Plagio o non plagio: questo è il dilemma…

Pensi che un tuo brano sia stato plagiato? Prima di utilizzare questo termine è bene fare molta attenzione, soprattutto perché ancora oggi c’è un po’ di confusione sul tema.

Da un punto di vista prettamente giuridico, il plagio viene spesso accomunato alla contraffazione;  infatti, la legge italiana ha creato un’apposita figura, quella del “plagio-contraffazione” che comprende sia lo sfruttamento abusivo di un’opera musicale sia l’usurpazione di paternità.

La tua opera, potrebbe essere stata semplicemente plagiata, non ricorrendo alla contraffazione. In questo caso si parla di “plagio semplice” che si realizza ad esempio, quando si riproduce in pubblico un’opera e la si camuffa attraverso un lavoro di ritaglio o di cambiamenti formali, spacciandola come propria.

Nel campo musicale, il plagio è stato spesso oggetto di studi, soprattutto per definire i criteri per la sua identificazione. Purtroppo non esistono delle regole precise per identificare il plagio di una composizione musicale e si dovrà valutare caso per caso.

Quando parlare di plagio o contraffazione. 1

Formule quali – ad esempio “se otto battute di due brani sono identiche, si verifica un’ipotesi di plagio…” non sono valide in quanto gli elementi che compongono una canzone sono molteplici.

Sicuramente, la somiglianza tra due brani la si può dedurre immediatamente dalla linea melodica, ma una composizione è composta anche da altri elementi come il ritmo, gli accordi armonici e il timbro: tutti elementi necessari al fine di far riconoscere il plagio.

Se anche due canzoni possono risultare molto simili, giuridicamente, parlare di plagio, è altra cosa.
Qualora venga accertato il plagio, sono previste delle sanzioni a tutela della paternità (art. 168 e ss. l.d.a).

La legge non considera il plagio come ipotesi autonoma di reato, ma solo come aggravante della contraffazione: è prevista un’aggravante della pena per i reati previsti al 1° comma dell’art. 171 l.d.a. commessi “con usurpazione della paternità dell’opera…”. Oggetto della tutela penale è pertanto il rapporto autore-opera.

Elemento soggettivo del reato di plagio può essere il dolo o la colpa: sono irrilevanti tanto l’eventuale fine che il plagiario si sia proposto, quanto il fatto che egli abbia arrecato un danno, morale o patrimoniale all’autore plagiato; è irrilevante anche il valore dell’opera illecita.

L’errore sul fatto costituente reato non esclude la punibilità. Inoltre non può considerarsi valido il consenso dell’offeso all’usurpazione della paternità poiché il diritto di paternità intellettuale è indisponibile. È invece ammissibile il consenso per la contraffazione semplice, ovvero la lesione dei diritti di utilizzazione economica, in quanto essi sono disponibili.

L’elemento soggettivo della buona fede può valere a escludere la condanna al risarcimento del danno, dove il plagiario abbia agito senza dolo e senza colpa.

 

A cura di Giuseppe Della Mura

 

È la volta di approfondire il lavoro della redazione napoletana di F2Radio Lab.

F2Radio Lab

F2 Radio Lab è la web radio di ateneo dell’Università degli studi di Napoli Federico II. Nasce nel 2006 ed è aperta a tutti gli studenti facenti parte di ogni corso previsto. Alla scoperta della realtà radiofonica, che si sviluppa nella magica cornice di Napoli, ci accompagna Martina Esposito, studentessa che ha preso parte alle attività della radio e ricopre un ruolo all’interno della redazione da ben tre anni. Ringraziamo lei e tutti i componenti di F2Radio Lab per la collaborazione e la disponibilità a rispondere alle nostre domande.

L’ambiente

La radio è un laboratorio didattico in cui tutti i ragazzi che partecipano al progetto vengono istruiti attraverso un corso di formazione tenuto da professionisti del settore. Quando avranno ricevuto un’istruzione adeguata entreranno a far parte del team di redazione attivamente.
F2Radio Lab può essere definito un posto in cui gli studenti acquisiscono una formazione utile, non solo per lavorare nel mondo radiofonico professionale, ma in qualunque ambito lavorativo vorranno cimentarsi. Infatti, è gestita come un vero e proprio posto di lavoro, in cui ognuno ricopre un ruolo ben preciso e tutti gli impegni e le questioni burocratiche vengono gestite con la massima serietà. Si incontrano persone di diversa natura e si impara a convivere, con tutte le difficoltà e le gioie del caso.
Sempre aggiornata sugli ultimi sistemi d’avanguardia nel settore, F2 Radio Lab è stata una delle prime web radio in Italia ad adottare le tecnologie digitali e continua a seguire le innovazioni tecnologiche per mantenere la più alta qualità possibile per quel che riguarda il suono, il prodotto e la valorizzazione dei tanti altri contenuti trasmessi oltre la musica. La radio è composta da una sala di redazione, una di post produzione ed una cabina interna insonorizzata, dalla quale vanno in onda tutti i programmi in diretta. Inseriti in un contesto di totale professionalità, i ragazzi lavorano in armonia e i momenti di divertimento, che rendono bello questo settore, non mancano mai.

