MusicCalcio: la storia degli inni del Milan

Da oggi la storia degli inni calcistici, che raccontano la tradizione delle squadre e delle loro città. Cominciamo dal Milan neocampione d’Italia

 

Si è chiuso appena una settimana fa il campionato di calcio che ha riportato lo scudetto al Milan dopo undici anni. Come sempre, le strade si sono riempite di tifosi che, per festeggiare, non hanno rinunciato all’espressione più bella della gioia: cantare.

Il calcio e la musica si incontrano spesso. Non solo perché moltissimi concerti estivi trovano luogo negli stadi dove, durante il resto dell’anno, le squadre si giocano ogni settimana il loro destino. Calcio e musica sono realtà capaci di unire, facendo dimenticare tante distanze. Almeno quando parliamo di calcio giocato, che nulla ha a che vedere con le violenze che spesso offuscano il bello di questo sport. Ossia quei cori dei tifosi che, talvolta anche con sani sfottò nei confronti degli avversari, riecheggiano canzoni di successo.

Siccome a noi piace raccontare la parte positiva, ecco che allora da oggi ogni lunedì faremo un viaggio nella storia degli inni calcistici. Partiamo allora proprio dal Milan.

Nell’ultima settimana è probabile che qualcuno abbia pensato che Pioli is on fire sia diventato il nuovo inno. In realtà la canzone, mutuata dall’originale degli anni Novanta Freed From Desire, è solo un coro dei tifosi, rossoneri che hanno voluto così omaggiare il loro allenatore. Altroché perdente, come sosteneva qualcuno: Stefano Pioli è la guida al comando dei Campioni d’Italia.

Eppure è vero: l’inno del Milan da alcuni anno è cambiato. Qualche distratto potrebbe anche non essersene accorto, ma è andata proprio così. Facciamo però qualche passo indietro e proviamo a ripercorrere la storia degli inni del Milan.

Il primo a cui possiamo risalre è quello del 1951. L’ inno si intitola Forza Milan, gli autori sono Galimberti e Paolucci e a cantarlo è Enzo Amadori. Il ritornello, su una marcetta tipica di quegli anni, recita così: Forza Milan, sei la squadra più bella, sei la squadra del cuor. Noi per sempre coi tifosi più fedeli ti saremo vicino e allo stadio tutti uniti lotteremo con te.

Entusiasmo del cantante nell’interpretazione, grandi cori in sottofondo. Certo, si può fare qualcosa in più per l’originalità del testo, al di là di un’incertezza sui plurali dei sostantivi usati. D’altra parte una canzone che inneggia a una squadra di calcio non può pretendere la complessità di un’opera proustiana. La musica, invece, ha sempre raccontato le mode melodiche del momento.

A fine anni ’60, infatti, i tifosi rossoneri possono ballare dividendosi tra un ritmo di Milan twist dal sapore quasi morandiano, e quello di un Rivera cha-cha dedicato al suo grande capitano.

Negli anni ’70 l’inno ufficiale divenne Undici uomini d’oro. Il cantante Luciano Secchi, inneggia al Milan allenato da Liedholm con due coristi che replicano ogni sua intonazione.

Milan Milan perché (Milan Milan perché), Siamo tutti con te (Siamo tutti con te).

Il ritmo sembra quello dei successi di Celentano ai tempi de I mali del secolo. Manca un vero cambiamento di passo tra strofa e inciso, ma è tutto molto orecchiabile.

MusicCalcio: la storia degli inni del Milan

Gli anni ’80 sono incredibilmente quelli che iniziano nella peggiore delle maniere per i rossoneri, in serie B per i guai del calcio scommesse, e iniziano nel migliore dei modi (sul tetto del mondo allenati da Arrigo Sacchi). È qui che avviene la svolta. Il Milan, infatti, vive infatti ben tre inni in questi anni. Il primo è composto ed eseguito da Enzo Jannacci, si intitola Mi-Mi-La-Lan. Un altro è composto da Umberto Smaila, storico tifoso del Diavolo e amico di Silvio Berlusconi, nel frattempo divenuto presidente della squadra. Smaila compone Canto rossonero. Si tratta di una romantica ballata in cui i tifosi riconoscono subito lo spessore ben diverso da tutte le canzoni precedenti, in fondo non molto diverse da ogni brano che si trova nella musicassetta dedicata ai campioni.

