Noi siamo “Figli di nessuno”, come canta Fabrizio Moro?

Il nuovo album di Fabrizio Moro si intitola “Figli di nessuno”. Viscerale, intenso, appassionato: tre parole per descriverlo.

Noi siamo "Figli di nessuno", come canta Fabrizio Moro?
Fabrizio Moro. Foto: © Luisa Carcavale

“Figli di nessuno”: Fabrizio Moro è tornato con 11 canzoni che sono così, inconfondibilmente sue.

Siamo tutti “Figli di nessuno”?

No, non siamo tutti figli di nessuno. I figli di nessuno sono quelli abbandonati a se stessi, che poche volte hanno avuto una mano tesa verso di loro. Sono i combattenti, non gli sconfitti. Rocky Balboa è un figlio di nessuno, viene dal ghetto, lascia stare il risultato che ha ottenuto: lui è uno che lotta.

Tu sei figlio di nessuno?

Sì, e continuo a esserlo. Ripensare al mio percorso mi emoziona. Mi sono trovato bene con Ermal (Meta, nda) perché ci siamo detti che siamo due sopravvissuti. La strada per il successo a noi l’hanno fatta prendere dalla Cina, ma questo mi piace della mia storia. Non devo dire grazie a nessuno, se non alle persone che mi sono scelto.

Strada lunga verso il successo, e anche a volte accidentata…

Io sono un rivoluzionario dentro, per natura. Forse per questo ho rallentato molto la mia carriera.

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Fabrizio Moro. Foto: © Luisa Carcavale

In “Arresto cardiaco” dici che “il prete all’oratorio mi diceva che sarei finito in purgatorio”: ci finirai?

Già ce sto in purgatorio (ride, nda). La paura di ammalarmi, nonostante l’analisi, non mi abbandona ancora. La gestisco meglio di un po’ di anni fa, anche grazie alla paternità. Inizialmente la canzone si intitolava “Attacco di panico”, ma “Arresto cardiaco” suona meglio.

Nella stessa canzone canti anche “Come va come va”.

Quando ho sentito il brano di Mahmood a Sanremo ci ho pensato… ma l’ho lasciata così perché l’ho scritta un anno fa.

[L’ultima volta che ho incontrato Fabrizio Moro è stato l’anno scorso all’Eurovision Song Contest. Ride, ricordando quella esperienza: “Non rifarei mai Eurovision. Io ho sempre lavorato duro ma 10 prove al giorno per 15 giorni… dai! E la sveglia alle 5.30 per fare il tg ucraino?! Mai più Eurovision”. Io dico: vediamo quando Fabrizio vincerà ancora il Festival].

Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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