Etichette discografiche indipendenti: Isola Tobia Label

Il nostro obiettivo è quello di fare scouting, ossia cercare l’artista di talento, non noto, e cercare di portalo avanti nel suo percorso

Isola Tobia Label - Carlo Mercadante - founder
Carlo Mercadante – founder

Isola Tobia Label è un luogo piccolissimo, un’isoletta lontana dalle urla dal clamore e dalla confusione. Un luogo in cui si prende tempo per vedere nascere i progetti e per poterli far maturare seguendo un corso naturale dettato dall’indole di chi li propone, dagli artisti.

L’artista è al centro della sua filosofia e con lui le sue idee, il suo modo di porsi, di comunicare, di fare. Non esiste sorpresa in un prodotto confezionato e in questo luogo si vuole provare il piacere essere aperti alla sorpresa.

Ne abbiamo parlato con Carlo Mercadante, founder della label.

Quando è iniziata l’avventura di Isola Tobia Label?

L’idea si concretizza dopo aver chiuso la mia precedente avventura di cantautore, un’avventura che mi ha visto per anni correre dietro a produttori e a major. Un’avventura, devo confessarti, che spesso mi ha messo di fronte a un muro d’incomprensione.

Ho deciso, pertanto, di formarmi al fine di creare un modello completamente di diverso da quello che avevo incontrato e vissuto. La rottura tra il mondo precedente e quello attuale si è consumata ad Albarella, un’isola verde tra la laguna del Delta del Po e il mare Adriatico, dove mi trovo in questo momento.

Alla base c’è stato un grosso lavoro di formazione, come ti dicevo, relativamente al diritto, alla previdenza e ad altri temi spesso dimenticati dagli artisti ma fondamentali per poter intraprendere il viaggio che mi ha portato a concretizzare la label.

La prima produzione ufficiale è del febbraio 2016 e l’ho sperimentata sulla mia pelle, con un mio progetto. Subito dopo, appena ho avuto la percezione di aver intrapreso la strada giusta, la label ha cominciato ad aprirsi ad altri artisti che, via via, hanno iniziato a comporre il roster della label.

Liana Marino
Liana Marino (Foto © Tamara Casula)

Da dove deriva il nome Isola Tobia Label?

Questo nome, Isola Tobia, mi segue da sempre. È stato il nome della mia associazione sportiva, perché sono un tecnico preparatore e allenatore. Prima, quindi, ha contrassegnato la mia avventura sportiva e poi, inevitabilmente, ha continuato ad essere parte di me con l’esperienza della label.

Tobia, in realtà, è un pupazzetto, una piccola ranocchia che mi accompagna da sempre, in tutti i miei viaggi e le mie esperienze. Isola perché ho voluto creare qualcosa di nuovo, con un modello prevalentemente diverso.

Isola, che significa anche la necessità, in alcuni momenti di isolarsi ma che rappresenta la possibilità di attraccare ad un luogo ospitale, come succede agli artisti che, pur non facendo parte del nostro roster, vengono pubblicati da poi.

Quali sono i servizi che offrite ai vostri artisti?

Gli artisti che lavorano con noi hanno ciò che una label è necessario che abbia. Il nostro approccio è a 360° e, da imprenditore, investo sui miei artisti. L’obbiettivo è dargli la possibilità di fare il loro mestiere.

Ci sono molti artisti sconosciuti ma molto bravi e che meritano la possibilità di far ascoltare la loro musica. Potrei dirti che ci occupiamo di tutto, dalla parte artistica alla distribuzione.

Al di là del genere musicale, qual è lo stile della tua label?

Il nostro obiettivo è quello di fare scouting, ossia cercare l’artista di talento, non noto, e cercare di portalo più avanti possibile nel suo percorso.

Proveniamo da un genere che possiamo definire cantautorale, quello da cui provengo, ma oggi ci occupiamo di indifferentemente di jazz, di elettronica, di ska, come vedi senza preclusione di genere.

Inoltre, abbiamo uno spazio che abbiamo creato nel tempo, l’Agricooltour Festival, un festival itinerante che permette di portare la tua musica in tutta Italia, in quei luoghi in cui il patrimonio enogastronomico del Bel Paese è tutelato e valorizzato.

