Valentina Parisse: “Andare avanti non serve a niente restando immobili”

A tu per tu con la giovane cantautrice romana in radio con “Tutto cambia”, brano che sviscera il nostro mutamento interiore e quello della società che ci circonda

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Spazio Emergenti: Valentina Parisse si racconta ai lettori di Musica361

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Questo è il tema alla base di Tutto cambia, il singolo che segna il ritorno di Valentina Parisse, a sette anni di distanza dal suo esordio in lingua inglese con “Vagabond”. Dopo diverse esperienze internazionali, la ritroviamo perfettamente a suo agio in questo singolo, preludio di un nuovo interessante progetto discografico.

Ciao Valentina, partiamo da “Tutto cambia”: com’è nato e cosa rappresenta per te questo brano?
Rappresenta un punto di arrivo e un punto di inizio allo stesso tempo. È nato dall’esigenza di scrivere qualcosa che mi rappresentasse al massimo. Soprattutto, è per me una canzone che mette in rapporto il singolo rispetto alla collettività in un questo periodo storico in cui tutto sembra una sfida continua con se stessi e gli altri. 

Un pezzo composto a quattro mani con Luca Bizzi. C’è una veste precisa che avete voluto dare al brano a livello testuale?
Questo testo che ho scritto con la collaborazione di Luca desidera fotografare con occhi lucidi quel momento di cambiamento che tutti prima o poi incontrano nella propria strada. La paura, lo smarrimento ma anche quell’opportunità di crescere che può rappresentare. Mi piace un linguaggio diretto, che faccia viaggiare di pari passo musica e parole.

Dal punto di vista del sound, invece, ti sei trovata a tuo agio in questa veste sonora?Assolutamente si! Mi sento in continua evoluzione col suono delle mie canzoni, ed in questa strumenti organici ed elettronici si mescolano in armonia tra loro. Il sound per me è fondamentale. Sono molto grata a Francesco Catitti aka Katoo, il producer di questo brano, per aver concretizzato le idee che avevo nella mente. 

Cosa avete voluto esprimere attraverso le immagini del video diretto da Andrea Giacomini?Questo clip è stata un’avventura totale! Ho conosciuto Von Jako a Los Angeles mentre scrivevo proprio “Tutto Cambia” ed altri brani, e quando abbiamo deciso di girare insieme, abbiamo messo la canzone nella macchina e siamo partiti con destinazione Deserto del Mojave. Tutti i simboli e gli elementi del clip come il libro che mi lascio alle spalle, il deserto stesso, la macchina che si ferma nel nulla e gli altri che trovate sono quello che abbiamo incontrato viaggiando, e che per noi hanno una forza evocativa e una diretta connessione col testo che canto. 

Quando e come ti sei avvicinata al mondo della musica?
Presto, prestissimo. A 14 anni ero già in studio a registrare le mie prime canzoni. Un provino che senza dubbio ha cambiato la mia strada. 

Quali ascolti hanno ispirato e accompagnato la tua crescita?
Tantissimi, ascolto in continuazione. Molti sono gli Artisti del passato che mi affascinano pur non appartenendo alla mia generazione: tra tutti Joni Mitchell e Stevie Nicks. 

Come valuti l’attuale panorama discografico e con quale spirito ti affacci al mercato?
Credo siamo in un momento di grande cambiamento, “Tutto Cambia” (ride, ndr), e le difficoltà sono innegabili. Io mi affaccio con tutta la passione possibile che metto in quello che scrivo e canto, mettendoci la massima cura e impegno. Questo è lo spirito.

Rispetto al tuo esordio discografico del 2011 con l’album “Vagabond”, composto interamente in inglese, come hai vissuto l’approccio alla scrittura in italiano?
In modo naturale e senza forzature: le canzoni nascono in modo spontaneo e, anzi, quando si cerca per forza un suono o una parola è il momento che non arrivano. 

Valentina Parisse:
Valentina Parisse

Nonostante la tua giovanissima età hai già scritto e collaborato con artisti del calibro di Renato Zero e Michele Zarrillo, cosa hanno rappresentato per te questi due prestigiosi incontri?
Mi hanno insegnato molto, moltissimo. A livello umano e professionale. E poi l’enorme soddisfazione di sentire le proprie canzoni interpretate da Artisti così grandi, è una emozione che non ha confine.

Quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere e i sogni nel cassetto?
Ci sono in cantiere una serie di date ed eventi dove non vedo l’ora di partecipare e condividere le mie canzoni, innanzitutto. Sogni, tantissimi. Del resto “andare avanti non serve a niente restando immobili”, e aggiungo in questa occasione, che i sogni sono la benzina per andare avanti!

C’è un messaggio che vorresti trasmettere al pubblico, oggi, attraverso la tua musica?
Non mi sono mai sentita in diritto di mandare messaggi nelle mie canzoni. Mi è sempre sembrato come sedersi ad una cattedra, e davvero non sarei io. Posso dirti che spero che chi mi ascolta possa ritrovare un pezzo di se stesso, e per un momento, riconoscersi.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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