Venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 settembre, a Borgio Verezzi, in provincia di Savona, nella cornice del Teatro Gassman, si terrà la prima edizione nazionale del Concorso ideato da Musica361.

Musica361, I° Concorso Nazionale di Voci Nuove

Il concorso, organizzato dalla Cooperativa I.So con il Patrocinio del Comune di Borgio Verezzi e la Direzione Artistica della testata Musica361.it, si rivolge a giovani (a partire dai 14 anni) e adulti che hanno il desiderio e la passione di esprimersi attraverso la musica ed in particolare, la canzone.

Musica361, inserendosi in un territorio particolarmente ricco di artisti e di tradizione cantautorale, animato tutto l’anno da eventi musicali, vuole sviluppare la sua azione coinvolgendo tutte quelle realtà già esistenti per creare una rete di diffusione che faccia da risonanza alle attività/iniziative già in essere.

Il binomio tra il territorio e una testata di settore, nasce con l’obiettivo primo di valorizzare mediaticamente la realtà locale che è anche turistica per creare nuove occasioni culturali rivolte ai giovani (e non solo) unite alla promozione della musica.

Il valore “361”, sta ad indicare quel grado in più che fa la differenza: la ricerca del talento e della passione che si esprimono, proprio in questi momenti pubblici, dove si auspica che il palcoscenico possa trasformarsi anche in un trampolino per spiccare il volo.

I partecipanti potranno gareggiare  con brani editi o inediti, da solisti o in gruppo. 

Il regolamento è disponibile sui siti del Comune di Borgio Verezzi, della Cooperativa I.So. e della testata musicale Musica361.

Fino al 9 agosto avverranno le selezioni degli artisti che intendono candidarsi alla prima edizione del ConcorsoMusica361.

Nella prima fase avverranno i pre-ascolti, quelli che, entro il termine del 9 agosto andranno a selezionare i 32 partecipanti di questa prima edizione. I nomi dei concorrenti verranno resi pubblici il giorno 16 agosto 2019.

Le audizioni di pre ascolto avverranno a Borgio Verezzi, a Torino e a Milano.

32 saranno i concorrenti che accederanno alle prime due serate. Ogni serata si esibiranno 16 concorrenti, otto dei quali accederanno alla finale di domenica sera.

Tre saranno le giurie che valuteranno i concorrenti nelle prime due serate di semifinale e che andranno a decretare i primi tre classificati nella serata conclusiva: la giuria di tecnici del settore (Produttori, Discografici, Vocal Coach), quella dei giornalisti e infine quella del pubblico. Sono previsti premi speciali che l’Organizzazione assegnerà in base all’andamento delle tre serate.

Scarica il Regolamento del Concorso

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Ufficio Stampa
361ComunicAzione – Mauro Caldera – 3476581216 – ufficiostampamaurocaldera@gmail.com

Sabato sera a Reggio Emilia Ligabue con la sua band ha fatto la prova generale dell’imminente Start Tour. Il nostro racconto a due voci di quello che il pubblico vedrà, per 9 date, a partire dal 14 giugno con l’esordio allo stadio San Nicola di Bari.

A due voci: la prova generale di Ligabue per Start tour
Start Tour, Ligabue durante la prova generale. Foto: © Jarno Iotti

Luci, quelle d’America in scaletta con il brano omonimo, e quelle del palco, mai in un tour di Ligabue così illuminato. Led, a coprire 365 metri quadrati. Un impianto audio di ultima generazione che offre un’elevata qualità di ascolto per tutti gli spettatori e un impatto sonoro emozionante. Un palco alto 22 metri, profondo 20 e lungo 58, con due passerelle asimmetriche che si immergono nel pubblico pronte a prendere vita con la musica di Ligabue.

Ecco il nostro racconto a due voci, con impressioni a confronto di Nico e Francesca, della prova generale di Start Tour.

Start Tour, la “dipendenza dal palco” e dal pubblico di Ligabue

A un anno e mezzo di distanza dalla conclusione dell’ultima tournée, il Liga torna sul palco rivendicandone la sua profonda e viscerale dipendenza. Per questo Start Tour 2019 lo attendono nove serate di sfrenato coinvolgimento con il pubblico che, da quello che abbiamo potuto assistere nel corso di una riservatissima prova generale, non rimarrà di certo deluso dallo spettacolo messo in piedi.

Uno show da vivere fino in fondo, ponderato nel suono e nella scelta dei brani in scaletta, che accontentano un po’ tutti i palati, raggruppando le varie generazioni di supporter. Delle trenta canzoni proposte, ben diciassette provengono dal suo repertorio anni ’90, mentre le restanti dagli album realizzati nel nuovo millennio, tra cui sette inediti del suo ultimo disco “Start”.

Compagni di viaggio di questo itinerante percorso dal vivo, cinque musicisti di tutto rispetto e di insindacabile bravura, a partire dagli insostituibili chitarristi Max Cottafavi e Federico Poggipollini, passando per il bassista Davide Pezzin, il tastierista Luciano Luisi e il batterista Ivano Zanotti, al suo debutto nella band del rocker di Correggio.

