RDS 100% Grandi Successi a Natale regala la grande musica con la possibilità di vincere l’unica data italiana di Harry Styles

RDS è partner ufficiale della tappa italiana del Love On Tour della superstar internazionale

RDS a Natale regala la grande musica
Rds_regala_Harry Styles

Roma, 29 novembre 2022 – Harry Styles, uno dei più grandi e influenti artisti del momento, arriva in Italia
con il suo Love On Tour.

Il 22 luglio 2023, lo straordinario performer accenderà l’RCF Arena di Reggio Emilia (Campovolo).

Fino al 4 dicembre gli ascoltatori di RDS potranno provare ad aggiudicarsi i biglietti del concerto partecipando al gioco radio ‘Effetto Domino’ ascolta e vinci.

Un’occasione imperdibile per vivere un’esperienza unica, soprattutto in vista del Natale.

A partire dal 5 dicembre, RDS permetterà ai propri ascoltatori di vincere i biglietti per l’evento più atteso del 2023 grazie ad un contest online previsto su RDS.it.

Sono molteplici le attività messe in campo da RDS per promuovere la partnership. Una campagna dal valore
complessivo di oltre due milioni di euro coinvolgerà tutti gli ascoltatori e utenti della principale radio di flusso
italiana.

Oltre alla comunicazione radiofonica, la data italiana di Love on Tour sarà comunicata con una campagna
OOH nelle principali città italiane e si avvarrà di spot televisivi sui canali del gruppo WarnerBros. Discovery.

Siamo convinti che la musica sia il regalo più bello di tutti. Non solo perché si tratta di un’arte, ma perché proietta
tutti noi in un mondo fantastico, fatto di grandi esperienze ed emozioni uniche.”dichiara Daniela Pozzessere,
Head of Marketing di RDS 100% Grandi Successi

“Per noi è una responsabilità supportare gli artisti e i loro concerti con campagne che possano dare la massima visibilità e connessione con i nostri ascoltatori.

Avere la possibilità di regalare la partecipazione a uno degli eventi più desiderati per noi è prioritario, perché la musica è condivisione, emozione e il regalo migliore da fare a Natale”.

Harry Styles ha pubblicato il suo terzo disco lo scorso maggio, “Harry’s House”, che ha ottenuto un grandissimo
successo di pubblico e critica in tutto il mondo.

I suoi spettacoli sono attesi e sempre sold out, RDS 100% Grandi Successi lo aspetta insieme al suo pubblico a Reggio Emilia.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.rds.it

 

RDS 100% Grandi Successi
Fondata nel 1978, RDS 100% Grandi Successi è oggi la principale radio italiana di flusso con 5 milioni di ascoltatori medi giornalieri.

Una realtà che nel tempo si è trasformata in una vera e propria “Entertainment Company” e che oltre al cuore tecnologico, annovera tra i suoi tratti distintivi anche una mente aperta e un cuore attento ai temi della sostenibilità, sia essa ambientale, sociale o finanziaria.

RDS evolve costantemente insieme al suo pubblico grazie ad innovazioni in termini di proposta e produzione
di format e contenuti crossmediali e multipiattaforma – Radio, TV, Web, App – con l’obiettivo di regalare momenti di svago e rendere protagonisti i propri ascoltatori-utenti con i quali registra oltre 150.000 interazioni al mese.

Alessio Mayor, uscito il singolo “Saint Honoré” una preghiera ballata ma dal sapore malinconico

 

Alessio Mayor: Saint Honoré, il nuovo singolo

Alessio Maggiore, in arte Alessio Mayor, è un giovane cantautore pugliese al terzo progetto musicale. Classe 1992, si trasferisce a Pavia da giovanissimo per intraprendere un percorso di studi in campo infermieristico, ma il richiamo al mondo della musica è molto forte e decide così di esplorare quest’universo che tanto lo affascina.

Inizia circa un anno fa il suo percorso artistico, quando entra in contatto con Dheli, suo produttore. Tra i due nasce subito un’alchimia e decidono così di collaborare dopo che Mayor gli fa ascoltare i suoi pezzi.

È durante il periodo del lockdown, in particolare, che Alessio approccia alla musica, passando prima per la scrittura, che è in assoluto il campo d’azione in cui si sente più a suo agio, espressione che lo accompagna sin dall’adolescenza e rappresenta la valvola di sfogo in cui incanalare pensieri e riflessioni.

La capacità di scrittura di Alessio, dai tratti evocativi, sembra essere un buon lasciapassare per l’ambiente discografico e fa ben sperare per il futuro.

“Saint Honoré” è una preghiera ballata ma dal sapore malinconico. È il frutto del lavoro di Mayor sulla sua persona, quando capisce che alla base della sua inquietudine c’è la difficoltà di perdonare e del saper perdonare sé stesso.

Un brano che rappresenta la liberazione dal rancore e che racchiude i due aspetti della personalità di Alessio: il testo riflette il suo fare malinconico e intimistico, e la base ballata la parte estroversa e quella propensa al perdono.

Il perdono è “dolcemente” identificato in una Saint Honorè.

Alessio Mayor: Saint Honoré cover
Saint Honoré cover

Il cantautore ha voluto rendere omaggio a una figura a lui cara che per farsi perdonare gli portava sempre in dono un dolce, perdono e pentimento quindi, in stretta correlazione come cita il testo: “a patto che tu sappia pentirti”.

