M¥SS KETA chi è? La diva mascherata di “Una vita in capslock”

M¥SS KETA diva e divina, sempre mascherata. La definizione di rapper è riduttiva dal momento che è un’icona pop in occhiali scuri. “Una vita in capslock” è l’album in uscita domani, 20 aprile, a cui ha lavorato come sempre insieme al collettivo di creativi milanesi Motel Forlanini.

M¥SS KETA chi è? La diva mascherata di "Una vita in capslock"

M¥SS KETA ha raccontato il suo album “Una vita in capslock” presentandosi con maschera e occhiali da sole, com’era prevedibile Da sempre nasconde la sua identità.

Surreale e realissima, sfacciata e sincera, diva e divina, M¥SS KETA è tutto questo. “Una vita in capslock” è “Un album con senso e significato. Ci siamo fatti – io e Motel Forlanini – le spalle su singoli e lavori one shot, stavolta abbiamo creato un disco che avesse un senso in sé, e siamo entrati anche un po’ più nel profondo”. Perchè, va precisato, “M¥SS KETA è un progetto mio e di Motel Forlanini. Prima di tutto siamo amici, poi vediamo il mondo alla stessa maniera. Questo progetto ci permette di  rivelare questa visione, ed è una cosa che ci fa bene”.

Le sonorità del disco sono “Molto scure, questo è un album per certi versi che guarda all’interno. Mentre scrivevamo le canzoni ci siamo accorti che si trattava davvero di una discesa agli inferi, umilmente in questo senso ci paragoniamo a Dante. Però alla fine si risale nel paradiso. Che poi sia artificiale o di un solo momento è un’altra storia. Non per niente “After amore”, la canzone che chiude il disco, è una luce che entra.

I nuovi brani di M¥SS KETA sono nati “Andando in giro, ascoltando tante cose, magari solamente da una frase o da un beat che ricordiamo di aver sentito. Il titolo “Una vita in capslock”, ad esempio, lo avevamo nel cassetto da anni”. L’ingrediente che non manca nelle nuove canzoni è “L’ironia, che è il modo con cui guardo il mondo, non potrei vederlo in altra maniera”.

M¥SS KETA chi è? La diva mascherata di "Una vita in capslock" 1Personaggio di cui si sa poco, o meglio nulla che non siano le sue canzoni, M¥SS KETA si definisce “Donna di spettacolo, spettacolo di donna. Però le definizioni mettono le cose in una gabbia. È molto razionale incasellare le cose, lo capisco, ma a me piacerebbe uscire dalle gabbie”. M¥SS KETA si presenta sempre a volto coperto, maschera e occhiali scuri: “Tutti indossiamo maschere, quante ne abbiamo nei cassetti? M¥SS KETA invece la mostra”. Ma portarla sempre non è di per sè una definizione, quelle da cui questa diva enigmatica vuole fuggire? “La maschera mi definisce tanto, spaventa anche tanto, ma iosono una donna coraggiosa. In una persona guardi le espressioni del viso, gli occhi, cose che di me non si possono vedere. Questo riempie di mistero e affascinante sensualità, scrivilo pure. Tu non sai se questa sono io o una mia sosia, non sai chi c’è qui dietro. La maschera sicuramente pone dei limiti ma ne fa rompere altri, quindi è una scelta che ripaga. In realtà lo faccio per non truccarmi (per M¥SS KETA l’ironia è essenziale, ricordate?, nda)”.

M¥SS KETA da stasera sarà in tour: “Dai concerti vi dovete aspettare uno spirito di ribellione punk. I miei live sono un momento performativo di assoluto sfogo, sono caldi, sono carichi. Stiamo pensando a come mettere tutto in scena, in una sorta di performance art. Con me sul palco ci saranno un dj e Le ragazze di Porta Venezia (con cui Keta collabora da tempo, nda). Avremo molti visual con cui trasmettere il mood di ogni canzone”.

Le date dell’#UVIC Tour:

19 aprile Milano Magazzini Generali

20 aprile Caserta Smav

30 aprile Roma Monk

4 maggio Bologna Locomotiv

5 maggio Livorno The Cage

26 maggio Molfetta (Ba) Eremo Club

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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