante tutto sono serena per il lavoro svolto e gli obbiettivi raggiunti: da tredici anni vivo dedicandomi interamente alla musica che mi ha regalato grandi soddisfazioni, come il palco di Sanremo.

Il mio intento di lavorare a progetti discografici che mi rappresentassero e quindi la collaborazione con persone che potessero esserne parte è stato pienamente soddisfatto con “Senza paracadute” che è stato realizzato con cura e passione.

Voglio poter credere che, nonostante la situazione complicata del mercato, possa arrivare e volare perché “ci buttiamo senza paracadute… e i sogni mettono le ali”.

Cosa ne pensi dei talent?
Certamente hanno monopolizzato la discografia italiana, infatti vengono messi sotto contratto i giovani che escono dai talent, sono comunque importanti perché danno loro visibilità.

Il problema riguarda le vendite che sono comunque poche e limitano così la possibilità di nuovi investimenti.
Spesso i cantanti devono autoprodursi e non sempre è possibile. A tutto questo si aggiunge una vera “giungla” di concorsi e concorsini che pullula di persone poco professionali che blandendo i ragazzi, seppur talentuosi, con promosse non mantenute ne compromettono il percorso artistico costringendoli a desistere.

Ritornando al disco, quali saranno i prossimi passi?
Nel disco vi sono otto brani, tra questi sceglieremo a breve quali promozionare in radio e non sarà una scelta facile! Stiamo preparando un tour per portare “Senza paracadute” in giro per l’Italia e quindi cominceremo a suonare dal vivo: è questo il momento più atteso, dopo il lavoro in studio … il palco!

 

Radio Ca’ Foscari (RCF) è l’emittente dedicata a chi vive l’Ateneo dell’Università Ca’Foscari di Venezia.

Molti studenti dal 2007 si alternano ai microfoni per approfondire gli argomenti più disparati , esprimendo la propria creatività al massimo e rispettando in tutto e per tutto le loro tendenze.

Radio Ca’ Foscari: la web radio universitaria veneziana

 

Ambiente

Radio Ca’ Foscari, non è una vera e propria redazione.Si può definire come un agglomerato di “nuclei” indipendenti (tanti quanti i programmi presenti in palinsesto) che collaborano fra loro al fine di creare un progetto piacevole e completo. Parallelamente a queste piccole redazioni ci sono due staff mistiche si occupano della parte prettamente musicale e di quella riguardante il cinema.
Al di là di tutto il lavoro che viene svolto con serietà e professionalità, la radio funge anche da luogo d’incontro extraradiofonico. Spesso i ragazzi si ritrovano negli spazi dedicati indipendentemente dalle attività di registrazione e redazione.

Eventi

Gli eventi a cui la radio prende parte ogni anno con regolarità e in qualità di partner ufficiale,sono per lo più quelli organizzati dall’Università Ca’Foscari, quindi: Notte dei Ricercatori,  il Festival Letterario “Incroci di Civiltà” e i vari concerti organizzati da “Musicafoscari”.
Partecipano, a vario titolo, agli incontri con le matricole e con gli studenti universitari e prendono parte a molte iniziative culturali e musicali che si svolgono nella città di Venezia. Quando ne hanno possibilità ,loro stessi organizzano eventi, come ad esempio delle rassegne cinematografiche, al fine di promuovere la loro realtà .

Palinsesto

Come ogni web radio che si rispetti, il target principale che vogliono raggiungere è quello degli studenti universitari, sebbene voglia dire tutto e niente. Infatti ognuno ha i suoi gusti e le proprie preferenze, per questo motivo il palinsesto cerca di accogliere le  idee di tutti gli studenti che collaborano al progetto per creare  un’offerta valida e variegata che possa mettere d’accordo quanti più ascoltatori possibili. Oltre a questo impegno, i ragazzi della redazione cercano sempre di dare un tocco personale a tutto quello che fanno, evitando di proporre musica o format che possono essere facilmente seguiti sulle radio commerciali.

Contatti

Il sito ufficiale della web radio veneziana è  www.unive.it, mentre i loro contatti sui social sono facilmente trovabili digitando “radiocafoscari” su Instagram e “Radio Ca’ Foscari”su Facebook.

Articolo di Silvia Frattini.

“Noi non siamo del Politecnico. Noi siamo nostri dal Politecnico”. Questo è il manifesto dell’indipendenza della radio barese Frequenza libera, che è libera per davvero.

