Gatto Panceri: “Sono orgoglioso del nuovo disco”

“Pelle d’oca e lividi” è il nuovo lavoro di Gatto Panceri, il quale ha spiegato su Musica361 il lavoro meticoloso che ha svolto.

Gatto Panceri: "Sono orgoglioso del nuovo disco"

Gatto Panceri è tornato. Per le nuove generazioni è un nome nuovo, per chi, invece, ha avuto un la possibilità di vivere a pieno la musica italiana degli anni ’80/’90, lo ricorderà come un cantautore incisivo, capace, tra le tante canzoni scritte, di “cucire su misura” la celebre “Vivo per lei” per Andrea Bocelli e Giorgia. Il ritorno di Gatto è legato all’album “Pelle d’oca e lividi”, uscito lo scorso 25 maggio e prodotto dall’etichetta ‘Hit Rainbow’ di Roby Facchinetti, voce e anima dei Pooh, che ha speso recenti elogi su Panceri sulla sua pagina Facebook.

Quattro anni di duro lavoro alla ricerca di un nuovo album da “one man band”. Soddisfatto della riuscita?
Sì, la gestazione del lavoro è stata meticolosa, senza fretta proprio per consegnare alla stampa un lavoro che dal mio punto di vista fosse ineccepibile. Assodato che la perfezione in musica non esiste, devo dire che personalmente a ogni “play“ e di ogni singolo brano sono orgoglioso del risultato ottenuto. È il cd che sento più mio dei 12 pubblicati in carriera.

Quali sono le tracce del disco che hanno maggiormente inciso sul pubblico, quali, invece, quelle che, a suo parere, rimarranno più nascoste, per gli intenditori?
È presto per dirlo, non è passato neanche un mese dall’uscita. Dai primi consensi e dai commenti sui social di chi ha già acquistato il cd emerge però che il mio pubblico sta apprezzando tutto il lavoro. Naturalmente, i brani più di impatto arrivano subito: ma ho notato che vengono recepite dopo un po’ di ascolti anche le tracce in cui ho osato di più sperimentare.

Come verrà suonato il disco dal vivo?
Suonerò in concerto accompagnato da una band di 6 elementi: ma il calendario è attualmente in lavorazione, e non ho ancora date divulgabili. Il 23 giugno, alle 20.30, terrò un minilive gratuito al ‘Parco Dora Live’, a Torino, dopo un firmacopie del nuovo album. Al momento sono impegnato nella promozione radio, stampa e tv del cd. Da fine luglio a metà ottobre sarò in concerto in giro per l’Italia.

La musica è cambiata molto negli ultimi cinque anni. Al fronte della sua esperienza, qual è il suo pensiero sulla nuova distribuzione digitale? C’è meritocrazia o vince chi sponsorizza di più?
Naturalmente chi è più promosso è avvantaggiato: ma questo da sempre, e non solo nei canali digitali. Gli ultimi cd che personalmente ho acquistato li ho presi da iTunes, anche per evitare la scomodità di recarmi nei pochi negozi rimasti aperti. Innegabile che il futuro della musica in vendita sia da affidare sopratutto a internet.

Un album nel 2018 è una grande sfida. Il pubblico è ancora abituato ad ascoltare 19 tracce oppure ci si sta abituando a procedere per singoli?
Ormai quasi tutti procedono a singoli, che poi eventualmente raccolgono in un album. Ma un vero album è qualcosa che deve essere creato già dagli albori, per essere tale. Altrimenti, la si deve chiamare “raccolta“ di pezzi spaiati: o, alla vecchia, un “the best”. Ma io credo che ancora ci sia un pubblico che ama i concept album, lavori che si godono ascoltandoli nella loro interezza.

Nella musica di oggi c’è qualcosa che manca rispetto agli anni ’90?
Due periodi imparagonabili. Le produzioni pregiate e curate sicuramente oggi rispetto ad allora sono sempre meno. Oggi, la parola chiave in discografia è “low budget“ da quando le vendite sono crollate. Con sempre meno soldi e impegno i cd sono in genere miseri, e vuoti di sostanza vera. Mancano nuove leve che arrivino da utili gavette sudate, e studi musicali seri e approfonditi. Mancano produttori musicali che investano ancora il loro tempo su giovani davvero talentuosi, e non improvvisamente, e spesso casualmente, balzati fuori dai vari talent.

Qual è il prossimo obiettivo per Gatto Panceri? Sanremo 2019?
Il Festival mi ha dato tanto in passato, e quindi non escluderò mai, per coerenza e rispetto, la possibilità di ricalcarne il palcoscenico. Naturalmente, spero che questo cd continui a divulgarsi bene, e poi a fine anno si vedrà come procedere: sicuramente potrò pensare di candidarmi per Sanremo 2019, ma è ancora presto ora per deciderlo.

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Andrea De Sotgiu
Andrea De Sotgiu
Laureato in Comunicazione, appassionato di musica e di tecnologia. Se qualcosa nasconde una dietrologia non si darà pace finché non avrà colmato la sua sete di curiosità, che sfogherà puntualmente all'interno dei suoi articoli.
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