New York è lo scenario della serie “Suits”. Un articolo con la cravatta e le cuffiette nel taschino della pochette.

Series by track: Suits

Suits” è la serie americana ambientata in uno degli studi legali più influenti della Grande Mela. In questa cornice professionale si incroceranno le vite dei due protagonisti: Harvey Specter (Gabriel Match) e Mike Ross (Patrick J. Adams). Il termine che è stato utilizzato per dare il titolo alla serie televisiva è lo stesso col quale, a Manhattan, si identifica l’abito costosissimo che i colletti bianchi indossano per recarsi sul posto di lavoro.

All’interno di “Suits” hanno un ruolo fondamentale le donne, senza le quali i protagonisti perderebbero ogni tipo di scrupolo e umanità. Le due donne in questione sono Donna Paulsen (interpretata dalla carismatica e bellissima Sarah Rafferty) e Rachel Zayn (interpretata dalla novella duchessa del Sussex Meghan Markle che dopo le nozze regali ha abbandonato il set della serie). La trama della serie è sicuramente avvincente e piena di colpi di scena, sa essere travolgente senza cadere nel banale e facendo in modo che ogni spettatore possa conoscere le sfaccettature emotive più profonde di tutti i personaggi, sia principali che secondari.

Le colonne sonore scelte per “Suits” rendono una cornice già priva di difetti a dir poco perfetta. Vengono utilizzate sonorità blues e tendenti allo swing proprio a partire dalla sigla iniziale, ovvero “Greenback boogie” di “Ima Robot“, che trasuda self confidence e inesorabilità, tutte caratteristiche presenti nelle azioni legali dei personaggi.

Anche in questa serie tv, come in altre precedentemente trattate, sono presenti i “The XX” con il brano “Fiction”, che va a coronare il sogno d’amore tra Mike e Rachel.

Tuttavia, i momenti musicali più importanti della serie sono legati ad Harvey, avvocato spietato incapace di esprimere fino in fondo i suoi sentimenti. I brani più belli legati a “Suits”, risuonano nei momenti riflessivi del personaggio, il quale è un grande collezionista di vecchi vinili e registrazioni datate che hanno il retrogusto del suo whiskey preferito, il McCallan 18.

 

Articolo di Silvia Frattini.

Un’altra serie colosso di una generazione di teenager: Gossip Girl, diretta da Josh Schwartz.

Series By Track: Gossip Girl

Nel 2009 le vicende di Serena Van Der Woodsen e dei suoi amici-nemici (Nate Archibald, Blair Waldorf, Chuck Bass, Dan Humphrey e Jenny Humphrey) entrarono nelle case di tutte le teenager italiane, rendendo irraggiungibile il sogno di una vita newyorkese nel lusso più sfrenato.

L’intera serie è basata sui romanzi omonimi della scrittrice Cecily von Ziegesar, ed è andata in onda su Italia 1 dal 2009 al 2014 con 121 episodi. Come in ogni serie televisiva la musica ebbe il suo grande peso, e “Gossip Girl” propose una selezione di brani poliedrica e variegata. Infatti nella serie non impera un solo e unico genere musicale, si passa dal punk dei Sum 41 con “With me”, attraverso il pop indipendente dei Foster the people con “Pumped up kicks” (brano che avrà un grande successo in Italia solo qualche anno dopo la fine della serie), per arrivare a voci calde come quella di Adele con la famosa “Rolling in the deep”.

Oltre ad Adele, all’interno della playlist scelta per “Gossip Girl”, sono presenti altre voci femminili di grande importanza come Florence Welch, Lana Del Rey, Lorde e Taylor Momsen. L’ultima cantante citata fa parte del gruppo post-grunge “The pretty reckless” e oltre ad essere l’autrice di una delle colonne sonore della serie, interpreta il personaggio di Jenny Humphrey (alias la piccola J), la quale, nel corso delle sei stagioni, subisce un cambiamento radicale esattamente in linea con la figura musicale che è adesso.

