“John Lennon, la biografia definitiva” di Lesley-Ann Jones

 

#Notedicarta: John Lennon "La biografia definitiva"
#Notedicarta: John Lennon “La biografia definitiva”

Uscito lo scorso dicembre, il libro di Lesley-Ann Jones edito da Sperling & Kupfer cerca, anche con un titolo ovviamente provocatorio, di mettere un punto alla saggistica riguardante John Lennon.

Giornalista e opinionista inglese, da oltre venticinque anni Lesley-Ann Jones si occupa del mondo della musica e dell’industria discografica.

La traduzione in lingua italiana è realizzata da Lorenzo Ruggiero, autore e talentuoso traduttore che si è già occupato, con successo, di diversi volumi riguardanti la musica e i suoi protagonisti quali Bob Marley, Jim Morrison & Doors e altri.

Ma cominciamo dal titolo dell’edizione italiana che rispecchia in minima parte quanto, invece, esplicitato dall’edizione originale: “Who Killed John Lennon?”.

Già, perché l’autrice, nel suo intento di cristallizzare la biografia di Lennon costruisce un saggio che indaga sulla sua morte andando a ripercorrere la sua vita.

Non troverete solo i fatti e i misfatti, l’idolatria e la realtà riguardanti la figura di John.

L’operazione dell’autrice pretende di andare oltre e sì, il suo intento si riassume nella domanda riassunta anche nella quarta di copertina: «Chi o che cosa ha ucciso John Lennon?

Di John non ce n’era uno solo: quindi quando è morto il “vero” Lennon?

I proiettili sparati dal suo assassino sono stati solo l’estremo sigillo. Ma perché è andata così?».

#Notedicarta: John Lennon "La biografia definitiva" copertina libro
John Lennon “La biografia definitiva”- cover del libro

A quarant’anni dalla sua morte, l’autrice cerca di dare una risposta a una domanda che, inevitabilmente, non può che essere irrisolto, proprio perché risulta parte integrale delle mille sfaccettature di una personalità e di una vita che non sarà mai possibile esplorare e indagare nella sua interezza.

Lo sviluppo narrativo riguardante la vita di Lennon si articola, con rigore cronologico, attraverso ai personaggi chiave della vita dell’ex Beatle, personaggi principalmente femminili.

Obbligatorio, quindi, che nelle prime pagine l’autrice si soffermi su Julia Stanley, sua madre, e sui due abbandoni subìti dal piccolo John che all’età di cinque anni viene affidato alla zia Mimi e che, nel 1958, deve fare i conti con il tragico incidente automobilistico che coinvolge la madre e a causa del quale muore.

Nel periodo precedente alla morte della madre John aveva cercato di rinsaldare il rapporto, soprattutto negli anni della sua adolescenza quando, proprio ad opera della madre, ricevette la sua prima educazione musicale.

Forse, suggerisce l’autrice, da questi due dolori si ingenera in John quell’inquietudine che accompagnerà per sempre soprattutto nel suo percorso artistico, spingendolo, come avrà modo di dichiarare in diverse occasioni, alla incessante ricerca di nuove figure di riferimento.

Non la troverà in Cynthia, la sua prima moglie, destinata a subire i suoi tratti caratteriali peggiori e nemmeno in Alma Cogan.

Sarà l’arrivo della sua vita di Yoko Ono a fargli percepire la figura femminile di riferimento tanto cercata tanto che tra i due si instaurerà, oltre che un rapporto di amore, un rapporto simbiotico, solo parzialmente interrotto dall’arrivo nella sua vita di May Pang, ultima figura femminile della vita di Lennon, con la quale condividerà un “weekend perduto” lungo quasi diciotto mesi.

#Notedicarta: John Lennon "La biografia definitiva" Lesley-Ann Jones
Lesley-Ann Jones

Lungo il racconto, però, spuntano anche le due presenze maschili che, nel bene e nel male, hanno condizionato da vita di John.

La prima è quella di Freddie, il padre dal quale subisce un abbandono in tenera età per poi ritrovarselo quando il successo con i Beatles aveva oramai riempito la vita di Lennon e successo nel quale trova un’altra figura maschile importante, quel Brian Epstein che lo amava profondamente.

Relegata tra le “fonti” e null’altro l’ingombrante figura di Paul McCartney. Indubbia la ricchezza di testimonianze offerte dal saggio, che arrivano anche da persone vicinissime a John, da Cynthia all’amico di sempre Pete Shotton.

Nota dolente la musica. L’autrice predilige l’introspezione psicologica e trascura il mondo musicale di Lennon, quell’agitato oceano musicale reale espressione del suo mondo interiore.

Vein Label: etichetta discografica fondata con lo scopo di offrire nuove sfumature di musica elettronica, tra musica techno e musica sperimentale

Etichette discografiche indipendenti: Vein Label
Etichette discografiche indipendenti: Vein Label – Logo

I suoni utilizzati vanno da quelli industriali alla vecchia scuola con groove psichedelici. Ne abbiamo parlato con Matteo D’Avena, co-founder della label.

Matteo, quando e perché nasce Vein Label?

Nasce dall’esigenza di condividere la nostra musica nel mondo di internet. È partito tutto insieme con alcuni amici, che già condividevano con me questa idea, e nel 2016, assieme a Francesco Greco e Michele Stratagemma, nasce questa label indipendente ed esordiamo con una serie di compilation che contenevano sia artisti italiani sia stranieri.

Ci siamo inoltre resi conto che era possibile viverci, che era possibile farsi conoscere presentando prodotti di qualità. La sede fisica di Vein Label è a Cairate, in provincia di Varese.