Palinsesto

Il target di F2 è ampio e parte della comunità studentesca per arrivare anche a quella cittadina. Il palinsesto è ricco di programmi per tutti i gusti, dal quotidiano Workshow, programma laboratoriale in cui tutti gli studenti si mettono alla prova con notizie di intrattenimento ed attualità, agli appuntamenti settimanali come il programma sportivo, quello di approfondimento sul mondo animale, quello di informazione in collaborazione con La Repubblica e quello sul mondo del cinema. Proprio quest’ultimo, portò la redazione napoletana a vincere il premio come miglior format radiofonico nel 2017 in occasione del Festival delle Radio Universitarie.

Gli eventi

Ogni anno la web radio lavora attivamente nel programma di diffusione delle attività organizzate dall’ateneo con interviste in studio o partecipando in esterna agli eventi proposti dalla Federico II. Non mancano certo gli appuntamenti fissi, come l’annuale celebrazione degli studenti meritevoli in occasione dell’evento “Buon compleanno Federico”. Come web radio d’ateneo, F2Radio Lab partecipa anche ad attività di divulgazione scientifica come “La notte dei ricercatori”.

Contatti

Tutto il lavoro che F2Radio Lab svolge quotidianamente è facilmente reperibile su Instagram e Facebook scrivendo sulla barra di ricerca “F2Radio Lab”, oppure sul sito ufficiale della web radio.

Articolo di Silvia Frattini. 

Vademecum per artisti: prima puntata.

Ruoli e competenze dell'Editore Musicale

Che tu sia un musicista o un cantante, almeno una volta ti sarai chiesto chi sia l’Editore Musicale e quali siano i suoi compiti.

L’Editore musicale è un soggetto (generalmente, una Società) a cui gli Autori dell’elaborato musicale e del testo, cedono i diritti di utilizzazione economica di una propria opera musicale. I diritti, comprendono quelli di pubblicazione, riproduzione dell’Opera, di esecuzione, di elaborazione ecc.

Di regola, la cessione è per sempre, ma qualora tu abbia pattuito un accordo diverso con il tuo Editore è possibile che la cessione sia solo per un determinato periodo di tempo. Quindi, una volta ceduti i diritti di una o più Opere ad un Editore, questi non si potranno più cedere ad altri.

E’ una scelta importante che deve essere ponderata. Molto spesso, infatti, gli Artisti cedono i propri diritti senza conoscere effettivamente cosa stiano facendo e con quali modalità poiché, come spesso accade, il coltello dalla parte del manico è sempre nelle mani dell’Editore che in cambio di promesse “campate in aria”, diventa padrone di Opere su cui non ha speso neanche un centesimo.

Fate molta attenzione, perché una volta sottoscritto il contratto, l’Editore, per legge, è obbligato a corrispondere una serie di sfruttamenti concreti dell’Opera.
L’Editore, ad esempio, deve provvedere alla pubblicazione dell’Opera e alla stampa (se prevista dal contratto).

Quindi non lasciatevi ingannare. A seguito della cessione editoriale, all’Autore e all’Editore spetteranno i relativi compensi economici, ovvero percentuali sulle somme incassate dallo sfruttamento dell’Opera.

Se sei tutelato da Siae, all’Editore spetteranno dodici ventiquattresimi per i diritti di pubblica esecuzione, ovvero, nel caso di esibizioni live, ed il 50% per i diritti di riproduzione fonomeccanica, ovvero nel caso di incisione su cd.

Tuttavia, devi sapere che Siae non gestisce tutti i compensi delle possibili attività che l’Editore può compiere. Infatti, un vero Editore, ha interesse affinché l’Opera venga promossa il più possibile, sia tra il pubblico che tra gli addetti ai lavori, poiché in questo modo le occasioni redditizie a seguito di sfruttamento dell’Opera aumentano: quindi, maggiori guadagni.

