Peter White: “Millisecondi? Una raccolta di vita quotidiana”

Intervista al cantautore romano Peter White, fuori con il suo nuovo album intitolato “Millesecondi”

Peter White
Peter White si racconta ai lettori di Musica361, in occasione dell’uscita dell’album “Millesecondi”

E’ disponibile dallo scorso 21 gennaio “Millesecondi” (Epic/Sony Music Italy), il nuovo progetto discografico del giovane e talentuoso cantautore romano Peter White. In scaletta dodici tracce, di cui sette brani inediti, oltre ai singoli già estratti come anticipazione dell’album, vale a dire: RosèGibson rotteNotti AmarcordGalleria Lungotevere” Sabato sera”.

Ciao Pietro, bentrovato. Partiamo da “Millesecondi”, come si è sviluppato il processo creativo di questo progetto?

È complesso parlare in maniera razionale della nascita di un disco, ma alcuni elementi da considerare per ripercorrere lo sviluppo di questo progetto sono sicuramente le esperienze, le emozioni, i sentimenti di questi ultimi anni più una buona dose di casualità. “Millisecondi” è una raccolta di vita quotidiana.

Quali riflessioni e quali stati d’animo ti hanno accompagnato durante la fase di scrittura di queste dodici tracce?

Sicuramente il periodo storico che stiamo vivendo ha influenzato in qualche modo il disco. Ogni brano ha il suo carattere e la sua emotività, pur conservando il fil rouge che lega tutto il disco. “Inizio Febbraio” è una canzone d’amore introversa, “Via Labicana” una traccia quasi da club per sonorità. Questi sono i due estremi, ma all’interno di “Millesecondi” ci sono molteplici sfumature.

A livello musicale, che tipo di sonorità avete voluto abbracciare?

Il disco è stato lavorato interamente da me, Gabriele Fossataro (Niagara) e Paolo Mari (Polare). Abbiamo gusti e stili musicali completamente diversi: le mie passioni sono il cantautorato e l’RnB, Gabriele viene dal mondo EDM, Paolo dall’hardcore. Tale commistione di generi ha portato il disco a presentarsi come una miscela di sonorità, un punto di incontro tra questi diversi mondi musicali. Uno dei miei obiettivi per il secondo album era di renderlo più acustico rispetto a “Primo Appuntamento”. Credo di esserci riuscito grazie al coinvolgimento di ottimi musicisti: Daniel Ventura (Sax), Daniel Mastrovito (Pianoforte), Giacomo Giorgi e Giovanni Cilio (Batterie).

Qual è l’aspetto che più ti colpisce e affascina nella fase di composizione di una canzone?

La scintilla che può accendere il tutto da un momento all’altro: magari anche in un’impasse compositiva basta un’intuizione per infiammare di nuovo la creatività. La musica è imprevedibile come un giro sull’altalena: devi saper reggere alla vista del cielo come della terra.

Coltivi altre passioni o interessi oltre la musica? 

Disegno e leggo molto (ho la passione per i libri noir e gialli). Sto provando anche a scrivere qualcosa al di fuori della musica, forse in futuro ne parlerò di più…

Nel tuo lavoro ti reputi più un professionista o un creativo?

Dipende dalla situazione: in questo mestiere bisogna essere pronti a cambiare veste. Di certo la parte creativa è di grande soddisfazione, ma bisogna imparare anche a mediare rispetto all’aspetto più strettamente professionale di questo mestiere.

Quali elementi e quali caratteristiche ti rendono orgoglioso di “Millisecondi”?

Grazie all’aiuto che ho ricevuto dal mio team posso rispondere senza dubbio: ogni suo elemento e ogni caratteristica mi rende fiero del lavoro fatto e riconoscente verso tutti coloro che vi hanno partecipato. Per me è stato emozionante creare questo disco, spero lo sarà anche per voi ascoltarlo.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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