Frequenza Libera: la web radio degli studenti baresi

Nasce nel 2011 nel Politecnico di Bari, e ama definirsi la web radio DAL Politecnico per una questione strettamente legata all’ospitalità che la struttura da sempre riserva alla redazione.
Nasce dal progetto di alcuni ragazzi che, ai tempi, frequentavano il corso di ingegneria. Tra questi, vi è Matteo Benedetto, che ha fondatola radio, ma ha anche creato il sistema di automazione che essa utilizza per registrare.
Frequenza libera si differenzia dalle altre emittenti già approfondite perché non di Ateneo. Infatti, seppur situata nel complesso di ingegneria è aperta a tutti i rami universitari anche esterni, come ad esempio Lettere, la facoltà che ha frequentato Giovanna Delvino, importante collaboratrice della redazione, vincitrice del FRU Talent del 2017 (anche se a quei tempi si chiamava ancora Speaker Challenge) e membro fondatore della redazione di CineUni. Fino a quando non conobbe la realtà di Frequenza Libera, Giovanna, sapeva solo che le piaceva ascoltare la radio. La vera scoperta fu entrare e tuffarsi interamente in questo mondo per comprendere che era bello anche parlare al microfono e comunicare.
Ecco, Frequenza Libera nasce dall’esigenza di comunicare qualcosa, e prende vita laddove l’ingegneria sposa la comunicazione. È una radio che sta dalla parte degli studenti e che prende accordi con le università solamente quando le richieste e le esigenze di quest’ultimi vengono comprese, e quindi rispettate.

Ambiente

All’interno della redazione di Frequenza Libera si respira freschezza. Il significato della parola “libera” rispecchia i ragazzi in tutti i sensi, a partire dalla libertà da vincoli, Siae e doveri istituzionali, arrivando alla libertà di opinione, di parola, di essere se stessi. L’aria che si respira all’interno della redazione è un costante desiderio di confronto, prima ancora del desiderio di andare in onda. Spesso dopo le riunioni, i ragazzi si fermano ancora un po’ negli spazi di Frequenza Libera per festeggiare la giornata e fare quattro chiacchere anche (anzi soprattutto) con persone con cui si hanno avuto degli screzi. Non sempre a Frequenza Libera vi è una scaletta da seguire, molto spesso i microfoni vengono accesi in piena libertà per dare la possibilità a tutti di dire come ci si sente e cosa si è imparato durante la giornata si tratta di persone unite dalla stessa passione complici nel realizzare contenuti di valore. È un’atmosfera libera, caratterizzata da un’intesa magica che oltrepassa la barriera radiofonica e arriva direttamente agli ascoltatori. Da microfono a cuffiette.
Non vi sono gerarchie a Frequenza Libera, la cosa più importante in assoluto è il perenne confronto, fatto anche di critiche sempre costruttive.

Eventi

Essendo legati all’associazione RadUni, molti eventi a cui partecipano sono correlati a questa splendida collaborazione che i due enti intrattengono. Ogni anno presenziano al FRU e contribuiscono a creare quell’ambiente familiare cheti entra sotto la pelle.
Prendono parte a molti eventi nel territorio barese, alcuni anche molto importanti, come ad esempio:

  • Il BFest, ovvero il Festival del Cinema di Bari. Da anni prendono parte a questa iniziativa e riescono a creare tantissimi contenuti. li viene riservata la postazione nel salone principale, e grazie a questa posizione strategica e alla loro scioltezza raccolgono interviste anche di persone che solitamente stanno dietro il grande schermo (fonici, registi,ecc..).
  • Il BGeek, nientepopodimeno che il corrispettivo del Romics. Un festival interamente dedicato ai cosiddetti “nerd” e ai loro grandi interessi. In quel caso la redazione ha l’opportunità di intervistare cos player e grafici

Oltre a partecipare ad eventi istituzionali come quelli appena nominati, i ragazzi di Frequenza Libera organizzano anche loro, ampliando le proprie tendenze e facendo il tutto a misura di studente e non solo. Insieme alla Mediateca di Bari, che ha fornito spazi e attrezzatura, hanno organizzato la visione di determinati film. La riproduzione dei film scelti dai ragazzi di Frequenza Libera, avveniva al mattino, in un orario che metteva d’accordo sia gli studenti universitari che le persone anziane. Naturalmente la visione delle pellicole era gratuita e aperta ad ogni tipo di pubblico: sia a quello che voleva scoprire cose nuove, sia a quello che voleva semplicemente approfondirle.

Palinsesto

Essendo la redazione stessa molto variegata, il palinsesto non poteva di certo essere noioso. Si spazia dall’argomento più classico a quello più di nicchia, da quello più tecnico e che richiede maggiore attenzione nell’ascolto, a quello frivolo divertente che tiene compagnia durante le faccende quotidiane.
Ogni argon omento scelto per la programmazione rispetta al 100% le tendenze dei ragazzi.

Contatti

Tutto il lavoro dei ragazzi di Bari facilmente reperibile sul sito frequenzalibera.it e sui social Fecebook e Instagram digitando “Frequenza Libera”.

 

Articolo di Silvia Frattini.

Il panorama isolano ci riserva una gran bella sorpresa:  Unica Radio, organizzatrice dell’ultimo Festival delle Radio Universitarie.