Qui però, è necessario che sia l’Artista o meglio il suo manager a tenere la situazione sotto controllo, in quanto tutto ciò viene gestito direttamente dall’Editore che, alla luce del contratto firmato, corrisponderà una percentuale all’Autore, che in genere è il 50% (se un Editore chiede di corrispondere una percentuale minore, assicurati che ne valga la pena e che non sia una fregatura) .

Se invece sei tutelato da Soundreef il sistema è grossomodo lo stesso. Ti accorgerai però, che nella compilazione della modulistica online, le quote sono calcolate in percentuale e all’Editore spetterà o il 100% o il 50% dei diritti sull’Opera oggetto di tutela, sulla base dell’accordo contrattuale intercorso tra quest’ultimo e l’Autore.

a cura di Giuseppe Della Mura

Parliamo sempre di web radio spostandoci in Piemonte con Radio 6023.

Radio 6023

Radio 6023 (che si pronuncia letteralmente Seizeroventitrè) è la radio ufficiale dell’Università del Piemonte Orientale. Nasce a Vercelli nella primavera del 2005 grazie alla passione di un gruppo di studenti provenienti dal corso di Scienze della Comunicazione.
Ad oggi i collaboratori sono studenti e stager provenienti da tutti i corsi che UPO propone.  La redazione di 6023 lavora con grande serietà e professionalità, sebbene spesso l’ambiente sia molto rilassato, giocoso e familiare. Come web radio ufficiale di UPO, il compito del team è quello di unire quanto più possibile i tre poli che compongono l’Università del Piemonte Orientale, ovvero: Vercelli, Novara e Alessandria. L’esperienza che la web radio propone ai suoi ragazzi si avvicina quanto più possibile a ciò che sarà il mondo del lavoro.
Proprio per unificare i tre poli di UPO, è stato creato un format ad hoc chiamato “UPO play”. Questo programma riscuote molto successo, si tratta di una sorta di “quizzone” dove squadre provenienti da tutti i poli e da ogni corso si sfidano su cultura generale, musica e quant’altro. Si può quindi affermare che l’impegno di tutta la redazione nel collegare le tre città universitarie è ripagato da un grosso seguito.

Palinsesto

Il palinsesto della radio piemontese è poliedrico e prevede una vasta scelta di format e musica.
All’interno vi è un programma chiamato “Spazio emergenti” dedicato interamente ad artisti ancora poco conosciuti che rispondono ad alcune domande dei ragazzi di 6023.
Sempre parlando di talenti emergenti, “Good Morning Lab” è la trasmissione dedicata ai ragazzi che vogliono diventare speaker. Ogni persona presente nella redazione è passata da qui per scoprire che la sua vocazione naturale era quella di parlare al microfono, o al contrario venire a conoscenza di altri percorsi da intraprendere. L’argomento principale di questo format è l’attualità, arricchita da curiose rubriche create dai ragazzi.
A 6023 nulla viene dato per scontato. Gli argomenti trattati sono tantissimi e spaziano dall’attualità alla filosofia, passando attraverso format di gioco in cui l’interazione col pubblico è fondamentale.

Eventi

Come web radio ufficiale di UPO, 6023 partecipa a molti eventi istituzionali come “La notte dei ricercatori” e il ”Career Day”. 6023, inoltre, si accorda ogni anno per essere partner di moltissimi eventi musicali che si svolgono nelle zone da loro coperte. Ogni novità presente sul territorio piemontese viene riportata sul sito ufficiale (lo potete trovare nella sezione “Contatti” alla fine dell’articolo).
La redazione prende parte anche ad eventi che possono essere definiti grandi classici vista la presenza annuale, ovvero: l’OpenDay, la giornata di benvenuto alle matricole e le varie feste che i ragazzi di 6023 organizzano.

Contatti

Tutte le novità riguardanti la redazione del Piemonte Orientale e tutti gli eventi a cui i ragazzi prendono parte sono riportati nel sito ufficiale della web radio http://6023.it/ e sulle loro pagine Facebook  (Radio 6023) e Instagram (@radio6023)
Ringraziamo Alice Plata, presidente dell’Associazione del Piemonte Orientale, per aver risposto alle nostre domande ed essersi resa disponibile ad una breve intervista. Teniamo a sottolineare che le risposte sono state elaborate da tutta la squadra di Radio 6023.

Articolo di Silvia Frattini.

La redazione calabrese dell’Università Magna Carta Grecia è una realtà solida e crea contenuti di qualità.