“Siamo tutto il nostro male, chi lo vuole superare e chi lo lascia scorrere, siamo l’ingordigia e un dolce da mangiare”.

Affida così il suo mondo interiore a una poesia in musica parafrasandola in una Saint Honorè.

Uscito Venerdì 21 Ottobre, Saint Honoré è il brano che segue “Bonsai” e “Palloni”. Maggiore decide però stavolta di mettersi in gioco totalmente e di aprirsi con un testo autobiografico, soprattutto, di svelare la sua parte più fragile e il tallone d’Achille che spesso interferisce nel rapporto con gli altri ma soprattutto con sé stesso.

Mayor punta a farsi conoscere attraverso i testi delle sue canzoni e mantenere un carattere autoriale che possa identificarlo in un contesto specifico.

Questo brano fa da apripista ai progetti per il futuro che sono già in cantiere e pronti per essere lanciati sulla scena pop.

Anche l’artwork della copertina riflette il desiderio di liberazione rappresentata dall’immagine del cantautore che vestito solo di veli bianchi, simbolo assoluto di leggerezza, è assolto dal peso del rancore.

Produzione affidata al giovane Gabriele Deliperi, in arte Dheli, sotto l’etichetta di Indieca Records che dà spazio ad artisti emergenti dal sound pop/elettronico.

Realtà giovane e dinamica nata nel 2019 ma che già ha già all’attivo un catalogo interessante e variopinto, con pezzi radiofonici e alternativi.

Alexx La Bay e China: Bottiglie d’assenzio è solo l’inizio, siamo pronti ad allargare i nostri orizzonti

Alexx La Bay e China: "Sanremo sarà il nostro futuro"
Alexx La Bay e China

Sono fra le giovani promesse nel settore rap e hip hop romano, con qualche punta di trap. Ma solo accennata. China e Alexx La Bay, che hanno origini musicali diverse, hanno trovato una strada comune con il grande successo di “Bottiglie D’Assenzio”, di cui hanno anche realizzato un videoclip diventato una hit. E si preparano al grande salto, con alcune importanti collaborazioni. Fra i progetti? Sanremo.

Com’è nata la vostra passione per la musica, e soprattutto per questo genere musicale?

China: «La musica per me è sempre stata una cosa di famiglia, diciamo così. Mio cugino era un dj di musica black, e un ex compagno di mia madre faceva il chitarrista in una rock band. Quando sono stato folgorato dal rap? Direi subito dopo aver ascoltato 2pac, lì ho capito che quel genere di musica mi dava emozioni che altri non erano in grado di trasferirmi».

Alexx: «Io ho invece impresso il ricordo di mio padre che ogni mattina, quand’ero piccolo, mi svegliava suonando la chitarra. Quella stessa chitarra, crescendo l’ho usata anche io, quando ho fondato la mia prima rock band. L’hip-hop è arrivato un po’ dopo ma oggi entrambi i generi influenzano ciò che scrivo e produco».

Che tipo di emozioni e di soddisfazioni vi da cantare ed esibirvi?

Alexx: «L’esibizione live è per me il completamento di tutto il lavoro svolto in studio. Quando senti le persone cantare le canzoni sulle quali hai lavorato, magari con grande fatica capisci che ne è valsa davvero la pena».

China: «Cantare live mi fa sentire libero e… vivo! È un’emozione fortissima lo scambio che avverto tra ciò che provo io e ciò che prova il pubblico».

Quando siete sul palco, cosa c’è dell’artista e cosa c’è della persona?

China: «Artista e persona fanno parte dello stesso insieme: è dalle mie emozioni come persona, infatti, che nasce il lavoro artistico in studio».

Alexx: «Nella vita di tutti i giorni ognuno di noi vive delle situazioni in cui magari non può esprimersi al 100%. Tutta quella parte nascosta trova allora uno sfogo, una via fuga sul palco. Ed ecco che Alexx La Bay, nel mio caso, prende il sopravvento».

 

Alexx La Bay e China Unirci musicalmente è stata la naturale conseguenza di un rapporto di stima e rispetto reciproci che esiste da anni.
Unirci musicalmente è stata la naturale conseguenza di un rapporto di stima e rispetto reciproci che esiste da anni.

Nei testi delle vostre canzoni parlate di voi, o del mondo in generale?

Alexx: «Le nostre canzoni non contengono rimandi a situazioni politiche o tematiche sociali particolari. Poi è ovvio che tutto ciò che succede all’esterno ci influenza ed è filtrato da ciò che noi siamo nell’intimo. E sappiamo anche che fuori di noi c’è un mondo, c’è gente che ci ascolta e che magari può sentirsi rappresentata da ciò che cantiamo».

China: «Sono d’accordo! Anch’io scrivo augurandomi che qualcuno possa sentirsi compreso dalle mie parole. Parlo più spesso di me, di ciò che ho vissuto, ma non è raro che esprima anche un pensiero su quello che accade nel mondo».

Oggi non è semplice sperimentare nuovi sound, voi come ve la cavate?

China: «Il rap resta il perno centrale attorno al quale costruisco la mia musica. Detto questo, sperimentare mi piace, mi diverte. La reputo quasi una sfida con me stesso, e ogni sfida è sempre costruttiva».