Si tratta di un’esperienza che proponiamo non solo agli artisti del nostro roster ma, più in generale, agli artisti meno noti al fine di offrire loro un rapporto diretto con il pubblico e, quindi, visibilità. Da questo festival sono venuti fuori Liana Marino, ChiaraBlue e tanti altri.

Oggi ci arrivano spesso produzioni già strutturate, direi pronte per la stampa ma, qualora servisse abbiamo una rete di studi di registrazioni sparsi in giro per l’Italia.

Si tratta di studi che definirei molto validi ma spesso si trovano in piccole località, quei luoghi in cui non ti aspetti di trovare un recording studio.

Etichette discografiche indipendenti: Isola Tobia Label
Isola Tobia Label – Logo

Sei originario di Barcellona di Pozzo di Gotto, piccolo comune siciliano. Quanta Sicilia c’è nella tua label?

Sicuramente l’accoglienza, la disponibilità e il senso di ascolto. Proprio quest’ultima caratteristica, per noi, è fondamentale. Troppo spesso mi sono trovato ad aspettare risposte che non arrivavano e a vivere una sorta di tempo sospeso in cui nessuno mi dava riscontro.

A questo diciamo fortemente no. Ascoltiamo tutto il materiale che ci arriva e rispondiamo sempre, anche quando la risposta è negativa perché sentiamo un forte senso di responsabilità nei confronti degli artisti e non li vogliamo né illudere tantomeno deludere.

Come vi siete organizzati per la produzione dei videoclip che oggi più che mai accompagnano l’uscita dei brani?

Produciamo noi i videoclip dei brani che produciamo ma, ritengo, che in questo momento, si stia vivendo una sorta di overdose da videoclip, creando prodotti che non sono funzionali al brano all’artista ma piuttosto ai player e alla loro presunta visibilità.

Anche a questo proposito cerchiamo spazi alternativi, spazi fisici intendo, proponendo i videoclip dei nostri brani nelle librerie, ad esempio, o in piccoli circuiti regionali e provinciali che ci permettono maggiore visibilità.

E per la distribuzione, come vi siete organizzati?

Dopo anni di lavoro, oggi, possiamo vantare una distribuzione fisica. I nostri CD sono presenti in molti negozi specializzati e nelle librerie. Abbiamo inoltre, nel nostro sito, lo spazio dedicato all’e-commerce e una mailing list di clienti che informiamo puntualmente delle nostre nuove uscite, al di là del genere.

Parliamo ora del tuo roster.

Più che parlare di roster in maniera generica, preferisco parlare dei progetti attivi in questi anni. Tra questi cito Liana Marino, che dopo l’Agricooltour Festival, ha deciso di continuare a lavorare con noi entrando nel nostro roster.

Il suo album si è classificato nella cinquina delle “Targhe Tenco 2020”. Altro progetto di cui vado molto fiero è “Ad esempio a noi piace Rino”, un album tributo a Rino Gaetano firmato dal Collettivo Isola Tobia Atypical Club che ha visto il coinvolgimento di molti degli artisti che lavorano con noi quali Porfirio Rubirosa and His Band, Jacopo Perosino, Miriam Foresti, Gerardo Tango, Vorianova, Saverio D’Andrea, Skaperol, Liana Marino, hUMANOALIENO, Mizio Vilardi, CubeLoose e ovviamente me, Carlo Mercadante.

La soddisfazione più grande per questo lavoro, oltre a quella di aver potuto realizzare un progetto veramente collettivo, è stato quello di aver ricevuto la Targa Tenco 2021 nella categoria “Album collettivo a progetto”.

Ad esempio a noi piace Rino
Collettivo Isola Tobia Atypical Club “Ad esempio a noi piace Rino”

Come è possibile proporre la propria musica alla tua label?

È molto semplice. All’interno del nostro sito c’è un form in cui è possibile raccontare la propria musica, esperienza e formazione e proporre la propria musica. È sufficiente, quindi, collegarsi con la pagina https://isolatobialabel.com/proposta-roster/.

Rispondiamo sempre, rispondiamo a tutti. Dateci solo il giusto tempo di valutare il progetto.

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Roberto Greco
Roberto Greco
Giornalista. Nel tempo si è occupato di musica, teatro e cinema. Studioso di storia contemporanea, scrive per diverse testate occupandosi di cultura, costume e società.
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