“Tank girl” è il titolo del nuovo album di Irene Maggi, una sorta di “Diario di un dramma intimo e universale, una storia d’amore”. La cantautrice ha scelto la via del racconto personale fin dalla scelta di intitolare “Tank girl” il suo più recente lavoro.

Irene Maggi, la "Tank girl" della musica
Irene Maggi. Foto: @ Leonardo Pelucchi

“Per questo titolo ci sono due spiegazioni”, racconta Irene Maggi. “La prima è che “Tank girl” mi è stato involontariamente suggerito dalla persona a cui è dedicato il disco. All’epoca ricordavo nel look l’eroina punk anni ‘80 che porta questo nome, e lui mi aveva fatto notare la somiglianza. La seconda è che mi piace l’idea di una donna che sa essere una supereroina in battaglia e una guerriera in pace”.

Sorge spontanea una curiosità: questa persona sa che gli hai dedicato il disco? “Sì, ma non so se l’ha ascoltato. “Mr. Agony” in particolare è dedicata a lui, che è il destinatario del disco”. Tra queste canzoni si legge la “Cronologia di una relazione impossibile. I brani, interamente autobiografici, seguono l’ordine cronologico di questo amore dal quale ci si redime soltanto rivestendosi di una corazza, da qui il nome “Tank Girl”. I brani, però, si possono anche non ascoltare in fila, così come sono stati registrati: ogni canzone racconta un momento diverso della storia, e può essere ascoltata separatamente dalle altre”.

Altra particolarità, “I testi in inglese sono stati ispirati dalla corrispondenza che abbiamo avuto io e questa persona, che ho utilizzato come principale fonte di ispirazione nella stesura dei brani. Non ho cercato lì dentro l’ispirazione, però ce l’ho trovata”. Alla fine del disco, come si sente Irene Maggi? “Sono contenta. Ho fatto musica da sola come non mi accadeva da anni, e mentre la facevo sapevo che funzionava”. Perché Irene Maggi nel tempo ha partecipato ad alcuni progetti indipendenti come Airìn e il duo Le Pinne. Ora le cose sono cambiate, Irene si presenta con il suo nome: “Realizzando questo disco ho capito che voglio fare ancora musica da sola, però per il futuro non so. Nella vita ci vogliono fortuna e coraggio, però in questo momento sto scrivendo brani per me e ne sono felice”.

Non mancano i live, che sono anzi all’orizzonte, “Tra fine maggio e giugno, poi in autunno ragionerò su cosa fare”. Sicuramente altra musica.

Esiste una “geografia delle canzoni”, che si può ricostruire grazie agli ascolti di TIMMUSIC: ad esempio, Roma risulta una città innovativa, Milano ha un gusto un po’ più tradizionale.

La "Rockstar" Sfera Ebbasta. La nostra intervista
Sfera Ebbasta, l’artista più ascoltato nelle ultime settimane su TIMMUSIC

Regalano sorprese le classifiche di ascolto suddivise per città di TIMMUSIC, la piattaforma di TIM dedicata alla musica in streaming che permette di ascoltare milioni di brani di tutti i generi, creare playlist personali o ascoltare quelle proposte dall’app, trovare album e singoli anche in anteprima, scoprire le classifiche settimanali e condividere tutto sui principali social network.

Roma, Torino e Bologna privilegiano i cantanti under 30, e quindi possiamo considerarle le più innovative. Comparando i dati di streaming delle città italiane si riscontrano differenze di gusti e sensibilità diverse: Roma premia Ultimo, Sfera Ebbasta e Ghali, per limitarci ai primi tre artisti in classifica nel mese di marzo.

Torino ama la trap e l’indie, premiando ancora Sfera Ebbasta, Ghali e Ultimo a posizioni scambiate rispetto a Roma. Cambiano poco i gusti di Bologna, con Sfera Ebbasta, Ghali e Tedua. La trap, insomma, la fa da padrona in tutta Italia.