Sette maxi schermi accompagnano lo scorrere delle tracce, in una sequela di luci, immagini e tanta buona musica, per due ore e un quarto di puro divertimento. Tra il mastodontico palco e l’imponente realtà, Luciano Ligabue ci mette gran parte del proprio vissuto, ventinove anni di irriducibili successi, regalandoci ancora una volta la sua personale visione del mondo, rigorosamente da ballare.

Nico Donvito

A due voci: la prova generale di Ligabue per Start tour 1
Start Tour, Ligabue durante la prova generale. Foto: © Jarno Iotti

Start Tour, cori che attraversano quasi trent’anni di carriera

Nel parcheggio della Fiera di Reggio Emilia campeggia il palco imponente; lo spazio attorno è vuoto, a parte un po’ di amici di Ligabue e noi giornalisti.

Quello che ho visto è un concerto che mette, come sempre, la musica al centro. Si parte con due brani dell’ultimo disco “Start”, “Polvere di stelle” e “Ancora noi”, il palco da bianco e nero diventa un’esplosione di colore, nel segno della L di Luciano.

Mood lustrini, la festa decolla subito e apre le braccia al ritmo scatenato di “Balliamo sul mondo”. Ligabue tira fuori tutto il repertorio dei suoi cori: quello di “Urlando contro il cielo” chiude i bis e il concerto, ma ci sono anche “Marlon Brando è sempre lui”, “Il giorno di dolore che uno ha” e altri ancora. Manca solo il ‘gira gira’ di “Lambrusco & pop corn”, in compenso c’è la new entry di “Ancora noi”.

Ligabue fa indossare un vestito verde a “Non è tempo per noi”, con video-memento che riguardano l’ecologia e l’ambiente; su “Bambolina e barracuda” i led riproducono immagini che richiamano la copertina di “Never mind the bollocks” dei Sex Pistols.

Momento magico con “Certe notti”, grande emozione per “Mai dire mai”, vorticosa “A che ora è la fine del mondo”, interessanti i due medley (uno chitarra e voce, l’altro con tutta la band) che cambiano ritmo e sapore a una scaletta che non delude.

I brevi attimi di silenzio assoluto tra una canzone e l’altra non riempiti dalle grida della gente fanno capire quanto valore abbiamo noi, il pubblico, e quanto saperci coinvolgere sia un’arte che Ligabue padroneggia con carisma e talento.

Francesca Binfarè

Foto: © Jarno Iotti

Nella quarta serata del Festival, i tanto attesi duetti. Sbirciamo sul taccuino di Giancarlo Genise esperto Vocal Coach per carpirne il giudizio.

Sanremo 2019: la resa di conti, chi vincerà il Festival?

 

Federica Carta e Shade con Cristina D’Avena

Voci abbastanza pulite, comunicative con un linguaggio giovanile e discografico per teen idol.

Voto 6,5

Nel duetto con Cristina D’Avena, il voto scende  purtroppo perché si scivola ad uno stile cartoon che non paga.

Voto 6

 

Motta con Nada

Dizione pessima, qualsiasi errore tecnico possibile, lui lo fa. Timbro interessante che però non “buca”.

Voto 6

Nel duetto con Nada, grazie anche al nuovo arrangiamento, prende forza e diventa interessante: le voci si sposano bene creando un mix di armonie ben disegnate.

Voto 7

 

Irama con Noemi

Irama si “auto” clona credendosi ancora ad amici e dimenticando di essere a Sanremo, un brano adatto alle teen idol  ma, tecnicamente, un vero disastro.

Voto 6

Con Noemi all’inizio qualche difficoltà anche perché la parte rap mal si combina con la sua voce.

Noemi si scatena poi nella seconda parte sostituendosi, di fatto,  alla corista e tale rimane rimanendo backvocals fino alla fine. Sciupata.

Voto7

 

Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo

Tiene botta la classe e l’ironia di Patty Pravo con un Briga molto formale, anche se a volte il testo non è perfettamente comprensibile.

Voto 6

Il cambio di arrangiamento e le tre voci insieme, danno una bella sferzata al brano che decisamente ne guadagna.

Voto 8

 

Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci

Non riesce a suscitare grandi emozioni, anche se, come sempre ha un ottimo arrangiamento. Senza infamia e senza lode.

Voto 6

Nel terzetto con Ruggeri e Roy Paci, il brano non decolla…anzi  patisce qualche forzatura di troppo.

Voto 6

 

Le pagelle di Giancarlo Genise vocal coach
Giancarlo Genise vocal Coach – photo Caporilli

Il Volo e Alessandro Quarta

I tre tenorini mostrano, al solito, una buona preparazione tecnica anche se l’impasto vocale, in alcuni passaggi, non è preciso, risultano comunque, in sintonia. Grande carica emotiva.

Voto 8

Con il violino di Alessandro Quarta il brano diventa più intimista, purtroppo le voci hanno dei “buchi” di impasto.

