Praino: “La musica che faccio è una conseguenza di quello che vivo”

Intervista al giovane Praino, alla scoperta della sua ispirata visione di vita e di musica

Praino
Praino si racconta ai lettori di Musica361 © foto di Marianna Fornaro

Tempo di nuova musica per Francesco Praino, cantautore di origini calabresi attualmente radicato a Bologna, in uscita con il suo EP d’esordio intitolato “Mostri, civette”, disponibile per Mamma Dischi a partire dallo scorso 3 novembre.

Cosa hai voluto includere in questo biglietto personale biglietto da visita discografico?

Quello che sono e che penso, come vivo la mia vita e cosa vedono i miei occhi. La musica che faccio è una naturale conseguenza di quello che vivo.

Quali riflessioni e quali stati d’animo ti hanno accompagnato durante il processo di scrittura di queste cinque tracce?

Sicuramente è stato un percorso non facile, ma l’ho scelto io per indagarmi, cercare di capire cosa mi spingesse a pensare determinate cose. Sono felice di essere tornato in superficie con delle risposte, credo che tutti dovremmo dedicarci del tempo.

Credi nel potere terapeutico delle canzoni?

Assolutamente sì, ne sono un esempio. Da piccolo la musica mi ha dato un linguaggio per esprimere sentimenti e stati d’animo, le canzoni parlano e pensano per noi molte volte.

Quando e come ti sei avvicinato alla musica?

Da bambino, mio padre cantava e amava Mina, e io da lì sono partito. La batteria mi ha portato lontano, ma l’arte ha sempre vissuto in famiglia: mio zio è un pittore, mia madre danzava… Devo ringraziare tutti loro per gli insegnamenti che mi hanno dato, per avermi insegnato ad alimentare il fuoco dell’arte anche se comportava fare sacrifici enormi.

Quali elementi e quali caratteristiche ti rendono orgoglioso di questo EP?

Tante cose, su tutte il fatto che questo EP è nato da un’esigenza di affrontarmi, capirmi. Sono orgoglioso che suoni esattamente com’è, non paragonabile a nient’altro che c’è in giro, perché sono io ed è giusto così, è vero e mi somiglia.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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