La musica indipendente si fa spazio anche in “Gossip Girl” come in “The O.C.” ( entrambe le serie televisive sono ideate da Josh Schwartz), presentando brani di artisti che solo anni dopo la fine della serie avrebbero avuto un grande successo, come ad esempio i “The XX” presenti all’interno della playlist col brano”Angel”.

 

Articolo di Silvia Frattini.

Cultura senza limiti: ecco cosa si è respirato il 19 maggio in occasione dell’ultimo contest del FloWerence Hip Hop tenutosi alla libreria Libraccio e IBS di Firenze in via De’ Cerretani 16r.

Flowerence Hip Hop
I due finalisti del contest: Paso Doble e Pratesino. Entrambi sono i vincitori e saranno protagonisti della manche finale al Teatro della Limonaia.

Tra gli scaffali colmi di grandi classici, romanzi, fantasy e enciclopedie si è tenuto un vero e proprio “duello” all’ultima strofa tra quattro giovani artisti fiorentini che al Flowerence Hip Hop – insieme alle loro crew – si sono sfidati su rime, ritmo e parole, trattando tematiche moderne nel tipico linguaggio rap che ormai a contagiato anche il nostro Belpaese.

Impossibile non rimanere estasiati davanti a questa esplosione di cultura di nuova generazione, basata su una forte carica comunicativa in grado di suscitare interesse nel pubblico più svariato. I presenti, infatti, sono letteralmente rimasti folgorati da questa contaminazione culturale, in grado di intrecciare la testa e la voce dei giovani assieme al pensiero delle generazioni un po’ più grandi; un chiaro segnale di come spesso basta aprire le porte a nuove occasioni per permettere agli orizzonti di espandersi e lasciar così che le arti tutte si possano abbracciare e contaminare.

Davvero una stupenda possibilità questa concessa dalla libreria IBS, che si dimostra una realtà in evoluzione e al passo con le nuove frontiere della comunicazione e del fare cultura; sicuramente ciò è merito anche della grande storia dietro al gruppo IBS, abituato a selezionare e proporre cataloghi di testi variegati e che sanno accordare i lettori e i fruitori più disparati, sia dal vero che online.

Anzi, a questo proposito è molto interessante sapere che chi ha dimestichezza con gli acquisti sul web, può utilizzare i codici sconto anche per IBS e ottenere così promozioni fisse, spedizioni gratuiti e tante offerte interessanti per le spese inerenti al gruppo, sia per libri di testo che per tutte le proposte editoriali della libreria. Ad esempio, su Piucodicisconto, gli amanti dello shopping potranno accedere a tutte le promo valide proposte dalla libreria. Un ottimo strumento quindi per risparmiare e avere la precisione di un servizio sempre puntuale e comodo.

Al Flowerence Hip Hop, ricordiamo che i giovani fiorentini si sono esibiti non solo alla presenza di un pubblico partecipante, che aveva modo di intervenire per dialogare e porre quesiti ma anche con una giuria composta da due studenti e un giornalista. Tanto l’entusiasmo suscitato, al punto che sintonizzare tradizionale e attuale, vecchio e nuovo è stato davvero semplice e immediato: ecco perché tutti i quattro partecipanti si sono meritati in ex equo la possibilità di partecipare alla finale del concorso che si terrà il 26 giugno al Teatro della Limonaia di Villa Strozzi. Con i quattro cantanti selezionati in questo ultimo step, per la finale sono previsti quindi un centinaio di artisti sul palco, pronti a esibirsi fino all’ultima nota.

A conclusione della giornata dedicata alle nuove forme di musica e cultura presso la libreria IBS, è stato anche presentato il murales vincitore del contest pittorico “La mia Firenze” che verrà poi premiato nella finale.

Una città meravigliosa che ancora una volta conferma la sua poliedricità nell’attenzione all’arte in tutte le forme e alle nuove generazioni di artisti affamati di mondo e canali innovativi per esprimere i propri talenti in modo creativo e stupefacente.

Orange County è stata una delle serie più apprezzate da milioni di teenager, oggi adulti. Uno dei suoi punti cardine è stata la colonna sonora delle quattro stagioni.

Series by track: The O.C.