Etichette discografiche indipendenti: Vein Label Mechanical EP by Refracted Waves2
Mechanical EP by Refracted Waves

Vein, in italiano, significa vene. Come nasce la scelta del nome?

In maniera molto semplice, in effetti, nelle nostre vene scorre la musica. Abbiamo sempre parlato in inglese durante la collaborazione con altri artisti e per noi è stato naturale utilizzare questa lingua.

Qual è il genere musicale di cui vi occupate principalmente?

Techno, principalmente. Ci sono alcune sfaccettature musicali che riguardano la musica sperimentale ma tutto rientra nel genere techno-elettronica.

Quali sono i servizi che offrite ai vostri artisti?

Anche se da un paio di mesi siamo fermi, ci occupiamo di tutto dal mastering in poi, collaborando con uno studio romano e con Pasquale Lo Zito, sound engineer.

Etichette discografiche indipendenti: Vein Label Unmanned EP by UNMND3
Unmanned EP by UNMND

Ci occupiamo anche della promozione utilizzando in maniera specifica il web e le principali piattaforme disponibili, organizziamo premiere su Soundcloud in una pagina che si chiama “Intestazioni soniche”, un festival di musica che fu realizzato a Foggia sin dal 2012.

È stato il primo festival “su spiaggia” gratuito. La distribuzione digitali degli EP è invece affidata a Label Worx con il quale collaboriamo e da lì entriamo nei cataloghi dei player, Spotify, Apple Music e altri ancora.

Quali sono gli artisti di punta del vostro roster?

Oltre ad Hallien, che in effetti sono io, che negli ultimi mesi ho rilasciato diverse tracce, Fran  e poi Byen, un artista francese che ha rilasciato con noi il suo primo EP e che oggi è un artista di fama mondiale.

Siamo nati assieme ai nostri artisti e il nostro lavoro, molto spesso, è un lavoro comune che ci ha portato a rilasciare EP, a creare assieme eventi.

Etichette discografiche indipendenti: Vein Label Fran
Fran

Durante il periodo di pandemia com’è andata?

Siamo rimasti fermi, mancando gli eventi. La label in quest’ultimo periodo ha rilasciato quattro EP.

Un grande sogno per una piccola label…

Mi piacerebbe creare un roster di artisti non tanto di fama mondiale, ma che non si faccia influenzare dalle mode del momento ma che continui ad avere carattere e identità con l’obiettivo di crescere assieme e, perché no, guadagnarci qualcosa.

Cosa deve fare un’artista per proporvi i suoi progetti?

Molto spesso c’è un contatto diretto con l’artista. Abbiamo inoltre a disposizione la mail e siamo contattabili anche attraverso le nostre pagine social. Siamo rintracciabili anche sulla nostra pagina bandcamp.

Non solo saggi, come indicato in premessa perché molti autori, prevalentemente stranieri, hanno realizzato romanzi in cui la musica è elemento centrale del racconto

#Notedicarta: non solo saggi, un libro per la musica

#Notedicarta: non solo saggi, un libro per la musica prende il via oggi, una nuova rubrica che tutti i martedì proporrà la recensione di un libro riguardante la musica.

Anche se, ai più distratti, può sembrare che la produzione di volumi, sia saggi sia romanzi, dedicati alla musica possa prevedere solo libri rivolti ad un pubblico specialistico, la nostra rubrica servirà per farvi cambiare opinione.

Biografie, autobiografie, critica musicale, analisi di movimenti musicali, analisi delle culture derivanti dai diversi generi musicali, interpretazione di stili musicali e di album che hanno fatto la stira della musica, affollano gli scaffali sia delle librerie specializzate sia,

purtroppo, delle librerie più generiche. Ma, come dice un mio amico, in fondo “siamo nel 3000” e quello che non trovi sotto casa lo puoi sempre ordinare online.

Non solo saggi, come indicato in premessa perché molti autori, prevalentemente stranieri, hanno realizzato romanzi in cui la musica è elemento centrale del racconto come ad esempio L’orchestra rubata di Hitler, di Silvia Montemurro edito da Salani per la collana “Le stanze”, in cui l’autrice compone e dirige con maestria una travolgente opera a due voci, quelle di due donne divise dalla Storia e unite dalla musica.

#Notedicarta: non solo saggi, un libro per la musica

Oppure come nel caso deLa direttrice d’orchestra di Maria Peters edito da Longanesi per la collana “La gaia scienza” che racconta la storia di Antonia che, nel 1926, dopo un durissimo esame di selezione, viene ammessa (unica donna) al più maschile dei corsi di una maschilissima istituzione: la classe di direzione d’orchestra al Conservatorio della città. E sarà solo l’inizio di un percorso solcato da innumerevoli ostacoli e pregiudizi.

E ancora come in “Le donne dell’orchestra rossa” di Jennifer Chaiverini edito da HarperCollins Italia che racconta la storia, documentata e coinvolgente, di un gruppo di donne che non volle abbassare la testa, in un’esplorazione intima e allo stesso tempo storicamente solida degli anni che hanno preceduto e attraversato la Seconda guerra mondiale.

#Notedicarta: non solo saggi, un libro per la musica
#Notedicarta: non solo saggi, un libro per la musica (Foto di Peter H da Pixabay)

Ma, ovviamente, ci sarà spazio anche per la saggistica, elemento forte di questo settore editoriale, che ci permetterà di rivivere concerti che sono nell’immaginario solo di chi ha potuto esserci come nel caso di Pink Floyd a Brescia – Il Concerto di Mirko Boroni edito da

Liberedizioni, oppure degli anni ’70 di una Palermo che ospitava un festival di cui ancora oggi si parla e che è raccontato da Sergio Buonadonna, cronista di quel momento, nel suo Quando Palermo sognò di essere Woodstock edito da Navarra editore.

