Francesco Cevaro: attore, regista e insegnante

Musica a Teatro: Francesco Cevaro, una delle prime cose da cui parto quando inizio una regia è proprio la colonna sonora

Francesco Cevaro: attore, regista e insegnante Francesco Cevaro: Ho cominciato molto precocemente ad appassionarmi al teatro
Francesco Cevaro: Ho cominciato molto precocemente ad appassionarmi al teatro

Attore, Regista, Insegnante, Presidente della Compagnia della Testa. Ho avuto il piacere di recitare con lui ne “Il Falso Ospite”, commedia settecentesca di stampo goldoniano recentemente ritrovata. Conosciamolo meglio in questa intervista sul suo rapporto umano e professionale con la musica.

Parlami dei tuoi primi approcci al teatro

Ho cominciato in realtà molto precocemente ad appassionarmi al teatro. I miei genitori, infatti, iniziarono a portarmi in quel luogo incantato con loro per assistere a qualche commedia quando ancora frequentavo le elementari, a Cividale del Friuli (Ud).

Vedendo che non solo non mi annoiavo, ma anzi ogni volta uscivo di sala esaltato, iniziarono a portarmi con loro anche negli spettacoli più impegnativi… e sempre l’atmosfera del teatro continuava a conquistarmi.

Così, finivo per essere uno dei pochi bambini che si divertivano a fare la classica recita di Natale o di fine anno a scuola…

Alle medie poi iniziai a frequentare un corso di recitazione amatoriale, per poi passare, alle superiori, a partecipare col mio liceo al Palio Studentesco della città di Udine.

A quel punto maturai la decisione di rendere questa grande passione un lavoro e così, dopo essermi laureato in Giurisprudenza, a 24 anni, nel 2006, mi trasferii a Milano per frequentare l’Accademia, il Centro Teatro Attivo, in cui ho ricevuto la mia formazione da professionista

Hai studiato musica, canto?

Ho studiato canto, che era ovviamente una delle materie curricolari accademiche. Ho avuto come insegnanti il primo anno Emiliana Perina, con cui abbiamo lavorato soprattutto sulla tecnica diaframmatica e di potenziamento vocale, oltre che ovviamente sull’intonazione.

Il repertorio studiato era tratto soprattutto dai grandi musical internazionali e dalla tradizione del teatro canzone italiano.

Io, ad esempio, quell’anno mi preparai sul mitico Gastone di Petrolini e sulla Pansè di Carosone.

Il secondo anno invece con Eloisa Francia abbiamo curato maggiormente, oltre sempre all’intonazione, l’interpretazione delle canzoni che ci venivano assegnate, facendo in particolare uno studio sui cantautori italiani come de Andrè, Dalla, Tricarico ecc.… senza escludere qualche incursione nelle canzoni straniere, da musical e non solo.

Così quell’anno interpretai il Pescatore, Volta la Carta, Piazza Grande, Musica ed il Time Warp del Rocky Horror Picture Show…

Spettacoli con musica che hai fatto e ricordi particolarmente?

Sono numerosi, soprattutto da quando sono tornato nel mio Friuli. Quelli che ricordo con particolare affetto sono “Confessioni di Napoleone?, del 2014, una lettura scenica in cui ero accompagnato dalla straordinaria chitarrista Elisabetta Biondi, incentrata sui diari di sant’Elena scritti dai compagni di esilio dell’Imperatore francese, che testimoniarono una sua presunta conversione al Cristianesimo nell’ultima parte della sua vita.

L’apporto della chitarra classica è stato determinante, visto che il repertorio scelto apparteneva al periodo d’oro di quello strumento, che coincide proprio coi primi dell’Ottocento in cui le vicende sono avvenute.

Più di recente, cioè nello scorso 2021, ho avuto poi l’opportunità di esibirmi in una Lectura Dantis, nel Settecentenario della scomparsa del Sommo Poeta, accompagnato da due valenti polistrumentiste ovvero Eleonora Petri e Sara Tosolini, che con i loro canti e le loro musiche, eseguite con flauto, violino e tamburi e con creazioni di suoni estemporanei, hanno reso perfettamente le atmosfere infernali in cui la mia lettura si ambientava.

Come posso infine non citare uno dei cavalli di battaglia della mia Compagnia della Testa, che dal 2016 non cessa di essere replicato (abbiamo già una data in Agosto nell’ambito di una rassegna a Pordenone), ovvero “Interferenze”, un delirio di parole e musica, in stile bergonzoniano, in cui sono accompagnato dalla chitarra e dalla voce di Marco Andreoni, il quale ripercorre, tra un mio monologo e un altro, brani celebri del repertorio cantautorale italiano più comico, da Gaber ad Arbore, da Rosso a Caputo ecc…

Francesco Cevaro: Una delle prime cose da cui parto quando inizio una regia è proprio la colonna sonora
Francesco Cevaro: Una delle prime cose da cui parto quando inizio una regia è proprio la colonna sonora

 Cosa ti piace ascoltare e cosa non ti piace proprio?

Mi piace ascoltare molta musica diversa… diciamo che le mie preferenze vanno probabilmente come genere per il pop-rock, soprattutto anglo-americano (Aerosmith, Queen, Bon Jovi ecc…), e come periodo gli anni ’80-’90, di cui apprezzo molto anche il repertorio italiano (es. Tozzi, Ricchi e Poveri, Al Bano e Romina ecc…), oltre ai già citati cantautori, cui devo aggiungere almeno De Gregori, Battiato e i più giovani Baustelle e Cremonini.