UMG Radio

UMG è la web radio degli studenti dell’Università Magna Grecia di Catanzaro ed è attiva dal 15 aprile 2013.
La redazione spicca per impegno. Tutti i collaboratori lavorano insieme per portare avanti un progetto e un sogno. Ogni volta all’inizio dell’anno il gruppo si sfoltisce e si prova a indirizzare le nuove leve verso la radiofonia, per regalare nuove esperienze e per chiamare a rapporto forze fresche per essere sempre al meglio che si può.
La redazione non fa capo a nessun corso di comunicazione e si definisce: “Un gruppo scalmanato di persone difficilmente gestibili”. Sicuramente nella web radio di Catanzaro non ci si annoia mai, le cose da fare sono molte e per riuscire a realizzarle tutte serve impegno, dedizione, passione e molta creatività.

Palinsesto

Il palinsesto di UMG è molto vario. Generalmente chi varca la soglia della redazione ha già delle passioni ben definite e ha intesta la sua idea di programma da realizzare. C’è spazio per il metal (con “Mightallurgia Pesante”), per la psicologia (con “Il Gabbiotto Psicologico”), arrivando anche ai quiz (col programma “Evoluscion”, che in onore della quinta edizione ha cambiato il suo nome in”Pentavoluscion”).
Ci sono programmi per tutte le orecchie, che è possibile ascoltare con molta facilità grazie ad un programmazione on demand che ha preso il posto del continuo streaming.
Le persone che fanno parte di UMG provengono da tutti i corsi dell’Università, comprendendo non solo studenti, bensì anche docenti. L’ambiente è molto variegato, ciò significa avere molte teste pensanti sotto lo stesso tetto, il che ha i suoi lati negativi e positivi. Spesso capita di scontrarsi per prendere una decisione, altre volte ci si confronta in maniera costruttiva per ottenere il risultato migliore. Ciò di cui possiamo essere sicuri è che si lavora sempre nel bene della web radio e nel rispetto di un sogno.

Eventi

Per dimostrare che la creatività sia importante, basti pensare che UMG l’anno scorso ha organizzato due eventi interamente tirati fuori dal proprio cilindro. Uno di questi è l’Open Day della radio, il quale si è tenuto ad ottobre con lo scopo di interessare più gente possibile e di far conoscere una realtà appassionante. Il secondo evento è il Festival On Air On Art, tenutosi sempre l’anno scorso nel periodo di maggio. Naturalmente si punta a realizzare entrambe le manifestazioni anche nell’anno che verrà.
Per quel che riguarda eventi non organizzati da loro, ma ai quali la web radio partecipa attivamente, si possono fare i nomi di due importanti festival riguardanti il cinema, ovvero: il ReFF (React Short Film Festival, nel mese di giugno) e il Magna Grecia Film Festival (il quale si tiene in estate, per la precisione a Luglio).
Inoltre la redazione partecipa ogni settembre al Lamezia Comics, mettendo le loro forze e la loro professionalità direttamente al servizio dell’evento.

Contatti

Il lavoro di UMG è facilmente reperibile sul portale Spreaker della web radio, mentre per restare sempre aggiornati sugli eventi a cui partecipano vi consigliamo di seguire i loro profili Facebook, Instagram e Twitter sotto il nome @umgwebradio.

Articolo di Silvia Frattini.

In questo articolo scopriremo il mondo di FAN attraverso gli occhi di Diana Russo, collaboratrice della redazione.

Fuori Aula Network: la web radio dell’Università di Verona

FAN (acronimo di Fuori Aula Network) è la web radio situata nel contesto dell’Università di Verona.
L’ambiente è innanzitutto stimolante, estremamente positivo e accogliente. Varcare la soglia della redazione veronese ti fa sentire a casa, come se entrassi in un ambiente familiare che ti fa sentire al sicuro. Il contesto è molto piccolo, ma ciò che si percepisce nell’ambiente di FAN è potentissimo.
I ragazzi cercano di partecipare ad ogni evento che l’Università di Verona organizza, creando tutti i contenuti di cui sono capaci partendo dall’audio per arrivare alla fotografia.
Gli appuntamenti annuali per quel che riguarda la redazione di FAN sono:

  • Esoday, evento organizzato dall’Eso Verona per promuovere le attività e le associazioni studentesche.
  • UniVerò, una tre giorni caratterizzata da incontri con ospiti di riguardo. Sul sito ufficiale che troverete alla fine dell’articolo è possibile trovare delle pagine dedicate all’evento.
  • Togatì, il festival internazionale dei giochi in strada, del quale la redazione è partner ufficiale.