E ancora, incontreremo biografie, più o meno autorizzate, che ci permetteranno di conoscere molto di più che una, spesso, sterile discografia dell’artista, come in “Faccio Musica. Scritti e pensieri sparsi”, la biografia di Ezio Bosso curata da Alessia Capelletti o nel caso di

#Notedicarta: non solo saggi, un libro per la musica

The storyteller. Storie di vita e di musica di Dave Grohl che racconta in prima persona il suo viaggio iniziato con gli Scream a 18 anni, agli anni nei Nirvana e nei Foo Fighters, dalle jam-session con Iggy Pop all’emozione di suonare alla cerimonia degli Oscar, dai balli scatenati con gli AC/DC al privilegio di suonare la batteria per Tom Petty e al giorno dell’incontro con Sir Paul McCartney alla Royal Albert Hall.

Ma anche il fumetto, o meglio le graphic novel, si sono occupate di musica come nel caso di “Comic Submarine – The Beatles disegnati da Max Cavezzali” edito da Vololibero edizioni in uscita il prossimo 24 settembre oppure di Kurt Cobain – Quando ero un alieno” di Danilo Deninotti edito da Edizioni BD.

Un lungo viaggio ci aspetta. Appuntamento quindi al prossimo martedì quando parleremo di “John Lennon, la biografia definitiva” di Lesley-Ann Jones edito da Sperling & Kupfer.

Tanio Sorrentino di Mea Sound: “Non esiste musica bella e musica brutta, esiste la musica e basta”

Etichette discografiche indipendenti: Mea Sound - Logo
Etichette discografiche indipendenti: Mea Sound – Logo

Mea Sound  è un’etichetta discografica italiana fondata nel 1980 dal Maestro Errico Sorrentino, ex dirigente di EMI Italiana. Si tratta di una tra le principali case discografiche nazionali in ambito della musica napoletana, punto di riferimento per la musica popolare italiana e con la vocazione a valorizzare la “cultura delle radici” in contrapposizione all’omologazione anglofona imposta dai grandi media. Oggi la dirigono Tanio e Andrea Sorrentino, figlio di Errico.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Tanio e ci siamo fatti raccontare cos’è oggi Mea Sound.

Quando nasce Mea Sound?

L’etichetta nasce per volontà di mio padre, nel 1980. È un’azienda di famiglia che io e mio fratello Andrea oggi gestiamo e che mio padre Errico, che fu discografico per la EMI, fondò per diffondere il repertorio tradizionale napoletano. Ti parlo dei vecchi festival di musica napoletana, quelli con Mario Trevi, Mario Abbate, Sergio Bruni, Mario Merola e altri per intenderci. Oggi c’è stata un’evoluzione come in tutto il mondo musicale. Lavoriamo in maniera diversa, rispetto ad anni fa, ma continuiamo ad osare, a cercare qualcosa di diverso pur nel rispetto delle tradizioni.

Tanio e Andrea Sorrentino
Tanio e Andrea Sorrentino

E il nome dell’etichetta da dove viene?

Non si tratta di un acronimo. In effetti “Mea” è la parola latina che significa “mia” e che, unita al termine inglese “sound”, indica sostanzialmente “la mia musica”, quella che voglio ascoltare e che scelgo.

Al di là del genere musicale, quale pensi sia lo stile di MEA SOUND?

Sicuramente giovane. Non perché faccia musica giovane ma perché è aperta alla visione di ciò che accadrà domani e questo la rende una label per tutti, indipendentemente dal genere. Lo dimostra il fatto che siamo riusciti a superare la difficile transizione tra analogico e digitale e a trarre da questo la nostra nuova forza.

Etichette discografiche indipendenti: Mea Sound Franco Calone
Mea Sound – Franco Calone

Quali soni i servizi che offrite ai vostri artisti?

Oggi, purtroppo, non si fa più scouting, caratteristica centrale del lavoro e delle scelte di mio padre. Spesso sono gli artisti che si propongono e noi gli forniamo tutti i servizi tradizionali della label, compresa la distribuzione in ambito digitale. Oggi, com’era nel passato, non esiste più la logica dello studio di registrazione interno e noi abbiamo scelto di avere una sala prove interna, una struttura che permette ai nostri artisti di costruire il loro progetto prima di entrare in studio che viene scelto tra i nostri partner. Anche questo ci permette di realizzare prodotti anche diversi tra loro, con un proprio sound.

Artisti di punta del vostro roster?

Usciamo da due anni “allucinanti” e, nonostante le nostre uscite discografiche siano uscite in maniera costante, oggi non possiamo parlare di artisti di punta. Peraltro, con un catalogo vasto come il nostro, è veramente difficile. Ci sono artisti che hanno inciso moltissimi anni fa che continuano a vendere così come la nuova generazione di artisti. Potrei citare Franco Calone, Alberto Selli, Franco Staco ma, ripeto, solo alcuni degli artisti del nostro roster.

Etichette discografiche indipendenti: Alberto Selly
Mea Sound – Alberto Selly

Cosa deve fare un artista per presentarvi la su musica e, soprattutto, preferite ricevere una demo o un prodotto più definito, strutturato?

Sinceramente, preferiamo una semplice demo. Tutto quello che ci arriva viene ascoltato e, se sentiamo qualcosa di interessante, contattiamo immediatamente l’artista. Per inviarcelo è possibile usare il form che c’è sul nostro sito indicando un link che ci permette di ascoltare il pezzo. Accettiamo anche quanto ci viene inviato tramite le nostre pagine social. Perché un demo? Perché oggi molti brani vengono definiti non con l’esperienza di chi fa questo mestiere ma con l’ascolto di quello che c’è in giro e, spesso, questo sminuisce il valore del brano che può rappresentare un’unicità.