The O.C” è la serie Fox ideata da Josh Schwartz ormai diventata generazionale, la quale racconta la
movimentata vita di quattro adolescenti (Ryan, Seth, Marissa e Summer) e di come le loro vite si intrecciano
in modi buffi e pericolosi. Andava in onda per la prima volta nel 2003 e concludeva la sua corsa, a quota 92 episodi, esattamente 4 anni dopo, nel 2007. Le varie vicende raccontate sono ambientate in California, a Los Angeles e, per essere precisi, nella contea di Orange County, un quartiere residenziale dove per lo più si possono trovare sfarzose villette appartenenti ai ceti abbienti.
Nella serie televisiva in questione si trovano colonne sonore degne di nota, a partire proprio dalla sigla iniziale rimasta nella storia, ovvero “California” dei “Phantom Planet”.

Gli altri brani che troviamo all’interno della serie sanno descrivere perfettamente gli stati d’animo e le
peculiarità più spiccanti dei protagonisti, i quali, con tutta probabilità, diventano un gruppo inseparabile proprio
grazie alle loro mille diversità.
Ad esempio, tutti i cultori della serie ricorderanno molto bene i “Death Cab for Cutie” col loro brano “A Lack of Color”, che invadevano la cameretta di Seth, ragazzo logorroico e nerd, follemente innamorato della bellissima e pungente Summer, la quale inizialmente non lo considerava.

In “The O.C” la musica indipendente ha la sua grande parte e, grazie alla serie, inizia a prendere piede
sempre più velocemente. Tuttavia all’interno di essa si possono riconoscere anche brani molto famosi,
come “Hallelujah” di Leonard Cohen, reinterpretata da Jeff Buckley, che segna un momento fondamentale
nella vita dei protagonisti. Dopo 11 anni dal famigerato episodio sembrerebbe scorretto parlare di
spoiler. Tutti noi ricordiamo il corpo esanime della protagonista femminile Marissa, ragazza estremamente
sensibile ed emotivamente instabile, fra le braccia del giovane Ryan mentre la loro vettura prende fuoco.
Come per le altre serie che sono state trattate, potete trovare una playlist completa e dettagliata dedicata
alla serie sulla piattaforma musicale Spotify per approfondire l’argomento, e magari decidere di guardare
per la prima volta “The O.C” (o riguardarlo per la milionesima).

 

Articolo di Silvia Frattini.

La serie tv originale Netflix che ha conquistato il pubblico sotto ogni punto di vista.

SeThe end of the f***ing word”

The End Of The F***ing World” è la serie originale Netflix che parla di due adolescenti problematici, James e Alissa (interpretati dai giovanissimi Alex Lawther e Jessica Barden), i quali decidono di scappare dal loro nucleo familiare disastrato per assaporare il senso d’indipendenza tipico degli adulti. Guardando gli otto scorrevoli episodi (da 20 minuti l’uno circa) vediamo i due protagonisti infrangere la legge, andare contro molti principi morali e infine scoprire l’amore. Se ancora non ci avete dato un’occhiata vi consiglio vivamente di farlo anche a rischio di innamorarvi di ogni dettaglio. Infatti, oltre ad essere una bellissima serie tv, sebbene la trama sia estremamente semplice, ma piuttosto avvincente allo stesso tempo, sono state scelte anche colonne sonore davvero affascinanti e di nicchia che non sono passate inosservate, tanto da far creare ai fan più attenti e appassionati una playlist su Spotify interamente dedicata a “The End Of The F***ing World”.

Ascoltando la playlist, brano dopo brano, si entra a far parte di un’atmosfera che ricorda in tutto e per tutto gli anni ’50, grazie a sonorità che sembrano provenire da un vecchio gramofono o da un jukebox. Sembra di respirare l’innocenza del primo amore e di sentire il brivido lungo la schiena dato dalla libertà appena guadagnata, il che fa intendere che ogni brano scelto per il teen drama sa rendere ogni scena praticamente perfetta.
Non è ancora stata confermata una seconda stagione, il ché non è per forza una notizia negativa se si prende come esempio il destino di altre serie di culto Netflix come “Dark” o “Stranger things”.

