“Ora o mai più”, conosciamo meglio Valeria Rossi

Intervista alla nota cantautrice alla vigilia del suo ritorno televisivo nel nuovo show del venerdì sera targato Rai Uno

"Ora o mai più", conosciamo meglio Valeria Rossi
Valeria Rossi: “Non ho avvertito alcun tipo di competizione nel corso delle prove, c’è voglia di spalleggiarsi a vicenda”

E’ un fiume in piena di emozioni Valeria Rossi, a poche ore dall’inizio di Ora o mai più, il nuovo spettacolo musicale condotto da Amadeus, in onda a partire da questa sera venerdì 8 giugno. A diciassette anni di distanza dal suo esordio discografico, sancito dall’enorme successo della hit “Tre parole”, scopriamo insieme quali sono i propositi della cantautrice prima dell’atteso debutto televisivo in prima serata su Rai Uno.

Ciao Valeria, partiamo da “Ora o mai più”, quali sono le tue sensazioni alla vigilia?
Sicuramente c’è agitazione, ma anche tanta serenità, perché il programma si sviluppa in quattro puntate e ci sarà modo per assistere ad una piccola evoluzione. Un’idea davvero carina, inedita e tutta italiana, che magari prende spunto da altri format, perché c’è il confessionale dei reality, la gara dei talent, ma soprattutto tanta buona musica. Un lavoro complesso, che richiedeva davvero una grande perizia da parte degli autori, di Carlo Conti e, soprattutto, della grande orchestra del Maestro Leonardo De Amicis, devo ammettere che siamo davvero in ottime mani.

Cosa pensi dei tuoi compagni di avventura?
Benissimo devo dire, sono tutte persone che si mettono al servizio degli altri, un po’ come i tutor. Con grande umiltà affrontiamo questa esperienza e, soprattutto, con grande solidarietà, non ho avvertito alcun tipo di competizione nel corso delle prove, c’è voglia di spalleggiarsi a vicenda.

Tra i maestri, invece, con quale artista ti stuzzicherebbe collaborare?
Guarda, sono convinta che qualsiasi abbinamento possa tirar fuori risorse diverse, sia per affinità che per contrasto, anche con un artista magari più distante dal tuo mondo, con cui non c’è inizialmente un’intesa naturale e spontanea, lavorandoci a stretto contatto per settimane ti porta inevitabilmente ad un arricchimento.

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“Tre parole”, singolo del 2001

Ogni artista ha il proprio cavallo di battaglia, il tuo è senza ombra di dubbio “Tre parole”, cosa ha colpito così tanto il pubblico al punto da trasformarlo in un evergreen?
E’ difficile da spiegare, certamente la costruzione del brano ha una combinazione di elementi tali da renderlo un classico senza tempo, realizzato ad arte, con un testo di contenuto e un’attitudine leggera. In più, è uscito in un momento storico ancora felice, nel maggio del 2001, da lì a pochi mesi tutto é cambiato, è calato il buio come una sorta di blackout, non mi riferisco alla discografia, ma alla società e alla vita in generale, purtroppo. C’era voglia di messaggi positivi, molti ancora oggi mi dicono che è un brano che ha accompagnato un momento molto felice della loro vita e questa è la cosa più bella, forse è questo il vero successo, al di là delle classifiche radiofoniche e delle vendite.

C’è una canzone meno nota del tuo repertorio che reputi altrettanto importante ma che non ha avuto la stessa visibilità?
Si, si intitola “Luna di lana” ed è una canzone che rappresenta per me una pietra miliare, per come l’ho scritta, per come l’ho sentita, per come è arrivata. Ha una costruzione non banale, travestita di leggerezza, un po’ come la stessa “Tre parole”. Amo mescolare nelle mie canzoni due ingredienti fondamentali per la nostra vita come la malinconia e l’allegria, in modo che ognuno all’ascolto possa trovare ciò che vuole e, in di conseguenza, un po’ di conforto.

Al di là del contratto discografico in palio, cosa rappresenterebbe per te la vittoria più grande una volta spente le luci dello show?
Per quanto mi riguarda, penso di aver già vinto accettando questa sfida, mi sento fortunata a far parte della trasmissione, per le emozioni che riuscirà a trasmettermi e gli insegnamenti che potrò trarre, in primis dall’accoppiata con il mio tutor, in secondo luogo da tutti gli altri protagonisti, dagli autori ai compagni di avventura che, proprio come me, credono fermamente nell’ottima riuscita di questo programma.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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