Il palinsesto è molto variegato, soprattutto quest’anno. Si passa da programmi istituzionali con interviste al magnifico rettore, format dedicati alla ricerca e all’economia politica, a programmi dedicati ad un target diverso quali possono essere quelli dedicati alla musica classica, ai videogames, all’intrattenimento, alla musica di nicchia di stampo indipendente e al cinema.
FAN segue con molta attenzione tutte le partite del Chievo e del Verona in modo da poter interessare anche le persone appassionate di calcio e tifose delle squadre cardine del territorio in cui la redazione lavora.
Come da tre anni a questa parte, anche quest’anno sarà presente un programma interamente dedicato all’Erasmus.
I ragazzi che collaborano alla creazione di contenuti nella redazione non provengono solamente da un solo indirizzo di studi, anche se la maggior parte dei ragazzi di FAN provengono dal polo centrale (che comprende gli indirizzi di Lingue, Scienze della Comunicazione e Editoria) dov’è situata la radio, anche per una questione di conoscenza e vicinanza.

Per rimanere sempre aggiornati sugli eventi a cui i ragazzi della redazione veronese partecipano vi consiglio di andare a vedere i loro profili social ufficiali (“@fuoriaulanetwork” su Instagram, “Fuori Aula Network” su Facebook e Twitter) e il loro sito ufficiale www.fuoriaulanetwork.net.

Articolo di Silvia Frattini.

Conta quello che scrivi, non dove sei.

Incontro con l'autore salentino Nicco Verrienti
Nicco Verrienti

Nicco Verrienti è un autore e produttore musicale, nato a Casarano (Lecce) nel 1983. Ha scritto canzoni per Emma, Chiara, Antonello Venditti, Alessandra Amoroso, Francesco Renga, Noemi, Giusy Ferreri, Annalisa, Dearjack, Federica Carta, Valerio Scanu, Collettivo Salentino e molti altri.

In qualità di autore ha partecipato due volte al Festival di Sanremo ed ha vinto il Festival di Castrocaro.

E’ stato docente al corso di Songwriting dell’Università Luiss. Scrive e produce musica nel suo Albicokka Studio, laboratorio creativo in Salento dove segue lo sviluppo di nuovi progetti musicali.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione?
L’ispirazione viene dalla vita di tutti i giorni, non credo abbia un’identità precisa. Spesso è improvvisa ed inaspettata. Quando mi viene un’idea di testo o una linea melodica, appunto sempre tutto, anche cose apparentemente brutte… non si sa mai: da lì potrebbe nascere qualcosa di bello. Mi nutro di molta musica; la rete è uno strumento utilissimo per scovare brani molto diversi, a volte magari lontani dal proprio gusto ma che in qualche modo possono influenzarti e stimolarti.

Quanto è presente la Puglia in ciò che componi?
Tanto, sono molto legato alla mia terra. Il Salento in particolare ha una scena musicale ricca. Avendo vissuto quindici anni nella capitale, poi, ho assorbito tanto anche della scuola romana. Oggi la mia scrittura è il risultato di questa contaminazione.

Incontro con l'autore salentino Nicco Verrienti
Nicco Verrienti

Influisce la distanza geografica da grandi poli della musica come Milano e Roma?
L’autore non è un mestiere che ha una localizzazione precisa. Conta quello che scrivi, non dove sei; oggi abbiamo modo di muoverci e far viaggiare le nostre idee molto velocemente.

Ricordi ancora la prima canzone che hai scritto?
Fin da piccolo con mio fratello Carlo, batterista, abbiamo avuto un’intensa attività live; ci siamo sempre occupati insieme di scrivere i brani delle nostre varie band e le nostre prime canzoni risalgono ai tempi del liceo.

Come fai a costruire una canzone per un interprete?
Buona parte della canzone nasce in modo libero: è un processo creativo mosso solo dall’istinto. Parto quindi da una bozza che solo in un secondo momento “costruisco” meglio, magari strutturandola con l’esperienza e limandola sulle caratteristiche dell’interprete a cui ho in mente di proporla.

Che percorso ha fatto Nicco per diventare l’autore di oggi?
Prima di iniziare a fare l’autore mi proponevo come cantautore, scrivevo e suonavo in giro i miei pezzi. Sono stati anni importanti che mi hanno permesso di farmi le ossa. Poi ad un certo punto mi hanno fatto capire che dovevo puntare sulle canzoni perché le canzoni erano più forti di me.

