MusicAmarcord: il CD, la digitalizzazione e il suo reale declino

Il Compact Disc è stato l’emblema della digitalizzazione della musica. Sebbene oggi sia un supporto ancora utilizzato, è impossibile non vedere il suo declino.

MusicAmarcord: il CD, la digitalizzazione e il suo reale declino

Il CD è stata una delle rivoluzioni tecnologiche che ha maggiormente inciso sulla storia e sul mercato della musica. Prima di questo, la musica si divideva in vinili e musicassette, il segnale era considerato analogico. Acronimo di Compact Disc, il CD è un disco in policarbonato trasparente, che contiene al suo interno un foglio sottile in alluminio. Nel momento in cui viene scritto, l’alluminio viene inciso con i dati dei brani convertiti in pits and lands (buchi e terre), i quali possono essere letti unicamente dalla tecnologia ottica dei lettori CD.

Il CD è stata la bandiera della musica digitale, del campionamento del suono. In parole semplici, un suono analogico, per essere registrato e riprodotto digitalmente, deve essere diviso in migliaia o milioni di piccolissime moli di dati, che possiamo idealizzare come dei puntini. Unendo tutti i puntini si ri-produce digitalmente un segnale suonato analogicamente. Questo ha cambiato tutto. Se il CD fosse stato un politico dei giorni nostri, le sue promesse elettoriali sarebbero state: mantenere almeno la stessa qualità del vinile, se non migliorarla; aumentare la portabilità e diminuire le dimensioni; avere una maggior capienza dei floppy disk. Tutto vero, non a caso l’industria si è completamente diretta sul CD, facendo scomparire dalla faccia della terra tanti giradischi. Inizia ad essere possibile riversare i brani sui propri personal computer e nasce la consapevolezza di poter avere una traccia liquida, singola, manipolabile. Concezione che porterà ai fenomeni dell’iPod, dei lettori mp3 e di eMule (con le relative conseguenze). Tutto il mercato ha dovuto adeguarsi al cambiamento (copertine, booklet, negozi di dischi, etc.).

Ma ad oggi, la terra bruciata che ha lasciato la pirateria, e la nuova natura in crescita data dallo streaming, hanno ridotto all’osso la vendita di un supporto che ormai è inutile. Il vinile si è preso la rivincita che gli spettava, è tornato ad essere un oggetto da collezione, una bandiera della musica ricercata. Non ce ne siamo ancora accorti, ma si sta esaurendo il senso del CD nella linea temporale della storia della musica. Ha dato tanto, ha cambiato il mondo, ma deve lasciare il posto al futuro.

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Andrea De Sotgiu
Andrea De Sotgiu
Laureato in Comunicazione, appassionato di musica e di tecnologia. Se qualcosa nasconde una dietrologia non si darà pace finché non avrà colmato la sua sete di curiosità, che sfogherà puntualmente all'interno dei suoi articoli.
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