PFM, “The Very Best”: 48 anni in studio e presto ancora dal vivo

Il 2018 è ufficialmente l’anno del grande ritorno della Premiata Forneria Marconi sulla scena musicale: il successo di “Emotional Tattoos”, la recente nomina come migliore prog band dell’anno, un cofanetto per commemorare 48 anni di carriera e un nuovo tour per celebrare l’anniversario della storica esperienza con De André.

PFM, “The Very Best”: 48 anni in studio e presto dal vivo
Franz Di Cioccio e Patrick Djivas, storici membri della Premiata Forneria Marconi

È davvero l’anno della PFM che non solo già si trova alla posizione n°50 nella Royal Rock Hall of Fame tra i 100 artisti più importanti del mondo ma ha recentemente conquistato anche il prestigioso titolo di “Migliore artista internazionale dell’anno” ai Prog Music Awards UK 2018, il contest internazionale dedicato ai maestri e alle nuove proposte della musica rock. Un premio che contribuisce a confermare il ruolo del prog rock a livello internazionale e l’attualità e la grandezza della band italiana più famosa al mondo, nata nel 1971 e tornata negli scorsi mesi sulle scene con l’album di inediti Emotional Tattoos. E dopo il successo dell’intenso tour mondiale che ha visto impegnata la PFM dal Giappone alle Americhe passando per il Regno Unito e l’Italia, Franz Di Cioccio e Patrick Djivas hanno confermato la programmazione di un nuovo tour per celebrare il quarantennale dei live Fabrizio De André e PFM in concerto e i vent’anni dalla scomparsa di Faber: il primo appuntamento per rievocare il fortunato sodalizio è previsto per il 12 marzo 2019 a Bologna per poi proseguire sui palchi delle principali città italiane.

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Copertina del disco “Fabrizio De Andrè in concerto, arrangiamenti PFM” (1979)

«Fabrizio si trovava in Sardegna e una sera venne a vederci suonare: dopo il concerto passò a salutarci e nacque questa idea semplicemente chiacchierando – ha ricordato Franz Di Cioccio. Si è fidato di noi: poteva essere una catastrofe o un grande successo. Per questo l’anno prossimo renderemo onore a quello che è invece diventato un evento direi storico per la musica italiana». Prevista per l’occasione una formazione di 9 elementi che vede in squadra anche Michele Ascolese, chitarrista che ha accompagnato per anni De André e Flavio Premoli, tastierista fondatore della PFM e in più, per rinnovare l’abbraccio tra rock e cantautorato, alla scaletta originale saranno aggiunti anche brani tratti da La buona Novella (1970): «Fabrizio era molto legato a quel disco, diceva sempre che non era stato capito perché molti non avevano colto il suo riferimento alla figura di Cristo come il primo vero rivoluzionario». Dopo la prima tournée con De André erano stati pensati altri concerti insieme ma a seguito del rapimento di Faber non ci fu più occasione di riparlarne nel corso degli anni ‘80. E proprio riguardo gli anni ’80 Patrick Djivas svela un’altra chicca: «In quel periodo avevamo considerato anche la proposta di due grandi eventi da stadio, a Roma e Milano, con Lucio Battisti. Abbiamo portato avanti questa ipotesi per un po’ di tempo, ci siamo incontrati diverse volte alla sede della Numero 1 ma poi Lucio si è dedicato sempre più alla musica elettronica, disaffezionandosi al progetto che è sfumato».

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Copertina del cofanetto “PFM – The Very Best 1972 – 2018”

E come se tutto ciò non fosse abbastanza lo scorso 19 ottobre è stato pubblicato TVB – The Very Best, un compendio di 4 CD con musica, storie e immagini inedite per un viaggio nel mondo musicale della PFM, da Storia di un minuto (1971) a Emotional Tattoos (2017): Sandro Neri ha raccolto testimonianze e aneddoti, accompagnando il fruitore in una narrazione tra memorabilia e fotografie abilmente coordinate dal fotografo e critico musicale Guido Harari. I brani scelti testimoniano l’evoluzione e la poliedricità della band che ha fatto del continuo cambiamento la propria bandiera, sempre alla scoperta di un futuro musicale, ancora oggi principale obbiettivo, attraverso itinerari innovativi e ispirazioni raccolte in tutto il mondo, per un totale di oltre 6000 concerti all’attivo: «La tecnologia si è evoluta negli anni ma noi continuiamo ad evitare il supporto di computer dal vivo preferendo ancora l’improvvisazione e il contatto diretto col pubblico. Il senso di questa raccolta è sottolineare il valore della musica come strumento di aggregazione – ha affermato Franz di Cioccio – perché solo quando la ami senza discriminazione di genere ti tatua emotivamente. Come cantiamo anche nel nostro brano La danza degli specchi: la musica è un solo grande continente che possiamo solo scoprire».

E Patrick Djivas ha ribadito: «Il nostro sguardo è sempre puntato all’esplorazione, come nella copertina del nostro ultimo disco, con la voglia di essere contemporanei in tutte le epoche, perché crediamo che l’arte debba nutrirsi di esperimenti, non di consuetudini. Ogni nostro disco è un capitolo mai uguale al precedente perché la PFM ha sempre rappresentato il presente e il futuro, mai il passato. Mi ha sempre colpito l’aforisma di Thomas Edison “Il genio è per l’1% ispirazione e per il 99% traspirazione”: la musica è esattamente questo, motivo per cui non mi interessano le sterili sfide dei meccanismi televisivi dei talent. Non potrei mai essere un giudice, non ha senso “condannare” in termini musicali». Aggiunge Di Cioccio: «Suona quello che sei, non quello che vuoi sembrare: questo è il nostro consiglio e il principio che ci ha sempre guidato, proprio perché non abbiamo mai avuto l’ambizione di essere artisti di successo ma musicisti. Anche perché la parola “successo” altro non è che il participio passato del verbo “succedere”: e con questa nuova raccolta vogliamo solo raccontare “quello che ci è successo”». E riflettendo proprio su quello che è successo Djivas torna a ricordare anche il momento in cui abbandonò gli Area di Demetrio Stratos accettando l’invito di Di Cioccio e compagni: «Volevo essere musicista di mestiere per tutta la vita. Così un giorno, per superare il dubbio riguardo l’eventuale abbandono della band che avevo fondato, mi sono chiesto: quale di questi due complessi potrebbe consentirmi di esercitare questo mestiere per tutta la vita? Ho scelto la PFM e oggi sono qui».

In cantiere attualmente anche un nuovo disco in lavorazione, mentre a febbraio per la terza volta la PFM salirà a bordo della “Cruise to the edge” che partirà da Tampa, insieme alle più grandi prog band mondiali capitanate dagli YES.

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Luca Cecchelli
Luca Cecchelli
Laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in linguistica italiana e da sempre interessato al mondo dello spettacolo, scrive per diverse testate e rubriche di teatro e musica, parallelamente all’attività di ufficio stampa. Cinefilo quasi attore, scrittore, critico, melomane e appassionato conoscitore di musica rock, è assiduo frequentatore di sale e concerti oltreché batterista per passione presso alcune formazioni.
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