“L’infinito” di Roberto Vecchioni è un inno alla vita

Roberto Vecchioni ha pubblicato un disco che è una canzone spezzata in 12 momenti, non semplicemente un insieme di 12 brani inediti, in cui troviamo un invito accorato ad amare la vita.

"L'infinito" di Roberto Vecchioni è un inno alla vita
Roberto Vecchioni. Foto: © Oliviero Toscani

A cinque anni di distanza dall’ultimo disco, “Io non appartengo più”, è arrivato il nuovo disco di Roberto Vecchioni, “L’infinito”. L’album contiene 12 brani inediti, tra cui il duetto tra Vecchioni e Francesco Guccini in “Ti insegnerò a volare”. Quello di Guccini (l’altro ospite del disco è Morgan) è un ritorno alla musica sorprendente ed eccezionale, per questo che tra l’altro si tratta di un duetto inedito. “Ho fatto una fatica immensa a tirare fuori l’orso dalla tana, dopo 7 anni che non cantava”, ricorda Roberto Vecchioni. “Ma volevo lui, il più grande cantore della musica d’autore, perché dentro questo disco c’è tutta la musica d’autore. Francesco ha ascoltato le canzoni e mi ha detto che voleva esserci”.

Ripensando al passato, Vecchioni riflette: “A volte mi chiedo cosa ho scritto, cosa volessi dire. Va tenuta una medietà per farsi capire, per essere accessibili al pubblico. Io per merito di Orazio – il cavallo dei fumetti – e di Orazio – il poeta – sono andato a Sanremo. Avevo capito che quella era la mia strada”.

Da questo pensiero si passa a una considerazione affine: “A volte io ho pagato il dazio della difficoltà, se non c’è la chiave non si capisce cosa scrivi. Questo era il mio tallone d’Achille. La vita che vale, che conta, questa va cantata: a questo pensavo negli ultimi cinque anni”.

Perchè “L’infinito” è un disco manifesto

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Roberto Vecchioni. Foto: © Oliviero Toscani

Ed è la vita che è stata raccontata in “L’infinito”, un album manifesto, “Non 12 brani ma un’unica canzone divisa in 12 momenti. Ho voluto provare a fare un disco in cui le canzoni parlassero di altri, altri che la vita l’hanno amata e hanno fatto capire anche a noi che va amata. Sono persone famose o meno, ma hanno questo in comune. La prima persona fra queste è Alex Zanardi: “Ti insegnerò a volare” è lui, e dopo di lui sono arrivate molte altre persone, che dimostrano l’amore per ciò che si vive, tutto quello che si vive. Come la madre di Giulio Regeni, la guerrigliera curda Ayse e Leopardi“.

E su Giacomo Leopardi, la parola di cui il professor Vecchioni è maestro, vola: “Ho scelto Leopardi per un disco che parla di vita. Ho riletto le opere del suo ultimo periodo, quelle di un Leopardi ironico. Resta pessimista ma negli anni trascorsi a Napoli è come se chiedesse una tregua al dolore, con “La ginestra” e “Il tramonto della luna”: dopo la notte fa sorgere il sole. La parola sole Leopardi la usa solo qui, nelle ultime righe che scrive. Ecco come si vede che è dentro di noi questa voglia di vivere! Lui avrebbe amato la vita se fosse stato possibile”.

Un disco prezioso questo di Vecchioni, che ha una particolarità: “È disponibile solo in cd e vinile, niente streaming, niente download, almeno per ora. Questo album è anche una resistenza culturale: questo è un disco unico, non si vende un brano singolo perché c’è un filo rosso che unisce le canzoni. Sento che “L’infinito” andrà a persone che lo vogliono davvero”.

Infine, Roberto Vecchioni ci lascia con una chiusura potente: “Alex Zanardi e Leopardi sono la sconfessione di “Samarcanda” (celebre brano del 1977, nda), perché loro dicono ‘destino, ti batto quando voglio’. Spero che questo disco vi porti gioia”.

Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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