Firenze invece in parte cambia e ascolta più di tutti Jovanotti, seguito da – ancora una volta – Sfera e Ultimo. Laura Pausini è la più ascoltata a Palermo, dove precede Ultimo e Ghali – sempre loro.

Infine, a Milano troviamo Sfera Ebbasta, Tedua e Laura Pausini, a Napoli Sfera Ebbasta, Ghali e Laura Pausini: poche differenze tra le due città, le uniche che premiano tra l’altro una voce femminile.

Secondo appuntamento con il Virginio Official Fanclub, la famiglia virginauta, il pubblico di Virginio.

Virginio Fanclub News: puntata #02

Per il suo secondo spazio, il Virginio Official Fanclub ci racconta di come le canzoni non siano più di chi le scrive ma, nel momento in cui vengono condivise, diventino di tutti. Nelle parole che seguono c’è il racconto di una sera particolare, scritto proprio da loro. La foto qui accanto racconta proprio del calore che c’era a Fondi, nonostante le temperature polari.

Dal 2006 sono passati diversi anni e il primo album “Virginio”, pubblicato subito dopo Sanremo Giovani, ha contraddistinto molti momenti della nostra vita. Oltre “Davvero” i brani che hanno segnato molti di noi sono “Quale altro pianeta”, “La neve su Milano”, “Instabile”, “L’immenso”… solo per citarne alcuni. Brani nei quali ognuno di noi ha trovato pezzi di sé stesso. È questa la magia della musica… ritrovarsi nelle canzoni che da quel momento non sono più solo di chi le ha scritte ma di tutti quelli che ci si rispecchiano.

Passa qualche anno e siamo ancora noi riuniti intorno ad una tv per seguire il percorso di Virginio che ora partecipa ad uno dei talent più famosi d’Italia: “Amici”.

Non nascondiamo che molti di noi non avevano mai seguito il programma prima di allora… ma adesso è diverso, adesso c’è Virginio, adesso ci siamo noi… e sì, perché ognuno di noi si sentiva partecipe attivamente di quel percorso.

È anche l’avvento dei social, di Facebook che diventa il nostro (e non solo il nostro) ritrovo virtuale, ci scrivono da tutte le parti d’Italia e tanti si uniscono al nostro fanclub. Le canzoni “Non ha importanza”, “A maggio cambio” e “Ad occhi chiusi” diventano la colonna sonora di tutti noi durante quei mesi, che trascorrono tra commozione, trepidazione, batticuore ed eccitazione.

Arriva la sera della finale di “Amici”… siamo tutti così eccitati. A Fondi, la cittadina dove Virginio è nato ed ha studiato musica, il fanclub si è organizzato in piazza con un maxi schermo. Di quella sera ricordiamo il freddo, un freddo polare. Pensavamo che con quelle temperature nessuno sarebbe sceso in piazza, che la finale l’avrebbero vista tutti a casa, al caldo.

E invece… quanta gente in quella piazza, una notte che sembrava non finire, fino a quando poi ci siamo ritrovati tutti abbracciati, ad esultare e a brindare. Il freddo non lo sentivamo più, sentivamo solo una gioia immensa.

Dopo è stato un susseguirsi di eventi, di live, di instore, di concerti. Eravamo diventati davvero tanti e ogni volta incontrarsi per cantare sotto i diversi palchi le canzoni che amavamo era davvero bello.

Perché la musica non è solo musica ma è un insieme di tante esperienze, di tante emozioni che coinvolgono la persona mentalmente, spiritualmente e fisicamente.

Partire per incontrare nelle diverse tappe Virginio per vivere con lui la “nostra” musica era ed è, ogni volta, un’esperienza intensa, che ci coinvolge completamente, è una scarica di adrenalina, è una sensazione stimolante che ci tocca a un livello profondo. È questa la magia della musica, è questa la magia che viviamo con la musica di Virginio.