Etichette discografiche indipendenti: Franco Staco
Mea Sound – Franco Staco

Chi ti piacerebbe ti chiamasse per entrare nel vostro roster?

Non ho un nome preciso. Sono nato, come diceva mio padre, a “pane e vinile”. Cerchiamo qualcuno che si accorga della nostra realtà e che scopra cosa è MEA SOUND, di là dagli schemi. In fin dei conti, la musica che produciamo noi, quella napoletana, non è molto diversa da quella sudamericana. Trash? Forse sì… Tamarra? Forse sì… (ride, nda) ma alla fine è musica e non esiste musica bella e musica brutta, esiste la musica e basta.

 

Premio musicale Gaetano Zinetti, concorso internazionale per cantanti lirici,   il prossimo 8 ottobre il termine utile per presentare la propria richiesta di partecipazione

Non solo talent: Premio musicale “Gaetano Zinetti”
Non solo talent: Premio musicale “Gaetano Zinetti” – Logo

Scade il prossimo 8 ottobre il termine utile per presentare la propria richiesta di partecipazione al Premio musicale “Gaetano Zinetti”, il concorso internazionale per cantanti lirici che giunge quest’anno alla sua 25° edizione.

Il concorso, organizzato dal “Centro di educazione musicale Gaetano Zinetti” si propone di offrire ai giovani artisti indipendentemente dalla loro nazionalità, l’opportunità di esibirsi e di affermarsi nel panorama concertistico nazionale ed internazionale.

Questo permetterà ai partecipanti di incontrarsi e confrontarsi fra loro; lo stesso avverrà fra scuole musicali di varia provenienza, contaminate dalle diverse culture di origine ma unite vicendevolmente dall’universalità del linguaggio sonoro.

Il concorso, riservato ai cantanti, accetta artisti di qualsiasi nazionalità che abbiano non meno di 18 anni. Il Concorso è aperto a tutte le vocalità e sarà diviso in due categorie: repertorio femminile (soprano, mezzosoprano, contralto) e repertorio maschile (tenore, baritono, basso).

Non solo talent: premiati edizione del 2019
Premio musicale “Gaetano Zinetti” Premiati edizione 2019

Le domande d’iscrizione possono essere effettuate sul sito http://www.concorsogaetanozinetti.ite dovranno essere inviate via mail entro l’8 Ottobre 2021 al seguente indirizzo: alessandraliciamattioli@gmail.com.

Dovranno essere presentati 5 brani operistici, almeno tre dei quali dovranno essere tratti dal repertorio in lingua italiana. Le arie dovranno essere eseguite a memoria, nella tonalità e lingua originale.

I vincitori di Primo o Secondo premio in altri concorsi internazionali nei due anni precedenti la presente edizione e che desiderassero iscriversi potranno allegare copia del certificato originale per richiedere di accedere direttamente alla prova seminale.

Tale possibilità sarà valutata dall’organizzazione del Concorso che si riserva la facoltà di approvare o meno tali richieste.

La Commissione Giudicatrice sarà composta da Stefano Ranzani (Presidente) Direttore d’Orchestra; Cristina Bersanelli Pianista, scrittrice e Presidente di Parma Lirica; Lelio Capilupi, Docente di Canto lirico al Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma

Non solo talent: Premio musicale
Gaetano Zinetti

Marco Morelato, Direttore Artistico e Direttore dell’Orchestra da Camera “Gaetano Zinetti”; Marino Nicolini, Pianista e Docente al Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma; Macrì Simone, Vocal Coach e assistente alla sovrintendenza del Teatro Lirico di Cagliari.

Il monte premi totale previsto ammonta a 7.000 euro e prevede il riconoscimento delle prime tre classificate nella categoria femminile e i primi tre classificati nella categoria maschile. Prevista, inoltre, l’esibizione in un concerto-premio.

La manifestazione si svolgerà presso Teatro Comunale di Sanguinetto (Vr) nei giorni 5, 6 e 7 novembre 2021.

Maggiori informazioni sul sito del concorso. Sullo stesso sito è possibile scaricare il regolamento e consultare le modalità di iscrizione.

Andrea Liuzzi di Beautiful Losers: “è assolutamente importante realizzare un percorso creativo con l’artista”

Beautiful Losers Andrea Liuzzi Founder
Andrea Liuzzi Founder

Beautiful Losers dichiara di essere un’etichetta molto indipendente cui piacciono le chitarre spaziali, la voce senza autotune, i campionamenti con un’anima, le copertine disegnate.

È un’etichetta cui piacciono i concerti con poche persone zitte e sedute sul pavimento e le canzoni che sono viaggi dolorosi, fantastici, euforici, e le collaborazioni. Ne abbiamo voluto parlare con Andrea Liuzzi, founder e direttore artistico della label.

Quando e perché nasce Beautiful Losers?

La nostra è una storia recente perché nasciamo circa tre anni fa. Sono un musicista e ho passato molto del mio tempo a autoprodurre la mia musica poi, nel tempo, ho iniziato a collaborare con altri musicisti e a produrre la loro musica.

Nel momento in cui mi sono reso conto che avevo tra le mani dei dischi molto belli realizzati da persone che sentivo molto vicine e, soprattutto, la cui musica era in linea con il mio pensiero, mi sono reso conto che sarebbe stato un roster ideale per una label che mi sarebbe piaciuto seguirli anche nella pubblicazione dei loro lavori.

Tutti noi avevamo avuto, sino a quel momento, i classici problemi con le etichette cui ci rivolgevamo per pubblicare i nostri lavori, problemi che sfociavano, alla fine, in una non pubblicazione.