Voto 7

 

Arisa e Tony Hadley

Un brano che non mi fa impazzire ma, indiscutibilmente, lei sfoggia capacità tecniche di altissimo livello.

Voto 8

In duetto con Tony Hadley il brano diventa ancora più difficile ma loro riescono nell’intento.

Voto 9

 

Mahmood e Gué Pequeno

Bravo e radiofonico, mette voglia di ballare. Il brano non richiede grandissimo impegno, poche difficoltà tecniche.

Voto 7,5

Con Gué Pequeno le voci non si discostano molto ed il brano va via liscio.

Voto 7,5

 

Ghemon e Diodato

Il brano è molto bello, anche se purtroppo non se ne comprende bene il testo, penalizzato da un interpretazione non perfetta.

Voto 6

Insieme a Diodato passa da una dimensione più intimista ad un racconto più marcato. Meglio

Voto 7

 

Renga e Bungaro

A suo agio sul palco, con qualche errore tecnico nelle parte bassi dell’inizio, parole non sempre pronunciate perfettamente.

Voto 7

Con Bungaro e nonostante  la presenza dell’etoile purtroppo,  non riesce a suscitare cambi emotivi

Voto 7

 

Ultimo e Fabrizio Moro

Un timbro il suo, che è sempre molto riconoscibile, anche se parte con una intonazione un po’ imprecisa. Un gran bel testo e una interpretazione intensa e matura da vero cantautore. Tecnicamente, parecchi errori a partire dalla respirazione che ne compromettono il risultato.

Voto 6/7 (la canzone meriterebbe 8)

In duetto con Fabrizio Moro una carica emotiva incredibile: favolosi! Forse non perfetti, ma cantano col cuore e fa la differenza.

Voto 8

 

Nek e Neri Marcorè

La voce un po’ stanca e tesa, il brano se pur ritmato manca di contrappunto In ogni caso buona interpretazione.

Voto 7

Con Neri Marcorè diventa qualcosa di più ed acquisisce fascino, grazie al nuovo arrangiamento e a Neri Marcorè col quale diventa vera poesia sottolineandone  il testo, mettendo così in risalto un brano passato un po’ in sordina.

Voto 8

Le pagelle di Giancarlo Genise vocal coach 1
Giancarlo Genise al piano – Photo Caporilli

Boomdabash e Rocco Hunt

Alta Hit, le voci non sono perfette ma si prestano perfettamente a questo tipo di sonorità.

Voto 7

Nel duetto con Rocco Hunt il brano perde un po’ di “sapore” e lui crea un po’ di confusione, meglio sicuramente i Piccoli Cantori di Milano che gli conferiscono un aurea più carina.

Voto 7

 

The Zen Circus e Brunori Sas

La voce è molto personale e nonostante tecnicamente ci siano alcune lacune, questo motivetto di base in crescendo con l’inserimento graduale di strumenti, con un finale trionfale in stile rock barocco, fa si che l’esecuzione meriti un gran bel voto.

Voto 7,5

Con Brunori Sas, il duetto diventa un po’ troppo carico e alla fine penalizzante.

Voto 7

 

Paola Turci con Beppe Fiorello

Qualche errore tecnico, causato anche dalla errata posizione della bocca. L’interpretazione non è pagante e si avverte la sua fatica vocale.

Voto 6

Con Beppe Fiorello molto meglio: chapeau a chi ha deciso di mettere Beppe all’ottava bassa che ha mascherato gli errori di Paola.

Voto 7

 

Anna Tatangelo con Syria

Un testo ricco di sentimento, affrontato bene anche se a tratti poco precisa, probabilmente per l’emozione.

Voto 7

Con Syria e il nuovo arrangiamento si azzardano agilità pericolose, non tutte precise con le scale non sempre perfette, ma  comunque bene, il voto rimane alto.

Voto 7

 

Ex Otago con Jack Savoretti

Attenzione il ragazzo sa il fatto suo in quanto ad interpretazione! Esecuzione pulita per una dolce ballata. Voce interessante e radiofonicamente riconoscibile.

Voto 7,5

Con Jack Savoretti diventa un sound internazionale

Voto 7,5

 

Nigiotti con Paolo Iannacci

Ha fatto una bella crescita artistica, parole ben scandite a sottolinearne il significato. Brano molto carico e pieno di intensità, l’errore tecnico di apnea perde importanza per il pathos che suscita all’ascolto.

Voto 8

Con Iannacci la musica diventa un quadro, visibile , palpabile. Forse non sarà un duetto ma è arte allo stato puro.

Voto 8

 

Bertè e Irene Grandi

Interpretazione e intenzione ai massimi livelli, la sua voce graffiante ed espressiva è a volte imprecisa ma arriva all’anima e si perdona.

Voto 8,5

Con Irene Grandi…..grandi!

Voto 10

 

Daniele Silvestri e Rancore con Manuel Agnelli

Un testo importante che Daniele sa ben sottolineare, parole ben scandite col giusto peso. Meno bene Rancore.