Eurovision Song Contest si avvicina alla finale di sabato 12 maggio. Ieri sera con la seconda semifinale si è conclusa la lista dei paesi che si giocano la vittoria

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Le presentatrici dell’Eurovision Song Contest. Photo by: Andres Putting

Alla finale di Eurovision Song Contest potremo ascoltare musica di tutti i generi e, visto che questa è una manifestazione prettamente televisiva, potremo vedere uno spettacolo di altissimo livello.

I pronostici degli scommettitori sono “ballerini”: in salita la Norvegia, in discesa Israele. Per quale paese dovremo fare le valigie per il 2019? Cipro, a quanto si dice al momento. L’Italia oscilla tra la decima e la dodicesima posizione (sempre per le ipotesi emerse dalle scommesse), però Ermal Meta e Fabrizio Moro non si sono mai esibiti, esattamente come gli altri “big five” di cui abbiamo visto solamente una clip. Quando canteranno sarà un giocarsi tutto per tutto, e l’emozione e il messaggio su cui punta “Non mia vete fatto niente” potrebbe guadagnarci. In più, canteranno nella seconda parte della serata, più vicini al momento dei voti: di solito questo aiuta.

Eurovision Song Contest: i finalisti

Dalla prima semifinale passano alla serata di sabato 12 maggio:

  • Austria
  • Estonia
  • Cipro
  • Lituania
  • Israele
  • Repubblica Ceca
  • Bulgaria
  • Albania
  • Finlandia
  • Irlanda

Dalla seconda semifinale passano alla serata di sabato 12 maggio:

  • Serbia (sopresa)
  • Moldavia
  • Ungheria
  • Ucraina
  • Svezia
  • Australia
  • Norvegia
  • Danimarca
  • Slovenia
  • Olanda

A queste si aggiungono i “big five”, i paesi che accedono in ogni edizione direttamente alla finale: il paese vincitore dell’ultima edizione di Eurovision Song Contest, quindi in questo caso il Portogallo, poi Italia, Francia, Germania, Spagna e Inghilterra.

Domani sera la diretta della finale si potrà seguire su Rai 1. Il pubblico potrà votare ma non per l’Italia, come sappiamo. Scegliete il vostro paese preferito e che – sabato – vinca il migliore.

Eurovision Song Contest 2018 arriva in tv. Il nostro paese è rappresentato, come sappiamo, da Ermal Meta e Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente”.

Tutto quello che c’è da sapere su Eurovision Song Contest per seguirlo in tv
Eleni Foureira, Cipro, alle prove di Eurovision Song Contest. Photo by: Andres Putting

Eurovision Song Contest arriva alle fasi finali. Qui a Lisbona sono circa 15 giorni che si vive la manifestazione, con prove su prove, con interviste, show e, naturalmente, musica. I paesi in competizione sono 43 e vanno dall’Islanda all’Australia. Professionalità altissima, palco tecnologico e meccanismi perfettamente oliati, veramente un’organizzazione impeccabile.

Eurovision Song Contest si basa sul nostro Festival di Sanremo ed è nato nel 1956 organizzato dalle emittenti pubbliche nazionali con 7 paesi partecipanti. Negli anni è cresciuto arrivando ad avere centinaia di ore di trasmissioni televisive live e più di 1500 canzoni che provengono da 50 nazioni diverse.

Dopo aver assistito a diverse prove possiamo dire che sicuramente Ermal Meta e Fabrizio Moro puntano tutto sul messaggio sociale della canzone e sul contenuto emotivo che trasmettono con la loro esibizione; emozionante è anche il brano dell’Irlanda, “Togheter”, interpretato da Ryan O’Shaughnessy. Molti artisti hanno scelto di avere ballerini e coreografie sul palco, altri puntano molto su giochi grafici, luci e altre sorprese che da stasera vedremo in tv. Israele, Cipro e la Germania hanno fatto scelte diverse tra loro ma tutte di grande impatto.

