Fabrizio Nitti

Voce, anima e penna di Genova

Fabrizio Nitti: incontro con l'autore genovese
Fabrizio Nitti – Cantautore genovese

Fabrizio Nitti, classe 1971 è nato ad Asti e vive a Genova da sempre. È un autore che crede nel lavoro da artigiano della musica guidato da grande voglia di lavorare e di imparare. Tra le perle del suo nuovo album “Una ragione per essere qui”, primo progetto da solista e in distribuzione su tutti i principali digital store, troviamo: “Liguria”, inno e manifesto d’amore verso la sua terra, “Una ragione per vivere“, “E penso a te” , in cui Fabrizio è accompagnato dallo storico chitarrista di Lucio Battisti, Massimo Luca e “Vedrai Vedrai”, un prezioso omaggio a Luigi Tenco.

Anima evocativa dell’album è il singolo in promozione: “Emanuela” dedicato a Emanuela Loi, la donna poliziotto della scorta al giudice Paolo Borsellino morta nel tragico attentato. Il brano è stato scritto due giorni dopo il tragico attentato ed è rimasto chiuso nel cassetto in attesa di poter contribuire ad onorare la memoria di tutte le vittime delle stragi di mafia. Tra qualche giorno uscirà nelle radio un nuovo brano del disco e per il futuro desidera lavorare anche come autore per altri artisti e realizzare un secondo album solista.

Quali sono le qualità di un autore?
Avere una buona sensibilità musicale e la capacità di cercare e scrivere belle melodie insieme a testi autentici non costruiti forzatamente a tavolino. Se stai andando in quella seconda direzione meglio alzarsi e andare a fare una bella passeggiata.

Scrivi anche per altri artisti?
Mi piacerebbe scrivere partendo da una vera ispirazione per un grande interprete. Con “grande” non necessariamente intendo famoso. In giro non è vero che non ci sia talento; ci sono artisti che oggi escono e suonano in canali alternativi, difficilmente in televisione. La rete aiuta ma non basta. Credo che bisognerebbe forse pensare a far suonare di più i bravi artisti in giro nei music club, nelle varie rassegne musicali e poi successivamente entrare in studio a realizzare un cd.

Fabrizio Nitti: incontro con l'autore genovese
Fabrizio Nitti

Quali tematiche toccano le tue canzoni?
Le più varie: ho scritto per la mia città, Genova, per la mia terra, la Liguria, canzoni che partono da fatti di cronaca, problemi sociali, la vita in genere in tutti i suoi aspetti e canzoni d’amore.

Come fai a costruire una canzone per un interprete?
Ritengo importante conoscere il suo registro vocale per cercare nella stesura della melodia di esaltare i colori della sua voce, ma allo stesso modo di rispettare la canzone che sta nascendo.  Nel testo, cercare una vera ispirazione, un’idea e una trama di canzone sincera.

Che percorso ha fatto Fabrizio per diventare l’autore di oggi?
Ho scritto la prima canzone a 12 anni, poi a 16 credo ci sia stata la vera crescita artistica. Sicuramente l’incontro con Paolo Agnello, con il quale ho collaborato e collaboro scrivendo canzoni da oltre 30 anni, ci ha reciprocamente aiutato. Sapersi confrontare è alla base per collaborare con chi fa musica insieme a te. Con Paolo abbiamo cantato e suonato in duo togliendoci varie soddisfazioni: la vittoria dell’accademia di Sanremo nel 97, poi Sanremo Giovani, il Festival di Sanremo, un Premio Recanati e due volte al secondo posto al Premio Bindi.

Quali le collaborazioni più importanti e significative della tua carriera?
Come autore sicuramente con Paolo Agnello, cantautore che meriterebbe più spazio e successo di quello che ha raccolto. Pensare di scrivere per cantare con lui mi ha fatto lavorare per cercare ogni volta strade e percorsi melodici e di testo diversi.

Come arrangiatore voglio ricordare Stefano Cabrera, un maestro di gusto e di conoscenze musicali. Massimo Luca, un maestro di esperienza, chitarrista storico di Lucio Battisti e produttore artistico di vari artisti. Una lista numerosa di musicisti dal grande talento da cui cerco di imparare sempre qualcosa e tra questi il mio fido pianista Luca Lamari, artista dal grande tocco e di rara sensibilità musicale che in passato ha vantato collaborazioni teatrali importanti come Claudio Bisio.

La strage di via D’Amelio in un tuo brano: puoi parlarcene?
Il brano è “Emanuela”, scritto con Paolo Agnello è contenuto nel mio primo album da solista “Una ragione per essere qui”. Siamo partiti da un’emozione forte, un colpo al cuore,  cercando però di sviluppare questo tema da una prospettiva diversa: un agente della scorta del giudice Paolo Borsellino, la prima donna poliziotto che faceva quel tipo di mestiere: Emanuela Loi, una persona comune, diventa eroe con la passione, il sacrificio e la determinazione che l’hanno contraddistinta nel suo lavoro.

Esiste la formula per “la canzone vincente”?
Credo in un lavoro da artigiano: scrivere non per obbligo ma per necessità emotiva. I pezzi che scrivi e canti, quando riescono ad emozionare, si vendono da soli. Il marketing può aiutare, ma soltanto se c’è una buona sostanza.

Quanto è radicata la tradizione genovese nelle tue canzoni? Quali sono le caratteristiche?
A Genova abbiamo avuto grandi maestri, ma con grande rispetto per il passato credo che bisognerebbe andare avanti, dando spazio a meno tributi ed esplorando mondi più nuovi. Alcuni percorsi artistici esistono da anni ma avrebbero bisogno di investimenti per emergere maggiormente.

A Genova ci sono diversi cantautori che meriterebbero maggiore attenzione; qualcuno ha fatto anche altro per vivere. Mi piacerebbe capire, se avessero avuto più risorse da parte di alcune produzioni, dove sarebbero arrivati. Alle poche etichette discografiche rimaste sembra non interessare la canzone d’autore: secondo me è un grande errore, poiché il pubblico ha una reale fame emotiva verso questo genere musicale.

Pagina Facebook di Fabrizio Nitti

A cura di Roberto Zampaglione

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