Unica Radio è la radio dell’Università di Cagliari. Nata nel 2008 con lo scopo di essere la voce degli studenti universitari, negli anni, ha deciso di occuparsi anche di cultura, come ben specifica il suo claim: “Raccontiamo la città che cambia”. È una testata giornalistica riconosciuta presso il Tribunale di Cagliari.
Il portale su cui la redazione tiene aggiornata tutti i suoi ascoltatori, è diventato negli anni un punto di riferimento per il territorio. Infatti, attraverso l’utilizzo dei podcast, tutti gli studenti cagliaritani (e non solo) possono  usufruire in maniera puramente gratuita di interviste e approfondimenti riguardanti le iniziative che si svolgono sul territorio sardo. Unica Radio (come molte altre emittenti approfondite in questa rubrica) fa parte del network RadUni, associazione con la quale spesso collabora nella realizzazione di iniziative e dirette nazionali e reti unificate.
L’emittente cagliaritana fu la prima radio universitaria ad entrare nel DAB+, con copertura regionale grazie ad un accordo con il consorzio Digital Radio Group. Un passo fondamentale per le radio universitarie.
Carlo Pahler, ci ha raccontato ciò che è la realtà di Unica Radio, sottolineando ciò che più sta a cuore a tutti i ragazzi della redazione: l’essere sardi.

Unica Radio: la web radio degli studenti di Cagliari

Ambiente

La redazione è composta da studenti universitari che acquisiscono presso la struttura conoscenze legate alla scrittura giornalistica, SEO e leggibilità dei contenuti attraverso un percorso che dura circa 250 ore attivato attraverso un tirocinio universitario. Tra le competenze acquisite anche la conoscenza dei software di editing audio e di regia audio. Importanza rivestono i social di Unica Radio che, grazie a loro, divulgano la cultura nella rete.

Palinsesto

Il palinsesto di Unica Radio è vario. Spazia dai programmi dedicati alla musica ad approfondimenti legati al mondo della musica e della cultura locale. Grande spazio trovano anche i format condivisi realizzati dal network delle radio universitarie Raduni dedicati alle tematiche europee e al cinema. La redazione cagliaritana, pone una grande attenzione alla tradizione sarda e alla cultura locale. La conservazione del patrimonio regionale, è stato possibile attraverso la creazione di format in dialetto, fruibili anche da parte delle generazioni più longeve e lontane dalla nostra. Un altro progetto interessante e fuori dal comune, ancora in fase di elaborazione, è la realizzazione di un bus mobile con allestito all’interno uno studio radiofonico per poter raccontare dettagliatamente e in tempo reale gli eventi che si terranno nel 2019.

Eventi

Nel tempo, Unica Radio, ha dedicato molte energie alla cittadinanza, grazie a una serie di progetti dedicati alla tematica specifica. Tra questi vi è la realizzazione di un radiodramma partecipato intitolato “Passi Affrettati”. Tutto il progetto prende ispirazione dal testo di Dacia Maraini contro la violenza sulle donne.
Altre attività organizzate da Unica Radio, sempre legate al territorio, hanno previsto la partecipazione dei migranti. Questa esperienza innovativa e , senza ombra di dubbio, formativa, ha portato i ragazzi della redazione a realizzare un notiziario in lingua araba, per fare in modo di coinvolgere sempre di più i ragazzi migrati e farli sentire parte di una realtà calda e ospitale.
Inoltre, l’ultimo FRU si è svolto proprio nella cornice cagliaritana. L’organizzazione di Unica Radio è stata impeccabile e instancabile, garantendo una grande riuscita dell’evento annuale che prevede la partecipazione di tutte le radio sul territorio nazionale.

Contatti

Unica Radio si racconta attraverso il portale www.unicaradio.it . Potete trovare i lavori della redazione sarda anche sui social Facebook e Instagram digitando “Unica Radio”.

Articolo di Silvia Frattini.

Quanto è importante per un cantante avere un Manager?

Da soli non si arriva da nessuna parte: l'arte non basta!

Se la tua intenzione è quella di fare musica nel vero senso della parola e di provare a sfondare nel mondo della musica rassegnati: a ognuno il suo ruolo! Non puoi pretendere di gestire tutte le tue attività in solitaria, anche perché potresti non avere le doti necessarie e fare un gran flop!

Se sei un cantante o un musicista, mettiti in testa una cosa: il tuo ruolo è quello di concentrarti esclusivamente sulle produzioni, sulla scrittura dei testi e sulla composizione di nuove melodie.

Sarà il manager ad occuparsi del tuo Business.

Un professionista con comprovata esperienza gioca una buona carta. Certo, questo è un valore aggiunto, ma a mio avviso ciò che conta è scegliere una persona che sia aggiornata sul mondo della musica e sulle sue evoluzioni, che abbia delle conoscenze nell’ambiente, spirito d’iniziativa, tanto istinto e una forte passione per il suo lavoro.