In che modo c’è stata la svolta che ti ha portato a comporre per grandi artisti?
Ho avuto l’opportunità di lavorare al fianco di Roberto Casalino da cui ho imparato molte delle dinamiche di questo mestiere.

Incontro con l'autore salentino Nicco Verrienti
Nicco Verrienti

C’è un artista in particolare che ti ha colpito nel cantare una delle tue canzoni?
Difficile fare un nome. Ogni voce ed ogni collaborazione mi regala emozioni nuove. Lavorare per un big o per un giovane emergente non fa differenza; io lavoro sempre con lo stesso impegno e ci metto lo stesso amore. Sono grato a tutti quelli che mi hanno scelto ed hanno donato una parte della loro bellezza ai miei brani.

Per quale artista ti piacerebbe scrivere un pezzo oggi?
Potrei rispondere Vasco Rossi, oppure dire che per rispondere a questa domanda avrei certamente una lista molto lunga. Ti rispondo Gianluca Grignani che è stato un faro nel periodo della mia adolescenza.

Incontro con l'autore salentino Nicco Verrienti
Nicco Verrienti

Che consiglio daresti a un giovane cantante che si rivolge ad un autore per approcciarsi a grandi manifestazioni come il festival di Sanremo e al mondo della discografia?
E’ importante lavorare per essere riconoscibili. C’è tanta musica in giro e tantissime voci che non decollano. Io consiglio sempre di trovare qualche elemento di novità nella propria proposta, qualcosa che ci renda personali e unici.

A cura di Roberto Zampaglione

 

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Mia figlia, il canto e la meravigliosa terra di Sicilia.  

Antonella Arancio racconta i suoi amori
Antonella Arancio

Sogna di poter calcare nuovamente il palco di Sanremo e il singolo “Quel vuoto immenso” ne è una buona premessa. È tornata dal suo pubblico consapevole di averne sentito la mancanza. La musica e il bel canto possono riempire una vita.
Antonella Arancio ha dato priorità diverse e ora che la figlia è più grande e indipendente torna alle sue origini artistiche.
È stata una piacevole chiacchierata in cui parla di se per farsi conoscere meglio …a riflettori spenti.

Di ritorno dal tour estivo, raccontaci le emozioni di trovarti ogni sera un pubblico diverso.
Effettivamente il pubblico non è mai uguale, dipende da tanti fattori: a volte è molto composto, riservato, oppure al contrario molto coinvolto; spesso è il luogo ad essere determinante io sono siciliana e ti assicuro che noi siamo molto calorosi: non tutte le piazze, ahime, lo sono!
Durante il concerto cerco di capire quale pubblico ho di fronte e cerco di vincere anche la resistenza di un pubblico un po’ più freddo. È una bella sfida che, se vinci, ti dà una bella soddisfazione!
Vivo entrambe le situazioni in modo entusiasta.  In ogni caso cerco di arricchire il mio repertorio per soddisfare i diversi tipi di pubblico, anche quello più giovane al quale, ho scoperto, piacciono le mie canzoni.

Con tua figlia riesci a essere la mamma che desideri?
Oggi si, considerato che è cresciuta ed è più indipendente; riesco finalmente a condividere più tempo con lei.
La accompagno a scuola, a danza, esco con lei; ormai c’è un rapporto di complicità.
Se potessi tornare indietro cercherei di dedicarle molto più tempo. Sono stata una mamma presente ma non quanto avrei voluto. Spesso ero fuori per lavoro o troppo stanca per prendermi cura di lei.

Quanta della tua arte pensi di aver trasferito geneticamente a tua figlia?
Sicuramente l’arte c’è ma espressa in modo differente: lei balla e ama la danza.
Ha la musica nel sangue: è intonata ma non è a suo agio come quando è il suo corpo ad esprimersi.
Quando danza esprime tutta se stessa e sa essere protagonista senza paura; per far questo serve musicalità, la stessa che serve per il canto.

Antonella Arancio racconta i suoi amori
Antonella Arancio

Che bambina sei stata?
Sono stata una bambina buona, educata, sempre sorridente che andava d’accordo con tutti; generosa al punto che regalavo i miei giochi a chi non li aveva.
Sono stata una “bambina-mamma”: essendo la prima di cinque sorelle ho dovuto prendermi cura di loro, tenuto conto che la più piccola ha vent’anni meno di me.
Studio?  Il giusto …non troppo! Con le insegnanti ero abbastanza peperina e rispondevo sempre a tono. Il canto era già la mia passione.

