Samuel Storm, intervista al giovane talento di X Factor

A tu per tu con il quarto classificato del popolare talent show targato Sky, che ci racconta la sua personale avventura vissuta sotto l’occhio vigile del suo giudice Fedez.

Samuel Storm, intervista al giovane talento di X Factor
Samuel Storm, quarto classificato a X Factor 2017.

Un bagaglio di talento e un passato di cui non ama parlare, questo è molto altro ancora è Samuel Storm, diciannovenne emerso nel corso dell’undicesima edizione italiana di X Factor, conclusasi giovedì scorso con la finalissima al Forum di Assago e la vittoria di Lorenzo Licitra. Dalla Nigeria all’Italia il viaggio di Samuel non è stato semplice ma, col senno di poi, ne è valsa la pena, visto il successo che sta riscuotendo nel nostro Paese grazie alla sua incredibile voce. Fiero del suo percorso e dell’inedito “The story”, abbiamo incontrato il giovanissimo artista, che ha finalmente coronato il sogno di cantare.

Ciao Samuel, benvenuto su Musica361. Com’è stato questo tuo X Factor?
Sono contento di tutto quello che ho fatto, dall’inizio alla fine. È stata un’esperienza incredibile, pazzesca. Sono cresciuto tanto, ho imparato un sacco da chiunque, dai miei colleghi concorrenti a Fedez, passando per gli altri giudici, al mio producer Fausto Cogliati. Non potevo chiedere niente di più grande, cantare al Forum davanti a così tante persone, accanto ad un artista internazionale che stimo moltissimo come James Arthur, insieme a tre amici come Lorenzo, Enrico e i Maneskin, non potevo desiderare di meglio. 

Prima di salire sul palco hai affermato di sentirti un vincitore, così come gli altri tre concorrenti. Qual è stata la tua vittoria più grande?
Esattamente, abbiamo vinto tutti e quattro, è quello che succederà dopo X Factor che conta. La mia vittoria più grande è stata lanciare il mio inedito, sapere che una mia canzone oggi è disponibile su Spotify, YouTube e in tutte le radio, è la cosa più bella per me.

Come descriveresti il tuo rapporto con Fedez?
All’inizio non ci eravamo molto capiti, siamo entrambi molto timidi e personalmente non riesco ad esprimermi ancora bene con l’italiano. Ci sono state delle incomprensioni, ma le abbiamo superate senza problemi dalla terza puntata in poi, grazie a il mio produttore che ha in qualche modo bilanciato i nostri caratteri, aiutandomi ad esprimere quello che volevo dire veramente.

Hai mai temuto che la tua storia potesse, in qualche modo, distrarre il pubblico dall’attenzione sul tuo talento?
Forse all’inizio, dopo le audizioni, ma dai live in poi la mia storia era già archiviata, mi sono concentrato solo sul mio percorso e sulla finale, il mio obiettivo primario era quello di iniziare e finire questa avventura.

Come vedi il tuo futuro da questo momento in poi?
Mhmm, sarà un qualcosa di pazzesco, me lo sento, anche se non accadrà subito e ci vorrà del tempo sono certo che per me ci saranno grandi cose, intanto porto pazienza. 

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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