Inoltre spetta al manager mantenere i contatti e discutere di eventuali ingaggi, senza contare che lo stesso manager viene contattato più volentieri da organizzatori e label, mentre per la comunicazione ci pensa l’Ufficio Stampa. Parlare con un manager risulta più diretto e proficuo. Cantanti e musicisti, molto spesso, non vendono un progetto ma se stessi e le proprie ambizioni.

Inoltre, nelle band, la presenza di un manager può essere utile per evitare contrasti tra i membri del gruppo: è in grado di valutare in maniera neutrale e professionale le varie opportunità.

In conclusione:

hai intenzione di avviare la tua carriera in maniera professionale? Trova un buon manager di cui possa fidarti e con cui poter condividere i tuoi sogni e le tue ambizioni. Ma attento a non andare oltre il recinto, altrimenti il rischio è quello di restare soli… e da soli non si arriva da nessuna parte!

E tu …Hai un manager?

A cura di Giuseppe Della Mura

La  web radio di cui parleremo oggi è molto recente ma sa il fatto suo.  Questa è Unitus, la radio degli studenti di Viterbo.

Radio Unitus: laweb radio dell’Università della Tuscia

Unitus è la web radio dell’Università degli Studi della Tuscia (Viterbo). Nasce nel 2015 da un progetto di laboratorio ideato dal professore Giovanni Fiorentino (attualmente direttore del DiSuCom – Dipartimento delle Scienze Umanistiche, della Comunicazione e  del Turismo). Ad accompagnarci all’interno della realtà di Unitus è Elisa Spinelli, coordinatrice della redazione.

Ambiente

Nelle stanze della redazione, si respira collaborazione e spirito di iniziativa (come andremo a scoprire parlando successivamente del palinsesto).  I ragazzi più esperti nel campo radiofonico e veterani della vita di redazione, all’inizio dell’anno accademico, tengono un corso di formazione per le nuove leve interessate a far parte di questa meravigliosa realtà. Ogni persona interna può decidere il tipo di format più adatto a lui e progettare il suo tipo di programma, ma non solo gli studenti. Infatti,in questi tre anni di attività alcune delle proposte radiofoniche del palinsesto di Unitus erano frutto dell’idea di docenti e personale tecnico/amministrativo.

Palinsesto

Il palinsesto che Unitus propone ai suoi ascoltatori è tanto semplice,quanto efficace. Stuzzica la curiosità degli studenti universitari (target a cui la programmazione si rivolge) attraverso programmi dispensatori di consigli ed esperienze utili per affrontare la vita universitaria,ma anche di gossip e fatti quotidiani.
Le  idee non mancano. Infatti un programma che venne fatto in passato, vedeva come protagonisti dei signori anziani accompagnati dai ragazzi più esperti durante i loro talk. Gli argomenti che venivano affrontati,in quel caso,volevano colpire un target diverso dal solito. Infatti gli ascoltatori erano tutti gli altri anziani del centro Ancescu, interessati  all’ascolto di buona musica,consigli sulla salute e ricordi.

Eventi

Unitus, in quanto radio istituzionale interamente finanziata dall’università, partecipa per lo più ad eventi organizzati dall’ateneo come Open Day e Career Day, fornendo agli studenti, contenuti non solo audio.  Durante il Career Day vengono svolte interviste a tutti gli espositori del programma, per proporre un informazione più completa che gli studenti potranno trovare sul sito ufficiale e sui social in forma video.
Altro evento a cui la radio partecipa investe di partner è l’Est Film Festival, settimana dedicata al cinema e caratterizzata dalla presenza di registi famosi in tutto il mondo come Verdone e Virzì.
Unitus, fin dal suo primissimo periodo di attività,ha preso parte a tutte le iniziative organizzate da RadUni, entrando a far parte di questa grande famiglia. Recentemente hanno preso parte all’Uni  Web Tour, iniziativa che consiste nell’ospitare in redazione artisti emergenti, che verranno intervistati dai ragazzi.

Contatti

Il sito ufficiale per avere più informazioni su Unitus e rimanere sempre aggiornati sul loro lavoro è www.unitus.it. Potete cercare i ragazzi viterbesi anche su Facebook digitando il nome “RadioUnitus”.

Articolo di Silvia Frattini.

La vera identità dopo XFactor: pronti per il Tour

Gi Urban Strangers sono tornati
MILAN, ITALY – DECEMBER 10: Urban Strangers perform live during the final of ‘X Factor’ on December 10, 2015 in Milan, Italy. (Photo by Stefania D’Alessandro/Getty Images)

In una realtà musicale e televisiva come quella odierna, fatta di mode passeggere e trend del momento, non è facile rimanere musicalmente genuini.
La dura legge del mercato, delle views e dei followers impone di seguire una certa convenzionalità melodica e di sound tali da standardizzare le produzioni della sfera musicale contemporanea; il tutto richiamando così il grande pubblico verso nuovi generi capaci di dare all’artista di turno quella tanto ambita visibilità.