Alexx: «Io ti dirò invece che sperimentare oggi è diventato più facile con la miriade di nuove tecniche di produzione e manipolazione del suono oggi a disposizione. Quello che invece è trovare un equilibrio tra la sperimentazione e la base da cui parte un artista: cioè sperimentare senza snaturare la sua identità».

In Bottiglie d’Assenzio, la prima vera produzione assieme, parlate degli amori difficili. È una chiave di lettura esclusivamente musicale, oppure oggi amare è davvero una cosa complicata?

Alexx: «Amare oggi è estremamente complicato. Soprattutto perché in un rapporto, sia di amicizia o di amore, siamo egoisticamente più abituati a prendere che a dare. È il paradigma che va cambiato: l’amore è scambio, a volte anche compromesso».

China: «L’amore oggi è un valore a cui non si dà la giusta importanza e in Bottiglie d’Assenzio parliamo proprio di questo, oltre a dire quanto sia difficile oggi trovare sentimenti autentici. Io posso ritenermi fortunato».

Però il sentimento d’amore nelle vostre canzoni è quasi onnipresente. Non sarebbe meglio dare voce anche ad altri concetti come l’amicizia, la famiglia, o semplicemente se stessi?

Alexx: «Ciò che scrivo rispecchia il momento che sto vivendo, e i sentimenti che lo animano, quindi l’amore, l’amicizia. Il prossimo pezzo con China allargherà senz’altro i nostri orizzonti».

China: «Entrambi veniamo da un momento molto difficile. E in questa difficoltà ci siamo trovati. È da qui che sono nati i nostri pezzi. E dico pezzi non a caso perché “Bottiglie d’assenzio” è solo l’inizio».

Come mai avete decido di univi in questo tandem, quali sono i vostri obiettivi?

Alexx: «Unirci musicalmente è stata la naturale conseguenza di un rapporto di stima e rispetto reciproci che esiste da anni. Il nostro obiettivo è semplice: crescere e fare in modo che la nostra musica sia ascoltata da sempre più persone».

China: «E così magari trasformare la passione in un vero e proprio lavoro».

Oggi suonare è diventato più difficile perchè il mercato è più vasto. Potrebbe esserci un altro caso Maneskin, visto che guardando al passato è difficile riscontrare analogie simili alla celebre rockband?

Alexx: «Difficile dirlo oggi. Accadrà solo se l’idea musicale è forte, e a patto che ci sia qualcuno che vi investa tempo e risorse».

China: «Per me il merito dei Maneskin, e non so se ci sarà un’altra band in grado di bissare il loro successo, sta nell’aver riportato all’attenzione del mercato italiano la musica rock. Prima di loro solo Vasco era stato così dirompente per il genere».

Alexx La Bay e China Le nostre canzoni non contengono rimandi a situazioni politiche o tematiche sociali particolari
Le nostre canzoni non contengono rimandi a situazioni politiche o tematiche sociali particolari

Quali sono i vostri artisti preferiti?

China: «Ascolto veramente di tutto, la proposta è molto ampia sia in Italia che all’estero. Per quanto concerne il mio genere, e relative contaminazioni, guardo con interesse particolare a Coez e Lazza».

Alexx: «Fare un elenco sarebbe lungo e riduttivo. Diciamo che molti dei miei ascolti dipendono dal periodo che sto attraversando».

La pandemia ha cambiato tante cose rispetto a prima. Anche nella musica qualcosa è cambiato?

Alexx: «È stato un periodo certamente difficile, ma gli artisti hanno dimostrato grande capacità di adattamento. Nel post-pandemia credo che la musica non possa non tenere in gran conto, anche dal punto di vista promozionale, le piattaforme e i social».

China: «Io penso che la musica si evolva a prescindere dalla pandemia, perché cambiano i tempi, le generazioni. Certo quello che abbiamo vissuto ha mandato in crisi il settore dei live, che però adesso per fortuna è ripartito ad un buon ritmo, e anche l’uscita di alcuni progetti discografici è stata ritardata».

Un progetto futuro?

Alexx: «La collaborazione con un big già affermato, appartenente al nostro genere, con cui condividere il palco di Sanremo».

China: «Lo ha già detto Alexx. Sanremo sarà il nostro futuro».

Articolo a cura di Gianni Lupo 

“Tale e Quale show” al via su Rai 1 il varietà condotto da Carlo Conti

“Tale e Quale show” la dodicesima edizione
“Tale e Quale show” la dodicesima edizione (Foto © Gianni Brucculeri)

Dagli studi “Fabrizio Frizzi” di Roma da venerdì 30 settembre, per otto puntate, tutto è pronto per  la 12a edizione di “Tale e quale show” il varietà di Rai 1 condotto da Carlo Conti.

Il programma dopo il successo degli scorsi anni riprenderà all’insegna della musica, del divertimento e delle emozioni, grazie anche ai travestimenti firmati da grandi professionisti che tutti i giorni lavorano dietro le quinte, dal trucco al parrucco.

I protagonisti che si esibiranno sono undici: Elena Ballerini, Rosalinda Cannavò , Samira Lui, Valeria Marini, Valentina Persia, Alessandra Mussolini, Andrea Dianetti, Gilles Rocca, Claudio Lauretta, Antonio SpadaccinoFrancesco Paolantoni, quest’ultimo sarà affiancato da Gabriele Cirilli.

