“Musica leggerissima”: quando Sanremo sforna il tormentone

Sanremo 2021, la quarta serata. Gaudiano vince tra i Giovani 1
“Musica leggerissima”, Colapesce, Dimartino alla prima serata del 71 Festival di Sanremo. Sanremo (Italia), 2 marzo 2021. (Foto ©Marco Piraccini /Mondadori Portfolio)

Continua il successo di Sanremo 2021: la hit di Colapesce e Di Martino in vetta alle classifiche

Musica leggerissima: ne sentivamo il bisogno, e ora che l’abbiamo trovata non ne possiamo più fare a meno.
Presto per definirli “vincitori morali”. Di sicuro, però, Colapesce e Di Martino sono ufficialmente i nuovi fenomeni della musica italiana. Tutto questo grazie alla loro canzone che ha conquistato il pubblico di Sanremo e che ora spopola anche nella hit parade. Musica leggerissima è infatti il brano più venduto dell’ultima settimana secondo le classifiche Fimi. Fu la seconda canzone a esibirsi la prima sera, e fu chiara immediatamente a tutti la sua straordinaria forza.
Il ritornello ormai lo conosciamo tutti e, per chi se lo fosse perso, da qualche giorno è persino tappezzato sui cartelloni delle strade.
Colapesce e Di Martino si sono inventati questo marketing semplice, diretto e geniale: è così ora impossibile dimenticare le parole della loro canzone allegra e spensierata, con tanto di accordi per chi volesse suonarla con la chitarra.
"Musica leggerissima": quando Sanremo sforna il tormentone 1

E’ un vero tormentone sanremese questa “Musica leggerissima”.

Forse è il primo in assoluto che riecheggia persino sui cartelloni pubblicitari, ma la storia festivaliera ci presenta vari esempi di canzoni ballabili e martellanti, capaci di andare oltre le loro stesse aspettative.
Non stiamo parlando di brani semplicemente molto trasmessi dalle radio, reinterpretati anche nei karaoke o di straordinario successo da vendere più di ogni altro. Vogliamo fare una carrellata di quelle canzoni che negli ultimi quarant’anni, con le stesse caratteristiche di quelle estive, sono entrate nella testa per non uscirne più. Dagli anni ’80 in avanti, infatti, Sanremo ha cercato sempre di più quel successo diverso, innovativo rispetto alla classica melodia. Ha cercato sempre di più quella spensieratezza dettata anche dalla ripetizione di una frase.
Era da tempo che Sanremo non viveva musica leggerissima come questa, e perciò non dispiace affatto tuffarsi in un refrain anni ‘80 che oggi diventa completamente innovativo. L’impresa d’altronde non è mai stata facile.
I Righeira, re dei tormentoni estivi, tentarono di replicare il successo de L’estate sta finendo pochi mesi dopo il Festivalbar 1985. Si presentarono a Sanremo con Innamoratissimo. I risultati però andarono ben sotto le attese e della canzone oggi non rimane che un tiepido ricordo.

Sarà perchè ti amo fu il primo tormentone sanremese, in grado di superare persino la ballabilità dei jingle anni ’60.

Nel 1989 fu la volta di Vasco, che segnò il debutto di Jovanotti. Ma fu anche l’anno di Esatto!, il brano di Salvi che si rivelò anche più venduto di quell’edizione.
Il cantante di Luino avrebbe bissato il successo l’anno dopo, se non fosse stato superato dal tormentone in assoluto più famoso della storia del Festival: Vattene amore, per gli amici Trottolino amoroso.
Nel 1991 Siamo donne fu talmente coinvolgente da diventare un inno femminista irresistibile anche per ogni uomo. Il tormentone arrivò dalla categoria Novità nel 1992: Brutta di Alessandro Canino, a dispetto del titolo, piaceva a tutti.
Nel 1996 non si poteva citare la parola Italia senza correre il rischio di cantare quel ritornello Italia sì Italia no con cui La terra dei cachi di Elio e le storie tese sfiorò persino la vittoria all’Ariston. Sulla stessa scia ci sarebbe arrivato anche il brano dei Pitura Freska l’anno dopo. 
"Musica leggerissima": quando Sanremo sforna il tormentone
Elio e Faso

La musica leggerissima di “Papa nero” non fu però agevolata poi dalla storia che volle altri due Pontefici caucasici.

E mentre i Gazosa, vincitori tra i Giovani nel 2001 con Stai con me forever, avrebbero sfornato un brano ancor più convincente nell’estate, in quello stesso anno all’Ariston nacque anche Turuturu. Era interpretata da Francesco e Giada. La cantavamo tutti, ma oggi rimane una chicca per pochi intimi.
Così come non andò oltre la stagione il successo della Dual Gang che nel 2002 cantava Sarà la primavera. Di loro si sono perse le tracce, ma il ritornello ‘Si le ragazze di questi tempi ci fanno perdere letteralmente i sensi’, forse farà venire un brivido lungo la schiena a tanti che l’avevano dimenticata dopo averla fischiettata a lungo. Quell’anno rimbombò nelle orecchie di tutti Salirò. Con quella canzone Daniele Silvestri fece ballare chiunque per poi ripetersi cinque anni dopo con La paranza.

Poi il televoto divenne sovrano, e così i tormentoni sanremesi conquistarono anche il podio finale.

Così fece Arisa quando vinse tra i Giovani con Sincerità nel 2009. Così conquistó tutti Gabbani nel 2017 con Occidentali’s karma, che per praticità in molti chiamavano La scimmia nuda, fino a confondersi con La scimmia che balla. Ci si capiva popolarmente: si voleva intendere quella.
Un po’ come l’anno dopo La vecchia che balla avrebbe sostituto popolarmente il titolo di Una vita in vacanza con cui Lo Stato Sociale spopolò letteralmente.

Musica leggerissima quindi si inserisce in una storia ambiziosa, importante e nello stesso tempo rischiosa: il tormentone tanto fa ballare quanto, alla lunga, stanca.

Non solo, ma ora le aspettative su Colapesce e Di Martino saranno sempre altissime, e ripetersi non è mai facile. Una volta azzeccato anche il secondo successo, però, il risultato è garantito. I due cantautori siciliani hanno tutte le carte in regola per entrare nell’Olimpo della musica italiana.
La loro genialità è totale: ritornello anni Ottanta orecchiabile, balletto irresistibile, pubblicità ad hoc e videoclip da Oscar, con un omaggio a Pippo Baudo che ci ricorda di aver vissuto con lui la migliore delle epoche televisive.
Perché in fondo quello vogliamo: uscire dalla depressione e dalla stanchezza per tuffarci nella musica leggerissima di un’epoca che ci fece sognare. Sì, abbiamo bisogno di niente, perché con quel niente avevamo tutto.
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Massimiliano Beneggi
Massimiliano Beneggi
Massimiliano Beneggi, laureato in filosofia con una tesi sulla comicitá contemporanea riletta attraverso Bergson e Freud, è appassionato di musica e teatro. Racconta con rigore aneddotico la storia del Festival di Sanremo e della musica italiana, suggerendo ogni volta spunti filosofici e inediti.
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