Voto 7 ( a Daniele 8  Rancore 5/6)

Il duetto con Manuel Agnelli non si capisce fino a che punto metta o tolga… esplode con un urlo la voce interiore conferendo sicuramente epicità al brano.

Voto 8

 

Einar con Biondo e Sylvestre

Non preciso e calante, tecnicamente molto acerbo. Da Amici a Sanremo il salto è grosso!

Voto 6

Con Biondo e Sylvestre non migliora.

Voto 6

 

Simone Cristicchi con Ermal Meta

Scrive grandi poesie, l’intonazione potrà non essere perfetta ma non importa a nessuno.

Voto 7

Con Ermal Meta assume un fascino particolare una di quelle canzoni d’amore che resteranno per sempre. Da brividi.

Voto 9

 

Livio Cori e Nino D’angelo con i Sottotono

Voci sabbiose e sporche per un brano intenso dal colore partenopeo, forse troppo per Sanremo.

Voto 6

Con i Sottotono cambia poco, o nulla.

Voto 6

 

Achille Lauro con Morgan

Forti problemi di intonazione ma brano sicuramente radiofonico.

Voto 6

Con Morgan non migliora

Voto 6

 

Giancarlo cosa è cambiato secondo te quest’anno con i Giovani in gara con i Big?

Trovo molto positivo l’esperimento, perché i giovani hanno portato una ventata di aria fresca: un lessico diverso e rinnovato che ha dato alla gara qualcosa in più.

Se era un esperimento lo considero riuscito!

Una nota, assolutamente personale, è questa riflessione: non è strano avere una Patty Pravo o una Loredana Bertè in gara e Alessandra Amoroso super ospite?

A voi l’ardua sentenza…

La prima serata di Sanremo: la classifica Top & Flop di Alfredo Nocera Istant Fashion

Sanremo rappresenta da sempre un palco, una passerella,  dove oltre alle canzoni, gli abiti e il look sono al centro dell’attenzione.

Alfredo Nocera, Istant Fashion ci regala la sua personale classifica:

Top:

Virginia Raffaele chapeau per il primo abito perfetto di una classe assoluta.

Idem il terzo che addirittura sembrava non cucito, ma dipinto addosso.

Il secondo molto bello e ricercato, il video non gli rende giustizia sembra senza movimento, non se ne intuisce la ricercatezza ed è inadatto ad essere indossato sotto l’abito di Mary Poppins.

Flop l’acconciatura raccolta: i due ciuffi come “tendine” ai lati del viso, inguardabili.

Top & Flop di Alfredo Nocera Istant Fashion 3

Giorgia abito bellissimo, flop anche per lei i capelli, terribili, no alla frangia.

Paola Turci perfetta nel suo completo pantalone bianco, la giacca meravigliosa a metterne in risalto figura e femminilità.

Claudio Baglioni quest’anno elegantissimo con giacche fatte su misura e perfette, meglio dell’anno passato quando non erano così precise.

Negrita bella giacca lunga curata e di buon taglio, ben portata con una collana.

Favino elegantissimo, un po’ meno con l’abito alla Freddy Mercury stretto come una camicia di forza. Un po’ ingrassato, molto meglio in giacca che per gli uomini è sempre una salvezza, la giacca è un toccasana.

Cristicchi, impeccabile in una gran bella giacca.

Top & Flop di Alfredo Nocera Istant Fashion 1

Einar bella camicia e se avesse tolto il giubbotto sarebbe stato anche meglio

Flop:

Bisio e la sua prima giacca, portabile solo da chi può sfoggiare un fisic du role di un certo tipo (non è il suo caso). Ha recuperato con le successive.

Loredana Bertè fedele al suo personaggio, sempre con il corto sul davanti, un look visto e rivisto, ma questo il peggiore. Pessima la scelta del tessuto.

Arisa con un abito che ricorda quello di una caposala, probabilmente nero sarebbe stato più accettabile. Un’esagerazione di asimmetrie.

Tatangelo orribile, con un abito adatto ad una sfilata di Carnevale con quel ciuffo di tulle sulla spalla.

Patty Pravo trasgressiva come sempre, bella la giacca e la trasparenza del pizzo sotto, ma purtroppo il raso del pantalone ha evidenziato la pancetta. Meglio se avesse scelto pantaloni neri o una cinturona a nascondere il di più. Top il lavoro del suo parrucchiere, che ha fatto una vera magia.

Federica Carta in duetto con Shade, indossa un abitino che vorrebbe essere giovane con tanto di cappuccio, ma penalizzante risulta la scelta di paillettes così grandi e del colore. Esagerato, ha come unico risultato di appesantirla inutilmente.

Il Volo non decolla con scelta di non coordinarsi minimamente. C’è una mancanza di sintonia totale, le scarpe poi, in camoscio di uno dei tre, inguardabili. Sembrano capitati insieme sul palco per caso.

Top & Flop di Alfredo Nocera Istant Fashion

Nek bocciato il suo solito giubbotto di pelle, si può fare di meglio.

Ghemon goffo, senza forma e senza senso con una tuta indossabile probabilmente solo in passerella da un modello, lui sembrava pronto per un pigiama party.

