“Cover story”: le storie dietro le copertine dei più importanti LP italiani

Le più belle copertine dei dischi italiani”: questo il sottotitolo di “Cover Story”, libro del giornalista Roberto Angelino con prefazione e supervisione del “re delle copertine” Luciano Tallarini. 150 tra le più intriganti immagini che hanno incorniciato i più bei LP italiani, illustrate svelandone segreti e curiosità storiche.

“Cover story”: curiosità e segreti dietro le copertine dei più importanti LP italiani
Copertina del libro “Cover Story”, edizioni Vololibero

Veramente ricca è la bibliografia di testi stranieri che raccontano e dettagliano ogni particolare sulle più famose copertine di dischi internazionali dagli anni ’50 ad oggi. Ancora oggi se ne parla tanto, soprattutto sul web, continuando ad analizzare di tutto.

Ancora non esisteva invece un libro approfondito come Cover story (ovvero ‘storia di copertina’) con il suo focus sulle copertine del panorama discografico italiano, dal pop al prog, dal cantautorato alla musica indipendente. È stato merito del giornalista milanese Roberto Angelino colmare questa lacuna ideando un volume nato allo scopo di guidare lettori incuriositi alla conoscenza di segreti e aneddoti riguardo quelle immagini che, prima dell’era della musica liquida, facevano parte tout court del godimento estetico di un album.

Copertine in alcuni casi semplici e all’apparenza immediate ma che hanno avuto alle spalle una gestazione alla quale hanno contribuito artisti, fotografi professionisti o rinomati tecnici e artigiani che hanno reso indelebili nella memoria e nei cuori di molti quegli LP, favorendo grande fama agli album che le contenevano e che ancora oggi custodiamo gelosamente nelle nostre case.

Roberto Angelino,

classe 1952, ha già dimostrato nel corso degli anni una spiccata passione per bellezze nascoste come nel libro Milano: mettiamoci una pietra sopra nel quale svela particolari relativi a cinquanta storiche targhe marmoree sui palazzi della città.
In questo caso, scandagliando con perizia il settore musicale italiano e incontrando l’interesse di Vololibero, presenta al pubblico questo prezioso e originale testo attraverso il quale sciorina in 76 capitoli, con un gioco di specchi e rimandi, curiosità su circa 150 cover che, oltre a essere per molti versi emblematiche, nascondono una coinvolgente storia per lo più inedita, gustosi retroscena o simpatici aneddoti che aspettano solo di essere svelati.

Una serie di copertine scelte non soltanto secondo il criterio della notorietà ma privilegiando appunto episodi stuzzicanti che caratterizzano ogni caso. A tale conferma il libro si apre con un capitolo dedicato al maiale psichedelico della copertina di Normale. Banale. Maiale (2013) degli Adam Smith, gruppo torinese poco noto, fino a Miserere (1992) di Zucchero, passando per Anime salve (1996) di Fabrizio De André o i Decibel di Contessa (1980) fino agli Afterhours e i The Zen Circus, senza dimenticare Mina, Lucio Battisti e Vasco Rossi.

É così che tra riflessioni,

considerazioni e citazioni da memorie, giornali e appunti insieme a Luciano Tallarini, “re delle copertine” dei dischi made in Italy per mezzo secolo – se ne contano quasi un migliaio da lui ideate, disegnate e curate nella grafica, nella fotografia e nell’immagine – si scoprono anche i nomi di disegnatori e fumettisti Guido Crepax, Andrea Pazienza, Bonvi o Giorgio Cavazzano.

Premessa questa analisi,

certamente va detto che ognuno ha i suoi gusti riguardo l’estetica discografica e che chiaramente il libro di Angelino, per quanto curato e dettagliato, non può essere esaustivo, soprattutto per gli amanti dell’indie.
Ciò non toglie che la forza di questo fondamentale volume, avvincente e ben documentato, stia non solo nella citazione di retroscena e divagazioni aneddotiche monograficamente specifiche per diverse copertine della discografia italiana, riportate allo scopo di consolidare miti e leggende attorno a cantanti, dischi e autori delle cover ma anche in una scrittura scorrevole e intrigante alla Massimo Cotto, capace di scavare in profondità e allo stesso tempo avvicinare agevolmente i lettori al contesto storico-musicale.
E poi un libro che ha il pregio di ridare valore alla affascinante bellezza di un supporto che ha fatto storia. Come potrebbe accadere a questo libro, piacevole alla fruizione e attraente alla vista.

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Luca Cecchelli
Luca Cecchelli
Laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in linguistica italiana e da sempre interessato al mondo dello spettacolo, scrive per diverse testate e rubriche di teatro e musica, parallelamente all’attività di ufficio stampa. Cinefilo quasi attore, scrittore, critico, melomane e appassionato conoscitore di musica rock, è assiduo frequentatore di sale e concerti oltreché batterista per passione presso alcune formazioni.
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