Tutto quello che c’è da sapere su Eurovision Song Contest per seguirlo in tv 1
Ermal Meta e Fabrizio Moro alle prove di Eurovision Song Contest. Photo by: Andres Putting

Chi è dato per vincente

Come in tutte le gare che si rispettino (anche se la musica non si mette mai davvero in competizione), ci sono le quotazioni degli scommettitori sui possibili vincitori. In questo momento il favorito della prima ora, Israele (rappresentato da Netta con “Toy”) è scesa in seconda posizione; al primo posto, quindi per ora data come vincente, c’è Cipro con Eleni Foureira che canta “Fuego”. In effetti dopo aver visto diverse prove, posso confermare che la resa sul palco è notevole. Seguono nelle quotazioni Norvegia, Estonia e Francia. L’Italia è al momento nona, ultimo San Marino.

Come seguire Eurovision

Le semifinali saranno in diretta stasera, 8 maggio, poi il 10 su Rai 4 sempre alle 20.50. La finale di sabato 12 maggio andrà in diretta su Rai1, e in quella occasione canteranno Ermal Meta e Fabrizio Moro. Il commento delle semifinali è affidato a Carolina Di Domenico e Saverio Raimondo. A commentare la finale, invece, saranno Serena Rossi e Federico Russo.

Sono in due e hanno, coerentemente, due nel nome: sono i Viito, vale a dire Giuseppe e Vito. Che non andavano poi così d’amore e d’accordo, quando sono diventati coinquilini: poi, però, è arrivata la musica…

Intervista ai Viito

Viito è l’incontro tra Giuseppe e Vito, romani d’adozione, coinquilini. La musica è un punto di incontro, la loro strada li porta tra pop e canzone d’autore. Freschissimi acquisti di casa Sugar, Vito e Giuseppe si sono fatti conoscere pubblicando alcuni singoli che hanno attirato l’attenzione del pubblico. Ad esempio, la loro “Bella come Roma” (il loro primo singolo) ha esordito al primo posto della classifica Viral 50 Italia di Spotify. Con l’altro brano, “Industria porno”, sono diventati grazie al passaparola un fenomeno da oltre 1 milione di streaming sempre su Spotify.

Insomma, siamo curiosi di capire meglio chi sono, i Viito… che con tempismo perfetto chiamiamo mentre sono in metropolitana, diretti verso il set del loro nuovo video. Il loro nuovo singolo è “Una festa”, la fotografia malinconica di una storia d’amore, “Una canzone autobiografica: Vito un sabato sera è tornato a casa presto, non era andata benissimo con la sua ragazza di allora. Le strofe le ha scritte lui di getto, poi abbiamo sviluppato insieme l’idea”.

Il metodo di lavoro non è sempre lo stesso, “Dipende: a volte partiamo da un’idea musicale, a volte lo spunto nasce dal testo. Appena uno dei due ha qualcosa da dire che crei entusiasmo in entrambi, ci lavoriamo”.

Il loro primo singolo, “Bella come Roma”, parla di una città che non è la loro ma è quella che li ha adottati. “Siamo coinquilini”, spiega Vito. “Io cercavo una sistemazione quando sono venuto a Roma all’università. Ho trovato casa da Giuseppe, che abitava già qui. Non gli ero molto simpatico all’inizio, ma poi abbiamo scoperto di avere la comune passione per la musica. Giuseppe mi chiede perché dico sempre questa cosa”, ride Vito. “Noi Roma l’abbiamo vissuta come dei fuorisede. E anche se cantiamo “stronza come Milano” in realtà la città lombarda la stiamo amando. Nella canzone abbiamo semplicemente fatto leva sugli stereotipi con lo scopo di raccontare una ragazza”.

Prossima tappa, qualche live estivo e un album: “Altri singoli, di sicuro uno per l’estate e poi speriamo il disco entro l’anno”.