Ex Otago troppo jeans, troppo street wear, troppo anche per loro.

Alfredo ci regala anche una nuova categoria:

Anonimi: RengaZen CircusNino D’Angelo

Per tutti gli altri uomini in generale bene, in giacca senza cravatta, con una scelta azzeccata del classico.

Alfredo Nocera aggiunge come probabilmente, per tutti sarebbe fondamentale fare una prova video per verificare la resa degli abiti, considerato come il video renda diversamente dallo specchio!

Casa Sanremo Vitality’s, ecco la classifica della prima serata del Festival secondo la Giuria degli Adolescenti istituita da Radioimmaginaria

 

Tra le tante novità della dodicesima edizione di Casa Sanremo Vitality’s c’è il coinvolgimento della Giuria degli Adolescenti, composta da 100 teenager di età compresa tra gli 11 e i 22 anni, istituita da Radioimmaginaria. All’interno della sala “Pepi Morgia”, collegati in diretta da diverse città d’Italia, I giurati, che per sentirsi “fuori dal coro” si sono dati il nome di “Stonati”, ieri sera hanno commentato le performance dei cantanti in gara, stilando una classifica provvisoria:

Ecco la classifica della prima serata del Festival.

1 Ultimo

2 Daniele Silvestri

3 Shade & Federica Carta

4 Irama

5 Simone Cristicchi

6 Il Volo

7 Boomdabash

8 Motta

9 Achille Lauro

10 Nek

11 Ex-Otago

12 Paola Turci

13 Mahmood

14 Arisa

15 Loredana Bertè

16 Francesco Renga

17 Ghemon

18 Enrico Nigiotti

19 Einar

20 Zen Circus

21 Negrita

22 Anna Tatangelo

23 Nino D’Angelo e Livio Cori

24 Patty Pravo e Briga

 

Al cantautore Ultimo, inoltre, è stato anche assegnato il titolo di “Artista più figo”. Loredana Bertè, invece, si è aggiudicata il titolo di “Artista più trash”.

 

Sabato notte, al termine della quinta serata, la giuria decreterà il proprio vincitore del Festival della canzone italiana, assegnando un premio speciale. Il progetto è nato dalla collaborazione tra Casa Sanremo Vitality’s e la radio web animata da adolescenti, che da anni è presente nella Città dei fiori, durante la settimana del Festival, per raccontare la kermesse dal punto di vista dei ragazzi.

Polizia Postale e delle comunicazioni con lo youtuber Edoardo Mecca, in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Informatica.

 

Si è tenuto oggi, martedì 5 febbraio alle 12, all’interno dell’ex sala museale dedicata a Pepi Morgia di Casa Sanremo Vitality’s, un incontro organizzato in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Informatica.

 

Nell’ambito delle iniziative promosse per celebrare il Safer Internet Day 2019, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha organizzato workshop e dibattiti sul tema del cyber-bullismo, coinvolti anche  studenti, insegnanti e genitori degli Istituti scolastici di ogni ordine e grado di Imperia e provincia.

 

A Casa Sanremo Vitality's: Safe internet day 2019
Edoardo Mecca

 

Gli operatori della Polizia di Stato sono stati affiancati dallo youtuber Edoardo Mecca, che si è confrontato con gli studenti sulla tematica della sicurezza online e della web reputation.

Per l’occasione, lo youtuber ha regalato al pubblico di Casa Sanremo Vitality’s il suo spettacolo intitolato “Avrei soltanto voluto”.

L’obiettivo delle attività di prevenzione e informazione è quello di insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community on-line senza correre rischi connessi al cyber-bullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé e per gli altri, stimolando i ragazzi a costruire allo stesso tempo relazioni positive e significative con i propri coetanei anche nella sfera virtuale.

La sensibilizzazione sui temi della sicurezza e dell’uso responsabile della rete è un impegno quotidiano della Polizia Postale e delle Comunicazioni e la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, della Università e della Ricerca e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza è assolutamente determinante.

“Una vita da social”

 Sono partiti questa mattina, nel Pino Daniele Theatre, gli appuntamenti quotidiani con i Campus di Casa Sanremo Vitality’s: 30 ore di formazione e orientamento con le scuole liguri in platea.

A presentarli, insieme a Vincenzo Russolillo, patron di Casa Sanremo, anche Ilaria Cavo, Assessore Politiche giovanili, Scuola, Università e Formazione, Sport, Cultura e Spettacolo, Pari opportunità della Regione Liguria; Ines Lazzarini, formatrice per progetto #Youthempowered di Coca-Cola HBC Italia; Roberto Surlinelli, direttore Tecnico Capo della Polizia di Stato ed esperto in sicurezza dei sistemi informatici ed in digital forensic; Eugenio Nocita, Assessore alla Cultura del Comune di Sanremo.

“Una vista da social”

“Una vita da social”, ciclo di incontri promosso dalla Polizia di Stato e rivolto agli adolescenti, durante il quale i referenti della Polizia Postale hanno il compito di istruire i ragazzi sul corretto utilizzo del Web, dei Social e, più nello specifico, del download della musica su internet.

