Mahmood: l’album del vincitore di Sanremo 2019

Gioventù BRUCIATA  

(Island / Universal, 2019)

Facciamo finta di cancellare tutto. Mettiamo il caso che Mahmood non sia andato a Sanremo, non lo abbia vinto e tutte le povere polemiche scaturite non siano mai esistite.

Lasciamo il fatto, però, che il suo album d’esordio, Gioventù bruciata, sia stato comunque pubblicato. Lo ascoltiamo, lo riascoltiamo, ci pensiamo su, ci riflettiamo, tirandone fuori qualche considerazione.

Il ragazzo, italianissimo, di madre sarda e padre egiziano, che vive nel quartiere Gratosoglio della periferia di Milano, di primo pelo non è.

Mahmood ragazzo italianissimo

Andando a ritroso, era già comparso a X Factor nel 2012 tra gli Under 25 guidati da Simona Ventura e nel 2016 sul palco dell’Ariston tra i “Giovani” con il brano Dimentica; in più ha all’attivo vari singoli, due EP, alcune collaborazioni note (Fabri Fibra e Guè Pequeno), qualche brano scritto per conto terzi, ad esempio Hola (I Say) per Marco Mengoni e Nero Bali per Elodie.

Insomma, uno con le idee chiare e, soprattutto, la strada ben tracciata. Idee chiare che si ritrovano tutte nel suo disco, legate a sentimenti sgorgati da storie di vita vissuta e descritti con linguaggio giovane e immediato ma allo stesso tempo denso e corposo.

Nulla di inventato o costruito, tutto vero e credibile. Già quest’ultimo aspetto è degno di nota e, soprattutto, si avverte forte.

RecenZoom - Mahmood

Mahmood non si nasconde dietro un dito, racconta se stesso, le sue emozioni, le sue delusioni, le sue paure, le sue speranze in cui si ritrovano la sua Milano Sud che sembra l’Africa, i grinder (gli amanti della cannabis sanno cos’è), le vecchie Puma o il barbiere Mustafà.

La parte del leone la fanno brani come Soldi (anche nella doppia versione con Guè Pequeno) e Gioventù bruciata, ma si difendono degnamente altri episodi tra cui Uramaki, Il Nilo del Naviglio, Asia Occidente, Milano Good Vibes e Anni 90 featuring Fabri Fibra, tutti di buona fattura e curatissimi nel sound.

Ora smettiamo di far finta e prendiamo coscienza che Mahmood c’è stato (eccome!) all’ultimo Sanremo e lo ha pure vinto. Delle polemiche possiamo anche altamente fregarcene ma del fatto che lui sia una bella realtà proprio no.

 

 

Andrea Direnzo
Andrea Direnzo
Giornalista, critico ed esperto musicale, opera a 360° nell’ambito della cultura e dello spettacolo. Ha frequentato il master in Critica Giornalistica per Teatro, Cinema, Musica e TV presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma e ha collaborato con le più importanti e accreditate testate musicali nazionali. Dal 2007 al 2013 è stato membro della commissione artistica del Premio Mia Martini e attualmente fa parte delle giuria del Premio Tenco e della commissione artistica del Premio Valentina Giovagnini.
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