Epicoco: “Mai smettere di credere in noi stessi”

Intervista al giovane artista pugliese, al suo esordio discografico con il singolo “Ricordami chi sono”, prodotto da Giulio Nenna e Andrea DB Debernardi

Patrizio Santo
Spazio Emergenti: Epicoco si racconta ai lettori di Musica361, approfondiamo la sua conoscenza

Rialzarsi dopo un momento difficile e ricominciare con una nuova consapevolezza, questo è il messaggio di speranza contenuto all’interno di Ricordami chi sono, singolo d’esordio di Davide Epicoco, giovane ed interessante artista di cui sentiremo sempre più parlare. Dopo aver collaborato alla scrittura di due autentiche hit radiofoniche degli ultimi mesi, “Bella e rovinata” di Irama e “Universale” di Benji e Fede, per il cantautore di Ceglie Messapica è arrivato il momento di mettere in mostra le proprie doti canore e interpretative, grazie ad un pezzo sentito ed autobiografico prodotto da Giulio Nenna e Andrea DB Debernardi.

Come e quando ti sei avvicinato alla musica?
Prestissimo, alle età di tre anni e mezzo sono andato subito a scuola di pianoforte, il ricordo che ho di queste prime esperienze è che non sapeva leggere e accostavo i colori alle note (sorride, ndr). Poi ho continuato e tutt’oggi frequento il Conservatorio.

C’è un incontro che reputi fondamentale per il tuo percorso artistico?
Sicuramente l’incontro con Irama, l’ho conosciuto per caso in Salento mentre stava lavorando al suo ultimo disco, ci siamo subito confrontati e rispettati a vicenda, al punto da diventare anche amici. Dopo aver collaborato alla scrittura del singolo “Bella e rovinata”, mi ha dato la possibilità di aprire i suoi concerti, una grande responsabilità e un’occasione che non capita tutti i giorni.

Quanto conta per te la dimensione live?
È fondamentale, oltre che essere una grandissima esperienza, anche se alla prima data del tour era un po’ in ansia, avevo paura di deludere. Sai, le aperture dei concerti sono sempre un’arma a doppio taglio, perchè la gente va lì per ascoltare il proprio idolo, devi dare il massimo per riuscire ad attirare la loro attenzione. Ce l’ho messa davvero tutta e, fortunatamente, sta andando tutto molto bene.

Cosa hai voluto raccontare tra le righe del testo di “Ricordami chi sono?
Che quando meno te l’aspetti può capitare di ritrovarti in una situazione difficile, il mondo ti crolla improvvisamente addosso e non sai più a chi chiedere aiuto, in quei momenti è fondamentale ritrovare fiducia in se stessi e un po’ di sana consapevolezza.

C’è un verso che ti rappresenta maggiormente o a cui sei più legato?
In realtà ce ne sono diversi, forse nel ritornello la frase emblematica è “Ricordami chi sono puoi farlo solo tu”, cioè ti sto chiedendo palesemente un aiuto. L’altra faccia della medaglia, invece, è quando cito la canzone di Nilla Pizzi: “Grazie dei fiori ma io non ci sono più”, che rappresenta una sorta di contrasto tra sensazioni e stati d’animo diversi.

Con quale spirito ti affacci al mercato?
Stimo un sacco di artisti, sia emergenti che big della nostra musica, trovo che ci siano diverse cose interessanti in giro ultimamente, sono felice di affacciarmi al mercato proprio in questo momento storico in continuo fermento. Vivo questo esordio in maniera molto tranquilla, sono felice della risposta che sto ricevendo da chi ha ascoltato il mio pezzo, ma già non vedo l’ora di scrivere nuovi brani e, perché no, realizzare il sogno di incidere il mio disco.

Epicoco
Davide Epicoco, in arte Epicoco, al suo esordio discografico con “Ricordami chi sono”, prodotto da Giulio Nenna e Andrea DB Debernardi

Buoni propositi per il 2019?
Studio al nono anno del Conservatorio, mi manca l’ultimo esame e spero di diplomarmi il prossimo ottobre, perché credo sia fondamentale per un giovane cantautore maturare anche l’aspetto da musicista. Non sono molto a favore dell’improvvisazione, il consiglio che mi sento di dare ai miei coetanei è proprio questo, non lasciarsi abbindolare dall’idea che chiunque possa farcela, la preparazione è fondamentale.

In che direzione andrà la tua musica?
Scrivo canzoni perché avverto il bisogno di parlare delle cose che quotidianamente mi succedono, perciò la mia direzione sarà sempre questa: la verità. Solo in questo modo credo che le persone possano ritrovarsi, immedesimarsi e, magari, anche emozionarsi in un determinato pezzo. A livello musicale cercherò sempre di rinnovarmi, mentre dal punto di vista testuale la strada da seguire sarà sempre quella della spontaneità e dell’istinto.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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