 

Articolo di Silvia Frattini.

 

Torna a Torino, fino a fine luglio, la kermesse estiva gratuita del Centro Commerciale Parco Dora. Attesi, gli artisti Fabio Concato, Pino Insegno, Teo Teocoli, Mietta e Antonella Ruggiero

Al via Parco Dora Live...seconda edizione

Dopo il successo della prima edizione che ha visto sfilare sul palco, a colpi di tutto esaurito, stelle di prim’ordine del firmamento nazionale come Marco Berry, Gabriele Cirilli, Enzo Iacchetti, Rettore, Silvia Mezzanotte, Francesco Baccini e il gran finale di Alexia, dal 1° Giugno al 22 Luglio, a Torino, è di nuovo tempo di #Parco Dora Live.

La prestigiosa e ricca kermesse estiva, andrà in scena ogni fine settimana per ben 8 weekend consecutivi.

Molte le novità in programma nell’Edizione 2018”, spiega il Direttore del Centro Commerciale Parco Dora e Coordinatore della rassegna. “Quest’anno, dato il successo dello scorsa estate, abbiamo aggiunto una serata in più: al venerdì e alla domenica, rispettivamente dedicati ai volti noti del cabaret e della musica italiana, si unisce anche il sabato, in cui troveranno posto sul palcoscenico noti artisti teatrali, ad ampliare così un’offerta culturale e totalmente gratuita già di per sé ricca e variegata, in grado di attrarre potenzialmente pubblici tra loro differenti e soddisfare le esigenze ricreative dei torinesi di ogni età”.

Anche quest’anno sono disponibili posti a sedere e/o in piedi che, fino a esaurimento, sono prenotabili gratuitamente ritirando l’apposito ticket all’Infopoint presso la Galleria all’interno del Centro Commerciale, donando anche il proprio contributo volontario a favore della Croce Rossa Italiana, che verrà destinato al Comitato Locale di Moncalieri.

Lo stesso tagliando, presentato presso i punti di ristorazione sponsor dell’evento e dislocati attorno all’area spettacoli, dà diritto presso gli stessi a uno sconto del 10% sulle consumazioni.

Media partner del cartellone di spettacoli è il network nazionale Radio Juke Box.

A condurre le serate di cabaret, sul palco, gli artisti del Cab 41, storico ritrovo della risata d’autore in Torino.

E’ invece Wlady – il volto televisivo e la voce radiofonica più famosi del Piemonte – a introdurre i big della musica leggera che si avvicenderanno in concerto lungo tutto l’arco della rassegna.

Al via Parco Dora Live...seconda edizione

Molti gli artisti in programma; tra i cantautori, attesi Fabio Concato, l’ex Pooh Dodi BattagliaGatto Panceri e Luca Carboni.

Le signore della musica che quest’anno animeranno la rassegna sono Mietta, Antonella Ruggiero e Jo Squillo.

Completano gli ospiti musicali Teo Teocoli e Dario Ballantini, protagonista dello spettacolo Da Balla a Dalla, pronto a ripercorrere le orme del celebre cantautore bolognese attraverso la riproposizione dei suoi più grandi successi accompagnato dal vivo da un gruppo di musicisti di tutto rispetto.

Sul versante cabaret, teatro e dintorni, a esibirsi sul palco del #Parco Dora Live sono, nell’ordine: Paolo Ruffini e Gianpiero Perone, Duo Full House, Pino Insegno, Fabio Cassini, Antonio Ornano, l’inedita coppia Max Pisu & Roberto Ciufoli, Alberto Farina, Fubelli & Impastato, Pino e Gli Anticorpi, Marta e Gianluca, I Panpers, Claudio Lauretta e Antonello Costa.

Tutti gli spettacoli iniziano alle 20.30. Informazioni sul sito www.parcocommercialedora.it e sulla pagina FB del Centro Commerciale Parco Dora.

La serie tv che sta riscuotendo un grande successo a livello mondiale e sta sensibilizzando scuole e famiglie.