Hai il potere di fare una magia: quale?
Magari! Non ho questo potere nonostante abbia lavorato con un mago: il mago Raptus.
Era un grande illusionista degli anni 90; portavamo in giro uno spettacolo in cui lui faceva i suoi numeri ed io cantavo; ero complice in due numeri; si può dire che qualche magia l’abbia fatta!

Insegni canto: cosa ti aspetti dai tuoi allievi?
Si, mi piace moltissimo trasmettere quest’arte, che amo.
I miei allievi sono giovani o addirittura bambini; mi aspetto che imparino a essere consapevoli della loro dote esprimendosi senza paura. La scuola di canto ti fa crescere, ti fa vincere la timidezza anche durante il periodo difficile dell’adolescenza.
Spero di poterli aiutare a migliorarsi a essere se stessi senza voler imitare nessuno.

Hai mai pensato di trasferirti in un paese estero?
No, mai, neppure in passato quando lavoravo moltissimo e viaggiavo spesso. Amo il mio Paese, eppur essendo consapevole dei problemi che ci sono, non vorrei vivere altrove. Neanche la musica è riuscita a portarmi via.
Amo la mia Sicilia che è una terra meravigliosa. Mi piace la gente! C’è tutto: la mia famiglia e i miei posti del cuore. È la mia casa.
Nonostante tutto adoro viaggiare e sono curiosa: da ogni nuovo viaggio porto con me qualcosa che arricchisce il mio bagaglio di esperienze, tanto poi torno alle origini.

Raccontaci dei tuoi programmi futuri.
Sto lavorando alla realizzazione del videoclip del singolo ” Quel vuoto immenso”; è in cantiere un altro pezzo con l’obbiettivo di qualche bel programma televisivo che mi possa rilanciare.
Teniamo le dita incrociate!

 

Articolo a cura di Juditta D’Arienzo 

Melania Verde, collaboratrice della web radio di Siena, ci guiderà nella scoperta di ciò che accade quotidianamente nella redazione.

uRadio: la web radio dell’Università di Siena

“Cosa facciamo? Tante cose, ma belle proprio”.

Entrando sul sito ufficiale di uRadio, ci si imbatte immediatamente in questa curiosa affermazione, che ci fa intendere come all’interno della redazione regni intesa e motivazione.
Dentro la realtà di uRadio si lavora alla pari, ognuno ha il suo ruolo senza seguire nessun tipo di gerarchia, fatta eccezione per il ruolo del capo redattore, il quale corregge le bozze e propone linee guida per la SEO. Le decisioni vengono prese di comune accordo e insieme si decide che stile di scrittura adottare per quel che riguarda i contenuti giornalistici e quale evento seguire con maggiore attenzione. Non ci si lascia scappare nessuna occasione, se qualcosa interessa a qualcuno allora quel qualcuno ha la piena facoltà di poter creare contenuti a riguardo e approfondire la tematica in questione con totale trasporto.
Come ogni radio universitaria che si rispetti, anche la web radio dell’Università di Siena è un bell’ambiente dove imparare un nuovo e stimolante mestiere, avendo la libertà di sbagliare e migliorare giorno dopo giorno.
Ogni ragazzo di uRadio segue le sue specifiche tendenze senza essere forzato a fare ciò per cui non nutre interesse, il confronto è all’ordine del giorno e regna la totale trasparenza.

Un grande interesse di uRadio è quello per le squadre cittadine come ad esempio l’Emma Villas, squadra di volley alla quale la redazione ha prestato grande attenzione lo scorso anno.
Seguono inoltre molto da vicino gli eventi dell’Accademia Chigiana, la quale organizza festival di ogni tipo e visite all’interno del palazzo storico dove si tengono i corsi.
Saltuariamente seguono anche altri eventi che colpiscono la loro attenzione, un esempio è il festival di musica indipendente “Filo Sound Festival” di Grosseto al quale parteciparono due anni fa come media partner.
Da quest’anno uRadio segue molto attivamente anche gli eventi che vengono organizzati dell’Università di Siena, come ad esempio “La notte dei ricercatori”, nel corso della quale i ragazzi sono stati in diretta per tutta la durata della giornata e hanno intervistato tutte le personalità che partecipavano al progetto.
Il prossimo evento che verrà seguito attivamente dalla redazione senese sarà la “Career week” (15-16 ottobre), che culminerà col “Career day” (18 ottobre).

