Dicono di Sanremo: Zelda Was a Writer, Festival e libri. Ci avete mai pensato?

Tutti parlano di Sanremo. C’è anche chi fa analizzare i testi delle canzoni per trarne indicazioni. Noi? Noi chiediamo a una giornalista che ha fondato un book club cosa può esserci di “letterario” al Festival: lei è Zelda Was a Writer.

Dicono di Sanremo: Zelda Was a Writer
Zelda Was a Writer

Zelda Was a Writer – al secolo Camilla Ronzullo – è una giornalista appassionata di libri e letteratura, che ha iniziato la sua carriera nelle radio.

La passione per la scrittura l’ha portata a creare Zelda Was a Writer, un blog sui libri e sulla lettura che negli anni è diventato un punto di riferimento per molti lettori: il suo book club, il BookEaterClub in Galleria Rizzoli a Milano, aggrega molti appassionati delle belle parole. Zelda-Camila è anche autrice del romanzo “Farfalle in un lazzaretto”, ha un gatto che sui social è ormai molto più “influencer” di lei: si chiama Blu Piovasco di Rondò.

Con lei abbiamo scambiato due chiacchiere sul Festival di Sanremo in partenza.

Zelda Was a Writer dice di Sanremo 2018

Quanti Festival hai visto o seguito? E in generale che legame hai con Sanremo?

Ho con Sanremo un legame discontinuo ma di grande familiarità – come quello che hai con un parente vicino che ha un certo punto della tua vita ripudi ma che avrà sempre una collocazione certa nel tuo spazio vitale. Il primo Festival che ricordo è quello in cui vinse Eros Ramazzotti con “Adesso tu”. Era la metà degli anni ‘80 e io pendevo letteralmente dalle labbra di una mia cugina adolescente. Camminavamo nella sua zona mano nella mano: lei guardava i ragazzi e canticchiava quella canzone di continuo, io avevo occhi solo per lei e la emulavo senza vergogna. Fu grazie a lei che conobbi anche i Duran Duran e gli Wham. Ricordo ancora i quadretti a specchio di queste due band appesi nella sua cambretta. Ma questa è un’altra storia…

Sei una persona da gruppo d’ascolto? 

Adoro i gruppi d’ascolto! Mi piacciono talmente tanto che parteciperei anche a gruppi improbabili, in cui la mia competenza fosse ridotta ai minimi sindacali. In passato ne organizzai uno a casa mia ma, sulla scorta dell’entusiasmo, invitai troppa gente per la capienza effettiva del salotto… Fu scomodo ma divertente. Quest’anno non ho impegni e mi dichiaro disponibile a inviti dell’ultimo minuto!

Cosa speri che ti lascino le canzoni in gara a Sanremo 2018?

Spero che ci lascino un melodia “madeleine”: un motivo anche semplice ma che, ascoltato tra qualche anno, sia in grado di regalare il sentimento di questo presente – i suoi tentativi, le gioie più sfumate e sì, anche qualche malinconia.

Sanremo e i libri, ci avete mai pensato?

Un gioco più che una domanda: da appassionata di libri ed esperta di scrittura, hai mai pensato a quale libro potrebbe essere abbinato al Festival di Sanremo perché molto musicale? Tolti i libri di genere musicale, se no sarebbe troppo facile!

Ci sono un sacco di libri italiani in cui potrebbe tranquillamente comparire una canzone del Festival o che potrebbero essere abbinati alla manifestazione. Più che alla loro musicalità formale, penso alle storie di cui sono portatori. Sanremo è sempre stato lo specchio di una realtà patria semplice e ludica ma anche teatro di momenti duri (pensa, per esempio, alla morte di Tenco), fornendo qualche buono spunto per riflettere. Il Festival ha iniziato la sua storia nel 1951, quattro anni prima nasceva il Premio Strega… Sarebbe bello provare ad abbinare i reciproci vincitori per capire se presentano una qualche affinità! Si dice che si scriva sempre la stessa storia e che, nelle differenze, questa accomuni noi tutti, donne e uomini piccoli e fragili, abitati da passioni enormi e fagocitanti, pure parecchio musicali. Le canzoni raccontano.

Proviamo davvero a giocare con qualche titolo?

Non escludo che qualcuno dei brani passati per il Festival abbia tenuto compagnia alla Mara de “La ragazza di Bube” o sia arrivato con i turisti che approdavano nella Procida de “L’Isola di Arturo”. Qualche melodia potrebbe avere accolto il Luciano de “La vita agra” nella grigia Milano del miracolo economico o accompagnato l’ossessione di Antonio per Laide in “Un amore”. Tutto è possibile quando c’è di mezzo una storia!

Per chi fai il tifo quest’anno? A scatola chiusa, prima ancora di aver sentito le canzoni in gara.

Per ora sulla fiducia, poi si vedrà, tifo per due gruppi: i Decibel (qualche mese fa una mia cara amica mi ha regalato un biglietto per assistere al loro concerto milanese: è stata un’esperienza incredibilmente energica e galvanizzante) ed Elio e le Storie Tese: ricordo ancora la sorpresa di quando, alle medie, mi ritrovai ad ascoltare la cassetta di un loro concerto che girava di mano in mano per la scuola. Allora – come oggi – pensai fossero dei fottuti geni.

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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