“Ora o mai più”, conosciamo meglio Francesca Alotta

Intervista alla nota artista siciliana, attualmente impegnata nel nuovo show del venerdì sera targato Rai Uno condotto da Amadeus

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Francesca Alotta: “La vittoria più grande? Che il mio inedito possa ricevere la giusta attenzione del pubblico”

E’ subentrata alla seconda puntata ma non chiamatela riserva, Francesca Alotta ha dimostrato talento e versatilità nel corso della sua trentennale carriera, al punto da riuscire a reinventarsi più volte senza perdere la propria energia. Ora o mai più” è l’occasione giusta per rimettersi in gioco e mostrare al grande pubblico tutta la sua tempra mediterranea, oltre alla potente vocalità che le ha permesso di riscuotere un buon successo anche a livello internazionale.

Ciao Francesca, partiamo ovviamente da “Ora o mai più”, quali sono le tue impressioni a caldo su questo programma?
Trovo che sia un format veramente interessante, soprattutto perché dà la possibilità di cantare un brano inedito, un’opportunità importante per chi viene da un periodo buio, inteso sia dal punto di vista personale che professionale. L’ho scritto con Valerio Massaro, cantautore che stimo moltissimo, e affronta un argomento delicato e, purtroppo, decisamente attuale come la violenza di genere. Un pezzo che avevo nel cassetto da tempo e che cercava il momento giusto per poter venir fuori. Spero che questa canzone possa fare bene a tante donne e, perché no, porti una sorta di riflessione anche negli uomini, perché l’amore non è possesso.

Cosa pensi dei tuoi compagni di avventura?
Mi trovo benissimo, li conoscevo quasi tutti, tranne Valeria, Stefano e Lisa, con gli altri abbiamo vissuto negli anni tanti bei momenti insieme, coach compresi. Con Loredana Bertè abbiamo partecipato alla prima edizione di Music Farm, mentre con Marco Masini ho fatto i cori nei suoi primi tre dischi, lo considero un amico di vecchia data. Per non parlare di Amadeus, che è un signore della televisione, con un padrone di casa come lui non possiamo che affrontare questa esperienza con grande serenità.

Come ti trovi a lavorare con Fausto Leali e con quali altri Maestri ti sarebbe piaciuto collaborare?
Fausto è straordinario, era da tempo che sognavo di cantare con lui. Sapevo che era una bellissima persona oltre che un grande artista, per cui quando mi hanno detto che avrei lavorato con lui sono esplosa di gioia. I nostri tutor sono straordinari, mi sarebbe piaciuto apprendere qualcosa da ognuno di loro, Michele Zarrillo è uno dei miei miti in assoluto, ma devo dire che sono tutti artisti dotati di grande carisma e di una bravura davvero impressionante.

"Ora o mai più", conosciamo meglio Francesca Alotta
“Non amarmi”, successo del 1992

Ogni artista ha il proprio cavallo di battaglia, il tuo è senza ombra di dubbio “Non amarmi”, cosa ha colpito così tanto il pubblico al punto da trasformarlo in un evergreen?
Senza ombra di dubbio in primis la melodia, ma anche il messaggio sociale che c’era dietro, perché con Aleandro Baldi abbiamo in qualche modo sdoganato il concetto di disabilità. In tanti si sono immedesimati calandosi nei panni di una persona che desidera amare ma che, nella sua testa, covava la paura di non essere corrisposta o, peggio ancora, che i suoi sentimenti potessero essere ricambiati per pietà, piuttosto che per qualcosa di autentico. In più, ci tengo a ricordarlo, Giancarlo Bigazzi ha scritto un testo che considero un capolavoro. 

C’è una canzone meno nota del tuo repertorio che reputi altrettanto importante ma che non ha avuto la stessa visibilità?
Credo “Un anno di noi”, brano che ho presentato al Festival seguente tra i Big, perché le persone lo apprezzano e lo ricordano ancora oggi, anche se per le ospitate mi chiamano solo per cantare “Non amarmi”, come se avessi inciso solo quella e lo trovo un vero peccato. Sia chiaro, sono onorata di essere una delle due interpreti di quel pezzo, ma mi spiace che non ci sia spazio anche per il resto, ho vinto un Cantagiro con “Chiamata urgente” e anche “Fragilità” ha riscosso un bel successo. Tra le altre canzoni a cui tengo molto c’è anche il mio ultimo singolo “Anima sola”, uscito lo scorso marzo, in cui duetto con Mauro Pina, un pezzo che mi piace parecchio e che inserirò nel mio prossimo disco di inediti, con il desiderio che venga scoperto e accolto dal grande pubblico.

Al di là del contratto discografico in palio, cosa rappresenterebbe per te la vittoria più grande una volta spente le luci dello show?
Che la canzone inedita che presenterò in occasione dell’ultima puntata, diventi un po’ l’emblema delle donne in cerca di rivalsa, delle persone che con coraggio cercano di ricominciare a vivere dopo aver sopportato momenti spiacevoli e dolorosi, come solo gli atti di violenza possono essere. Questa sarebbe la vittoria più grande, donare una buona interpretazione ad un pezzo che racconta un tema che merita la giusta attenzione, non chiedo altro.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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