Riflesso naturale di questo nuovo modo di pensare alla musica da parte delle produzioni e delle case discografiche sono i talent capaci di innalzare a star del momento giovani artisti ambiziosi che, grazie all’apporto mediatico, vengono proiettati in una cornice di visibilità fuori dal comune facendosi conoscere dal grande pubblico per una determinata caratteristica o peculiarità musicale.

Riflettori che per tutta la durata del talent rimangono inchiodati all’artista di turno, ma una volta terminata l’edizione la magia e le luci si spengono.

Cosa rimane di questa visibilità?

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MILAN, ITALY – DECEMBER 10: Urban Strangers perform live during the final of ‘X Factor’ on December 10, 2015 in Milan, Italy. (Photo by Stefania D’Alessandro/Getty Images)

Noi di Musica361 abbiamo avuto modo di incontrare un duo che ha vissuto in primis la realtà mediatica dei talent ed è riuscito a ritagliarsi un posto di tutto rispetto nella scena musicale odierna andando un po’ contro-corrente, rafforzando la propria idea di fare musica senza incorrere in facili compromessi discografici capaci di proiettarli subito ad un livello di visibilità maggiore.

Stiamo parlando degli Urban Strangers che abbiamo avuto modo di conoscere ad Xfactor, talent che li ha visti arrivare secondi capitanati dal giudice Fedez.
Un percorso quello all’interno del talent che non ha condizionato il loro modo di fare musica ma che sicuramente li ha maturati e resi più consapevoli delle loro possibilità.
A distanza di due anni dal loro primo album in studio, Detachment, è uscito il loro secondo album U.S che è disponibile negli store digitali e non dal 7 settembre.

Se con Detachment eravamo di fronte ad una produzione ancora molto grezza dal punto di vista dell’innovazione musicale e del tratto distintivo che ci aveva fatto così tanto appassionare alle auditions di Xfactor (ovvero quella formula così semplice ed estremamente potente quale chitarra e due voci), con U.S raggiungiamo una maturità artistica notevole.

La grande scelta…

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MILAN, ITALY – NOVEMBER 19: Urban Strangers perform at ‘X Factor’ Tv Show on November 19, 2015 in Milan, Italy. (Photo by Stefania D’Alessandro/Getty Images)

Innanzitutto la scelta drastica di usare come lingua l’italiano, cosa che potrebbe far storcere il naso a chi li aveva apprezzati in inglese ma che invece li porta ad un gradino più alto e sicuramente unico nel panorama musicale italiano. Una scelta che non pregiudica la qualità dei contenuti testuali che invece vengono rafforzati e resi più veri e diretti.

Gennaro Raia e Alessio Iodice firmano così un album dai tratti sicuramente più interessanti dove a farla da padrona è la scelta acustica di numerosi brani che, accompagnati da una equilibrata componente elettronica e da un gioco di voci mai banale ed eccessivo, portano l’ascoltatore ad entrare nel vero mondo degli Urban Strangers;  un mondo un po’ malinconico ed evanescente che però è capace di racchiudere una sensibilità artistica oggi come oggi molto rara a trovarsi.

Presentato nuovamente alla stampa e ad un gruppo cospicuo di fan a Milano nella suggestiva cornice del Sampling Mood Records l’album ha riscontrato una critica sicuramente positiva e sorprendente; ma come avranno vissuto i diretti interessati questo cambiamento a livello musicale e quali saranno state le loro difficoltà, se ce ne sono state, nell’incidere un album come U.S così diverso rispetto a ciò a cui eravamo stati abituati finora?

L’anteprima…

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MILAN, ITALY – DECEMBER 10: Urban Strangers perform live during the final of ‘X Factor’ on December 10, 2015 in Milan, Italy. (Photo by Stefania D’Alessandro/Getty Images)

Dopo la presentazione e l’anteprima del tour siamo stati alla data del 15/11 all’Arizona 2000 nel cuore di Milano.
Il duo di Somma Vesuviana ha dato una ulteriore prova della loro tenacia e del loro sapersi identificare consapevolmente in un genere quantomai unico in Italia.

Un concerto che ha reso evidente la maturazione artistica e professionale del gruppo; da un modo di fare musica caro alle major discografiche che spesso hanno snaturato artisti rendendoli conformi alle logiche del mercato ad una necessaria volontà di non sottostare a questo tipo di compromesso ma rimanere il più veri e genuini possibili. È proprio per questo che con l’album U.S possiamo finalmente dire che gli Urban Strangers sono tornati.