Canto rossonero mette in gioco una strumentazione completa, cori avvolgenti, parole che riecheggiano l’amore per la città e una melodia da pelle d’oca interpretata dai ragazzi della curva. È il 1987.

La canzone rimarrà sempre nel cuore dei tifosi, anche se l’anno dopo arriva un altro inno, composto da Tony Renis con Massimo Guantini. “Ora il Milan è planetario, ho bisogno di un inno planetario”, è la frase con cui Berlusconi commissiona all’autore di Quando quando quando l’ambizioso compito.

Renis lo prende in parola e, dopo qualche giorno, consegna al presidente un inno planetario.

Rullo di tamburi potente. Trombe in apertura. Tutto proprio con un’atmosfera degna dell’inno alla gioia o della sigla dell’Eurovisione; cori che ripetono “Milan Milan, solo con te, Milan Milan sempre con te” con toni già leggendari. Su qualche parte del testo (non è dato sapere quale) interviene anche lo stesso Berlusconi. A cantarlo è la band I Fans.

Non si tratta solo di un inno rossonero ma, come lo presenta a TeleMike Giacomo Carlucci, frontman del gruppo, una canzone per un tifo sano, contro ogni forma di violenza. Recita proprio così il brano: “Con la violenza non rispondi mai!”.

Remixato, con l’aggiunta di un’introduzione trionfale da musica eroica, l’inno rimane sempre lo stesso quasi per tutti gli anni di presidenza di Berlusconi. Tutto questo anche grazie alla strenua difesa di Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, che non vuole assolutamente cambiare l’opera di Renis. Nel 2015, quando la cessione della società sembra già essere poco più che una formalità da concludere, ecco che arriva un nuovo inno.

Emis Killa e Saturnino compongono Rossoneri, un rap che si appoggia sulla strofa “Tifo alla squadra più bella del mondo e non la cambio nemmeno per sogno” per poi legarsi a un corale “Oh oh oh” dalle atmosfere più che mai suggestive.

Non mancano le polemiche, con l’ex giocatore rossonero Boban che definisce il nuovo inno una caduta di stile. In realtà ciascuno rimarrà legato alla canzone che riterrà più opportuno, ma è inevitabile che sia necessario abituarsi a un nuovo prodotto. E le vittorie, più di ogni altro fattore, aiutano a trovare quell’abitudine che fa sentire sulla pelle un inno.

Il Milan ora è tornato a vincere.

Purtroppo nel capoluogo lombardo non si è dato spazio ad alcun concerto con cantanti tifosi rossoneri, eppure di canzoni in cui viene citato il Diavolo ce ne sono tante. A cominciare da quelle di Jannacci (“Se me lo dicevi prima”, “Quando un musicista ride”), Lucio Dalla (“Milano”). Tra i tifosi cantanti non possiamo non citare Laura Pausini, Ornella Vanoni, Malika Ayane, Toto Cutugno, Jake La Furia, Ghali, Rkomi. Gli inni calcistici raccontano sempre le squadre e le loro città. Milano in questi ultimi due anni è più che mai vincente: avrebbe meritato una festa come quelle che si creano in tante altre città al momento dei trionfi.

In ogni caso, il celebre inno di Tony Renis, potrebbe diventare attuale ancora tra qualche tempo. In quella canzone, infatti, si citava già trentacinque anni fa la frase “Conquistate voi una stella in più a brillar per noi”. Manca uno scudetto, dopodiché la nuova stella arriverà sulle maglie.

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Massimiliano Beneggi
Massimiliano Beneggi
Massimiliano Beneggi, laureato in filosofia con una tesi sulla comicitá contemporanea riletta attraverso Bergson e Freud, è appassionato di musica e teatro. Racconta con rigore aneddotico la storia del Festival di Sanremo e della musica italiana, suggerendo ogni volta spunti filosofici e inediti.
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