Lì è nata forte l’idea di Beautiful Losers, una label con una forte identità perché tutti progetti sono cantati in lingua inglese e sono progetti che si rivolgevano alla cosiddetta indie internazionale.

L’altro tratto comune è che tutti i progetti sono prodotti artisticamente da me e sono caratterizzati da un sound riconoscibile.

Beautiful Losers - ABOUT-BLANK
ABOUT BLANK

Da dove nasce il nome della label?

Beautiful Losers è il titolo del secondo romanzo di Leonard Cohen. È stata una rivelazione perché non è facile trovare un nome quando lo cerchi.

Tra i miei libri c’era questo di Cohen e mi è passato davanti agli occhi. Da un lato è un omaggio a Cohen dall’altro il termine stesso losers, che significa perdenti, mi apriva un universo che si apriva agli anni ’90, ad una generazione della quale ci sentiamo figli.

Al di là dei generi, qual è lo stile della tua label?

C’è un minimo comun denominatore ossia una sorta d’intimità anche nel caso dei gruppi più rock. Tutti progetti che abbiamo realizzato appartengono ad artisti che utilizzano la musica per esplorare il loro universo interiore in un range musicale che va dall’alternative, quindi più chitarristico, sino all’elettronica, più atmosferica e sognante.

Etichette discografiche indipendenti: Beautiful Losers
Etichette discografiche indipendenti: Beautiful Losers

Quali sono i servizi che forniti agli artisti che entrano a far parte del vostro roster?

Per scelta lavoro alla produzione artistica dei dischi, scelta che ci distingue da molte altre etichette che acquisiscono prodotti già realizzati e si occupano solo della pubblicazione, della relativa distribuzione e che vendono all’artista servizi promozionali.

Per me è assolutamente importante realizzare un percorso creativo con l’artista. Ogni disco che porta il marchio Beautiful Losers per me è come un figlio: l’ho visto nascere, l’ho aiutato a crescere e ad affacciarsi al mondo, quello musicale ovviamente.

Oltre alla produzione artistica, compreso il videoclip, le foto e quant’altro serva per definire e stabilizzare il branding dell’artista, ci occupiamo anche della promozione, attraverso le webzine, Spotify e le radio.

Per ora ci muoviamo ancora in maniera abbastanza semplice sul fronte dei live, anche a causa della pandemia, e non abbiamo una struttura di booking complessa.

 Scelte per la distribuzione?

Oggi, fortunatamente, è possibile utilizzare i servizi di streaming. Nel caso di artisti che fanno la scelta di realizzare CD o vinile, non abbiamo ancora una rete diffusa di distribuzione nei negozi e ci affidiamo a Bandcamp e allo store diretto, attraverso la vendita per corrispondenza.

Quasi metà della vita della tua label è stata vissuta dovendo fare i conti con la pandemia. Com’è andata?

Fortunatamente, anche grazie alla scelta di produrre nel nostro studio interno e di lavorare non con gruppi ma con singoli artisti, siamo riusciti a realizzare quello che era nei nostri piani.

Alcuni dei nostri artisti, peraltro, non hanno come obiettivo primario l’esibizione live e questo ci ha aiutato moltissimo. Per assurdo, proprio in questo periodo, la diffusione della musica è diventata principalmente online, ambito in cui ci muoviamo con disinvoltura.

MATT MUN
MATT MUN

Quali sono le cosiddette punte di diamante del tuo roster attuale?

Parliamo degli artisti che sono in uscita nei prossimi mesi perché ritengo che si tratti di progetti molto interessanti.

Inizierei con il debut album di About Blank, un artista pugliese che, come sonorità, è molto vicino ai Bon Iver, il gruppo di Justin Vernon, ossia all’indie-folk molto atmosferico e malinconico.

È in uscita anche il nuovo disco di Matt Mun, un progetto che lo vede molto cresciuto rispetto ai suoi esordi che tesse un mondo più legato al dream-pop e al synth-pop con una forte componente anni ‘80.

Poi c’è Roscos, un artista che aveva già pubblicato il suo esordio con un’altra label e che sono molto soddisfatto di avere oggi nel mio roster. Il suo è un lavoro con influenze che si muovono nell’ambito dell’alternative rock, con alcune contaminazioni elettroniche, richiami agli anni ’80 e con un respiro molto cupo. Il concept del progetto è molto interessante perché è legato alla “Divina Commedia”.

Cosa deve fare un artista per proporvi la sua musica?

Il mio ideale è ricevere demo da sviluppare insieme, perché ritengo che questa sia la vera ragion d’essere dell’etichetta. È chiaro che, in presenza di un progetto più strutturato ma evidentemente forte e stimolante, il mio interessa scatta ugualmente.

Per me è però importante continuare una narrazione musicale che fino ad ora ci ha caratterizzato e al suo interno c’è necessariamente l’uso della lingua inglese. Per proporsi è sufficiente contattarci tramite il nostro sito all’indirizzo https://www.beautifullosers.net/about.

ROSGOS
ROSGOS

Un piccolo sogno, Andrea: chi ti piacerebbe produrre come Beautiful Losers?

Sono molto soddisfatto del lavoro fatto, in termini di produzione, con Edda, nome d’arte di Stefano Rampoldi, cantautore italiano ed ex voce dei Ritmo Tribale, progetto che però, essendo cantato in italiano, non è stato pubblicato dalla mia label.

Mi piacciono molto gli Any Other, Birthh e i Be Forest. Ecco, questi sarebbero la tipologia di artisti che erano nei miei pensieri quando decisi di avviare il progetto Beautiful Losers ed è ovvio che mi piacerebbe averli nel mio roster.