Ha realizzato tante cover e oggi arriva il suo singolo d’esordio. Lui è Mario Castiglione, catanese, figlio degli anni ’90 e di una famiglia di musicisti, che lo ha incoraggiato da sempre a seguire la sua passione per la musica.

Mario Castiglione all’esordio con “Come non ci fossi stata mai”. L'intervista

A 5 anni Mario studia il pianoforte, a 14 la chitarra, ascolta moltissimo i cantautori italiani e inizia a scrivere le sue canzoni. Durante l’università approfondisce la conoscenza del mondo della musica elettronica e della produzione. Mario scrive tantissimo, impara a suonare da autodidatta i principali strumenti e mette a fuoco il suo stile, in equilibrio tra la migliore tradizione della canzone italiana e le sonorità internazionali che spaziano dal pop alla trap.

“Come non ci fossi stata mai” è il suo brano d’esordio, scritto e prodotto dallo stesso Mario: “È un pezzo pop contaminato come gran parte della musica oggi. Non mi piace essere incasellato dentro un genere, prendo quello che mi piace senza badare a quale stile appartenga. Nelle mie canzoni c’è dentro quello che io penso della musica”.

Mario Castiglione: guarda il video di “Come non ci fossi stata mai” 

Le sonorità contemporanee di questa canzone, un pop d’autore con influenze R’n’B e trap, raccontano “Una storia d’amore con sguardo sincero, perché c’è la voglia di viverla la massimo nonostante la consapevolezza che domani sarà tutto finito. È un po’ come dire cogli l’attimo”.

L’ R’n’B, la trap, ma forte per Mario Castiglione è l’ispirazione datagli dagli Imagine Dragons, “Perché mentre scrivevo le mie nuove canzoni ho consumato il loro ultimo disco (“Evolve”, nda). La mia formazione però si basa sui cantautori italiani, De Gregori e Dalla (il mio primo concerto è stato il loro), De Andrè. Come produttore però ascolto cose nuove e in generale se mi piace un disco non lo ascolto per tutta la vita, comunque vario”.

Arriviamo dunque alle sonorità più contemporanee possibili, quelle della trap: “A me piace quello che c’è dietro, le basi, la produzione. Interessantissimo il lavoro, ad esempio, che fa Charlie Charles (il producer trap più sulla cresta dell’onda, nda). Chiaramente la scrittura della trap è diversa dalla mia, ma la trovo affascinante e coraggiosa”.

Dopo questo primo singolo, Mario Castiglione continuerà a lavorare su altre canzoni, “Scrivo sempre: quando hai un singolo lo pubblichi. Non so che forma avranno i miei prossimi lavori, se di album o appunto di singolo, ma sicuramente ci sarà qualcosa. Credo in questo progetto, di cui ho in mano la direzione artistica ed è un grande privilegio per cui non smetto di ringraziare Sugar”. Per quanto riguarda le esibizioni live, lui che ha aperto i concerti tra gli altri di Francesco Gabbani, spera “Di avere presto l’occasione di salire su un palco”. Arriva l’estate, potrebbe essere il momento propizio e noi glielo auguriamo.

Il primo Forum non si scorda mai, soprattutto se lo si è conquistato con tenacia, impegno e costanza: per Ermal Meta è stato così.

Ermal Meta, il suo concerto incanta il Forum di Milano
Il Forum di Milano sold out per il concerto di Ermal Meta

Al Forum di Assago Ermal Meta aveva già suonato con la sua band del tempo, La Fame di Camilla, ma in apertura di un concerto dei Negrita.

Sabato sera è stata tutta un’altra storia: Ermal Meta proprio da qui ha aperto il suo tour (le prossime date saranno in estate, sparse lungo tutta l’Italia), il primo dopo aver vinto il Festival di Sanremo, il primo dopo aver conquistato con un sudatissimo e intensissimo concerto anche l’Alcatraz. Di più non restava che il Forum. Ed eccolo qua, con il pubblico che aumenta a ogni nuovo album, a ogni nuova canzone. E che non lo lascia “mai solo” (come ricordano a ogni concerto), sta sempre accanto a lui, salta, canta e si emoziona.