“Tale e Quale show”
“Tale e Quale show” la dodicesima edizione (Foto © Gianni Brucculeri)

Canteranno tutti dal vivo su basi e arrangiamenti del M° Pinuccio Pirazzoli, ci entusiasmeranno con le loro imitazioni delle grandi star della musica italiana e internazionale.

L’atmosfera è come ogni anno di grande empatia e impegno da parte di grandi professionisti:  dai “vocal coach” Maria Grazia Fontana, Dada Loi, Matteo Becucci e Antonio Mezzancella e la “actor coach” Emanuela Aureli.

“Tale e Quale show” la dodicesima edizione 2
“Tale e Quale show” conferenza stampa (Foto © Gianni Brucculeri)

Confermata anche quest’anno la giuria composta dalla grande Loretta Goggi, Giorgio Panariello e Cristiano Malgioglio ai quali ad ogni puntata si aggiungerà un quarto giudice/imitatore diverso in ogni puntata.

Parte attiva anche il pubblico da casa, che potrà votare ed esprimere le proprie preferenze tramite i social.

Articolo a cura di Patrizia Bartoloni

Daniele Iudicone: “Abbiamo cercato di collegare e contaminare il rock elettronico, con sonorità più attuali”

Humana: "Un Altro Giorno" il nuovo album
Humana: “Un Altro Giorno” il nuovo album

Humana il duo, composto da Daniele Iudicone (voce, testi e melodie) e Lorenzo Sebastiani, già produttore e arrangiatore di Adriano Celentano e Jovanotti, è pronto per il ritorno sulla scena musicale con un nuovo disco.

Il nuovo album “Un Altro Giorno”, con 10 tracce caratterizzate da sonorità innovative e tre singoli accompagnati da video di forte impatto.

Abbiamo incontrato Daniele:

Come nascono gli Humana?

Humana nasce tra Latina e Rimini grazie all’incontro fortuito con Lorenzo Sebastiani che nella band si occupa della parte musicale. Conobbi Lorenzo nel 2011 in occasione della realizzazione di un disco punk, quando allora cantavo nella band Losca Brigata.

La casa discografica di allora aveva individuato Lorenzo in qualità di produttore del progetto che però finì in un nulla di fatto, con lo scioglimento del gruppo. L’affinità musicale che ci legava era particolarmente forte, sia per il punk rock, ma soprattutto per l’idea di rivisitare in chiave elettronica il rock.

Il nostro primo esperimento musicale si concentrò sulla cover di Rock and Roll Robot di Camerini. Pubblicammo la cover su Youtube ottenendo in pochi giorni migliaia di visualizzazioni e da lì nacque l’interesse della casa discografica Halidon di Milano che ci contattò per concretizzare l’avventura del primo disco, “Humana”, uscito nel 2012 accompagnato da un tour promozionale in giro per l’Italia.

Humana: "Un Altro Giorno" il nuovo album - live
Humana – Live

A cosa vi ispirate nella composizione della vostra musica?

Ci piacciono moltissimo le sonorità anni ’90, primi anni 2000. Per restare in Italia, le nostre band di riferimento sono Subsonica e Bluvertigo ma spaziamo anche nel mondo dei Linkin Park e dei Depeche Mode.

Abbiamo cercato di collegare e contaminare il rock elettronico, con sonorità più attuali. In occasione del nostro concerto in live streaming in piena pandemia, dedicammo un tributo ai Linkin Park e al frontman Chester Bennington.

Il vostro nuovo album “Un altro giorno” com’è nato?

I testi del nuovo album, almeno nella prima fase di scrittura, sono stati creati in piena pandemia, tra coprifuoco e zone rosse. Ho voluto raccontare le relazioni, spesso complicate dalla pandemia e dalla mancanza di libertà.

Humana: "Un Altro Giorno" il nuovo album
Humana

Il nuovo progetto prevede anche tre videoclip di forte impatto visivo, come mai questa scelta?

Il videoclip di “Con te” è stato diretto magistralmente da Giulio Cannata che ha reinterpretato la storia d’amore raccontata nel testo in chiave insolita, scegliendo come protagonisti un uomo e una zombie.

Il secondo videoclip per il singolo “Vedo chi sei” continua a raccontare il filone della manipolazione dei rapporti ed è attualmente in lavorazione.

Tutti e tre i video che accompagneranno i 3 singoli del nuovo album saranno delle produzioni molto curate, da un punto di vista della sceneggiatura e dell’immagine, sicuramente di forte impatto visivo.

Humana: "Un Altro Giorno" il nuovo album - cover
Humana: “Un Altro Giorno” – cover

Chi è il pubblico di riferimento degli Humana?

Spaziamo dai 25 ai 45 anni; ci seguono quelle generazioni che sono cresciute con gli stessi nostri riferimenti musicali.

Avete collaborato con Alex Reeves e Ted Jensen, star della discografia internazionale che lavorano tra gli altri per Justin Timberlake, Lady Gaga, Rolling Stones, Madonna. Come sono nate queste collaborazioni?