Series By Track - 13 Reasons Why

13 Reasons Why è una serie tv diretta dalla cantante e attrice Selena Gomez e, dopo il grande successo
ottenuto con la scorsa stagione su Netflix, è da poco uscita una seconda parte sempre composta da tredici
episodi. Affronta argomenti paurosamente attuali quali il bullismo, il suicidio, lo stupro (subito sia da
uomini che da donne), famiglie poco presenti nella vita dei figli adolescenti, uso di armi di grosso calibro e
problemi legati alla droga. 13 Reasons Why può essere definita una serie completa vista l’attenzione con
cui affronta argomenti estremamente delicati e che possono urtare la sensibilità degli spettatori, soprattutto di quelli che si rivedono nei personaggi che vengono analizzati.
Oltre alla chiarezza e alla completezza degli argomenti (tanto da portare la serie ad essere visionata
all’interno delle scuole americane), “13” emerge anche per i brani utilizzati come colonna sonora di ogni
episodio. Un esempio lampante di ciò che è stato appena scritto è la canzone “The Night We Met” di “Lord
Huron” che, i cultori della serie tv e in particolar modo coloro che hanno apprezzato la prima serie, ricorderanno come la canzone con la quale i due personaggi principali (Hannah e Clay) si danno il loro primo bacio.

Interessante è il fatto che in ogni episodio vengano usate canzoni diverse a seconda delle personalità che ogni personaggio esprime e, per avere la prova delle mille sfaccettature musicali che caratterizzano la serie originale Netflix, basta andare sulla piattaforma musicale Spotify e digitare il titolo di essa. Così facendo si troverà una playlist dedicata alla serie tv contenente ogni canzone che si riferisce sempre ad un personaggio differente.

Naturalmente, visto il calibro dell’autrice della serie, non possono mancare brani scritti ed eseguiti dalla stessa Selena Gomez.

 

Articolo di Silvia Frattini.

Alcuni esponenti della musica, come ad esempio Jack White, vieteranno l’uso dei cellulari durante il loro tour.

Gli artisti a favore della politica del “phone free”
Copyright John Mark Arnold – Unsplash.com

Spesso gli artisti si sono lamentati dell’uso spropositato dei cellulari durante i concerti, probabilmente perché essere ammirati attraverso una fotocamera piuttosto che l’occhio umano non è la stessa cosa. Infatti, se ci si pensa, attraverso il cellulare si possono creare ricordi indelebili come scatti e video, ma attraverso l’occhio nudo si possono fissare sensazioni ed emozioni che non potranno più tornare (nemmeno attraverso i video registrati dal vivo).

Il cantante statunitense Jack White (nome d’arte di John Anthony Gillis) ha fatto uscire il suo nuovo album “Boarding House Ranch” il 23 marzo 2018, dando il via al suo tour internazionale, che non toccherà l’Italia. Jack White durante le date del suo tour ha vietato l’uso dei telefoni cellulari, che verranno riposti in appositi sacchetti all’entrata e potranno essere recuperati solamente alla fine del concerto al momento dell’uscita dal palazzetto. Questa politica adottata da Jack White crea una profonda spaccatura tra i vari modi di pensare del suo pubblico e non solo. C’è chi pensa che il cantante abbia fatto bene a vietare i cellulari per far si che si possa assistere ad un evento reale e poter essere focalizzati sull’unica cosa che dovrebbe contare ad un concerto: la performance; contrariamente c’è chi pensa che una foto ricordo del proprio cantante preferito, o un piccolo video della perfomance della propria canzone preferita, possa essere un bellissimo ricordo e possa essere la prova tangibile del “Questo video l’ho fatto io perché io c’ero”.

A prescindere da tutte le linee di pensiero che si sono create per questa faccenda, il cantante rassicura i fan che una troupe ufficiale sarà presente a tutte le date del suo tour per girare il filmato completo di tutti i suoi concerti in alta definizione e che questi video saranno scaricabili gratuitamente sui canali e sulle pagine social dell’artista.

 

Articolo di Silvia Frattini.

Piramidi è il titolo del primo album solista di Luciano Panama,  già voce e leader degli Entourage, che torna sulle scene dopo un lungo silenzio con un album di puro ed energico rock italiano.