Al Forum questo pubblico – sold out, davvero tutto quello che la struttura poteva accogliere – era anche il più variegato visto in questi anni di live di Ermal: diverse famiglie con bambini, ragazzi, ragazze, adulti, anche coppie di anziani. Non è scontato avere un pubblico così, tra l’altro anche diligentissimo nel partecipare con trasporto alle fan action proposte dal fanclub, I Lupi di Ermal, su diverse canzoni.

Non c’è voluto niente perché Ermal catturasse il pubblico (apertura con “Non abbiamo armi”, secondo brano “Gravita con me” e già non ce n’era per nessuno) e lo accompagnasse lungo una serata carica di emozioni e ospiti che hanno arricchito il concerto: i successi di La Fame di Camilla, almeno per una sera tornata a suonare insieme (assolutamente fantastici, che piacere rivederli su un palco!); il duetto con l’amico Fabrizio Moro, con cui sta per presentarsi all’Eurovision Song Contest di Lisbona, cantando come sappiamo “Non mi avete fatto niente”; il piccolo Giuseppe, 8 anni, che con sicurezza ha suonato e cantato proprio “Non mi avete fatto niente” tra le lacrime di Ermal, che aveva visto un video con l’interpretazione di questo bambino tenerissimo e deciso; e poi il duetto su “Che fantastica storia è la vita” con l’amico Antonello Venditti, “Voodoo love” con Jarabe de Palo, “Piccola anima” con Elisa.

Ermal Meta, il suo concerto incanta il Forum di Milano
Antonello Venditti ospite di Ermal Meta al Forum di Milano

Tra i momenti più intensi sicuramente c’è proprio questa “Piccola anima” (che voci), “9 primavare”, “A parte te”, i cori più forti forse su “Odio le favole”, “Vietato morire”, “Ragazza paradiso”… e, ancora una volta, “Piccola anima”. Il finale è stato al pianoforte, con “Schegge”, brano fuori scaletta. Menzione d’onore per “Straordinario”, bella nell’interpretazione di Chiara per cui è stata scritta, esplosiva in quella di Ermal.

Come canta Ermal c’è differenza tra il trucco e la magia: in questo suo concerto al Forum non c’è stato trucco, solo magia, resa possibile non solo dal modo naturale per non dire umile con cui esprime il suo talento, ma anche dalla complicità di tutti i musicisti sul palco, bravissimi.

Scrivere di un concerto di un artista (la parola è adeguata) che si segue da anni perché incontrato all’inizio della gavetta non è semplice: perché di lui si è già detto tanto, perché di lui si è scritto in molte occasioni, perchè mi piacerebbe evitare banalità. E bisogna cercare come sempre di essere obiettivi. La verità è che, sì, c’è stata qualche imprecisione tecnica, ma l’intensità di una serata del genere non può essere annacquata da piccolezze di questo tipo. L’unico aggettivo che si può usare è coinvolgente, e aggiungerei: appuntamento da ripetere.

Quello del Forum è stato il primo palco “grande” per Ermal Meta, non lo definisco “importante” perché ognuno lo è stato: i club, i piccoli appuntamenti estivi, i chilometri macinati per pochi spettatori lo sono stati anzi probabilmente di più. È da quelli che si è costruito il percorso verso altre mete (nessun gioco di parole), trovando il suo partner ideale in Mescal – o più probabilmente si sono trovati a vicenda. La strada continua, ci sono altri palchi, altri fan, altre belle canzoni, perchè puoi metterci attorno anche uno stadio, ma senza la buona musica non vai da nessuna parte.

