Intervista ai La Rua, in uscita con l’EP “Nessuno segna da solo”

A tu per tu con la band marchigiana in uscita con il terzo capitolo discografico, tra sonorità consolidate e un grande spirito di squadra

Intervista ai La Rua
I La Rua: William D’Angelo, Davide Fioravanti, Alessandro Mariani, Daniele Incicco, Matteo Grandoni e Nacor Fischetti

E disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire dal 6 luglio Nessuno segna da solo, la nuova fatica discografica dei La Rua, contenente cinque brani inediti, tra cui i fortunati singoli “I 90” e “Sull’orlo di una crisi d’amore” in duetto con Federica Carta. Un processo creativo durato circa un anno e mezzo, che ha messo a fuoco l’identità della band marchigiana, sempre più coesa e consapevole delle proprie capacità.

Ciao ragazzi, benvenuti su Musica361. Come nasce questo vostro nuovo progetto?
“Nessuno segna da solo” nasce dall’esigenza di valorizzare e ascoltare le idee di ognuno di noi, un grandissimo lavoro di squadra che ha permesso una certa poliedricità dei brani presenti. Un titolo suggerito dal lavoro del nostro collettivo, abbiamo voluto trovare uno slogan che racchiudesse in sintesi il lavoro di tutti, la frase che si avvicina di più all’idea di team.

Quali innovazioni avete apportato rispetto ai vostri precedenti lavori?
Abbiamo cercato di sviluppare tutto ciò che siamo sin dai nostri esordi, contaminandoci con suoni elettronici ma senza snaturare il nostro animo acustico, mantenendo la forza nelle percussioni e negli incisi che si aprono in maniera emotivamente forte.

“I 90” è il titolo del vostro nuovo singolo, cosa avete voluto fotografare?
Il brano nasce attraverso gli occhi di un bambino che osserva i ricordi di suo fratello più grande, che ha vissuto appieno quegli anni. Senza dire se erano meglio o peggio di oggi, il pezzo vuole soltanto fotografare un periodo che c’è stato e che non tornerà più indietro. 

Quali altri pezzi di questo EP reputate importanti per il vostro percorso?
Senza dubbio “Finchè il cuore batte” e “Per motivi di sicurezza”, da musicisti riconosciamo il valore di questi due brani il nostro orecchio ci porta ad intuire subito la resa live delle canzoni, sarà bello eseguirle entrambe dal vivo, sia a livello di sound che di energia sul palco.

C’è un incontro che reputate importante, anzi fondamentale per la vostra carriera?
Nel 2009 con Dario Faini, quando è partito tutto il nostro progetto, l’idea di questo bellissimo percorso. Da quel preciso istante c’è stata una grande crescita, un continuo sperimentare, spingendosi oltre, per arrivare ad un nuovo livello, migliorandosi pur mantenendo sempre la nostra identità di partenza.

Ad oggi, qual è la lezione più grande che avete appreso dalla musica?
Forse lo abbiamo inserito proprio in questo album, “Finchè il cuore batte” spiega bene tutto ciò che abbiamo vissuto, i nostri anni di lavoro. La musica ci ha insegnato una visione sportiva della vita, molto atletica. Insistere, resistere e persistere.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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