Ermal Meta, da MTV EMA al tour nei teatri

Anno sabbatico addio: Ermal Meta, concluso un tour di grande successo, non si ferma. Anzi, sarà impegnato ai prossimi MTV Ema come inviato e poi, dal prossimo 2 febbraio, sarà in tour nei teatri con gli GnuQuartet.

Ermal Meta, da MTV Ema al tour nei teatri
Ermal Meta. Foto: © Andrea Brusa

“Finchè ce n’è vado avanti”. Niente più anno sabbatico per recuperare energie e raccogliere le idee, per Emal Meta. Che nell’ultimo anno ha pubblicato un album (“Non abbiamo armi”), vinto il Festival di Sanremo con Fabrizio Moro, partecipato all’Eurovision Song Contest, fatto un tour in cui la parola sold out è apparsa molto spesso. Staccare sarebbe stato fisiologico, e invece no.

La notizia più recente lo dà inviato speciale o ambassador che dir si voglia ai prossimi MTV Ema del 4 novembre (in diretta da Bilbao su MTV, canale 130 di Sky, dalle 20 per il red carpet e alle 21 per lo show), pronto a raccontare con Yuri Gordon i segreti e il backstage del premio di MTV.

Il 2019, poi, si aprirà per Ermal Meta il 2 febbraio con la prima data del tour in teatro con i talentuosi GnuQuartet, quartetto d’archi e flauto che però suona “Più come una band, che sa anche tirare fuori un’attitudine rock”, parola loro. In 24 ore la data del 2 febbraio al Teatro degli Arcimboldi di Milano è andata sold out, giusto per non perdere il “vizio” (seguono poi Napoli il 4 febbraio, Pescara il 5 e via via per i teatri d’Italia fino al 24 marzo con la chiusura a Torino).

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Ermal Meta. Foto: © Rosa Piserà

“Sono molto felice”, spiega Ermal Meta, “Da tre anni vivo nel modo in cui volevo vivere e cerco di farlo 24 ore su 24, perché ritengo sia giusto così. Probabilmente ho un debito con la fortuna, e lo ripago mettendo tutte le energie in quello che faccio”.

L’idea di suonare nei teatri gli frullava in testa da un po’, poi l’incontro con gli GnuQuartet (che hanno pubblicato sei album e collaborato a numerosi lavori discografici, colonne sonore e sigle tv) e la sintonia che hanno trovato ha portato alla concretizzazione del progetto.

“Negli ultimi tre anni non mi è mancato niente ma se devo fare il pignolo – e lo sto facendo – è mancata l’escursione dinamica sul palco da 2 a 127: fatta in un teatro ti permette di godere a pieno della musica che stai facendo. Si crea un cambiamento di ritmo incredibile, come se quelle che ascolti fossero le onde del mare. Sono contento già solo di immaginare questa cosa, perché stiamo iniziando a lavorare solo adesso sulle canzoni. O meglio, gli arrangiamenti li faranno gli GnuQuartet: abbiamo selezionato una trentina di brani più un paio di cover che credo saranno dei Muse e dei Radiohead e alcune canzoni di La fame di Camilla, in modo da poter cambiare in parte la scaletta di ogni concerto”.

Il cambiamento è qualcosa che nella vita artistica di Ermal non è mai mancato: “Non ho mai cercato di ostacolarlo perché nella stagnazione sia emotiva sia del pensiero non c’è niente di buono. La vita è come una scatola piena di cose, non puoi scartare quelle che non ti piacciono ma devi prenderle tutte”.

Ermal sul palco canterà e suonerà, “Chitarra acustica, pianoforte, drum machine e synth. Qualche anno fa lo facevo già, davanti a 10 o 12 spettatori. Mi gasa ritrovarmi in questa situazione e non vedo l’ora. Con la musica bisogna giocarci, se no non ti diverti granché”. Altra cosa certa, “In qualche modo questo tour verrà documentato, non ho ancora pensato se con un cd o con un dvd”.

Insomma, a fermarsi Ermal non pensa proprio (anche se esclude una nuova partecipazione a Sanremo: “No di sicuro, non scherziamo”): “Forse sono strano, ma a stare fermo mi annoio. Magari mi prenderò una pausa dopo questo tour, adesso mi andava di fare una cosa diversa. Volevo rallentare dal punto divisa sonoro. Sono un musicista e ho sempre la chitarra in mano, non riesco a fermare i pensieri e questo mi porta a suonare, mi piace farlo e vado avanti”. Finché ce n’è.

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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