Irene Maggi, la “Tank girl” della musica

“Tank girl” è il titolo del nuovo album di Irene Maggi, una sorta di “Diario di un dramma intimo e universale, una storia d’amore”. La cantautrice ha scelto la via del racconto personale fin dalla scelta di intitolare “Tank girl” il suo più recente lavoro.

Irene Maggi, la "Tank girl" della musica
Irene Maggi. Foto: @ Leonardo Pelucchi

“Per questo titolo ci sono due spiegazioni”, racconta Irene Maggi. “La prima è che “Tank girl” mi è stato involontariamente suggerito dalla persona a cui è dedicato il disco. All’epoca ricordavo nel look l’eroina punk anni ‘80 che porta questo nome, e lui mi aveva fatto notare la somiglianza. La seconda è che mi piace l’idea di una donna che sa essere una supereroina in battaglia e una guerriera in pace”.

Sorge spontanea una curiosità: questa persona sa che gli hai dedicato il disco? “Sì, ma non so se l’ha ascoltato. “Mr. Agony” in particolare è dedicata a lui, che è il destinatario del disco”. Tra queste canzoni si legge la “Cronologia di una relazione impossibile. I brani, interamente autobiografici, seguono l’ordine cronologico di questo amore dal quale ci si redime soltanto rivestendosi di una corazza, da qui il nome “Tank Girl”. I brani, però, si possono anche non ascoltare in fila, così come sono stati registrati: ogni canzone racconta un momento diverso della storia, e può essere ascoltata separatamente dalle altre”.

Altra particolarità, “I testi in inglese sono stati ispirati dalla corrispondenza che abbiamo avuto io e questa persona, che ho utilizzato come principale fonte di ispirazione nella stesura dei brani. Non ho cercato lì dentro l’ispirazione, però ce l’ho trovata”. Alla fine del disco, come si sente Irene Maggi? “Sono contenta. Ho fatto musica da sola come non mi accadeva da anni, e mentre la facevo sapevo che funzionava”. Perché Irene Maggi nel tempo ha partecipato ad alcuni progetti indipendenti come Airìn e il duo Le Pinne. Ora le cose sono cambiate, Irene si presenta con il suo nome: “Realizzando questo disco ho capito che voglio fare ancora musica da sola, però per il futuro non so. Nella vita ci vogliono fortuna e coraggio, però in questo momento sto scrivendo brani per me e ne sono felice”.

Non mancano i live, che sono anzi all’orizzonte, “Tra fine maggio e giugno, poi in autunno ragionerò su cosa fare”. Sicuramente altra musica.

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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