Il punto di partenza…

Ovviamente il percorso di risalita è lungo ma ci sono i presupposti affinché si possano raggiungere i risultati sperati, da un tecnicismo vocale non indifferente all’unicità dei timbri vocali dei due componenti, dalla presenza scenica al sound contemporaneo. Non ci resta che vivere con mano questa costante crescita, seguendoli nel loro tour e in attesa della produzione del loro prossimo album.

Noi di Musica361 ci siamo fermati a chiaccherare con loro il giorno dell’anteprima del tour: ecco cosa ci hanno raccontato.

Guarda la videointervista

Articolo a cura di Victor Venturelli

Continuiamo a scoprire la realtà delle web radio. Oggi parliamo di POLI.RADIO trasferendoci nella cornice metropolitana di Milano.

POLI.RADIO

Il progetto POLI.RADIO nacque nel febbraio 2007 dall’idea di uno studente di design. Nel luglio dello stesso anno il gruppo studentesco si fece spazio e iniziò a trasmettere le proprie trasmissioni il 14 dicembre alle ore 14.00. Il magnifico rettore Giulio Ballio aprì per primo le trasmissioni, attraverso un discorso inaugurativo e il taglio del nastro dallo studio principali.
Ogni parte di questa intervista è stata trattata da diversi componenti della redazione per dare risposte corrette e dettagliate il più possibile. Hanno partecipato alla stesura dell’articolo: Marco Ferrè (station manager), Emanuele Campagnolo (responsabile tecnico e uno dei fondatori di POLI.RADIO), Enrica Zoleo (responsabile programmi), Alessandra Stefanini (responsabile redazione) Federica Rho (responsabile comunicazione), Giovanni Cassani (responsabile eventi), Valentina Sarto (presidente dell’associazione), Alessandra Di Nardo (vice presidente), Chiara Papéra (responsabile musica) e Fabio Mauri (responsabile IT).

Ambiente

L’ambiente di POLI.RADIO è stimolante e sfrutta al meglio il connubio tra professionalità e divertimento. La redazione è spesso luogo di incontro per assemblee sia ufficiali che “ufficiose”. Spronano i ragazzi a dare il meglio di loro anche grazie alla loro attrezzatura di tutto rispetto, infatti, POLI.RADIO, si compone di due spazi: due studi e una redazione.
Il primo studio è adibito prevalentemente alle dirette ed è stato recentemente rinnovato non solo relativamente alla strumentazione, ma ristrutturato da cima a fondo, con nuovi pannelli e una nuova organizzazione dello spazio. Al piano inferiore è possibile trovare un nuovissimo studio adibito alla produzione di podcast, programmi registrati e tanti altri contenuti.
Infine, la redazione, in particolare, è il luogo di coworking, attrezzata con tutto il necessario per produrre i contenuti audio video e artistici da usare nei programmi.

Palinsesto

La redazione milanese propone un palinsesto 24/7. Offre più di 20 programmi settimanali spaziando tra gli argomenti più classici, come la musica o lo sport, fino ad arrivare ad argomenti atipici nell’ambiente radiofonico, come ad esempio un programma sulla fotografia e un programma fruibile dalle persone sorde.
Il target a cui POLI.RADIO si riferisce va da 20 ai 35 anni e si pone come obiettivo quello di stare al passo coi tempi e addirittura anticiparli, ponendo grande attenzione ad argomenti che vogliono sensibilizzare il pubblico.
Il primo disco che risuonò nelle cuffie della redazione fu Hump de Bump dei Red Hot Chili Peppers, il quale definì il format musicale “Album Oriented Rock” (AOR), che nel tempo si evolverà Adult Album Alternative (AAA). Questo format si evolverà seguendo influenze Urban Contemporary (UC), verra in seguito ribattezzato POLI.RADIO Xtra.
Il palinsesto di POLI.RADIO propone ai ragazzi di imparare le basi della trasmissione radiofonica, sia dal punto di vista tecnico che di conduzione, attraverso un laboratorio in onda tutti i giorni dalle 13 alle 14, ‘Domani all’Una’. Permette ai propri associati di andare in onda con programmi anche in lingua inglese, un esempio è ‘Erasmusic’, spazio creato per i ragazzi in Erasmus a Milano, spesso ospiti del programma. Gli argomenti trattati spaziano dal cinema, con ‘Policiak’ e ‘I Cinefili’, al fenomeno del Cosplay, con ‘Cosplaylog’, allo sport, con ‘Sporting Club’.
Il tema musicale viene approfondito sia attraverso interviste (con ‘IM.POLI.TE’), che attraverso monografie degli artisti del momento, con ‘Wannaguess’, o incentrati su generi specifici come ‘On-de Rock’ e ‘Something’. Non è finita, POLI.RADIOoffre vere e proprie sessioni live con programmi come ‘Soundcheck’ (incentrato sul genere indie-rock) e ‘Ghetto Connection’ (con il raggae e il rap; come non mancano le classiche classifiche musicali sia dal mondo inglese con ‘Hit40UK’ che dal mondo italiano con ‘Charts’. Non possono mancare programmi di intrattenimento come ‘Fuori Corso’, ’N.E.R.D.’, programmi basati sullo storytelling, come ‘Decameron’ e ‘Recollection’, e sull’info-tainment, quale ‘La Rassegnata’. Infine vi sono programmi di stampo scientifico con ‘Necst tech Time’ in collaborazione con il laboratorio Necst Lab del Politecnico di Milano, oltre a programmi dai temi non tipicamente “radiofonici” come ‘Pictures Of You’ incentrato sul mondo della fotografia, e ‘PO.LIS’ l’unico programma in Italia fruibile sia da un pubblico udente che sordo attraverso la traduzione simultanea in Lingua dei Segni.