Lorenzo collabora spesso con Alex Reeves; lavorano insieme ad alcune produzioni e arrangiamenti nel suo studio londinese. L’idea di coinvolgerlo per la cover di Ruggeri “Punk prima di te” nasce dal fatto che ad Alex venne in mente di suonare in modo diverso e particolare il pezzo della batteria; l’idea ci piacque molto così decidemmo di tenere la sua traccia nella realizzazione e registrazione della cover. Ted Jensen, invece, è uno straordinario tecnico del suono, lo abbiamo coinvolto per masterizzare nel suo studio di New York sia il nuovo album “Un Altro Giorno” che il lavoro precedente Humana Electro.

Avete in programma anche un tour per promuovere il disco? Ci anticipi qualche data?

In autunno partiremo con un vero e proprio tour nei teatri nelle più importanti città italiane. Le date sono in fase di definizione (per aggiornamenti sulle date consultare il sito Thehumana.it), saremo sicuramente il 20 ottobre a Firenze, mentre il 17 novembre a Roma al Teatro Centrale.

La pandemia ci ha insegnato come lo stare insieme, il divertirsi grazie alla musica live siano una parte essenziale della nostra stessa vita e quanto ci fossero mancati in questi due anni; lo straordinario successo degli eventi musicali quando è stato di nuovo possibile organizzarli dal vivo lo ha dimostrato.

Humana: Youtube      IG       FB      www.thehumana.it

Andrea Rombolà: “Per fare il tour manager ci vogliono puntualità e credibilità”

Andrea Rombolà: il rapporto umano è fondamentale con Maluma
Andrea Rombolà e Maluma

Tempi. Ritmi serrati. Organizzazione. A volte è difficile immaginare il lavoro che c’è dietro un live show, piccolo o grande che sia. Responsabilità e precisione sono la chiave per chi intraprende la strada del tour management.

Noi abbiamo avuto modo di intervistare uno che di show ne ha organizzati tanti con artisti oggi più che mai sulla cresta dell’onda come Irama e Rocco Hunt per citarne alcuni.

Andrea Rombolà, Rombolaus sui social, di strada nel mondo della musica ne ha fatta tanta, vivendo in prima persona l’evoluzione del mezzo digitale che è entrato appieno nelle strategie comunicative degli artisti. Ecco cosa ci ha raccontato.

Professione tour manager. Quanto contano oggi le PR in un mondo come quello della musica e perché?

Dietro una grande azienda, agenzia o personaggio, deve esserci sempre un bravo PR. Le relazioni sono sempre state fondamentali, ancor di più ai giorni nostri con la digitalizzazione dove il comunicare e tenere rapporti solidi mediante uno strumento come i social media è fondamentale.

Il lavoro delle PR si è evoluto con la digitalizzazione. Il rapporto umano rimane fondamentale ed è quello che preferisco ma di altrettanta importanza rimane il network delle relazioni online.

Andrea Rombolà: il rapporto umano è fondamentale con Rocco Hunt
Andrea Rombolà e Rocco Hunt

Oggi la musica è ripartita. Ma quanto conta muoversi in anticipo per assicurarsi una continuità di date e location per gli artisti che segui?

Dietro l’organizzazione di un tour c’è un lavoro di logistica incredibile. Ci sono sia tutti gli iter standard da seguire che comprendono le esigenze dell’artista e del team, ma soprattutto il problem solving, legato a tutti gli imprevisti che puntualmente capitano ad ogni tappa.

Irama, Rocco Hunt e non solo. Gli artisti sono diversi ma quali caratteristiche non possono mai mancare al tour manager?

Puntualità: non solo per quanto riguarda me ma il coordinamento di tutto il team che deve seguire una scaletta e degli orari definiti.

Credibilità: mi piace dare visibilità a quello che faccio ma la cosa più importante ritengo che sia l’essere credibile e soprattutto una persona di fiducia su cui talent e artisti di così alto livello sanno di poter contare.

Quanto i social hanno stravolto il mondo della musica e quanto per un’artista che oggi vuole farsi conoscere è necessario saperli gestire?

Una volta l’unico modo che un artista aveva per farsi conoscere era raccontarsi esclusivamente attraverso giornali e televisione, quindi attraverso la figura di un intermediario.

Ora, grazie ai social, un artista può raccontarsi senza filtri e senza qualcuno che racconti (e interpreti) i suoi messaggi. Questi sono uno strumento potente da saper padroneggiare con maestria.

Andrea Rombolà: il rapporto umano è fondamentale 3
Andrea Rombolà

Hai avuto tante esperienze, in primis quella che ti lega a Francesco Facchinetti alla Newco Management. Che ricordo ne hai e cosa ti ha insegnato?

Facco è il mio mentore. Lui mi ha dato la chance tanti anni fa di crescere, imparare, sbagliare, rimediare e misurarmi in questo bellissimo mondo che è la musica.

Molti mettono superficialmente il suo cognome davanti, facendo collegamenti con il padre, ma Francesco è un imprenditore e un visionario. A lui devo davvero tutto e ogni giorno imparo qualcosa solo standogli vicino.

Mormile, il cantautore self made racconta i suoi “Anni Felici”

Mormile: "Anni Felici", l'amore per la musica
Paolo Mormile: “Anni Felici”

La storia di Paolo Mormile, giovane cantautore campano, è quella di chi ha incontrato la musica e non è più riuscito a lasciarla andare.