Anche il progetto #Youthempowered di Coca-Cola HBC Italia parla ai giovani, tra i 16 e i 30 anni, per supportarli nella conoscenza delle proprie attitudini e indirizzarli verso il mondo del lavoro.

“Una vista da social” 1

 

I corsi #Youthempowered by Coca-Cola HBC nascono per accompagnare i giovani alla scoperta del proprio potenziale e allo sviluppo di competenze utili ad accedere nel mondo del lavoro, le cosiddette life skills e business skills.

I Campus, insieme alla Giuria degli Adolescenti e al Tour che si è concluso lo scorso gennaio, conferma la straordinaria attenzione che Casa Sanremo Vitality’s presta al mondo giovanile.

“That’s Napoli Live Show”, il progetto musicale ideato e diretto dal Maestro Carlo Morelli, sarà ospite alla serata inaugurale di Casa Sanremo

E’ fissata per domenica 3 febbraio 2019 alle 18.00 l’inaugurazione della dodicesima edizione di Casa Sanremo Vitality’s. Nella settimana del Festival di Sanremo, anche quest’anno il Palafiori si trasformerà nel centro nevralgico della Città dei Fiori, accogliendo i protagonisti della kermesse musicale e televisiva più importante d’Italia.

A tagliare il nastro, accanto al patron Vincenzo Russolillo, Presidente Gruppo Eventi, ci sarà una madrina d’eccezione: Roberta Morise, volto di punta della trasmissione di Rai2 I Fatti Vostri e il Maestro orafo Michele Affidato, la cui arte è rinomata in tutto il mondo.

Vincenzo Russolillo, ha invitato per l’inaugurazione That’s Napoli Live Showil coro di Napoli, progetto musicale ideato e diretto dal maestro Carlo Morelli.

Alla serata inaugurale di Casa Sanremo: “That’s Napoli Live Show”. 1

Ventidue voci e una band composta da quattro musicisti, tutti under 35, tutti diretti dal maestro Carlo Morelli, che con That’s Napoli Live Show ha dato una lettura molto originale e ben riuscita alla musica live, intrecciando il grande patrimonio della canzone napoletana di ieri e di oggi con grandi successi pop dance internazionali.

Capita, così, che John Lennon con “Imagine” incroci Pino Daniele e la sua “Napule è” in uno straordinario mash up, che diventa solo una delle tante chicche messe in un repertorio di 16brani, eseguiti da voci divise su quattro corde: soprano, mezzosoprano, tenore, basso. Un’ora e mezza di show.

Una carica di energia che vince nelle sperimentazioni, in cui, si ritrovano insieme, magistralmente intrecciate, “Tammurriata nera” e “Eye of the tiger” dei Survivor“’O surdato ‘nnammurato” e “Roxanne” dei Police, “Comme facette mammeta” e “Hit the road jack!” di Ray Charles“’O Sarracino” e “I will survive”di Gloria Gaynor“Reginella”“I want to break free” dei Queen e “Dancing Queen” degli Abba“Luna Rossa” e “Mas Que Nada” di Sergio Mendes.

Insieme alle voci, piano, chitarra, basso e batteria. E l’alchimia di successo si completa con il maestro Carlo Morelli, che diventa parte integrante dello spettacolo, nel suo modo davvero unico e esemplare di dirigere.

“Dirigere il coro è emozionante, esaltante e affascinante – racconta il maestro Morelli –. Sono rapito dalle note. Ecco perché la mia direzione è sempre in levare. Tra me e il coro si crea un feeling tale da renderlo il mio prolungamento musicale. È come quando si suona uno strumento: dallo strumento esce la musica di chi lo suona; dalla loro voce esce la mia voce. Il coro diventa me stesso moltiplicato. A ogni movimento che scandisco c’è una reazione puntuale e precisa. Il risultato è un’esplosione di energia, che arriva diretta al pubblico, coinvolgendolo e rendendolo protagonista di una performance davvero unica”

That’s Napoli Live Show ha la sua dimora fissa, la Chiesa di San Potito, che spunta nel dedalo dei quartieri antichi, in via Salvatore Tommasi 1 (nei pressi del Museo Archeologico). E da maggio ne avrà anche un’altra: il Teatro Tasso di Sorrento.

 

Alla serata inaugurale di Casa Sanremo: “That’s Napoli Live Show”.

Nella Chiesa di San Potito, avviene uno straordinario incrocio di musica e recupero dell’arte. L’arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepeha concesso l’edificio in uso a Carlo Morelli e alla sua associazione “Ad Alta voce”, nella speranza di farla tornare ai fasti di un tempo. “San Potito era chiusa e abbandonata dal terremoto del 1980, era devastata e con l’associazione abbiamo compiuto un enorme lavoro di pulizia e ripristino – racconta Carlo Morelli –.

Oggi è la dimora fissa di That’s Napoli Live Show, progetto che nasce con un’idea è molto ambiziosa: essere un punto di riferimento dei turisti a Napoli, così come accade a Broadway; essere uno spettacolo permanente 8 mesi all’anno”. 