Eventi

POLI.RADIO è molto attiva sul territorio, cercando di creare media partnership che durano nel tempo con enti e istituzioni (specialmente Milanesi), spaziando fra diversi settori e argomenti. Da anni i ragazzi do POLI.RADIO sono  partner di Inner_Spaces, rassegna di musica elettronica all’Auditorium San Fedele. Quest’anno hanno attivato pure una collaborazione con le Manifatture Teatrali Milanesi, con le quali lavorano alla creazione di contenuti sugli spettacoli in scena e sulle loro produzioni originali.
POLI.RADIO, ha inaugurato la nuova stagione 2018-2019 con la media partnership di TEDxMilano Oltremisura.Sono nella giuria speciale del Pending Lips Festival al Tambourine di Seregno, e inoltre stanno lavorando su tantissimi altri progetti.
In tutti questi anni di lavoro, POLI:RADIO ha collaborato con festival musicali famosi, come: Big Bang Music Fest, MI AMI, Bachelite cLab Outsound Festival, Sziget e Home Festival.
I ragazzi pongono grande attenzione ai rapporti che intrattengono con i diversi uffici stampa e management con cui spesso collaborano per interviste, eventi e concerti. Tengono molto all’aspetto comunicativo. Il loro sito ufficiale (che potrete trovare nella sezione contatti) è sempre aggiornato e stilisticamente semplice, ordinato e user friendly. I social sono fondamentali e sempre in evoluzione,in quanto raccontano la vita di redazione e documentano eventi e “momenti dietro le quinte”.senza considerare che sono anche un mezzo importante per sponsorizzare sé stessi le realtà con cui collaborano.
Ogni anno, POLI.RADIO ,prende parte a vari eventi, sia interni che esterni all’università. All’interno del Politecnico di Milano partecipa ogni anno ad eventi quali “TUxTU” e l’Open Day, eventi sportivi tra cui la Polimirun (per due edizioni radio ufficiale).Grazie ad eventi fuori porta come quelli appena citati, si offre un’esperienza radiofonica differente e completa. Durante questi eventi si realizzano djset,si interagisce col pubblico e si svolgono altre attività che vanno ben oltre la tipica conduzione radiofonica.

Contatti

Il lavoro di POLI.RADIO è documentato sul sito e sui social Facebook (POLI.RADIO), Instagram (@poliradio) e Twitter (@poliradio).

Articolo di Silvia Frattini.

Plagio o non plagio: questo è il dilemma…

Pensi che un tuo brano sia stato plagiato? Prima di utilizzare questo termine è bene fare molta attenzione, soprattutto perché ancora oggi c’è un po’ di confusione sul tema.

Da un punto di vista prettamente giuridico, il plagio viene spesso accomunato alla contraffazione;  infatti, la legge italiana ha creato un’apposita figura, quella del “plagio-contraffazione” che comprende sia lo sfruttamento abusivo di un’opera musicale sia l’usurpazione di paternità.

La tua opera, potrebbe essere stata semplicemente plagiata, non ricorrendo alla contraffazione. In questo caso si parla di “plagio semplice” che si realizza ad esempio, quando si riproduce in pubblico un’opera e la si camuffa attraverso un lavoro di ritaglio o di cambiamenti formali, spacciandola come propria.

Nel campo musicale, il plagio è stato spesso oggetto di studi, soprattutto per definire i criteri per la sua identificazione. Purtroppo non esistono delle regole precise per identificare il plagio di una composizione musicale e si dovrà valutare caso per caso.

Quando parlare di plagio o contraffazione. 1

Formule quali – ad esempio “se otto battute di due brani sono identiche, si verifica un’ipotesi di plagio…” non sono valide in quanto gli elementi che compongono una canzone sono molteplici.

Sicuramente, la somiglianza tra due brani la si può dedurre immediatamente dalla linea melodica, ma una composizione è composta anche da altri elementi come il ritmo, gli accordi armonici e il timbro: tutti elementi necessari al fine di far riconoscere il plagio.

Se anche due canzoni possono risultare molto simili, giuridicamente, parlare di plagio, è altra cosa.
Qualora venga accertato il plagio, sono previste delle sanzioni a tutela della paternità (art. 168 e ss. l.d.a).

