Etichette361: RECmedia e la promozione discografica

Come viene comunicato un progetto discografico? Filippo Broglia, amministratore di RECmedia, ci ha guidato all’interno del mondo della promozione discografica.

Etichette361: RECmedia e la promozione discografica

Dopo aver lasciato la direzione generale di Radio Italia Solo Musica Italiana nel 2001, Filippo Broglia ha deciso di dedicarsi a RECmedia, occupandosi di promozione radiofonica e collaborando con i maggiori uffici stampa italiani. Il lavoro dell’agenzia è quello di andare a proporre progetti di grandi artisti e di nuovi emergenti a differenti media.

Oltre alla realizzazione di un disco, un artista deve mettere nel budget un investimento per la promozione. Dalla tua esperienza possiamo capire il modo in cui viene progettata la comunicazione di un progetto discografico. Qual è il percorso che viene disegnato?

Il problema principale di diversi artisti è quello di investire tanto nella realizzazione del disco, senza considerare un costo per i professionisti della promozione. Uno dei consigli che do sempre, in fase pre-progettuale, è quello di tenere ben conto di tutte le voci e i costi, compresi quelli per la promozione. Questa a volte viene considerata come “mandare il disco alle radio”. Non funziona così. C’è un lavoro di pre-ascolto, di incontri, di ricerca di spazi dove andare a contestualizzare un progetto. Non si può mandare un brano a chiunque. Le radio, tendenzialmente, non sono aperte alla nuova musica, anche quella dei grandi artisti, perché prima vogliono vedere che cosa succede. Una volta, la radio programmava, lanciava, un progetto e il web accoglieva il successo tratto dai network. Oggi sono le radio che consacrano un successo che arriva dal web. Per questo è cambiato il modo di fare promozione: il big capisce quali siano le esigenze e le difficoltà, il giovane vorrebbe andare ovunque, ha fretta e non capisce che prima di tutto bisogna costruirsi una credibilità. Sono padre di tre figli di 25, 22 e 20 anni, so che il giovane medio è cinico, perché si trova di fronte a una realtà difficile in cui si fatica a trovare lavoro.

Con RECmedia si decide un piano di attività, un piano di costi e poi si inizia a lavorare a un progetto. Difficilmente lavoro con persone che non conosco. Voglio incontrare l’artista, passarci delle ore, vivere la persona. Mi è capitato di lavorare con qualcuno che non conoscevo qualche anno fa, poi purtroppo ha lasciato questa terra. L’artista in questione è Prince, che ho rappresentato sul territorio italiano per gli utlimi due progetti. Quando, successivamente, l’ho incontrato, mi ha fatto i complimenti per il lavoro che la mia struttura aveva fatto, con una grande serietà. C’è anche da dire che lavorare con un nome della sua statura artistica è nettamente più facile.

Oggi si pone molta attenzione ai numeri, ai dati, alle visualizzazioni.  È questa la formula per il successo?

In qualsiasi campo contano i numeri, ma secondo me bisognerebbe rendere più umano il nostro lavoro. È logico che le rilevazioni siano fondamentali, ma è arrivato il momento di smettere di dopare i numeri. Comprare (visualizzazioni, nda) non serve a niente, perché la verità prima o poi viene a galla.

I social media hanno un forte impatto sul mercato. Come li utilizzate per promuovere gli artisti? 

Noi chiediamo di essere presenti su Facebook, Instagram e Twitter. Forse Facebook ha perso terreno su un target più giovane, ma resta comunque una buona base. Su quel tipo di contesto funziona molto il gossip, la foto rubata dal fan, però tutto questo non serve a far vendere un disco in più. RECmedia vuole comunicare la creatività artistica dei propri progetti. Le opinioni personali le destiniamo ai profili privati.

Quali progetti sta trattando RECmedia?

In questo periodo sto lavorando con Amedeo Minghi, che è uscito con un doppio album live (il cofanetto “Tutto il tempo”) e con un omonimo inedito di un’attualità pazzesca. Mi piace lavorare a progetti come il suo perché è molto più attuale di tanti progetti che ci sono ora sul mercato. Consapevole delle difficoltà che ci sono oggi per il suo modo di fare musica.

Filippo Broglia e Amedeo Minghi
Filippo Broglia e Amedeo Minghi

Allo stesso modo Gatto Panceri, uscito con un disco di 19 pezzi (“Pelle d’oca e lividi”), cosa che non fa più nessuno. Ha impiegato quattro anni a realizzarlo, un lavoro pazzesco. Può piacere o non piacere, l’ho accompagnato a fare live in tutta Italia e mi sono trovato di fronte davvero tante persone che lo amano e lo stimano. Un altro progetto molto interessante è quello di Luigi “Grechi” De Gregori, fratello di Francesco, che ha deciso di fare un’operazione molto particolare. Si chiama “Un disco al mese”, ogni 21 del mese pubblicherà sul suo sito un brano inedito a sorpresa. Noi inviamo la traccia alle radio e dopo un mese quella canzone sparisce da ogni piattaforma. Resterà solo alle radio nei loro archivi.

Come è possibile contattare RECmedia?

Attraverso la pagina Facebook e Instagram (@recmedia_comunicazione_e_promo) è possibile contattarci e programmare un incontro.

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Andrea De Sotgiu
Andrea De Sotgiu
Laureato in Comunicazione, appassionato di musica e di tecnologia. Se qualcosa nasconde una dietrologia non si darà pace finché non avrà colmato la sua sete di curiosità, che sfogherà puntualmente all'interno dei suoi articoli.
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