Non disdegno anche il rap anni ’90, sia americano che italiano, il reggae giamaicano, africano e italiano. Uso spesso la musica classica nei miei spettacoli, ma difficilmente mi vedrete ad assistere ad un concerto classico! Quindi praticamente gli unici generi che sopporto poco sono il latino-americano, che oggi impazza, così come la trap e la musica progressiva…

Utilizzi musica quando insegni?

Avendo tenuto dal 2018 al 2020 dei corsi di recitazione per adulti a Cividale (dal 2020 insegno invece per l’intero anno scolastico Storia del Teatro presso la sede udinese dell’Accademia Internazionale del Musical, materia in cui usare la musica è più difficile) ho sempre utilizzato la musica nella parte del training.

Melodie dolci e rilassanti, di solito classiche, sono utili nella fase di scioglimento muscolare, mentre marce più ritmate vanno bene per il riscaldamento e le schiere.

In quest’ultima parte di solito uso brani bandistici o di Caparezza, degli Abba, di Takagi e Keda o… anche sigle di cartoni animati!

Che importanza dai alla musica nelle tue regie?

Fondamentale. Una delle prime cose da cui parto quando inizio una regia è proprio la colonna sonora. M’immagino che tipo di ritmo e di atmosfera debba avere anzitutto lo spettacolo in generale, ma anche le singole scene, e cerco una musica (o un musicista) che corrisponda a quello che ho in testa.

Una volta trovata, oltre ad inserirla nello spettacolo, cerco di fare in modo che la scena in questione e la recitazione degli attori ricreino quel ritmo e quell’atmosfera…

La musica, insomma, lungi dall’essere un mero ornamento dello spettacolo, diviene così protagonista, anche se per il pubblico rimane un po’ defilata rispetto alla recitazione, ma quando fa capolino, anche solo per pochi secondi, ecco che tutti notano il connubio ed anche al pubblico restano in fondo alla testa ritmo ed atmosfera che poi gli attori continuano sulla scena. O che per contrasto essi rompono improvvisamente, a seconda delle esigenze registiche.

Francesco Cevaro numerosi sono stati i miei spettacoli con musica, soprattutto da quando sono tornato nel mio Friuli
Francesco Cevaro numerosi sono stati i miei spettacoli con musica, soprattutto da quando sono tornato nel mio Friuli

Cosa stai facendo in teatro e cosa farai nel prossimo futuro?

Dopo aver fatto in pratica solo due date sotto Natale nello scorso autunno/inverno, a causa delle problematiche legate alla paura degli enti pubblici di programmare durante la fase acuta della pandemia, da aprile a settembre, salvo imprevisti, gli impegni di lavoro si sono accumulati.

Reduce infatti dai successi del mese scorso de “L’Amore Sopra Ogni Cosa” di Silvia Lorusso per la Compagnia Le Muse Orfane di Pordenone, spettacolo che replicheremo in Luglio, in cui interpreto Luciano Pradolin, un alpino friulano della seconda guerra mondiale realmente esistito, e della nuova Cena con Delitto “Sincope all’Ospizio”, fatta dalla Compagnia dei Riservati di Reana del Rojale (Ud) con la quale da anni collaboro, al momento sto provando “Uno spettacolo di Costituzione”, una lettura scenica di cui curo anche la regia commissionatami dal Comune di Tavagnacco (Ud) e che interpreterò nell’ambito dei festeggiamenti del prossimo 2 giugno, stavolta accompagnato da una piccola band dal vivo.

Dopo quell’impegno, sarà la volta di una piccola tournée marchigiana con Operacontro, della Compagnia pesarese Skenexodia del regista e drammaturgo Luca Guerini: una commedia in stile Rumori fuori scena in cui interpreto il ruolo del regista.

Al mio ritorno sarò il cattivissimo Francesco d’Arcano nella piece “La signora di Rive d’Arcano” ancora di Silvia Lorusso.

Poi replicherò il monologo “Il Giallo della Roggia”, prodotto dalla Compagnia della Testa e con mia regia ed interpretazione: la storia di un’indagine realmente svoltasi a Udine nel 1903 a seguito del ritrovamento di un cadavere nei pressi di un mulino nella periferia della città.

Questi ultimi due spettacoli fanno parte della rassegna “Antiche dimore” finanziata dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. E questo è solo giugno…

Come possiamo seguire la tua attività?

Sicuramente tramite i social network. Invito a mettere il like alla pagina pubblica Facebook “Compagnia della Testa”, la Compagnia di cui mi onoro di essere Presidente, e per la quale lavoro nella maggior parte dei casi.

Ma si può anche seguire il mio profilo personale sempre su Facebook. Di solito poi la stampa locale, dei posti in cui lavoriamo, tende a darci una buona copertura; quindi, per i meno digitali anche un occhio alle pagine di cultura locale può essere un buon modo di seguirmi.

Grazie Francesco

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Sergio Scorzillo
Sergio Scorzillo
Autore, attore, regista, formatore. Teatro e Musica sono state da sempre le sue grandi passioni e non solo. Il palcoscenico è il luogo in cui riesco a vincere le mie fragilità, a comunicare e a sentirmi utile e vivo
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