La legge non considera il plagio come ipotesi autonoma di reato, ma solo come aggravante della contraffazione: è prevista un’aggravante della pena per i reati previsti al 1° comma dell’art. 171 l.d.a. commessi “con usurpazione della paternità dell’opera…”. Oggetto della tutela penale è pertanto il rapporto autore-opera.

Elemento soggettivo del reato di plagio può essere il dolo o la colpa: sono irrilevanti tanto l’eventuale fine che il plagiario si sia proposto, quanto il fatto che egli abbia arrecato un danno, morale o patrimoniale all’autore plagiato; è irrilevante anche il valore dell’opera illecita.

L’errore sul fatto costituente reato non esclude la punibilità. Inoltre non può considerarsi valido il consenso dell’offeso all’usurpazione della paternità poiché il diritto di paternità intellettuale è indisponibile. È invece ammissibile il consenso per la contraffazione semplice, ovvero la lesione dei diritti di utilizzazione economica, in quanto essi sono disponibili.

L’elemento soggettivo della buona fede può valere a escludere la condanna al risarcimento del danno, dove il plagiario abbia agito senza dolo e senza colpa.

 

A cura di Giuseppe Della Mura

 

È la volta di approfondire il lavoro della redazione napoletana di F2Radio Lab.

F2Radio Lab

F2 Radio Lab è la web radio di ateneo dell’Università degli studi di Napoli Federico II. Nasce nel 2006 ed è aperta a tutti gli studenti facenti parte di ogni corso previsto. Alla scoperta della realtà radiofonica, che si sviluppa nella magica cornice di Napoli, ci accompagna Martina Esposito, studentessa che ha preso parte alle attività della radio e ricopre un ruolo all’interno della redazione da ben tre anni. Ringraziamo lei e tutti i componenti di F2Radio Lab per la collaborazione e la disponibilità a rispondere alle nostre domande.

L’ambiente

La radio è un laboratorio didattico in cui tutti i ragazzi che partecipano al progetto vengono istruiti attraverso un corso di formazione tenuto da professionisti del settore. Quando avranno ricevuto un’istruzione adeguata entreranno a far parte del team di redazione attivamente.
F2Radio Lab può essere definito un posto in cui gli studenti acquisiscono una formazione utile, non solo per lavorare nel mondo radiofonico professionale, ma in qualunque ambito lavorativo vorranno cimentarsi. Infatti, è gestita come un vero e proprio posto di lavoro, in cui ognuno ricopre un ruolo ben preciso e tutti gli impegni e le questioni burocratiche vengono gestite con la massima serietà. Si incontrano persone di diversa natura e si impara a convivere, con tutte le difficoltà e le gioie del caso.
Sempre aggiornata sugli ultimi sistemi d’avanguardia nel settore, F2 Radio Lab è stata una delle prime web radio in Italia ad adottare le tecnologie digitali e continua a seguire le innovazioni tecnologiche per mantenere la più alta qualità possibile per quel che riguarda il suono, il prodotto e la valorizzazione dei tanti altri contenuti trasmessi oltre la musica. La radio è composta da una sala di redazione, una di post produzione ed una cabina interna insonorizzata, dalla quale vanno in onda tutti i programmi in diretta. Inseriti in un contesto di totale professionalità, i ragazzi lavorano in armonia e i momenti di divertimento, che rendono bello questo settore, non mancano mai.

Palinsesto

Il target di F2 è ampio e parte della comunità studentesca per arrivare anche a quella cittadina. Il palinsesto è ricco di programmi per tutti i gusti, dal quotidiano Workshow, programma laboratoriale in cui tutti gli studenti si mettono alla prova con notizie di intrattenimento ed attualità, agli appuntamenti settimanali come il programma sportivo, quello di approfondimento sul mondo animale, quello di informazione in collaborazione con La Repubblica e quello sul mondo del cinema. Proprio quest’ultimo, portò la redazione napoletana a vincere il premio come miglior format radiofonico nel 2017 in occasione del Festival delle Radio Universitarie.

Gli eventi

Ogni anno la web radio lavora attivamente nel programma di diffusione delle attività organizzate dall’ateneo con interviste in studio o partecipando in esterna agli eventi proposti dalla Federico II. Non mancano certo gli appuntamenti fissi, come l’annuale celebrazione degli studenti meritevoli in occasione dell’evento “Buon compleanno Federico”. Come web radio d’ateneo, F2Radio Lab partecipa anche ad attività di divulgazione scientifica come “La notte dei ricercatori”.

Contatti

Tutto il lavoro che F2Radio Lab svolge quotidianamente è facilmente reperibile su Instagram e Facebook scrivendo sulla barra di ricerca “F2Radio Lab”, oppure sul sito ufficiale della web radio.

Articolo di Silvia Frattini. 

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