Il termine ultimo per le iscrizioni, da effettuare online, è fissato al 30 Settembre 2021

European Union Youth Orchestra commissione 2019
European Union Youth Orchestra commissione 2019

Il progetto della European Union Youth Orchestra (EUYO), nato nel 1978 su iniziativa, fra gli altri, del Maestro Claudio Abbado, coinvolge ogni anno circa 120 giovani strumentisti provenienti da tutti i paesi dell’Unione Europea che dopo le selezioni hanno l’opportunità di partecipare a tournée internazionali nelle più prestigiose sale da concerto.

In Italia, le selezioni sono curate dalla Rai e svolgeranno in due fasi.

La prima sessione di audizioni è realizzata online, saranno valutati tutti i video inviati, uno per ogni candidato al contest,  dovrà essere allegato alla domanda il link del video caricato su Youtube.

I risultati saranno pubblicati nella seconda metà di Ottobre.

Anche coloro che sono già stati membri dell’orchestra, quelli inseriti nella lista delle riserve o in quella degli altamente meritevoli negli scorsi due anni, dovranno comunque inviare il link video, ma saranno ammessi nella seconda sessione di audizioni.

Non solo talent: European Union Youth Orchestra logo
European Union Youth Orchestra – Logo

Anche la sessione finale sarà online. Ai candidati ammessi sarà assegnato un appuntamento nel mese di Novembre o Dicembre.

La partecipazione alle selezioni è aperta a strumentisti di flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno, tromba, trombone, tuba, strumenti a percussione, arpa, tastiere, violino, viola, violoncello e contrabbasso.

Sarà valutata la capacità di suonare strumenti affini quali ottavino, corno inglese, clarinetto basso, clarinetto in MIb, controfagotto.

Il termine ultimo per le iscrizioni, da effettuare online, è fissato al 30 Settembre 2021.

Non solo talent: European Union Youth Orchestra selezioni Violino 2019
European Union Youth Orchestra – selezioni Violino 2019

Il regolamento completo è disponibile a questo link. Possono partecipare i candidati che abbiano un’età compresa fra i 16 e i 26 anni alla data del 31 dicembre 2021, che siano nati, abbiano la residenza o siano impegnati in un percorso di studi in uno dei 27 stati componenti dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Latvia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia).

La scheda di iscrizione per le audizioni è disponibile al link ITALY audition. Per maggiori informazioni è necessario contattare la referente per l’Italia all’indirizzo mail  Alexia.Higgs@euyo.eu

Fondata da Joy e Lionel Bryer nel 1976, l’EUYO è ambasciatore culturale dell’Unione europea da oltre quarant’anni.

Il presidente onorario dell’EUYO è David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, e tra i suoi patroni onorari figurano Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea e Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, nonché i capi di Stato e di governo, il ministri degli affari esteri e della cultura degli Stati membri dell’UE.

Rai Radio audizioni per l'orchestra giovanile dell'Unione Europea
Rai Radio audizioni per l’orchestra giovanile dell’Unione Europea

Negli ultimi anni, l’EUYO ha aggiunto alla sua invidiabile tradizione una serie di programmi innovativi di apprendimento e performance introdotti nel suo progetto Creative Europe Towards 2020, aiutando a formare i suoi membri con le competenze necessarie per affrontare le sfide della società e del pubblico del 21° secolo.

Nel corso del 2020, l’Orchestra ha affrontato la crisi pandemica innovando e ampliando le proprie attività, creando piattaforme online ed effettuando anche concerti dal vivo in 20 paesi europei.

Il nostro obiettivo è quello di fare scouting, ossia cercare l’artista di talento, non noto, e cercare di portalo avanti nel suo percorso

Isola Tobia Label - Carlo Mercadante - founder
Carlo Mercadante – founder

Isola Tobia Label è un luogo piccolissimo, un’isoletta lontana dalle urla dal clamore e dalla confusione. Un luogo in cui si prende tempo per vedere nascere i progetti e per poterli far maturare seguendo un corso naturale dettato dall’indole di chi li propone, dagli artisti.

L’artista è al centro della sua filosofia e con lui le sue idee, il suo modo di porsi, di comunicare, di fare. Non esiste sorpresa in un prodotto confezionato e in questo luogo si vuole provare il piacere essere aperti alla sorpresa.

Ne abbiamo parlato con Carlo Mercadante, founder della label.

Quando è iniziata l’avventura di Isola Tobia Label?

L’idea si concretizza dopo aver chiuso la mia precedente avventura di cantautore, un’avventura che mi ha visto per anni correre dietro a produttori e a major. Un’avventura, devo confessarti, che spesso mi ha messo di fronte a un muro d’incomprensione.

Ho deciso, pertanto, di formarmi al fine di creare un modello completamente di diverso da quello che avevo incontrato e vissuto. La rottura tra il mondo precedente e quello attuale si è consumata ad Albarella, un’isola verde tra la laguna del Delta del Po e il mare Adriatico, dove mi trovo in questo momento.

Alla base c’è stato un grosso lavoro di formazione, come ti dicevo, relativamente al diritto, alla previdenza e ad altri temi spesso dimenticati dagli artisti ma fondamentali per poter intraprendere il viaggio che mi ha portato a concretizzare la label.

La prima produzione ufficiale è del febbraio 2016 e l’ho sperimentata sulla mia pelle, con un mio progetto. Subito dopo, appena ho avuto la percezione di aver intrapreso la strada giusta, la label ha cominciato ad aprirsi ad altri artisti che, via via, hanno iniziato a comporre il roster della label.

Liana Marino
Liana Marino (Foto © Tamara Casula)

Da dove deriva il nome Isola Tobia Label?

