Musica a Teatro: Debora Mancini e la “Realtà”

La musica fa parte della mia vita tanto che a volte mi sembra di esserci totalmente immersa

Musica a Teatro: Debora Mancini e la "Realtà"
Musica a Teatro: Debora Mancini e la “Realtà” – Il mio lavoro è quasi esclusivamente di e con la Musica (Foto © Pierluigi Giorgi)

Attrice, presentatrice, organizzatrice, ha lavorato in teatro, in tv, in radio e collaborato con diversi “grandi” dello spettacolo. Ha inciso dischi, fatto interviste a importanti personaggi della cultura, unito performance a decine di presentazioni di libri. Debora Mancini è davvero eclettica e una creativa a tutto tondo. Anche musicista. La sua associazione porta il suo nome preceduto dal termine Realtà.

Che musica ascolti quando non lavori?

La musica fa così tanto parte da sempre della mia vita che a volte non mi sembra neanche di “lavorarci” ma solo di esserci totalmente immersa.

Ascoltare musica è per me un piacere, direi da sempre, da quando ero nella pancia di mia madre; non saprei scindere l’ascolto per lavoro da quello ludico.

Sono cresciuta in una famiglia in cui si ascoltava ogni genere, ma principalmente classica e operistica.

Vivo col musicista Daniele Longo di formazione jazz che è poli – strumentista e che mi ha fatto scoprire generi e ritmi di tutto il mondo.

Abito, inoltre, in un condominio “musicato” e, a volte, dalle mura arrivano le melodie barocche del mezzosoprano che abita di fronte e gli studi all’arpa, al violino e alla batteria dei giovani vicini.

Il mio lavoro è quasi esclusivamente di e con la musica, e con diversi generi e stili musicali, sia per i progetti che condivido da più di un ventennio con Daniele, che in altre produzioni.

Gli studi compiuti e la passione mi hanno favorito nell’esplorare vari ambiti e generi, permettendomi ad esempio di dare voce ai melologhi come Pierino e il lupo e Babar con l’orchestra FORM, e così anche ai progetti dedicati al pianoforte con Yamaha Music Europe, fino all’ultima produzione “Tempo di Chet!”, dedicata a Chet Baker, con il Teatro Stabile di Bolzano, con Paolo Fresu.

Cantanti, musicisti che ti piacciono particolarmente, musica leggera o classica?

Difficile dirlo: “vado a periodi”. In questi giorni, ad esempio, sto ri-ascoltando Sergio Cammariere, Philip Glass, Caetano Veloso,  i Kiss e Led Zeppelin con mia figlia che ama il rock; ho voglia di cantare le canzoni di Sergio Endrigo; e in macchina ascolto la radio, come mi piace, ovvero lasciandomi sorprendere da brani sconosciuti – anche da quelli non di mio gusto – o cantando quelli che riconosco.

Mentre scrivo ho desiderio di ascoltare Brahms, ma Daniele si è messo a improvvisare al pianoforte e ascolterò le sue composizioni estemporanee.

Musica a Teatro: Debora Mancini
Musica a Teatro: Debora Mancini e la “Realtà” – Con gli artisti e professionisti che coinvolgo sviluppiamo progetti che spesso nascono dai miei sogni

Quand’eri piccola avresti voluto fare da grande quello che poi hai fatto?

Il mio ricordo da adulta di quando ero piccola è che mi piaceva giocare, fare, inventare, partecipare: in parte è ciò che continuo a fare oggi, seppure chiamandolo in altri modi.

Sei attrice, musicista, hai un curriculum davvero vario e folto di esperienze. Quando hai avuto l’idea di trasformarti in una “Realtà” che porta addirittura il tuo nome?

Mi fai pensare a Venusia (Mazinga) e a Gregor Samsa (La metamorfosi di F. Kafka)…quasi quasi sono stata fortunata ad essermi trasformata in realtà!

Anni fa, presentando un progetto con alcuni musicisti, gli organizzatori mi chiesero “cosa fossimo”, intendendo a livello giuridico (una compagnia, una società, un’associazione) e io dissi che eravamo una “Realtà”.

Con gli artisti e i professionisti coinvolti in RealtàDeboraMancini sviluppiamo progetti diversi che spesso sono nati e nascono da miei sogni, che quindi diventano realtà anche grazie a loro; ma realizziamo anche progetti che nascono da altre anime di questa associazione, con le quali si condividono idee, poetica e desideri.

