Isotta: “Sono io che appartengo alla mia musica e non viceversa”

Quattro chiacchiere con Isotta, per approfondire la sua ispirata visione di vita e di musica

Isotta
Isotta si racconta ai lettori di Musica361, in occasione dell’uscita “Romantic dark”

L’arte di saper raccontarsi avendo le idee chiare sul proprio percorso, questo e molto altro ancora è “Romantic dark”, progetto che segna l’esordio discografico di Isotta. Un vero e proprio flusso di coscienza, un manifesto al femminile pubblicato da Women Female Label & Arts e distribuito da Artist First, disponibile negli store digitali a partire dallo scorso 22 aprile.

“Romantic dark”: un titolo che ti rappresenta sia come donna che come artista?

Come dico sempre, “sono io che appartengo alla mia musica, e non viceversa”, non riesco a fare una distinzione tra l’Isotta donna e l’Isotta cantante, sono la stessa entità, ora più che mai. “Romantic Dark” descrive il mio modo di vivere e quindi anche la mia espressione musicale. “Romantic” perché racconto dei sentimenti, piuttosto che la parte razionale, il tutto cercando di indagare il lato più nascosto delle cose, il lato “dark”.

Prendendo spunto dall’intro parlato che apre l’ascolto del tuo disco, quale significato attribuisci oggi alla parola “coraggio”?

Il coraggio è per me la forza che ci spinge ad avvicinarci a noi stessi, ad andare oltre ai cliché, il coraggio di intraprendere una strada diversa rispetto a quella che stiamo già percorrendo.

In che termini la musica influenza le tue giornate?

La musica è “le mie giornate”, il mio percorso artistico negli anni ha sempre più esautorato ogni altro aspetto della mia esistenza, fino a diventare, oggi, l’unico percorso possibile.

Qual è l’aspetto che più ti affascina durante la fase di composizione di una canzone?

È la parte conclusiva della scrittura, quando riascolti quello che hai fatto fino a quel momento e con la spinta di quell’energia scrivi le ultime righe.

A livello di ascolti, tendi a cibarti di un genere in particola oppure ti reputi piuttosto onnivora?

Onnivora, ascolto di tutto, mi piace attingere da energie diverse e scoprire nuovi mondi musicali.

Come descriveresti il tuo rapporto con i social network e quanto credi siano importanti per il lancio di un progetto discografico?

Penso che ad oggi siano strumenti per poter arrivare alle orecchie di più persone, ma c’è il rischio di annegarci dentro e dargli troppa importanza. È bello condividere esperienze e idee sui social, ma credo fermamente che sia molto più bella e costruttiva la condivisione dal vivo.

A chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

La mia musica si rivolge, o comunque vorrei che venisse ascoltata, sia oggi che in futuro, da ascoltatori attenti e che ascoltino. Il mio obiettivo è quello di dare il massimo con forza e dignità, riuscire ad arrivare al cuore delle persone.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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