Questo nome, Isola Tobia, mi segue da sempre. È stato il nome della mia associazione sportiva, perché sono un tecnico preparatore e allenatore. Prima, quindi, ha contrassegnato la mia avventura sportiva e poi, inevitabilmente, ha continuato ad essere parte di me con l’esperienza della label.

Tobia, in realtà, è un pupazzetto, una piccola ranocchia che mi accompagna da sempre, in tutti i miei viaggi e le mie esperienze. Isola perché ho voluto creare qualcosa di nuovo, con un modello prevalentemente diverso.

Isola, che significa anche la necessità, in alcuni momenti di isolarsi ma che rappresenta la possibilità di attraccare ad un luogo ospitale, come succede agli artisti che, pur non facendo parte del nostro roster, vengono pubblicati da poi.

Quali sono i servizi che offrite ai vostri artisti?

Gli artisti che lavorano con noi hanno ciò che una label è necessario che abbia. Il nostro approccio è a 360° e, da imprenditore, investo sui miei artisti. L’obbiettivo è dargli la possibilità di fare il loro mestiere.

Ci sono molti artisti sconosciuti ma molto bravi e che meritano la possibilità di far ascoltare la loro musica. Potrei dirti che ci occupiamo di tutto, dalla parte artistica alla distribuzione.

Al di là del genere musicale, qual è lo stile della tua label?

Il nostro obiettivo è quello di fare scouting, ossia cercare l’artista di talento, non noto, e cercare di portalo più avanti possibile nel suo percorso.

Proveniamo da un genere che possiamo definire cantautorale, quello da cui provengo, ma oggi ci occupiamo di indifferentemente di jazz, di elettronica, di ska, come vedi senza preclusione di genere.

Inoltre, abbiamo uno spazio che abbiamo creato nel tempo, l’Agricooltour Festival, un festival itinerante che permette di portare la tua musica in tutta Italia, in quei luoghi in cui il patrimonio enogastronomico del Bel Paese è tutelato e valorizzato.

Si tratta di un’esperienza che proponiamo non solo agli artisti del nostro roster ma, più in generale, agli artisti meno noti al fine di offrire loro un rapporto diretto con il pubblico e, quindi, visibilità. Da questo festival sono venuti fuori Liana Marino, ChiaraBlue e tanti altri.

Oggi ci arrivano spesso produzioni già strutturate, direi pronte per la stampa ma, qualora servisse abbiamo una rete di studi di registrazioni sparsi in giro per l’Italia.

Si tratta di studi che definirei molto validi ma spesso si trovano in piccole località, quei luoghi in cui non ti aspetti di trovare un recording studio.

Etichette discografiche indipendenti: Isola Tobia Label
Isola Tobia Label – Logo

Sei originario di Barcellona di Pozzo di Gotto, piccolo comune siciliano. Quanta Sicilia c’è nella tua label?

Sicuramente l’accoglienza, la disponibilità e il senso di ascolto. Proprio quest’ultima caratteristica, per noi, è fondamentale. Troppo spesso mi sono trovato ad aspettare risposte che non arrivavano e a vivere una sorta di tempo sospeso in cui nessuno mi dava riscontro.

A questo diciamo fortemente no. Ascoltiamo tutto il materiale che ci arriva e rispondiamo sempre, anche quando la risposta è negativa perché sentiamo un forte senso di responsabilità nei confronti degli artisti e non li vogliamo né illudere tantomeno deludere.

Come vi siete organizzati per la produzione dei videoclip che oggi più che mai accompagnano l’uscita dei brani?

Produciamo noi i videoclip dei brani che produciamo ma, ritengo, che in questo momento, si stia vivendo una sorta di overdose da videoclip, creando prodotti che non sono funzionali al brano all’artista ma piuttosto ai player e alla loro presunta visibilità.

Anche a questo proposito cerchiamo spazi alternativi, spazi fisici intendo, proponendo i videoclip dei nostri brani nelle librerie, ad esempio, o in piccoli circuiti regionali e provinciali che ci permettono maggiore visibilità.

E per la distribuzione, come vi siete organizzati?

Dopo anni di lavoro, oggi, possiamo vantare una distribuzione fisica. I nostri CD sono presenti in molti negozi specializzati e nelle librerie. Abbiamo inoltre, nel nostro sito, lo spazio dedicato all’e-commerce e una mailing list di clienti che informiamo puntualmente delle nostre nuove uscite, al di là del genere.

Parliamo ora del tuo roster.

Più che parlare di roster in maniera generica, preferisco parlare dei progetti attivi in questi anni. Tra questi cito Liana Marino, che dopo l’Agricooltour Festival, ha deciso di continuare a lavorare con noi entrando nel nostro roster.

Il suo album si è classificato nella cinquina delle “Targhe Tenco 2020”. Altro progetto di cui vado molto fiero è “Ad esempio a noi piace Rino”, un album tributo a Rino Gaetano firmato dal Collettivo Isola Tobia Atypical Club che ha visto il coinvolgimento di molti degli artisti che lavorano con noi quali Porfirio Rubirosa and His Band, Jacopo Perosino, Miriam Foresti, Gerardo Tango, Vorianova, Saverio D’Andrea, Skaperol, Liana Marino, hUMANOALIENO, Mizio Vilardi, CubeLoose e ovviamente me, Carlo Mercadante.

La soddisfazione più grande per questo lavoro, oltre a quella di aver potuto realizzare un progetto veramente collettivo, è stato quello di aver ricevuto la Targa Tenco 2021 nella categoria “Album collettivo a progetto”.

Ad esempio a noi piace Rino
Collettivo Isola Tobia Atypical Club “Ad esempio a noi piace Rino”

Come è possibile proporre la propria musica alla tua label?

