Nicco Verrienti: “La musica può aiutarci a rinascere”

A tu per tu con l’autore e producer pugliese Nicco Verrienti, per parlare del suo impegno professionale e del difficile momento che sta attraversando il mondo della musica

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Metodo e ispirazione, queste le due principali skills che Nicco Verrienti ha acquisito nel corso della sua decennale carriera, scrivendo canzoni per Emma, Chiara Galiazzo, Antonello Venditti, Francesco Renga, Alessandra Amoroso, Giusy Ferreri, Anna Tatangelo, Noemi, Annalisa e molti altri. Scrive e produce musica nel suo AlbicoccaStudio, laboratorio creativo a Lecce dove segue lo sviluppo di nuovi progetti musicali. Abbiamo il piacere di ripercorrere con lui le tappe fondamentali del suo percorso, ospitandolo in questo diciottesimo appuntamento della rubrica “Protagonisti in secondo piano.

Partiamo dal principio, come ti sei avvicinato alla musica?

Ho iniziato molto presto lo studio del pianoforte ma credo che la passione sia letteralmente esplosa ai tempi del liceo. Ho suonato per molto tempo in giro per locali pezzi dei Nirvana, Red Hot Chili Peppers, Timoria e con mio fratello Carlo, che suonava con me, tra una cover e l’altra sperimentavamo i primi inediti.

Quando e come hai capito che questa tua grande passione poteva diventare un mestiere?

La musica è sempre stata al centro della mia vita, da passione a lavoro è stato un percorso lungo ma molto naturale; lo step fondamentale è stato certamente quando ho maturato l’idea che il mio ruolo più giusto fosse l’autore di canzoni.

Rispetto a molti altri tuoi colleghi che si sono trasferiti a Roma o Milano, tu hai deciso di restare a casa, aprendo il tuo studio in Salento. Una scelta che negli anni si è rivelata strategica?

Ho vissuto per 15 anni a Roma dove oltre ad aver preso una laurea in economia mi sono formato professionalmente frequentando una ricca scena musicale. Quindi più che restare ho deciso di ritornare da poco nel Salento alla ricerca di una migliore qualità della vita. Tempi più dilatati, famiglia, mare e Lecce, una città a misura d’uomo, mi consentono maggiore serenità e più equilibrio nel lavoro pur mantenendo accesi i contatti lavorativi di sempre. La pandemia d’altronde ha definitivamente sdoganato il lavoro a distanza. Quando usciremo dal Covid, il mio obiettivo è rendere AlbicoccaStudio non solo un luogo dove produrre buona musica ma anche un laboratorio di scrittura ed un punto di riferimento per giovani autori.

Ti reputi un perfezionista nel tuo lavoro?

Cerco di lavorare con la giusta dose di autocritica, a volte resto fermo anche diverse settimane su un brano alla ricerca della forma migliore. La strategia è sempre quella di avere in mano poche canzoni ma ben fatte.

Nicco VerrientiCosa pensi dell’attuale livello musicale nazionale?

Durante questi dieci anni da “addetto ai lavori” probabilmente ho visto scenari musicali migliori rispetto a quello attuale, ma nonostante questo mio personale giudizio in ogni periodo trovo tendenze e novità interessanti, oggi penso ad esempio a realtà come Madame o Blanco.

Quali skills compositive pensi di aver acquisito negli anni rispetto ai tuoi esordi? 

Credo di aver trovato il giusto equilibrio tra ispirazione e metodo. Scrivo e produco musica solo quando ne sento la reale necessità ma ora lo faccio attraverso un filtro di esperienza che mi permette di confezionare in modo più fruibile le canzoni.

E poi è arrivata la pandemia, in che termini ha influito sulla tua attività? Hai accusato in qualche modo il blocco dello scrittore o sei riuscito a trovare comunque la giusta ispirazione?

Da troppo tempo viviamo tutti una vita molto diversa e complicata, questo incide indubbiamente anche sulla salute della creatività. Cerco stimoli nella rete, guardo film e ascolto molta musica lontana dai miei soliti ascolti. Continuo comunque a creare e a lavorare a nuovi brani che sono certo col tempo troveranno la giusta collocazione.

Dal punto di vista generale, invece, pensi si sia fatto abbastanza per tutelare concretamente gli operatori del settore?

Purtroppo penso si sia fatto poco e niente. L’intera filiera della musica live è paralizzata da oltre un anno e migliaia di operatori dello spettacolo sono completamente invisibili alle istituzioni. Ci ripetiamo ogni giorno che bisogna ripartire laddove è possibile realizzare spettacoli in sicurezza con pubblico contingentato. Sanremo forse ha ridato un pò di ossigeno al sistema, voglio essere ottimista e pensare che in estate palchi e teatri ritorneranno a riempirsi di bellezza.

Immagino che per un autore il grosso delle entrate arriva ormai dai live, dalle pubbliche esecuzioni, forse più che dalle vendite o dagli streaming. Se ne parla poco, ma bisognerebbe sottolineare che le problematiche economiche causate dal Covid si ripercuotono anche su chi non lavora direttamente con i concerti. Cosa ne pensi? 

I prossimi rendiconti Siae risentiranno moltissimo di quest’anno di ferma: zero live, cd e vinili vittime delle chiusure dei negozi. Lo streaming non rappresenta ancora un grande indotto per gli autori, ma durante il 2020 c’è stata una vera transizione in digitale del mercato musicale italiano con un impennata degli abbonamenti e della fruizione dei contenuti musicali su tutte le piattaforme che fa ben sperare per il futuro.

Per concludere, che ruolo può avere la musica in momento complicato come questo?

Come diceva Platone “La musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo”. Questo virus bastardo temo che lascerà su di noi i segni del suo passaggio per molto tempo, ma la musica come tutte le volte ci può aiutare a rinascere.

Nicco Verrienti: "La musica può aiutarci a rinascere"

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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