Etichette361: Platonica, un melting pot tra cantautorato e black music

L’etichetta diretta artisticamente da Zibba ha portato novità interessanti nel mercato discografico.

Il primo passo verso un grande cambiamento nella musica digitale è stato il ritorno delle etichette indipendenti. In un periodo storico in cui le major dettavano con forza le uscite discografiche, ma allo stesso tempo venivano strozzate dalla pirateria, lo streaming ha liberalizzato il flusso artistico, mentre la nascita di nuove realtà, pronte a investire sugli emergenti, ha cambiato il mercato. Per questo, Musica361 ha deciso di indirizzare parte del proprio focus sulle etichette, per capire quale sia l’attuale direzione della discografia.

Platonica è un’etichetta nata da quasi un anno, che ha ottenuto buoni risultati. Il roster conta, al momento, 7 artisti: Seawards, Sem, Marpek, Luca Tudisca, Sonny Willa, Ties e, ultimo ma non meno importante, il direttore artistico, Zibba. È stato proprio il gusto del cantautore varazzino e il suo talento da produttore a dare il via a questo progetto. Sarà Zibba a farci da Virgilio in questo nostro primo viaggio alla scoperta di una nuova label indipendente, per capire nel dettaglio quale sia il ruolo di Platonica nella discografia odierna.

Platonica è nuovo capitolo della tua vita artistica. Come nasce un’etichetta?

Tutto è iniziato da me e Mirco Menna, cantautore bolognese che conosco da tanti anni. Lo stimo moltissimo e tra noi è nata una forte amicizia. Abbiamo deciso di intraprendere questo percorso insieme e di aprire un’etichetta, come si faceva una volta, anche se “una volta” non c’ero, ma so come funzionava. Investiamo su nuovi progetti e ci mettiamo in gioco in prima persona. Fare scouting seguendo una linea editoriale è una delle cose migliori che potessero capitarmi nella vita. Da questa amicizia è nata un’opportunità lavorativa per entrambi.

Parliamo, allora, della linea artistica che ha Platonica. Qual è il criterio che accomuna il vostro roster?

La linea coincide con i miei gusti musicali. Quando mi è stata affidata la direzione artistica, l’idea era proprio di procedere in questo verso. Chi seguirà l’etichetta troverà il cantautorato in tutte le sue forme, senza disdegnare tutto ciò che è black music, un meltin-pot tra la canzone d’autore e la musica nera. Siamo partiti anche con alcuni progetti in inglese, perché non ci limitiamo solo alla musica italiana. Non a caso una delle punte di diamante sono i Seawards. Nonostante ci venga detto che fare musica inglese in Italia sia difficile, sappiamo anche che gli artisti che stiamo seguendo hanno qualcosa da dire.

Per quanto riguarda lo scouting, in che modo vengono scelti i nuovi artisti? C’è un indirizzo specifico al quale gli emergenti possono contattarvi?

È un momento storico in cui tanti artisti ci provano e mettere il naso in mezzo alle novità è qualcosa che mi ha sempre fatto piacere. È un lavoro che faccio tutto l’anno, anche al di fuori dello scouting, perché mi piace scovare nuovi artisti dei quali innamorarmi. Mezzi come Instagram, Youtube o Spotify ti danno la possibilità, attraverso le ricerche correlate, di raggiungere piccole realtà interessanti. Proprio alcuni artisti con i quali sto lavorando li ho scoperti tramite i social, affascinato da un loro video o da una loro foto. È bello che ci siano davvero tanti ragazzi di talento, il livello si è alzato e questo fa ben sperare per la musica.

Su platonica.it si possono trovare tutti i nostri contatti. I social sono il mezzo attraverso il quale la maggior parte di artisti ci contatta. Siamo noi a gestire i nostri profili, quando qualcuno invia qualcosa non ci scappa.

Nelle interviste rilasciate a Musica361, gli artisti di Platonica hanno sempre parlato dell’etichetta come una famiglia. Un bel messaggio da riportare al direttore artistico. 

Sono contento che sia percepita così. A noi piace essere una famiglia per gli artisti che seguiamo. Ho avuto questo miraggio anche nelle mie situazioni musicali per tanti anni, ne ho sempre parlato in questo modo. Probabilmente è anche il mio modo di lavorare che porta a quello, se non mi trovo con una persona difficilmente ci collaboro. Credo che con gli artisti ci si scelga a vicenda, perché ci si assomiglia. Quando mi trovo a parlare con qualcuno di lavoro conta molto l’impressione che ho di questa persona, quanto sia bravo (umanamente, nda). Di conseguenza tutti i collaboratori di Platonica si assomigliano tra loro, sono belle persone che hanno voglia di fare bene il proprio lavoro.

Buttiamo l’amo verso l’imminente futuro, l’autunno, e verso il nuovo anno. Cosa bolle in pentola?

Abbiamo tre uscite molto importanti in poche settimane. Il 21 settembre uscirà il nuovo singolo dei Seawards, Fools, che anticiperà l’album in uscita il 14 dicembre. Il video sarà una mina e il pezzo è molto radiofonico. Dopo di loro, il 28 settembre uscirà il singolo di Francis Alina, un’artista con cui abbiamo appena iniziato a collaborare. Infine, il 5 ottobre uscirà il secondo singolo di Sem. Nel suo caso non siamo suoi discografici, ma lo distribuiamo, siamo il suo ufficio stampa.

Siamo tutti amici e cerchiamo di darci una mano a vicenda. Proprio in questi giorni è uscito un nuovo lavoro di Pnksand, un progetto che in qualche modo ha a che fare con noi, qualcosa che ho seguito dal suo embrione, anche se non ho fatto nulla, non ne faccio parte, ma è portato avanti da uno dei miei migliori amici e da un’artista con la quale ho collaborato nel mio ultimo disco, Chantal. È bello sapere che ci siano diversi artisti liguri forti. Facendo scouting ci sono progetti dei quali non posso parlare, ma che prossimamente si faranno sentire.

Il viaggio alla scoperta delle etichette discografiche è appena iniziato. Per tutti coloro che fossero interessati a seguire Platonica ecco alcuni contatti:

 

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Andrea De Sotgiu
Andrea De Sotgiu
Laureato in Comunicazione, appassionato di musica e di tecnologia. Se qualcosa nasconde una dietrologia non si darà pace finché non avrà colmato la sua sete di curiosità, che sfogherà puntualmente all'interno dei suoi articoli.
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