Piramidi è il nuovo album di Luciano PanamaOtto brani in cui viene urlato a gran voce l’amore per la vita e per il prossimo ma anche la morte come granitica bivalenza sociale. Nel disco si evidenza la dualità di questi due fattori che condizionano costantemente l’essere umano: un contrasto a cui ognuno di noi deve far fronte quotidianamente, aggrappandosi alla speranza, alla fede o alla lotta con se stessi, rifugiandosi nella consapevolezza che i sentimenti che tengono lontano tutto ciò, mutano col passare del tempo e con il dubbio che la morte possa rappresentare la fine del tutto o l’inizio del niente. Contrasti e sfumature bianco nero, ma anche assenza di limite nella ricerca sonora.

Piramidi è un disco libero da vincoli di genere, che attinge le proprie radici nell’alternative rock, ramificandosi nel blues, indie, funk, pop, fino alla canzone d’autore italiana. Il suono è essenziale e privo di antefatti digitali, quasi tutto registrato in presa diretta presso il Lake Studio lago Piccolo Messina. “Una storia che diventa una canzone” recitano alcuni versi de “Le Ossa”, brano di apertura del disco nonché primo singolo estratto. Il brano pone i propri contrasti armonici al centro di una storia d’amore che parla di rinascita e voglia di riscatto personale.

Piramidi è il nuovo album di Luciano Panama Atmosfere viscerali che rievocano i Verdena della prima ora, con una voce che si adagia perfettamente sulla struttura solida e semplice, esattamente come il corpo nudo che nel video si poggia sullo scheletro freddo e privo di colori.

Una tracklist eterogenea nei suoni e nei colori, che con coraggio mira al cambiamento come elemento di miglioria al fine di un perfezionamento. Il disco si chiude con “Messina guerra e amore”, un brano nato di getto a cui è stata dedicata particolare cura durante la stesura del testo. Chitarra acustica, violino, contrabbasso e un ritmo suonato con una batteria minimale raccontano un angolo di terra e la “mia vita che scorre su di te”.

A cura di Angelo Barraco

Childish Gambino, col suo nuovo brano “This is America”, denuncia le falle del sistema americano. Questo è il primo estratto dell’album di Gambino “Awaken, My Love” (datato 2016).

L'America, tra sogno e incubo, ritratta da Childish Gambino

Dei difetti del sistema americano ormai se ne sente parlare spesso, banalmente al telegiornale. Dall’uso improprio ed estremizzato delle armi all’ambiente scolastico poco controllato, per passare dai vari luoghi comuni riferiti alle persone di colore e arrivare infine alla grande varietà di teorie complottistiche riferite alla caduta delle torri gemelle e all’ISIS.
Sembra facile giudicare tutta la situazione stando dall’altra parte del mondo, ma cosa succede quando un uomo americano, di successo e di colore scrive una canzone denuncia contro la propria patria?

La cosa più interessante del nuovo brano di Childish Gambino, “This is America”, prima di tutto è il video (diretto dal regista Hiro Murai)  il cui protagonista principale è proprio il cantante e attore. All’interno di esso, Gambino affronta molti dei luoghi comuni americani (il coro Gospel, la danza Hip Hop e l’uso di armi dal grosso calibro e di smartphone) e in un certo senso li conferma. Ponendo una particolare attenzione sul protagonista stesso, si può notare che utilizza molte espressioni facciali differenti che dimostrano in un momento allegria, in un altro terrore e in un altro ancora follia, come a voler dimostrare che l’America soffre di un grave bipolarismo tendente alla schizofrenia che, agli occhi degli altri, non la fa più immaginare con un sogno da inseguire, bensì come un incubo da cui voler scappare velocemente. Questo bipolarismo è dimostrato anche dal cambio repentino di melodie all’interno del brano che inizia con un tono scanzonato e più acustico fino ad arrivare a sonorità più Trap, quindi cupe e calibrate, le quali alla fine del brano si ibrideranno con le prime.

Articolo di Silvia Frattini

Top