Tom Walker, intervista al cantante di “Leave a light on”

Sicuramente avete sentito in radio “Leave a light on”, o lo avete cercato su Shazam. Ecco chi è Tom Walker, che tornerà in Italia per un concerto il 19 aprile.

Tom Walker, intervista al cantante di Leave a light on
Tom Walker.

Tom Walker pubblicherà il suo album nel 2018. Cantautore di Manchester (nato a Glasgow), è stato inserito nella lista della BBC “Sound of 2018”. “Leave a light on” è il suo brano al momento in radio, molto cercato su Shazam (secondo nella classifica di Shazam Italia).

Se cerchiamo “Leave a light on” significa che ci piace ma che non ce ne ricordiamo il titolo…
Può essere! Forse è un titolo un po’ lungo, sarebbe utile per una compagnia di fornitura elettrica (ride, nda).

Prima di questo successo hai pubblicato il singolo “Heartland”, che ha raccolto 70 milioni di stream. Prima ancora eri arrivato in radio con “Fly away with me” e “Blessings”. Non è stato facile però avviare la tua carriera.
No, ho fatto mille lavori. Quello in cui me la cavavo di più è stato il cuoco.

Il tuo piatto forte?
Fish & chips, ma fatto da zero interamente da me.

In attesa di assaggiarlo, possiamo scommettere sulla qualità della tua musica (il 19 aprile Tom suonerà alla Santeria Social Club di Milano, nda): cosa pensi quando il tuo nome viene accostato a quello di Ed Sheeran?
Che è pazzesco, lui è il numero uno al mondo e rappresenta anche una delle mie influenze musicali. Ha collaborato con molti artisti, è in cima alle classifiche: sono indubbiamente un suo grande fan.

Trovi delle similitudine tra il tuo e il suo modo di scrivere canzoni?
Forse qualcosa nello stile di scrittura, con le dovute differenze. Sono molto onorato del paragone.

Tom Walker, intervista al cantante di Leave a light on Visto che hai parlato di influenze, le altre da quali artisti o generi ti arrivano?
Sono fan degli AC/DC, li ho visti a Parigi con mio papà da bambino. Mi piacciono molto Paolo Nutini, i Muse, i Police e Sting, i Foo Fighters

Però il tuo disco preferito è “Thriller” di Michael Jackson.
Ho ascoltato da piccolo il vinile di papà ed è stato il primo album di cui abbia mai pensato in maniera cosciente “wow, è pazzesco!”.

Stai lavorando al tuo disco: quale tipo di sound ascolteremo?
Non mi piace essere legato a un solo genere, apprezzo il pop, il reggae, il blues, l’hip hop. Voglio inserire influenze diverse nel disco, ci sarà un po’ di tutto.

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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