I Segreti: “Per fare musica è necessario mettersi in discussione”

A tu per tu con il gruppo parmense, reduce dal lancio del primo disco “Qualunque cosa sia”, disponibile in fisico e digitale a partire dal 12 ottobre

I Segreti:
Spazio Emergenti: I Segreti si raccontano ai lettori di Musica361, approfondiamo la loro conoscenza

Si intitola Qualunque cosa sia il disco che segna il debutto discografico de I Segreti, band di Parma composta da Angelo Zanoletti (voce, tastiera e synth), Emanuele Santona (basso) e Filippo Arganini (batteria). Tra gli otto inediti, spiccano i primi tre singoli estratti: “L’estate sopra di noi”, “Vorrei solo” e “Torno a casa”, brani che hanno totalizzato oltre 550.000 ascolti su Spotify. 

Ciao ragazzi, partiamo dal vostro album d’esordio, un punto di partenza?
“Qualunque cosa sia” è il nostro primo disco, quindi è anche un punto di partenza, nato a cavallo tra il 2017 e il 2018, a metà tra la nostra sala prove nelle campagne parmensi e lo studio di registrazione a Milano. Inizialmente pensavamo di fare semplicemente un EP, ma avevamo già scritto qualche altro pezzo e, insieme al nostro produttore, abbiamo deciso di realizzare un vero e proprio album.

Quali sono le tematiche predominati e che tipo di sonorità avete scelto per raccontarle?
I pezzi parlano di emozioni, di sentimenti, in generale sono molto introspettivi. A tal proposito abbiamo deciso di chiamarci “I Segreti”, per dare uno sfondo a queste canzoni. Abbiamo dato maggior risalto a synth e tastiere, è un disco molto suonato, dalle sonorità a metà tra moderno e vintage. Cerchiamo sempre di equilibrare il sound fresco delle canzoni con dei testi intensi.

Come vi siete trovati a collaborare con il produttore Simone Sproccati?
Ci siamo trovati molto bene, è stato stimolante, una sfida a rendere le nostre canzoni in parte diverse da quelle che erano. Ci siamo dovuti mettere in discussione, abbiamo lavorato tanto insieme e lui ci ha aiutato a dare una forma al disco.

Da questo progetto sono stati estratti i singoli “L’estate sopra di noi”, “Vorrei solo” e “Torno a casa”. Quale brano, a vostro parere, esprime al meglio il vostro stile?
“Vorrei solo”.

Con quale spirito vi affacciate al mercato discografico e come valutate il livello generale dell’attuale settore musicale?
Siamo arrivati in punta di piedi, senza pretese ma con grande voglia di crescere e ritagliarci uno spazio sul mercato, nella speranza di portare il nostro messaggio a quante più persone possibili. È difficile valutare qualsiasi cosa, in quanto è tutto sempre in continua evoluzione.

Come vi siete conosciuti e quando vi è venuta in mente l’idea di creare una band?
Come quasi tutti i gruppi ci siamo conosciuti alle superiori. Volevamo semplicemente riempire i tempi vuoti con la nostra principale passione.

Quali album hanno ispirato e accompagnato il vostro percorso?
“Fuoricampo” – Thegiornalisti
“Marassi” – Ex-Otago
“Francesco De Gregori” – Francesco De Gregori
“Io tu noi tutti” – Lucio Battisti

I Segreti: 1
© foto di Iacopo Barattieri

Quanto conta per voi la dimensione live? Ci sono degli appuntamenti prossimamente in calendario?
Angelo: io prediligo la parte della stesura di testi e musica
Emanuele e Filippo: noi ci divertiamo in sala prove ma amiamo di più la parte live.

Tanti appuntamenti a partire dal 26 ottobre da Parma, al momento sono circa 20 date in giro per l’Italia (in aggiornamento), abbiamo voglia di incontrare gente ed esprimerci tramite la nostra musica.

Prendendo spunto dal nome della vostra band, qual è il segreto più importante che avete scoperto facendo musica?
Quando fai un disco devi saperti mettere in discussione, essere aperto agli input esterni rimanendo radicati alla propria essenza.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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