Aggiornamento sulle date del tour di Ermal Meta

Queste sono le date confermate finora del tour di Ermal Meta:

28 giugno Velodromo Attilio Pavesi – Fiorenzuola D’Arda (PC) nuova data

29 giugno Rimini Fiera Park Ovest – Rimini

5 luglio Il Centrale Live – Roma

10 luglio Anima Festival – Cervere (CN)

12 luglio Lime Space – Reggio Emilia nuova data

19 luglio Banchina San Domenico – Molfetta (BA)

20 luglio Real Belvedere di San Leucio – Caserta nuova data

22 luglio Ippodromo – Varese nuova data

23 luglio Villa Manin – Codroipo (UD)

26 luglio Musart Festival – Firenze

27 luglio Piazza del popolo – Todi (PG)

28 luglio Castello Scaligero – Villafranca di Verona (VR)

1° agosto Piazza Giacomo Leopardi – Recanati (MC)

2 agosto Castello – Castellano (TN)

4 agosto piazza G. Libertini – Lecce nuova data

8 agosto Bolgheri Festival – Marina di Castagneto Carducci (LI)

12 agosto Anfiteatro di Tharros – San Giovanni di Sinis – Cabras (OR) nuova data

13 agosto Arena Fenicia – Sant’Antioco (CA) nuova data

17 agosto Teatro Antico – Taormina (ME)

19 agosto Anfiteatro M. De Rossi – Rossano Calabro (CS)

22 agosto Riviera Music Festival – Alassio (SV)

25 agosto Anfiteatro La Civitella – Chieti

1° settembre piazzale Celso Melli – Langhirano (PR)

8 settembre piazza Duomo – Brescia nuova data

Nuovo disco per Lorenzo Fragola, inteso come più recente ma anche come nato in maniera nuova. Da un Lorenzo per certi versi nuovo. Ecco tutto quello che ci ha raccontato.

Lorenzo Fragola presenta il nuovo album "Bengala".

Lorenzo Fragola. Foto: © Chiara Mirelli

“Ho esplorato mondi che volevo esplorare da tempo”. Così Lorenzo Fragola riassume lo spirito del suo nuovo album, “Bengala”. E continua: “Questo album è la mia gavetta, non è un approdo ma la ricerca della mia strada. Con la vittoria di X Factor mi sono trovato dentro un mondo, quello del pop italiano, che non conoscevo: io scrivevo solo in inglese. Non ho avuto il tempo di riflettere su quale musica volessi fare, che tipo di artista volessi essere. L’ho fatto ora, con queste canzoni”.

I brani di “Bengala” non sono un approdo, quindi quello che ascoltiamo è un Lorenzo Fragola ancora in ricerca (che gioca la carta anche di alcune interessanti collaborazioni): “Non lo so se questo è e sarà il mio mondo musicale. Ho scritto tutte le canzoni in italiano tranne una, “Echo”. Prima di scrivere “Siamo uguali” (canzone che Lorenzo ha presentato al Festival di Sanremo nel 2015, nda) io non avevo mai composto nella nostra lingua; non avevo mai ascoltato il pop italiano prima di farne parte. Il mio percorso musicale è nato all’improvviso, da un contesto televisivo. Per “Bengala” mi sono preso il mio tempo per capire dove volevo andare: adesso lo so, ho una visione diversa da quella che avevo a 19 anni”.

Lorenzo Fragola presenta il nuovo album "Bengala"
Lorenzo Fragola. Foto: © Chiara Mirelli

Condensato tutto in una frase: “Se faccio qualcosa è perché lo voglio, non perché lo devo fare”. Per presentare questo “nuovo” Lorenzo Fragola (perché in un certo senso lo è) si è scelto di lanciare sul web il brano “Bengala” che, spiega Lorenzo, “Non è mai stato un singolo: doveva essere un’anteprima. Sono molto cambiato e volevo che la gente lo sentisse, sono lontano dal me stesso di tre anni fa”.

