“FineTormentone Tour”, l’anima live di Scarda

Quattro chiacchiere con il cantautore calabrese, attualmente impegnato nella fase di scrittura delle sue nuove canzoni

Scarda
Scarda si racconta ai lettori di Musica361 in occasione della sua ultima tournée – @ foto di Marta Tosto

Reduce dal successo del suo FineTormentone Tour, ritroviamo con piacere Domenico Scardamaglio, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Scarda, artista classe ’86 che si è già fatto notare per la sua poetica fuori dal comune, come uno dei rappresentanti del nuovo cantautorato.

Dopo aver inaugurato la sua tournée lo scorso 26 ottobre da Pistoia e aver proseguito il proprio viaggio live da Bari, Rende (CS), Milano, Perugia e Santa Maria a Vico (CE), il 2019 del cantautore calabrese si concluderà con ultime tre imperdibili date, in programma il 12 dicembre al Covo di Bologna, il 13 dicembre allOff Topic” di Torino ed il 14 dicembre dal Monk di Roma.

Che ruolo gioca la musica nel tuo quotidiano?
Sono uno che ascolta parecchia musica, ma che non ha iniziato prestissimo, bensì dalla terza media in poi. Da lì è diventata una costante, parte integrante delle mie giornate.

Quale è stato il primo disco che hai acquistato?
Quasi mi vergogno a dirlo (ride, ndr) era “Hit Mania Dance ‘99”. Naturalmente col tempo ho preferito altre cose, da Ligabue al rock più classico dei Pink Floyd e dei The Doors, passano per i Nirvana e i Radiohead. Poi, ai tempi dell’università ho scoperto il cantautorato.

Hai altre passioni oltre la musica?
Mi piace leggere, di sicuro mangiare… ma anche cucinare. Mi diverte ricreare, sempre a livello abbastanza amatoriale, i piatti che sono diventati dei “classiconi”, dall’amatriciana alla carbonara.

Un piatto e un libro che consiglieresti ai nostri lettori?
Come libro mi sento di consigliare “Non si muore tutte le mattine” di Vinicio Capossela, un flusso di coscienza continuo che ho trovato bellissimo da leggere. Una ricetta, invece, è più difficile perché me ne piacciono di diverse, te ne dico uno random: spaghetti con le vongole.

In che direzione andrà la tua musica?
Non lo so, sicuramente continuerà questo flusso un po’ elettronico assunto con l’ultimo disco. Allo stesso tempo non vorrei neanche che fosse qualcosa troppo modaiola, bensì che avesse uno spessore.

Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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