L’Associazione ha l’identità aperta…quasi spalancata. Prediligiamo l’incontro, la commistione, la fusione di varie arti, discipline e professionalità, realizzando al contempo le visioni personali e del collettivo.

Musica a Teatro: Debora Mancini e la “Realtà”

Mi colpisce l’aspetto soprattutto didattico, specie dedicato ai bambini delle tue proposte. Spettacoli che in particolare hanno per te segnato una svolta e ti hanno regalato più emozioni?

Sono convinta che uno spettacolo coinvolgente, un concerto bello, o un laboratorio divertente di lettura o illustrazione o scrittura possano lasciare nei giovani segni e tracce che possono anche durare una vita intera.

E credo che l’esperienza vissuta da piccoli possa incuriosirli e interessarli ai vari ambiti artistici e anche illuminare strade fino a quel momento, da loro, inesplorate. Conosco tante persone che si occupano di teatro o musica o dipingono perché da piccoli hanno vissuto un’esperienza memorabile.

Per quel che mi riguarda, molti spettacoli, quasi tutti, hanno lasciato in me un segno importante –positivo o negativo – ma comunque importante – che so avermi in qualche modo influenzato, o oserei dire, indicato una via.

Ne cito tre dei quali ho un bel ricordo vivido e forte anche dopo tanti anni, e per ognuno diverso: l’opera lirica Il trovatore, vista quando avevo circa 10 anni; Ex Amleto con Roberto Herlitzka; Nati sotto contraria stella di Leo Muscato.

Un autore che non hai ancora affrontato ma ti piacerebbe portare in scena?

Sono tanti gli autori e le autrici che non ho affrontato e che mi incuriosiscono.

Un sogno di tanti anni fa, non ancora realizzato, è legato alle opere di Albert Camus.

Inoltre, in questo periodo, Anna Maria Ortese – della quale ho già letto in pubblico estratti dalle sue opere – è una delle scrittrici che mi stimola tanti pensieri e riflessioni.

Debora Mancini
Musica a Teatro: Debora Mancini e la “Realtà” – Sono convinta che uno spettacolo coinvolgente, bello e divertente possa lasciare nei giovani segni che possono durare una vita intera (Foto © Valerio Giulini)

Ho intervistato artisti teatrali che non usano molto i social e non li vedono di buon occhio. Tu invece, vedo che ci punti molto. Hai pagine Fb, Youtube ecc. è così? Credi siano indispensabili oggi?

Ho provato a comunicare con segnali di fumo ma i vicini si sono ribellati!

Scherzi a parte, credo che tu ti riferisca alla comunicazione delle attività dell’Associazione sui social che ci consente di raggiungere e informare le persone che ci seguono anche su quei canali e di raggiungere anche le tante persone che non ci conoscono.

Questa tua domanda mi permette di ringraziare tutti i professionisti – anime speciali – che lavorano in Associazione dedicandosi alla comunicazione, alla grafica, al sito, e tutte le persone che ci donano suggerimenti e consigli che cogliamo per migliorare.

A cosa stai lavorando di nuovo?

Ho due idee chi mi frullano in testa da un po’ e le sto nutrendo per dargli forma e vita, magari te ne parlerò nella prossima intervista.

Nel frattempo, ho da poco finito di girare per un cortometraggio con la regia di Matteo Berdini, con l’attore Piero Massimo Macchini; e sto lavorando ad un albo illustrato con ascolti di musica e parole con il musicista e scrittore Reno Brandoni.

Con l’Associazione ci stiamo dedicando ad un progetto dedicato a Dante Alighieri, che debutterà a settembre, con come musicista Daniele, l’artista Daniela Tediosi e lo scrittore Enrico Ernst. Inoltre, stiamo definendo gli ultimi dettagli per l’uscita a settembre del nuovo disco in piano solo di Daniele Longo “Cercando l’aria”.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Certo. Un saluto a te Sergio e a quante e quanti leggeranno questa intervista grazie a te.

Se volete entrare nel suo mondo e scoprire quanto sia varia e magica questa Realtà visitate le sue pagine

www.deboramancini.it 

oppure

http://www.realtadeboramancini.com

Ma la trovate anche su instagram e su Youtube

 

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Sergio Scorzillo
Sergio Scorzillo
Autore, attore, regista, formatore. Teatro e Musica sono state da sempre le sue grandi passioni e non solo. Il palcoscenico è il luogo in cui riesco a vincere le mie fragilità, a comunicare e a sentirmi utile e vivo
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