Ha la sua dimora fissa, dunque, That’s Napoli Live Show, ma ama anche viaggiare. Nel rispetto della vocazione, che ha nel suo nome “That’s Napoli” (“Questa è Napoli”), a porsi come ambasciatore di tutto quanto di bello, storico, artistico e importante la città all’ombra del Vesuvio ha da raccontare.

Casa Sanremo, nel corso degli anni, si è affermata come uno dei più importanti punti di aggregazione per artisti e addetti ai lavori, attraverso incontri mirati con il pubblico, esclusive rassegne e ospitando trasmissioni televisive, nel rispetto dell’idea condivisa nel 2008 da Vincenzo Russolillo e Mauro Marino.

Opportunità di promozione e visibilità sono garantite dalla presenza dei numerosi ospiti del jetset discografico, dai cantanti, i produttori, i giornalisti e le televisioni che costantemente e quotidianamente saranno testimoni del più importante evento musicale italiano: il Festival di Sanremo.

Ci buttiamo senza paracadute … i sogni mettono le ali

Incontro con la talentuosa interprete impegnata con la promozione del suo nuovo album “Senza paracadute”, al quale hanno collaborato gli autori di Gazzè, Morandi, Mina e Celentano.

Giovanna D’Angi, nel 2005 vince Area Sanremo e partecipa al 55°Festival di Sanremo come nuova proposta. Viene immediatamente notata per le sue doti vocali e accetta la proposta di diventare la protagonista del musical HairSpray insieme a Stefano Masciarelli.

Dopo questa prima avventura, inizierà a collaborare con tutte le principali compagnie di musical, lavorando accanto a tantissimi artisti come Michelle Hunziker, Paolo Ruffini, Sergio Muniz e Gabriele Cirilli.

Attualmente è impegnata con Bianca Atzei e Iva Zanicchi nel musical “Men in Italy” e con il lancio del suo nuovo CD “Senza paracadute” uscito su tutte le piattaforme digitali il 21 dicembre scorso e distribuito su supporto fisico dall’11 gennaio.

Ciao Giovanna, partiamo dal tuo nuovo disco, come è nato e cosa rappresenta per te?
Nasce dall’incontro con l’autore e produttore artistico Raffaele Andrea Viscuso, grande professionista con cui è stato un piacere collaborare.

Giovanna D’Angi: il suo nuovo album 1
cover album

Lo conoscevo già da anni perché fu lui a scrivere il brano che mi permise di entrare a Sanremo giovani. Da tempo volevamo realizzare un album insieme; è stato molto naturale iniziare questa avventura

Cosa rappresenta per te questo titolo?
Un inno alla positività! Sappiamo bene quanta crisi c’è nel mercato discografico attuale.
Lanciarsi senza paracadute è una metafora per intendere un salto nel vuoto. Non ci siamo preoccupati di questo salto, anzi, abbiamo confidato nei nostri mezzi, abbiamo creduto fermamente nel progetto e questa positività ci ha permesso di non cadere.

Raffaele ha chiuso un accordo editoriale con la società “Senza dubbi” che è stata editore di Benji e Fede, due ragazzi che sono diventati un fenomeno mediatico importante.  Ovviamente non è solo frutto della positività ma anche di tante ore di lavoro profuse nel progetto insieme a grandi professionisti.

Mi dicevi, infatti, che al disco hanno collaborato anche altri autori che hanno scritto per artisti come Gazzè, Gianni Morandi, Mina e Celentano. Come è avvenuto questo connubio?
Raffaele da diversi anni scrive e compone insieme a tanti autori del panorama italiano. Ha fatto sentire la mia vocalità e ha spiegato la direzione che voleva per il disco per poi lavorare su nuove canzoni adatte ai miei gusti.

Giovanna D’Angi: il suo nuovo album

I brani sono stati scritti tutti da lui ma in collaborazione con altri autori che hanno reso l’album ancora più originale. La musica di “Un amore senza fine” ad esempio, è stata composta da Mauro Lusini che ha realizzato un evergreen della musica italiana: “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”.

Per me quindi è stato un onore e un ulteriore stimolo cantare queste canzoni inedite.

Sono felice anche di essere tornata a scrivere: uno dei brani “Troppe parole non dette” porta anche la mia firma.

Che tipo di sound avete voluto dare all’album?
Il mood ed il sound del disco sono venuti fuori da sé in modo quasi naturale seguendo quello che era la canzone. Anche nell’interpretazione ho dato spazio alle canzoni, alla musica, ai testi.
E’ stato per me una ulteriore crescita nel mio percorso artistico. Con Raffaele, abbiamo lavorato molto su questo aspetto, ricercando sfumature timbriche e nuovi registri vocali

Giovanna D’Angi: il suo nuovo album 2

Cosa ti aspetti da questo disco e come valuti in generale l’attuale mercato discografico?
Il mio è stato un percorso complicato anche per errori di valutazione e fiducia mal risposta.