A parte qualche lezione di canto presa da ragazzo il suo percorso è da autodidatta, il suo talento si è quindi costruito passo dopo passo con impegno e soprattutto amore.

L’ultimo lavoro di Mormile è “Anni Felici” presentato lo scorso gennaio in cui l’autore “parla di chi si è sentito solo in mezzo alla folla. Fermo in un tempo che va troppo veloce.”

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Paolo per conoscerlo meglio.

Com’è nato il tuo ultimo singolo “Anni Felici”?

Anni Felici nasce dalla domanda che c’è alla fine del testo della canzone. Nasce quindi proprio da: “se ti chiedo sono anni felici, tu mi guardi e adesso cosa dici?”. Anche ora in realtà non saprei rispondere.

Mormile: "Anni Felici", l'amore per la musica 2
Paolo Mormile cantautore self made

Da quanto tempo fai musica?

È una domanda particolare perché mi è sempre piaciuto cantare ma a 18 anni è diventata un’esigenza importante. A 17 scrivevo già testi che cantavo. Con un mio amico andavamo in una saletta e improvvisavamo, iniziando a muovere i primi scoordinati passi nella musica.

Cosa vuol dire per te fare musica?

È un mezzo espressivo: trovando il proprio linguaggio e la propria chiave si ha la possibilità di buttar fuori qualcosa che non conoscevi di te. La musica forse è il mezzo più potente per farlo perché comprende diverse sfere dell’animo. È un’esigenza d’espressione e anche un mezzo per sognare in grande.

Perché avete deciso di sciogliere la band Leitmotiv?

In realtà non ci siamo mai sciolti ma anzi mi stanno aiutando nell’arrangiamento di alcuni brani. Quindi è più corretto dire che si è interrotto il progetto comune. Il motivo principale era stato l’esigenza di uno dei ragazzi della band di voler scrivere i propri brani e questo vale anche per me.

Mormile: "Anni Felici", l'amore per la musica 1
Paolo Mormile: “Anni Felici” – cover

Quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere?

Di sicuro fare una serie di live che a causa della pandemia sono stati fermi. Quando è ripartita la macchina sociale per farli stavo registrando. Ma ho voglia nell’immediato di cantare dal vivo. Inoltre, sto lavorando a qualcosa di interessate da mandare in giro.

Da bambino sognavi già di fare il cantante?

Sì, ricordo che da piccolissimo avevo già il sentore di voler fare qualcosa nell’arte. Già ascoltavo tanta musica e mi piaceva cantare.

Come ti vedi tra dieci anni?

In questo momento voglio ragionare nel periodo breve e più immediato anche perché sto lavorando anche nel mondo dell’architettura. Non nego che vorrei naturalmente trovare qualcosa di importante anche nella musica. È molto difficile proiettarsi da qui a dieci anni. Spero di vedermi bene e con ancora tanta voglia di fare.

Alessandro Cucinotta: “Essere il sosia  di  Francesco Gabbani è stata anche una scelta artistica, dovuta alla stima che sia io che il pubblico abbiamo per Gabbani”

Alessandro Cucinotta: artista dell'allegria
Alessandro Cucinotta: artista dell’allegria

“Immaginiamo ogni nostro obiettivo come un puzzle: giorno per giorno dobbiamo aggiungere un pezzo”. Si esprime così Alessandro Cucinotta, performer siciliano balzato agli onori televisivi come sosia di Francesco Gabbani.

Alessandro, è vero che Michelle Hunziker è stata la prima ad “accorgersi” di te?

In un certo senso è così (ride, ndr). Una sera guardavo la tv con mia moglie e guardando “Striscia la Notizia” sento Michelle che dice: “Apro stasera la rubrica Sosia. Se credete di assomigliare al vostro beniamino, mandateci una vostra foto e potreste andare in onda a Striscia”.

E poi cos’è successo?

A convincermi a mandare la foto è stata mia moglie. Qualche giorno dopo, ha avuto ragione lei, ricevo la mail di Striscia la notizia, e mi vedo al fianco di Francesco Gabbani come suo sosia.

 Il passaggio televisivo ha cambiato in qualche modo il tuo approccio al mestiere di intrattenitore?

In minima parte, se non altro perché oggi, durante le serate o quando animo dei matrimoni, tra un quadro e l’altro mi concedo anche una piccola imitazione di Francesco Gabbani.

E il pubblico come reagisce?

Ti racconto una cosa che mi fa molto sorridere: nel 2017, Francesco ha vinto il Festival di Sanremo con Occidentali’s Karma. Le persone che incontravo durante le serate, per farmi notare la mia somiglianza con lui mi chiedevano, un po’ scherzando e un po’ no: “Dove hai lasciato la scimmia?”.

Qual è la cosa che ti colpisce di più di Gabbani?

Sin dalla prima volta che l’ho visto sul palco, mi è piaciuto il suo approccio: più che da cantante, da interprete vero e proprio e questa è una cosa in cui mi rivedo molto.

Alessandro Cucinotta: artista dell'allegria
Alessandro Cucinotta

Altri artisti che ti hanno cresciuto?

