Ex-Otago, in arrivo “Corochinato”

Il Festival di Sanremo è finito ma per gli Ex-Otago è stata solo la prima tappa di un periodo denso di appuntamenti musicali.

Ex-Otago, in arrivo "Corochinato"
Ex-Otago. Foto: © Lorenzo Santagada

Si intitola “Corochinato” il nuovo album di inediti della band ligure Ex-Otago, in uscita il prossimo 8 marzo. Abbiamo appena avuto modo di ascoltare gli Ex-Otago sul palco del Festival di Sanremo (e chissà, magari di scoprirli proprio grazie a questa occasione) con il brano “Solo una canzone”, una dichiarazione d’amore che racconta una fase meno presente nelle canzoni, quella dell’amore “adulto”.

E poi c’è “Siamo come Genova”, il docufilm che racconta il rapporto (molto stretto) tra la band e la città ligure, da sempre protagonista delle loro canzoni. Il docu-film racconta gli Ex-Otago con immagini live, retroscena e testimonianze di vita quotidiana, dal successo di “Marassi” (album pubblicato nel 2016) al nuovo “Corochinato”. Ultimo, ma non ultimo, c’è anche un tour in partenza.

“Corochinato” è il titolo del vostro album, ma è anche un liquore tipico genovese – da cui avete chiaramente preso il titolo.

È una miscela di vino e spezie, più precisamente di vino bianco di Coronata e china, ed è tipica genovese. Viene servito nei baretti del centro storico e in qualche enoteca della periferia. Questo liquore parla metaforicamente di noi, del nostro approccio semplice alla musica. Infatti nel nostro nuovo disco c’è l’amore ma anche c’è la voglia di parlare di tutto quello che succede nelle nostre vite. Come già in “Marassi”, raccontiamo la periferia.

Ex-Otago: gli altri progetti

Perché avete sentito l’esigenza di realizzare un film documentario? Che voi “siete come Genova” è sempre stato chiaro a chi ha ascoltato le vostre canzoni.

Ad un certo punto dopo “Marassi” abbiamo sentito il bisogno di tracciare un bilancio, di raccontare cose che non si possono comunicare solo con le canzoni, ed è così che è arrivato il film documentario. Il nostro legame con Genova è praticamente indissolubile: nel film raccontiamo, ad esempio, di quando abbiamo suonato nel carcere davanti a 120 detenuti, e abbiamo vissuto un’emozione incredibile, perché ogni volto raccontava una sua storia. Raccontiamo anche il crollo del ponte Morandi, che per noi rappresenterà sempre uno shock, ma anche un momento di incredulità a cui è seguito un desiderio di reazione e resistenza. La Genova che vogliamo raccontare non è solo quella dei vicoli di De André, è una città che è consapevole della tradizione ma che la prende per guardare oltre, senza conservarla immutabile.

Il vostro prossimo tour (“Cosa fai questa notte? Tour 2019”) si divide tra club e teatri: proporrete due live diversi?

Il live sarà uno solo: stiamo preparando uno spettacolo che speriamo vada un po’ oltre quello che è il solito concerto, che possa far calare lo spettatore nel mondo Ex-Otago. Partiremo a fine marzo da Torino, per il momento con otto date. Non vediamo veramente l’ora di tornare sul palco, perché la dimensione live è quella che ci è più vicina: vedere il pubblico che canta, balla e si diverte assieme a noi è ciò che ci rende veramente felici.

… e al termine del concerto un bicchierino di Corochinato per tutti?

Sì, per forza! Alla salute di tutti i nostri fan.

Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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