Il target principale della web radio è prettamente lo studente, in quanto realtà situata nel contesto universitario. uRadio ha portato molti cambiamenti positivi quest’anno sotto il punto di vista del palinsesto, rinnovato attraverso la creazione di nuovi format e presente sul sito ufficiale sotto forma di podcast.
 Il cavallo di battaglia attraverso cui uRadio vuole farsi riconoscere è un programma radiofonico dedicato interamente agli studenti stranieri vista la quantità di ragazzi provenienti da altri paesi all’interno della realtà universitaria senese.
A Siena non vi è solamente un ateneo, ce ne sono ben due. Uno di questi è l’Università degli studi di Siena, l’altro è l’Università per stranieri di Siena. La redazione è formata da studenti provenienti da ogni ateneo presente sul territorio, dando la possibilità di partecipare ai progetti radiofonici anche a coloro che non seguono alcun corso di studi.

Tutto il lavoro dei ragazzi di uRadio, e tutti gli eventi che interessano la redazione, si trovano facilmente sul sito ufficiale della web radio e sui loro social.

Articolo di Silvia Frattini.

Comporre è sempre stata la mia missione

 E’ un giovane autore (45enne tra un mese) originario di Cassino, in provincia di Frosinone. Ormai è solo un’origine in quanto Marco Colavecchio ha aperto importanti collaborazioni in tutta Italia e non solo. Nel suo curriculum professionale c’è la grande figura di Eros Ramazzotti. Per arrivare ai grandi nomi è indispensabile un percorso di valide esperienze, quelle che Marco ha vissuto, con difficoltà ma anche con grandi soddisfazioni… quelle che oggi lo hanno portato ad essere un grande autore.

Il segreto della scrittura musicale di Marco Colavecchio
Marco Colavecchio con Alfredo Rapetti Cheope

Cosa ti ha portato a diventare un autore?
Sinceramente non lo so; so solo che da sempre mi viene istintivo e naturale mettere in musica o parole le emozioni che provo e che in qualche modo posso vivere attraverso gli altri.

In che modo costruisci i tuoi pezzi?
I brani nascono un po’ dall’istinto e un po’ grazie alla sinergia che si crea con altri autori che mi portano a raccontare me stesso attraverso la musica.

Quali generi toccano i tuoi pezzi?
Scrivo brani di genere pop rock spaziando a volte anche sul versante latino.

Quando capisci di aver trovato il giusto interprete per la tua canzone?
E’ difficile capire chi possa essere il giusto interprete di un mio brano; oggi conta molto l’arrangiamento; siamo poi in momento storico in cui – anche gli artisti di grosso calibro tendono a cambiare genere e a rinnovarsi sia sotto il profilo di scrittura sia musicale.

Che percorso ha fatto Marco per diventare l’autore che è oggi?
Per diventare l’autore che sono ho fatto un percorso tortuoso e duro, ma ne sono orgoglioso e  felice. Ho sempre scritto, migliorandomi giorno dopo giorno, imparando dalle persone con cui ho avuto il piacere e la fortuna di collaborare.

Quali le collaborazioni più importanti e significative della tua carriera?
Penso che tutte le collaborazioni che ho avuto siano state in qualche modo basilari, perché hanno contribuito alla mia crescita artistica sia come compositore sia come autore. Tra questi sicuramente Diego Calvetti, Pio Stefanini, Paolo Vallesi, Luisa Corna, Pino D’Angiò, Rita Pavone e Beppe Dati. Fondamentale per la mia carriera è stato l’incontro con Eros Ramazzotti, con il quale ho firmato un contratto esclusivo come autore e compositore e poi Claudio Guidetti.

C’è una canzone del passato che avresti voluto scrivere tu?
Sono tante le canzoni che avrei voluto scrivere, ma se dovessi citarne qualcuna direi: “Caruso” di Lucio Dalla,  “La donna cannone” di Francesco De Gregori e  “Avrai” di Claudio Baglioni.

Il segreto della scrittura musicale di Marco Colavecchio
Marco Colavecchio con Federica Abbate

Esiste la formula per “la canzone vincente”?
Secondo me la canzone vincente è quella che scrivi quando non pensi al successo: è il pezzo che nasce da solo, frutto di un’ispirazione improvvisa che ti “costringe” a tradurre in musica le emozioni forti.

C’è un autore contemporaneo o del passato che stimi particolarmente e che ritieni essere un valido esempio?
Stimo tantissimi autori; con alcuni di loro collaboro attualmente e ho trovato un’intesa e una sinergia pazzesca; sto parlando di Claudio Guidetti, Federica Abbate e Alfredo Rapetti Cheope.

 

A cura di Roberto Zampaglione

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