I più grandi, da Massimo Ranieri a Renato Zero. Mi piace molto anche Franco Califano e quel suo lato cinico che non per tutti è pienamente comprensibile.

La musica è arrivata da piccolino nella tua vita…

Più che la sola musica, lo spettacolo in generale. Mio nonno mi regalò una tastiera e con tre tasti imparai a strimpellare la colonna sonora de Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini. Poi c’è stata una parentesi fisarmonica ed infine ho scoperto il teatro: è stato lì che ho capito che, più che un cantante o un musicista avrei voluto essere un intrattenitore.

Anche un conduttore?

Certamente. Magari di un varietà come quelli storici, con la musica, il corpo di ballo, gli ospiti.

Curiosità personale: pronto a fare il tifo per Blanco e Mahmood all’Eurovision?

Certamente. Devi sapere che a febbraio, quando loro hanno vinto Sanremo con Brividi io sono stato ospite a “Casa Sanremo”. Durante l’Eurovision sarò ospite fisso della trasmissione “StudioNews” che lo racconterà quotidianamente. Spero possa portar loro fortuna (ride, ndr.) Immagina che bello sarebbe vincere per il secondo anno consecutivo.

Cinzia Tattini: “Ho ottenuto la stima di molta gente ma, soprattutto, la considerazione perché, se nella vita vuoi diventare qualcuno, devi camminare senza mai sottovalutare l’altro”

On Air 361: Cinzia Tattini e Radiomia Bari
Cinzia Tattini e Radiomia Bari (Foto da FB)

“Essere una Donna è di più, di più, di più”. Cullato dalle note di Anna Tatangelo decido di mettermi in viaggio verso l’amata Puglia per andare a conoscere una speaker di grande talento e grinta.  Raggiungo il delizioso borgo medioevale di Giovinazzo e mi dirigo verso Radiomia Bari per conoscere e farvi conoscere Cinzia Tattini.

Cinzia Ciao. Ti seguo da molto ma ora è arrivato il momento di una bella chiacchierata
Grazie Lorenzo. Un piacere conoscerti e chiacchierare per Musica361.

Tu sei una speaker di Radiomia Bari. Si tratta di una radio web o FM?
È una radio in FM ma si può ascoltare anche in streaming al sito http://www.radiomia.net/ e/o tramite la nostra APP che potete scaricare su tutti gli store digital.

Fantastico! Una radio che arriva ovunque. Tu che spazi hai su Radiomia Bari?
Io conduco tre programmi. Il martedì sono on air dalle 18:00 alle 20:30 con “W LA RADIO” spazio in cui intervisto molti artisti, ho avuto il piacere di chiacchierare con Orietta Berti, Luisa Corna, Marcella Bella, Ivana Spagna. All’interno della trasmissione ci sono anche due rubriche mediche “Petali di Medicina” e “Metallicamente” in cui interagisco con dei medici che rispondono alle domande degli ascoltatori o snocciolano un tema proposto.

E poi? Te lo chiedo intonando Giorgia ai tempi Sanremesi
E poi il giovedì porto le tendenze nelle vostre radio. Sono on air dalle 11:00 alle 13:00 con il programma “Free Style” in cui con una consulente d’immagine parliamo di tendenze di moda, di look e di bellezza.

Manca l’altro programma che conduci
Bravissimo. Il sabato dalle 11:00 alle 13:00 c’è “Radio Time 120 minuti a colori” in cui mi occupo di interviste di artisti e di solito sono quasi sempre tre gli ospiti protagonisti della chiacchierata.

On Air 361:n Cinzia Tattini a Radiomia Bari
Cinzia Tattini a Radiomia Bari

Io però sono certo di averti vista anche in video sui social
Certamente. Quello è l’appuntamento della domenica pomeriggio sui social di Radiomia Bari in cui tramite video parlo sempre con artisti di qualsiasi ramo ma principalmente musicale. Insieme promuoviamo il nuovo singolo e passiamo anche il video musicale.

Un vero e proprio amore per la Radio. Quando è nata questa unione salda?
Da ragazza grazie ad una mia amica di scuola che faceva radio e mi aveva invitata ad andare negli studi. Ne sono rimasta subito colpita per quanto io fossi molto timida. Ho fatto tre mesi di provini, negli anni in cui in radio arrivavi solo con i provini, e poi sono partita. La prima volta volevo scappare ma sono rimasta.

E per fortuna non sei scappata vista la tua bravura e passione. Con quale radio hai iniziato?
Con la stessa di ora. Quando entrai si chiamava “Radio Giovinazzo Centrale” e nel tempo ha cambiato nome diventando Radiomia Bari.

Cinzia, tornando alle tue trasmissioni. Quali canzoni mandi ON AIR?
Non metto freni o limiti alle scelte musicali da mandare in onda. Sicuramente trasmetto più musica italiana di quella straniera ma dipende dall’argomento che tratto e dal target di riferimento della puntata.

Degli artisti musicali emergenti, quali hanno catturato la tua attenzione e quindi trasmetti su Radiomia Bari?
Sono tanti perché anche grazie a mio figlio scopro sempre nuovi talenti musicali. Però se devo fare dei nomi mi vengono in mente Gazzelle e Niko Pandetta.