Oggi la situazione è resa anche più critica dalla pirateria e lo streaming, nonostante tutto sono serena per il lavoro svolto e gli obbiettivi raggiunti: da tredici anni vivo dedicandomi interamente alla musica che mi ha regalato grandi soddisfazioni, come il palco di Sanremo.

Il mio intento di lavorare a progetti discografici che mi rappresentassero e quindi la collaborazione con persone che potessero esserne parte è stato pienamente soddisfatto con “Senza paracadute” che è stato realizzato con cura e passione.

Voglio poter credere che, nonostante la situazione complicata del mercato, possa arrivare e volare perché “ci buttiamo senza paracadute… e i sogni mettono le ali”.

Cosa ne pensi dei talent?
Certamente hanno monopolizzato la discografia italiana, infatti vengono messi sotto contratto i giovani che escono dai talent, sono comunque importanti perché danno loro visibilità.

Il problema riguarda le vendite che sono comunque poche e limitano così la possibilità di nuovi investimenti.
Spesso i cantanti devono autoprodursi e non sempre è possibile. A tutto questo si aggiunge una vera “giungla” di concorsi e concorsini che pullula di persone poco professionali che blandendo i ragazzi, seppur talentuosi, con promosse non mantenute ne compromettono il percorso artistico costringendoli a desistere.

Ritornando al disco, quali saranno i prossimi passi?
Nel disco vi sono otto brani, tra questi sceglieremo a breve quali promozionare in radio e non sarà una scelta facile! Stiamo preparando un tour per portare “Senza paracadute” in giro per l’Italia e quindi cominceremo a suonare dal vivo: è questo il momento più atteso, dopo il lavoro in studio … il palco!

 

Giunti al termine di questa rassegna, che ha visto come protagoniste le varie realtà radiofoniche e universitarie italiane, è bene anche fare chiarezza sull’ente fondamentale che crea collaborazione fra esse.

RadUni: il collante di tutte le web radio universitarie

Quando si affronta l’argomento delle web radio in Italia non si può non fare riferimento anche ad una realtà più ampia. Stiamo parlando di RadUni, un gruppo di ragazzi che dal 2006, si sono riuniti in un comitato per la promozione e la diffusione della radiofonia universitaria in Italia. Iniziando da un momento storico in cui le realtà radiofoniche erano ben poche, la missione del comitato RadUni è da anni quella di proporre un’esperienza fuori dal comune, che faccia uscire i ragazzi dalla propria confort zone e combattere ogni insicurezza e timidezza.

Le prime radio universitarie a dare fiducia ai ragazzi fiorentini furono “Facoltà di frequenza” e “Radiofrequenza” (esattamente le emittenti di Siena e Teramo), le quali offrivano già un servizio di trasmissione e informazione completo e professionale. È bene ricordare che RadioFrequenza è la prima web radio universitaria italiana, on-line dal 2000 e in simulcasting dal 2001.
La mission che RadUni si propone è quella di aiutare tutti i ragazzi che sognano di lavorare in radio e gestire una propria emittente. Ad oggi l’associazione, lavora su tutto il territorio nazionale, rapportandosi con ventisei radio universitarie e organizza occasioni di confronto tra le emittenti universitarie grazie ad incontri speciali.

FRU – Festival delle Radio Universitarie

Uno degli eventi a cui tutti radiofonici sono affezionati è il Festival delle Radio Universitarie, occasione annuale che viene organizzata in città italiane sempre diverse e che viene accompagnata da conferenze tenute da esperti nel campo dell’informazione e dell’intrattenimento radiofonico.
Una tre giorni alla quale partecipano più di 250 ragazzi, provenienti da tutti gli atenei italiani associati a RadUni.
Il Festival delle Radio Universitarie ha creato un programma ad hoc – aperto anche alla cittadinanza – fatto di occasioni di dibattito e momenti di formazione riguardo al mezzo radiofonico, alla musica, alla comunicazione multimediale e alle tematiche della comunicazione universitaria, non solo circoscritta all’ambito accademico ma anche al territorio circostante. Si organizzano, inoltre, dirette nazionali, concerti ed eventi ricreativi ad ingresso libero.

Format

Tra i vari format proposti da RadUni troviamo CineUni ed Europhonica. CineUni è un format nuovo di zecca, dedicato al cinema e a tutte le sue sfaccettature (news, recensioni, ecc.). La redazione è formata da ragazzi giovanissimi, provenienti da molte realtà universitarie tutte diverse tra loro. I fondatori sono: Giovanna Delvino, che si occupa del settore radiofonico, Martina Ottaviani, tecnica del gruppo, Luigi Argenio e Marianna Sarselli, per la gestione dei social e della comunicazione.
Europhonica, invece, è una redazione che si occupa di radio a livello europeo. Si tratta di un progetto atto all’informazione da parte di ragazzi provenienti da più paesi facenti parte dell’Europa, motivo per il quale i contenuti (reperibili sul sito europhonica.eu ) non saranno solamente in italiano, ma anche in francese, tedesco, spagnolo e portoghese.

Articolo di Silvia Frattini.

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