Sanremo 2018: Ermal Meta e Fabrizio Moro

Ermal Meta e Fabrizio Moro, archiviato il rischio di esclusione dal Festival di Sanremo, si avviano alla finale in arrivo tra poche ore. E lo fanno da favoriti.

Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno raccontato il loro brano, “Non mi avete fatto niente”, un inno alla vita anche quando viene travolta da fatti drammatici come gli attacchi terroristici a cui il testo fa riferimento. Al momento, sono indicati tra i favoriti alla vittoria finale del Festival di Sanremo.

Com’è nata la canzone?

Fabrizio Moro: Come abbiamo fatto? In questo modo: la frase finale, non ci avete fatto niente, mi ha riportato indietro nel tempo, a una cosa che già esisteva. La canzone, di cui ben sapete (quella che ha scatenato il caso con rischio di esclusione, poi superato, nda), si chiudeva con “non mi avete fatto neinte”, ma parlava di altro. Io, Ermal e Andrea (Febo, nda) ci siamo chiusi in studio e abbiamo scritto questo nuovo brano.

Meta: Tutto il processo di brainstorming sarà durato al massimo mezzora, in un rimbalzare di pensieri. Ogni cosa che ti accade ti dà qualcosa e, al tempo stesso, ti toglie qualcosa. Noi cantiamo non mi avete fatto niente ma in realtà qualcuno ha sofferto e una parte di quella sofferenza se la porterà con se per sempre. Però ogni volta che qualcosa entra di te qualcos’altro esce. Così fa la musica: le canzoni nascono perché non riesci a tenere dentro tutto.

Moro: Tutto questo è avvenuto senza nessuna difficoltà. In studio poi abbiamo registrato con un’istintività che non mi aspettavo.

Come si fa a far arrivare un messaggio importante come quello della vostra canzone?

FM: Noi non volevamo sottolineare un messaggio importante con un testo pesante, e già così il testo è denso. Una musica un po’ più “leggera” tra virgolette ha reso più fruibile il messaggio.

Come si può combattere la paura?

EM: La paura la proviamo tutti, per diversi motivi. È la paura della paura che ci frega molto spesso. Lo scorrere del tempo tende a edulcorare anche ciò che sembrava immenso, e quando questo qualcosa te lo metti alle spalle comincia ad affievolirsi. Con la nostra canzone vogliamo dire di affidarci di più al presente pensando al futuro. Il mondo si rialza col sorrido di un bambino: è questo.

FM: La musica può aiutare a trasformare l’odio in amore. Questo significa “non mi avete fatto niente”.

Andreste all’Eurovision?

FM: Ma noi andremmo ovunque a divulgare questo messaggio.

EM: E in italiano, non in inglese. Al massimo farei una traduzione in albanese. Iniziamo a esportare, invece di importare musica.

E dopo Sanremo?

FM: Il mio album “Parole rumori e anni” è una raccolta dei brani più rappresentativi del mio percorso, riarrangiati e rimasterizzati. Il tour è la parte più bella per noi: il 16 giugno a Roma, all’Olimpico tornerò a cantare dal vivo, e ho invitato Ermal con me sul palco.

EM: “Non abbiamo armi”  è il mio nuovo disco di inediti. L’appuntamento live è fissato per il 28 aprile al Forum di Milano, e ci sarà anche Fabrizio. Non vedo l’ora.

Ermal Meta e Fabrizio Moro, una coppia artistica con altri progetti in cantiere?

EM: Le nostre strade si incroceranno ancora perché abbiamo voglia di scrivere insieme.

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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