Fran e i Pensieri Molesti, guida per comprendere le opportunità di un’anomalia

Incontro con la band torinese, fuori con un disco volto a far riflettere l’ascoltatore sull’importanza delle diversità nella società di oggi

Fran e i Pensieri Molesti
Fran e i Pensieri Molesti si raccontano ai lettori di Musica361 in occasione dell’uscita dell’album “Anomalia”

Un anno e mezzo di lavoro per realizzare questo disco, Fran e i Pensieri Molesti hanno voluto fare le cose con calma e per bene, in netta contrapposizione con l’attuale andamento consumistico del mercato. Il risultato è evidente e si sente sin dal primo ascolto, Anomalia è un disco che vi farà ragionare, oltre che muovere a tempo il piedino.

Che significato attribuite alla parola “anomalia” e a questo nuovo progetto?
Il titolo del disco è arrivato alla fine di tutto il lavoro, abbiamo cercato una parola che potesse racchiudere quanto raccontato. Abbiamo scelto “Anomalia” perchè tutte le tracce hanno questo tipo di sottotesto, l’amore per il diverso e per l’emarginato. Per noi le anomalie non sono da demonizzare, bensì da comprendere.

Cosa vi piace e cosa meno dell’attuale società in cui viviamo?
Di questa società ci piace il libero pensiero, la possibilità di esprimersi, anche se ci sono tantissime ingiustizie. Attraverso la nostra musica cerchiamo di veicolare dei messaggi, ad esempio nel brano “Lucciole” parliamo di prostituzione. Siamo stati a Saluzzo in un centro che recupera ragazze dalla strada, il fatto che ci siano ancora storie di questo tipo per noi è davvero inconcepibile.

Fran e i Pensieri Molesti 1
La copertina del disco “Anomalia”

Avete altre passione comuni oltre la musica?
Siamo quattro identità molto diverse, abbiamo sicuramente passioni comuni, ma questo progetto si è un po’ mangiato la parte personale della nostra vita. In media dedichiamo dalle otto alle dieci ore al giorno alla nostra attività, passiamo talmente tanto tempo insieme che tutti gli altri interessi sono stati un po’ sacrificati per la musica.

Come descrivereste il rapporto con la vostra città?
Un rapporto sicuramente d’amore, come per ogni cosa, quando ci viviamo all’interno tendiamo sempre a vedere gli aspetti meno belli; quando ci allontaniamo ci rendiamo conto di quanto ne siamo legati. Torino ha bisogno di una scossa, per diverso tempo si è fermata dal punto di vista dei concerti. Piano piano, sta cercando di ripartire, siamo certi che potrà tornare presto ad essere un fulcro sia per la cultura che per la musica.

A chi si rivolgono questo disco e la vostra musica in generale?
La cosa positiva è che ha un target molto ampio, la nostra musica può essere ascoltata dal ragazzo giovane alla persona adulta. Con “Anomalia” abbiamo cercato di abbracciare in modo particolare la fascia che va’ dai 18 ai 30 anni, ma in realtà si rivolge a tutte le persone che sentono di bisogno di una musica che rispetti il proprio intelletto.

Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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