Il rapporto di Lorenzo con i talent è sereno: “Non rinnego il mio percorso, quello che ho fatto dopo X Factor è stato dettato dall’istinto ed era genuino proprio per questo. Però consiglierei di presentarsi a un talent a chi ha già idee chiare e precise su chi e cosa vuole essere, altrimenti potresti finire in un vortice che ti travolge”.

La riflessione scivola sui fan: “Chi mi segue dal primo giorno non ha mai smesso di farlo, ha fiducia in quello che realizzo e propongo”. Guardando al passato, “Non ho conflitti con qualche mia vecchia canzone. Alla fine con questo nuovo album abbracciato tutto, le mie canzoni, le mie fragilità”.

Venendo al tour, dimensione che a Lorenzo è mancata molto, ci sarà: “Penso di cantare per intero o quasi “Bengala”. Anzi, il brano omonimo me lo vedo già nella mia testa che chiude un concerto”.

Secondo appuntamento con I Lupi di Ermal, graditi ospiti e attenti frequentatori di queste pagine. Questa nuova incursione nel loro mondo parla di quanto siano importanti i concerti per loro.

I Lupi di Ermal Fanclub News: puntata #2
Ermal Meta durante un concerto. Foto: © Andrea Brusa

I live sono contenitori di emozioni in cui i fan di Ermal Meta (I Lupi di Ermal che da qualche settimana ospitiamo su Musica361) danno e ricevono, in assenza di barriere tra pubblico e palco. E poi, proprio grazie ai concerti di Ermal sono nate tante amicizie. Ecco cosa scrivono I Lupi a proposito dei live e di cosa rappresentino per loro.

Vi portiamo a un live di Ermal Meta.

Dopo aver ben spiegato chi siamo e da dove veniamo, resta da capire il PERCHÈ di tutto questo, perché un’allegra compagnia eterogenea per età, provenienza geografica e gusti musicali si sia trovata e si sia trasformata in una realtà in continuo divenire. Per questo è necessario conoscere il nostro rapporto e quello di Ermal Meta con l’evento “concerto”.

Ermal ha detto centinaia di volte che l’Artista si misura con il live e non con gli instore, e noi possiamo testimoniare che è assolutamente la verità.

Quando eravamo gruppi più… “intimi”, si arrivava al più presto nella località in cui si sarebbe tenuto il live perché diventava necessario condividere l’attesa con chi portava la stessa luce negli occhi; qualcuno pur di guadagnare la transenna si è anche accampato la notte prima del concerti, cominciando la numerazione che di lì a qualche ora avrebbe “disciplinato” la corsa verso la transenna. Numeri sulle mani, appelli colorati, preparare un divano per accogliere chi arriva in trasferta: questo e molto altro con un unico fine, quello di ricreare la magia di un concerto di Ermal.

L’avvicinarsi del live è scandito da tempi tecnici ben precisi: l’arrivo di Ermal che scatena sorrisi, il soundcheck dove ci facciamo trasparenti per non condizionare i preparativi ma dentro di noi a ogni accordo si muove il lupo. Poi si fa buio, la sera e le luci, le prime note di Odio le favole” e non esiste più nulla, un’alchimia perfetta, energia libera che contagia chiunque si trovi lì. Siamo amanti folli e ci amiamo attraverso le nostre voci e la sua musica, con un rispetto che solo chi ama può dedicare. Ci sono canzoni che sentiamo talmente forti nel cuore che nel cantarle le accarezziamo con la voce: non si gridano certi pensieri, si sussurrano.

Tra pochi giorni tutto questo accadrà di nuovo… nel tempio della musica, al Mediolanum Forum (il 28 aprile per la prima data dal nuovo tour di Ermal Meta). Le proporzioni sono giganti ma l’essenza sta tranquillamente nella tasca a destra in alto. Ci vediamo là!

I Lupi di Ermal

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