Ainè: “Scrivere canzoni mi sprona a dare il meglio di me”

A tu per tu con il giovane artista classe ’91, al suo secondo progetto discografico “Niente di me”, anticipato dal fortunato singolo “Oramai”

Ainè
Spazio Emergenti: Ainè si racconta ai lettori di Musica361, approfondiamo la sua conoscenza

Tra le uscite discografiche più interessanti di questa prima parte dell’anno, troviamo il nuovo album di Arnaldo Santoro, alias Ainè. A distanza di tre anni dal precedente esordio con Generation One, l’artista torna a dar sfoggio del proprio talento con Niente di me, negli store a partire dal 18 gennaio per Virgin Records / Universal Music Italia, progetto cantato interamente in italiano ed impreziosito dalla presenza di due featuring d’eccezione con Mecna e Willie Peyote.

Partiamo da “Niente di me”, che valore ha per te questo disco?
Questo nuovo progetto ha una particolare importanza perché rappresenta un nuovo inizio, contiene undici canzoni tutte in italiano, composte da me con l’aiuto della mia band, con la quale ho arrangiato e prodotto l’album. Credo che sia un disco molto diverso da ciò che facevo prima, all’interno troviamo sonorità più elettroniche e pop, ci sono maggiori influenze rispetto al passato.

Che valore hanno aggiunto le partecipazioni di Mecna e Willie Peyote a questo disco?
Sicuramente una spinta e una carica in più, a mio avviso le parti che hanno realizzato sono molto forti, hanno arricchito il pezzo con i loro rispettivi punti di forza e non posso che ringraziarli per aver accettato di far parte di questo progetto.

C’è un brano che più ti rappresenta e perchè?
Un brano sicuramente per me importante è “Ormai”, perché è stato il primo singolo che ha rappresentato una sorta di svolta nel mio percorso, poi ti direi anche “Niente di me” che, al contrario del titolo, racconta tutto di me stesso.

Come e quando hai scoperto il tuo amore per la musica?
Ho sempre ascoltato musica in casa, la mia famiglia mi ha trasmesso il gusto e la qualità. credo che l’ascolto sia molto importante e formativo per un artista, è un po’ come con le amicizie, ti condiziona esattamente come può farlo una comitiva. Questo aiuta a scrivere buone canzoni, in qualche modo la bellezza ti sprona a dare il meglio di te.

Quali ascolti hanno influenzato il tuo percorso?
Ray Charles, Prince, Miles Davis, Chad Baker, Stevie Wonder, Michael Jackson, Lucio Dalla, Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè, Pino Daniele e tanti altri artisti che, al di là dei gusti personali, possiamo considerare universalmente dei colossi della musica.

Recentemente hai anche collaborato con Giorgia, com’è stato duettare con lei?
Qualcosa di indescrivibile. E’ il primo duetto che realizzo con una voce femminile, non potevo ambire di meglio, la considero la regina della musica italiana ed è stato un sogno per me.

Se ti regalassi la lampada di Aladino e avessi la possibilità di esprimere tre desideri, mi fai tre nomi di artisti con cui ti piacerebbe collaborare in futuro?
Visto che mi dai questa opportunità sparo in alto: all’estero ti direi Justin Timberlake e Pharrell Williams, in Italia mi piacerebbe fare qualcosa con Jovanotti.

Qual è la lezione più importante che hai appreso dalla musica?
Che non bisogna mai dare nulla per scontato, trovo sia necessario essere sempre curiosi, ascoltare gli altri e non lasciarsi mai andare alla presunzione.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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