Etichette361: Noise Symphony, amplificatore indipendente

Una realtà a favore dell’arte e degli artisti, dove la parola chiave è la “meritocrazia digitale”.

Etichette361: Noise Symphony

Erich Fromm, famoso psicologo e sociologo, si interrogava sulla differenza tra essere o avere. Allo stesso modo, nella discografia, siamo in un periodo storico in cui l’essere viene rappresentato dal valore del lato artistico di un progetto musicale, mentre l’avere è la mera rappresentazione di un dato insipido, volatile ed effimero. In questo mare, Francesco Tosoni, produttore musicale , ci ha raccontato Noise Symphony, di cui è direttore artistico, progetto nato a favore degli artisti emergenti. Un’opportunità anche per gli ascoltatori di fare parte di una community attenta alle novità musicali che partono dal basso.

Noise Symphony è un progetto variegato composto da diversi ambiti, tra cui una sezione discografica. Per cominciare, come è nato?

La nostra mission è seguire la musica emergente per portare nuovi artisti al grande pubblico. Il progetto nasce nel 2009, questo è il suo decimo anno. Il mercato è cambiato e noi siamo evoluti insieme ad esso per rimanere al passo con i tempi. Oggi c’è una sovrapproduzione, c’è un ascolto distratto e serve un filtro che veicoli le migliori proposte alla community musicale. Un buon ambiente in cui inserire il mercato genera una competizione sana e stimola gli artisti. Questo è un altro dei nostri obiettivi.

Facciamo finta che io sia un nuovo utente, come posso aderire al progetto e che possibilità ho?

Appena arrivato sul nostro sito, un artista scopre le diverse parti di Noise Symphony: un’etichetta discografica, un magazine (Noiseletter) e una web radio (Indieffusione – 24 ore su 24, 7 giorni su 7). Abbiamo una sinergia con Radio L’Olgiata (Roma) in cui viene dato uno spazio alla musica che segnaliamo. Ciò che vogliamo creare è una community di persone che possa condividere la musica indipendente, da quella più pop, già emersa, a quella che è nascosta e deve emergere. Siamo un amplificatore. Offriamo anche la possibilità agli artisti di avere delle valutazioni sui propri progetti, sia per farli presentare ad altri addetti del settore, sia per entrare nel nostro roster di produzioni. Abbiamo anche diverse partnership con alcuni festival, altra opportunità per chi ci contatta.

Tutto ciò che hai raccontato sembra riassumersi nella “meritocrazia digitale”. 

Assolutamente si, ce n’è bisogno. Bisogna fare questo mestiere con rispetto, senso di crescita, senza privilegiare sempre “il numero”. Dare all’ascoltatore un’esperienza artistica a 360 gradi.

La rubrica Etichette361 vuole andare proprio a scoprire il lato nascosto della discografia, per capire dove c’è un vero interesse artistico e dove, invece, l’attenzione viene spostata sui dati, freddi e impersonali. Un progetto come quello di Noise Symphony è nato da un rottura? Da una voglia di cambiamento rispetto a qualcosa che non andava?

Durante la mia esperienza da produttore artistico ho visto diverse fasi, perché, come già detto, il mercato è cambiato in tanti modi. Una di queste è stata la bolla delle views (che non è ancora scoppiata), l’ossessione delle visualizzazioni comprate. Risultati digitali che non si traducevano in persone che compravano un biglietto per un concerto. Di conseguenza, mi capitava spesso di vedere la caduta tragica degli artisti dopo che avevano prodotto qualcosa, perché non c’era alcuna attenzione dal punto di vista discografico. La volontà delle major e delle etichette indipendenti più importanti era quella di ricevere un progetto che fosse già a uno stato avanzato, sul quale non ci fosse da investire da zero. Nel preparare gli artisti a queste realtà, per un anno ho pensato se buttarmi o meno e creare qualcosa che servisse proprio a questo. Così è nato Noise Symphony.

Oggi, con la nuova ondata di musica, a Roma stanno riaprendo i locali, dal punto di vista live è una rinascita e noi possiamo fare sfruttare l’esperienza maturata per raccogliere i frutti del lavoro svolto, imbastendone di nuovo. Nell’ultimo anno abbiamo avuto un grande appoggio da Pirames International nella distribuzione. Abbiamo aderito al MIA, che ha una mission importante per quanto riguarda la rendicontazione analitica, ma non solo, anche per la classifica delle radio. Ci sono tanti artisti che passano in radio minori, ma non hanno punteggio Earone. Per questo noi abbiamo scelto di puntare sulla nostra web radio e su una nostra classifica, appoggiata dal MEI,  un’istituzione per le etichette indipendenti. Tutte le persone che fanno parte della nostra community possono segnalare gli artisti da votare. Il risultato settimanale verrà distribuito anche nella newsletter del MEI.

In che modo potete essere contattati da nuovi artisti che vogliono proporsi a Noise Symphony?

Abbiamo diversi modi per essere contattati. Siamo presenti fisicamente ai maggiori eventi del MEI con un nostro desk. Il nostro staff può aiutare chi ne avesse bisogno su vari ambiti della discografia, a partire dal diritto d’autore e dalla gestione delle edizioni. Sul nostro sito web c’è una sezione dedicata appositamente alle demo. Diamo anche la possibilità di entrare in rotazione nella nostra radio con le proprie canzoni. Alcune di questi progetti verranno poi selezionati per un incontro in studio.

Di recente è uscito il nuovo singolo di Giorgio Baldari, ‘Fermo a pensare‘. Lui è venuto tre anni fa da noi con un centinaio di bozze che duravano circa un minuto e da lì abbiamo capito che aveva una penna molto interessante. Prima di uscire ci abbiamo messo un anno. Metà album è pronto. Stiamo costruendo un percorso in crescita con Giorgio, siamo riusciti a farlo, considerando che questo è il quarto singolo e già dal terzo abbiamo visto crescere i risultati. Vederlo suonare sul palco del Concerto del Primo Maggio a Roma è stata una grande soddisfazione.

I Martìri sono un gruppo indie romano. Sono estremamente colorati e freschi. Con loro siamo entrati nelle playlist di Spotify ‘Scuola Indie’ e ‘Viral 50’ che hanno permesso una grande visibilità. Considerando che i Martìri hanno 9 mesi di vita siamo molto contenti loro percorso.

 Abbiamo parlato tanto di cambiamenti del mercato. Buttando l’amo verso l’orizzonte, quali saranno le prossime mosse della discografia?

La discografia dovrebbe riprendere il proprio ruolo di supervisore del prodotto, essere un filtro su ciò che entra nel mercato. Questa cosa sarà sbilanciata dal momento in cui gli artisti potranno caricare autonomamente i propri contenuti su piattaforme come Spotify. In quel momento non ci saranno più filtri, ma già adesso ci sono delle pubblicazioni che se fossero passate per una casa discografica non avrebbero mai avuto accesso a questi servizi per mancanza di requisiti minimi. Non sono un bacchettone, ne una persona totalmente legata al passato, anzi, sono favorevole alla tecnologia, ma il rischio è quello di saturare l’offerta e andare a togliere attenzione ai prodotti che meritano. Non chiudiamo il mercato a questa possibilità, ma che la discografia si elevi a filtro e certificazione della qualità, con un sano confronto artistico.

 

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Andrea De Sotgiu
Andrea De Sotgiu
Laureato in Comunicazione, appassionato di musica e di tecnologia. Se qualcosa nasconde una dietrologia non si darà pace finché non avrà colmato la sua sete di curiosità, che sfogherà puntualmente all'interno dei suoi articoli.
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