“Ora o mai più”, conosciamo meglio Alessandro Canino

Intervista al cantautore toscano alla vigilia del suo ritorno televisivo nel nuovo show del venerdì sera targato Rai Uno

"Ora o mai più", conosciamo meglio Alessandro Canino
Alessandro Canino: Sono davvero molto emozionato e felice per questa grande opportunità

Ventisei anni di carriera, sette album pubblicati e tre partecipazioni al Festival di Sanremo alle spalle, questi sono alcuni dei numeri che arricchiscono il curriculum professionale di Alessandro Canino, uno degli otto protagonisti di Ora o mai più, nuovo spettacolo musicale di Rai Uno condotto da Amadeus, in onda in prima serata a partire da venerdì 8 giugno.

Ciao Alessandro, partiamo da “Ora o mai più”, quali sono le tue sensazioni alla vigilia?
Sensazioni molto belle e positive, abbiamo legato molto tra di noi, anche se non ci sentiamo “concorrenti”, ma amici contenti di fare parte dello stesso viaggio musicale. L’atmosfera è molto bella, la cosa che ci rende orgogliosi è che ognuno di noi potrà presentare il proprio inedito nel corso dell’ultima puntata. Sono davvero molto emozionato e felice per questa grande opportunità.

Cosa pensi dei tuoi compagni di avventura?
Abbiamo legato tantissimo, anche se la maggior parte di noi già si conosceva da tempo. E’ stato bello ritrovarsi e scoprirsi simili, tutti uniti e con un unico scopo. Ci sosteniamo, ci diamo forza l’un l’altro, scherziamo, ridiamo e se ci sarà da piangere ed emozionarci lo faremo senza alcun tipo di vergogna, tutti insieme.

Tra i maestri, invece, con quale artista ti stuzzicherebbe collaborare?
Posso dirti che c’è davvero l’imbarazzo della scelta, mi piacerebbe collaborare con tutti. Molti di loro li conosco personalmente, altri meno, ma li stimo in egual modo. Nella vita non si finisce mai di imparare e da tutti questi otto artisti incredibili c’è davvero molto da assimilare, trucchi del mestiere che possono sempre far comodo.

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“Brutta”, singolo del 1992

Ogni artista ha il proprio cavallo di battaglia, il tuo è senza ombra di dubbio “Brutta”, cosa ha colpito così tanto il pubblico al punto da trasformarlo in un evergreen?
Credo la verità e la sincerità con cui ho l’ho cantata, rappresentando una fascia d’età delicata come l’adolescenza, un periodo che tutti abbiamo attraversato. La forza è il messaggio positivo che è stato trasmesso di generazione in generazione, di madre in figlia. Ascoltandola oggi, in molti mi hanno riferito che potrebbe sembrare un inno contro il bullismo, questo davvero mi lusinga.

C’è una canzone meno nota del tuo repertorio che reputi altrettanto importante ma che non ha avuto la stessa visibilità?
Negli anni ce ne sono state parecchie, solitamente sono quelle che trovi più nascoste tra le tracce degli album, tra le ultime della tracklist, quelle meno orecchiabili e poco immediate, quelle in cui un artista si sbottona esprimendo maggiormente se stesso. Per farti un esempio, nel mio ultimo disco c’è un pezzo che si intitola “Io”, che descrive tutta la rabbia e la forza avuta in questi anni nel continuare, nonostante tutto, a credere nella musica.

Al di là del contratto discografico in palio, cosa rappresenterebbe per te la vittoria più grande una volta spente le luci dello show?
Ti dico la verità, non avverto il peso della gara e non penso minimamente alla possibilità discografica, perché nel prendere parte a questa trasmissione abbiamo tutti comunque vinto. La vera opportunità per tutti noi è far sapere al pubblico che c’è qualcosa che bolle in pentola, che abbiamo continuato a dedicarci alla musica, in modi magari differenti, forse con meno visibilità ma con più forza e determinazione di prima.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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