Intervista a Lisa, vincitrice di “Ora o mai più”

A tu per tu con l’artista calabrese che si è aggiudicata la vittoria dello show musicale di Rai Uno, dando sfoggio con carisma delle sue innate capacità vocali

Intervista a Lisa, vincitrice di "Ora o mai più" 1
Lisa. Foto: © Kenzo Photographer

Dopo averla incontrata alla vigilia della prima puntata di Ora o mai più, la ritroviamo con piacere nel ruolo di vincitrice della trasmissione. Lei è Lisa, all’anagrafe Annalisa Panetta, una delle voci italiane più belle, che è riuscita a varcare i confini nazionali esportando la nostra musica in giro per il mondo, grazie a canzoni come “Sempre” e “Oceano”. Reduce dalle emozioni vissute nel corso della serata finale, scopriamo insieme quali sono le sue sensazioni a caldo.

Qual è il primo pensiero che ti è venuto in mente quando Amadeus ha proclamato il tuo nome?
Ero incredula, ma felicissima, tipo al settimo cielo.

Come hai fatto a trattenere le lacrime dopo tutte quelle standing ovation?
E’ stato difficilissimo, in realtà crollavo sempre dopo, mi ritrovavo in hotel a farmi dei lunghi pianti (ride, ndr). Le emozioni nel corso delle puntate sono state veramente tante, di mio cerco sempre di trattenerle, per pudore e perché fondamentalmente sono timida, ma in alcuni casi è stato davvero impossibile, perché l’affetto delle persone mi è arrivato con una forza allucinante, al punto che mi sono lasciata andare.

Bello anche il legame che si è instaurato tra voi concorrenti…
Si, abbiamo trascorso tanto tempo insieme, confrontandoci e aprendoci dal punto di vista umano. Ognuno di noi ha portato la sua storia e le proprie vicissitudini, ci siamo rispecchiati l’un l’altro. Ho avuto la fortuna di allacciare buoni rapporti con tutti, infatti, ci sentiamo ancora quotidianamente, devo ammettere che è stato uno degli aspetti più belli di questa esperienza.

Hai più volte dichiarato che Marco Masini è riuscito a tirare fuori il meglio di te, cosa intendi esattamente?
Grazie per questa domanda, così ho modo di spiegarmi per bene. In realtà, ho sempre tirato fuori il meglio di me da sola, non mi sono mai risparmiata nel donare al pubblico ciò che ho dentro, anzi, sono proprio loro che tirano fuori il meglio di me. Più che Marco come persona, sono state le sue bellissime canzoni che mi hanno permesso di esprimermi al meglio. Non voglio sminuire assolutamente il suo ruolo, per carità, trovo che tutti i coach abbiamo fatto un ottimo lavoro, ma da qui a dire che ci hanno insegnato un mestiere ce ne vuole, siamo tutti artisti che da anni calchiamo palcoscenici e abbiamo una nostra personalità, sicuramente ci hanno aiutato a tirarla fuori nel migliore dei modi, perché il confronto con le persone è sempre un motivo di crescita. 

Veniamo al tuo inedito “C’era una volta”, che sapore ha per te questa brano?
Di primo acchito può sembrare una canzone leggera, perché ha un arrangiamento molto fresco e dinamico, ma soffermandosi sulle parole ci si rende conto che contiene un testo profondo, che rievoca la voglia di rimettersi in gioco. Un brano molto autobiografico ma, al tempo stesso, che racconta la storia di tutti. Sono contenta che stia riscontrando il parere positivo del pubblico attraverso i piazzamenti nelle classifiche digitali, ma dopo l’esibizione non ti nascondo di essermi un po’ preoccupata, perché c’è stata una frase molto forte di Loredana Bertè che sul momento mi ha davvero spiazzata.

Ti riferisci all’accusa di plagio?
Si, perchè in quel caso una canzone dovrebbe rispecchiare dall’inizio alla fine determinate note di un altro pezzo, ricordare altri brani è possibile, le note sono sette, di conseguenza, tutte le produzioni di oggi sarebbero plagi di quelle di ieri? Penso che Loredana abbia fatto una battuta, senza rendersi conto della reale gravità delle parole, saranno state le dinamiche del gioco, ma bisognerebbe fare molta attenzione prima di affibbiare certe etichette nei confronti di artisti e colleghi che hanno avuto il coraggio di rimettersi in gioco dopo periodi non proprio facilissimi, come lei stessa ha sottolineato nel corso di una delle serate.

A tal proposito, immagino non sia stato facile per te raccontare determinati momenti della tua vita…
Non sono una che ama piangersi addosso, per questo non ho voluto in alcuna maniera strumentalizzare quello che mi è capitato, al punto che è stata una battaglia che ho affrontato da sola, in pochi ne erano a conoscenza. In questo percorso televisivo mi sono sentita in dovere di lanciare un messaggio di speranza, che si incastra alla perfezione con quello che è lo spirito della trasmissione. Tutti abbiamo raccontato le gioie e i dolori dei nostri rispettivi percorsi, per me è stato terapeutico parlare della malattia che ho superato, ho cercato di farlo in punta di piedi, senza entrare troppo nei dettagli forti che solo chi ha vissuto quei momenti può capire. Mi sono fatta coraggio mettendomi a nudo, spero di aver trasmesso anche solo un briciolo di forza in più a tutte le persone che stanno vivendo un periodo non facile.

Spente le luci della trasmissione, cosa succede adesso?
Ci stiamo organizzano per realizzare più spettacoli possibili, per riabbracciare dal vivo il pubblico, per me la cosa più importante. Parallelamente siamo al lavoro per il nuovo album di inediti, a parte la compilation ufficiale di “Ora o mai più” che uscirà il 10 luglio in tutte le edicole, nella quale saranno contenute le cover che ho cantato nel corso del programma e “C’era una volta”. Insomma, tanti bei progetti nel cassetto, sono tornata per restare, ce la sto mettendo tutta per costruire il giusto team che mi permetta di realizzare al meglio tutto ciò che ho in testa. Sai, un artista da solo non va da nessuna parte, i collaboratori sono fondamentali. 

Se ti guardi allo specchio, oggi, quale immagine vedi?
Vedo la Lisa di sempre però più matura e consapevole, fragile come tutti ma, al tempo stesso, più determinata che mai, il che è un problemone… perché sono Capricorno, per metà calabrese e per metà napoletana, fate un po’ voi (ride, ndr).

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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