On Air 361:n Cinzia Tattini e Radiomia Bari
Cinzia Tattini: speaker radiofonica, presentatrice televisiva e di palco, giornalista musicale

Invece a quale artista musicale del “passato” sei più legata?
Senza dubbio ad Anna Tatangelo. Amo il modo in cui canta, apprezzo i suoi pareri tecnici e musicali durante i talent a cui prende parte.

Anna Tatangelo è da sempre però presa di mira dai social e spesso non valorizzata quanto la sua voce e la sua bravura meriterebbero. Perché?
Penso per questioni commerciali, per la sua storia d’amore passata e soprattutto per cattiveria.

Cinzia, prima di salutarci. Un consiglio a chi ci legge e vorrebbe fare radio
Provateci. Non abbiate timore ma sappiate che serve tanta passione. Voi però, PROVATECI!

Articolo a cura di Lorenzo Amatulli

La Dimensione Suono Roma di Francesca Romana D’Andrea, la Radio? Passione di famiglia

On Air 361: Francesca Romana D'Andrea
Francesca Romana D’Andrea – Dimensione Suono Roma

Questo giovedì voglio farvi ascoltare il ritmo della Capitale. Dove? A Dimensione Suono Roma dove passo a trovare una speaker dalla voce pazzesca, una Donna, come si definisce lei, polemica ma con ironia. Lei è la sbalorditiva Francesca Romana.

Francesca grazie per essere con noi di Musica361. Che voce pazzesca e che energia
Grazie a te e a Musica361. Sono sempre belli questi momenti di racconto.

Tu sei speaker di una Radio FM che è Dimensione Suono Roma
Si esatto. Da 4 anni sono approdata a Dimensione Suono Roma che è una radio fm che prende in Lazio e Toscana e fa parte del gruppo RDS

Quando sei ON AIR?
Mi potete ascoltare On Air con la mia trasmissione di flusso, dal lunedì al sabato dalle 14.00 alle 17.00

sono stata anche cantante. Ho partecipato a Star Academy e a The Voice of Italy
Francesca Romana D’Andrea – (Foto da Fb) – sono stata anche cantante. Ho partecipato a Star Academy e a The Voice of Italy

Di cosa ti occupi nella tua fascia quotidiana?
Guarda Lorenzo, noi speaker di Dimensione Suono Roma abbiamo grande libertà nella scelta dei contenuti e questo anche grazie al nostro Direttore Creativo Marco Minelli. Io mi occupo di Moda, di Viaggi, di Tendenze e anche di Sociologia

In che senso di Sociologia?
Un esempio. Ultimamente abbiamo chiesto ai nostri ascoltatori come reagirebbero nel 2022 di fronte ad una donna che chiede ad un uomo di sposarla. Ah Lorenzo, ovviamente on air c’è molto focus sulle notizie regionali.

Ah beh! Andrò a cercare la puntata in podcast. Tu che speaker sei Francesca?
Io mi diverto. Amo questo lavoro. Però sono anche una speaker polemica ma con ironia

Dimensione Suono Roma è la tua prima Radio?
No. Ho iniziato dieci anni fa con una web radio con la trasmissione “Belli di notte” in cui con il mio amico speaker e vocalist parlavamo di discoteche, club e delle tendenze della notte. Un po’ il vecchio “Lucignolo” di Italia1 ma in versione radio

On Air 361: Francesca Romana D'Andrea 2
Francesca Romana D’Andrea – (foto da Fb)

E poi?
Poi c’è stata Radio Luna dove “Belli di notte” è diventato “Stralunati” e poi Teleradiopiù, Radio Onda Libera e adesso Dimensione Suono Roma. Ma nel mezzo a tutto questo c’è stato tanto lavoro, tanta passione e tanta tenacia

Ed io sono qui ad ascoltare questo lavoro, questa passione e questa tenacia che sento dalla tua voce. Raccontaci.
Io sono stata anche cantante. Ho partecipato a Star Academy e a The Voice of Italy. Però devo ammettere che tutte le volte che ero sul palco ero più affascinata dal conduttore che dalla mia esibizione

Connubio conduzione e musica dà come risultato la Radio
Ebbene sì. Perché poi ho partecipato ad RDS ACADEMY arrivando ai quarti di finale e li tutto si è ancora più concretizzato

Insomma hai la radio nel sangue
Assolutamente. Amo la radio e anche nell’era di Alexa e Google, io ho sempre accesa la radio, quella con la manopola. Poi pensa che mio nonno era autore radiofonico e giornalista.

Francesca Romana D’Andrea

Buon sangue non mente! Francesca, pronta per il Festival di Sanremo?
Certo. Anche perché non vedo l’ora di ascoltare le canzoni per capire quali sono quelle che manderemo in Radio

Hai già qualche idea?
Si. Rkomi, Ana Mena e penso anche il brano di Gianni Morandi. Insomma, canzoni movimentate.

Sei giovanissima ma con una grande gavetta, che consiglio daresti a chi sogna di fare la speaker?
Essere seri senza prendersi troppo sul serio e soprattutto non farsi sovrastare dall’ambizione

Ricordo a tutti voi che al sito https://www.dimensionesuonoroma.it/frequenze/ potrete trovare tutte le frequenze di ascolto di Dimensione Suono Roma e sempre sul sito, accedere a tutti i Podcast.

Articolo a cura di Lorenzo Amatulli 

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