Santi: “La formula live è quella che preferisco”

Quattro chiacchiere con Santi, per approfondire la sua ispirata visione di vita e di musica

Santi
Santi si racconta ai lettori di Musica361, in occasione dell’uscita dell’Ep “Estranei”

Si intitola Estranei il progetto che segna il debutto discografico di Filippo Santi, in arte Santi, cantautore bolognese classe 2002. Un Ep che racconta tutte le emozioni del percorso e delle evoluzioni che lo hanno portato fin qui. Un racconto cominciato con i singoli “Prendila come vuoi”“Fuori da qui”“92B”, fino all’ultimo estratto “Notte fantastica”.

Quali riflessioni e quali emozioni hanno dato vita ad “Estranei”?

“Estranei” è il risultato di un percorso artistico che ho fatto in questi due anni, ogni canzone l’ho scritta in un momento dove avevo bisogno di buttare fuori delle sensazioni e delle emozioni che provavo in quel momento, ogni canzone, infatti, ha un significato ben preciso per me. “Estranei” è un insieme di emozioni, rabbia, gioia, fallimento, vittoria e tante altre che potrei elencare in una lunga lista, perchè sono tutte emozioni che hanno formato la mia persona in questi due anni, che io ho cercato di racchiudere in questo progetto artistico.

Dal punto di vista sonoro, che tipo di sonorità hai scelto di abbracciare?

Ho scelto di sperimentare diverse sonorità ma con uno stile ben preciso. Per questo EP, con i miei collaboratori abbiamo deciso di sperimentare nuovi suoni, infatti all’interno di “Estranei” ci sono tante sfumature sonore diverse, che partono da Notte Fantastica che ha un ritmo pop con sfumature punk e arrivano a Bravi Ragazzi che è l’unica ballad dell’EP, registrata one take in presa diretta chitarra e voce.

Quali caratteristiche ti rendono orgoglioso del risultato finale di questo Ep?

Sono molto orgoglioso di questo mio primo Ep perchè quando riascolto i brani sento tutto il lavoro e la crescita che ci è stata in questo periodo, ci sono state collaborazioni che mi hanno insegnato un sacco di cose e mesi chiuso in studio che mi hanno consentito di farmi la pelle dura, esperienza e tanto lavoro. I brani di “Estranei” mi trasmettono questo, sento che è solo l’inizio di un percorso che sono sicuro duri tanto, non ho fretta di arrivare, ma ho tanta voglia di lavorare e di fare sempre più musica.

Quando e come ti sei avvicinato alla musica?

Il mio avvicinamento alla musica è avvenuto molto presto, all’età di 7 anni andavo già a lezioni di basso, per poi continuare a suonare prima chitarra poi pianoforte, sassofono e infine la voce. Il mio primo ricordo legato alla musica è mio padre che mi cantava una canzone dei The Pogues (gruppo irlandese) per farmi addormentare. La mia famiglia mi ha trasmesso questa passione, fin da piccolo mi hanno fatto ascoltare tantissima musica ed io sono sempre stato convinto che questa fosse stata la mia strada. Sto dedicando la mia intera vita alla musica, senza piani B.

Quali ascolti hanno accompagnato e influenzato la tua crescita?

Ho sempre ascoltato tantissima musica e la mia vita da ascoltatore musicale si è sempre suddivisa in periodi, ho avuto il periodo pop punk, il periodo hard rock ecc… ma ho sempre ascoltato di tutto senza mai pormi limiti. Ho anche io dei gruppi di riferimento che mi hanno sempre accompagnato e che non mi stancano mai come i Green Day e gli Arctic Monkeys. 

A chi si rivolge, oggi, la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

La mia musica devo dire che ha un target abbastanza misto, ai miei concerti l’età si aggira dai 15/16 anni in su fino ad arrivare ai 50. Sicuramente l’obiettivo è quello di arrivare a più persone possibili con le canzoni, sopratutto in formula live, perchè come ho sempre detto, la formula live è quella che preferisco, in quel contesto vedi veramente le persone che ci tengono e che ti sostengono.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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