È molto semplice. All’interno del nostro sito c’è un form in cui è possibile raccontare la propria musica, esperienza e formazione e proporre la propria musica. È sufficiente, quindi, collegarsi con la pagina https://isolatobialabel.com/proposta-roster/.

Rispondiamo sempre, rispondiamo a tutti. Dateci solo il giusto tempo di valutare il progetto.

Rock Contest 2021 concorso nazionale gruppi emergenti. La dead line per l’iscrizione è per il prossimo 20 settembre

Non solo talent: Rock Contest 2021 under 35
Logo

Aperta la call dell’edizione 2021 del “Rock Contest”, il concorso per musicisti under 35 che offre visibilità e relazione con la stampa specializzata e con le realtà discografiche italiane.

Dopo l’edizione online del 2020, la “Computer Age Edition” che ha ottenuto ben 500.000 visualizzazioni, il contest lancia la sua scommessa per il 2021 che è quella di tornare con una grande festa live della finale.

Il contest, che ha visto gli esordi di Offlaga Disco Pax, Manitoba, King Of The Opera, Ros, The Street Clerks e moltissimi altri, anche quest’anno si propone di dare ai giovani artisti e gruppi musicali non solo i suoi corposi premi ma anche le migliori condizioni di visibilità, ormai cifra stilistica della manifestazione.

La manifestazione, organizzata da Controradio e Controradio Club in collaborazione con Comune di Firenze, Regione Toscana e SIAE, la Società Italiana degli Autori ed Editori, è rivolta ai giovani musicisti italiani e a tutti i generi musicali.

La dead line per l’iscrizione è per il prossimo 20 settembre.

Per iscriversi è necessario compilare il relativo modulo online e caricare tre brani originali perché il contest non ammette cover o reinterpretazioni, oltre ad una scheda biografica, lo stage plan per l’esibizione dal vivo e una o più foto in alta qualità. È previsto un versamento di 10 Euro a copertura delle spese di segreteria.

Una giuria di addetti ai lavori selezionerà le 30 band/artisti che accederanno alle fasi finali del concorso: 5 serate eliminatorie e 2 semifinali online.

La finalissima, normativa anti pandemia permettendo, si svolgeranno nel mese di dicembre a Firenze con la partecipazione di ospiti illustri e di una giuria, come sempre, super qualificata.

Per tutti i dettagli vi rimandiamo al regolamento ed alla pagina dei premi sul sito.

In palio:

1° premio del Rock Contest 2021 (3.000€);

2° Premio (5 giorni in studio presso il prestigioso Sam Studio);

Premio FSE/Giovanisì (2.000€);

il Premio Ernesto De Pascale (la registrazione del brano vincitore presso il Sam Recording Studio);

novità di quest’anno, il Premio Enrico Greppi “Erriquez” in ricordo del leader della Bandabardò che proprio al Rock Contest nel 1988 esordì con i Vidia e che nella scorsa edizione del Rock Contest regalò la sua ultima esibizione pubblica.

Rock Contest 2021 under 35
Enrico Greppi Erriquez

Non solo talent: Rock Contest 2021 under 35

Il premio è stato approvato lo scorso 20 luglio in Consiglio regionale della regione Toscana con una mozione del consigliere del Partito Democratico Iacopo Melio che ha dichiarato alla stampa “Per come l’ho pensato, il premio annuale a lui intitolato, oltre a tenerne viva la memoria, potrà realizzare un piccolo sogno di giovani artisti o band che, con le loro canzoni, avranno espresso il miglior contenuto dall’impegno sociale”.

Il Rock Contest 2021 è organizzato a Firenze da Controradio e Controradio Club, in collaborazione con Regione Toscana – FSE/Giovanisì, Fondazione Sistema Toscana e Comune di Firenze, con il contributo di Publiacqua e il patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Sponsor tecnici dell’edizione 2021 Audioglobe, Sam Recording Studio, GRS Studio la partnership di Woodworm Label, Locusta Booking, Picicca, Black Candy Produzioni. Media partner Rockit.

L’immagine che accompagna l’edizione 2021 è di Alessandro Baronciani.

Non solo talent: Rock Contest 2021
Rock Contest – Locandina-2021

L’edizione 2020 del contest, alla cui finale hanno partecipato la cantante Irene Grandi e l’attrice Gaia Nanni, è stata vinta da Bob and The Apple che si sono aggiudicati il premio di 2.000 euro.

Al secondo posto si è classificato Gaube, pseudonimo di Lorenzo Cantini, giovanissimo cantautore grossetano che potrà svolgere 5 giornate di studio di registrazione presso il prestigioso Sam Recording Studio.

Con “Joshua – Mi sento più al sicuro qui” – dedicato a Joshua Wong, uno dei leader della protesta di Hong Kong – i fiorentini Anders si sono aggiudicati il “Premio FSE/Giovanisì” di Regione Toscana, del valore di 3.000 euro, riservato al brano che meglio ha espresso sensibilità e immaginari del mondo giovanile.

Il “Premio Ernesto De Pascale” per la miglior canzone con testo in italiano è stato assegnato ad Elise Duchemin, origini francesi ma residente a Firenze, con la sua “Fuori Parigi” e l’autrice ha potuto svolgere un giorno di studio per la registrazione del brano selezionato presso il SAM Recording Studio.

Infoline: 055.73.999.46 (dal lunedi al venerdi ore 11:00-15:00); E-mail contest@controradio.it

Il viaggio continua per raccontare un mondo sconosciuto in grado di farci capire che la musica, quella lontana dalle logiche del mainstream, c’è

Etichette discografiche indipendenti il viaggio continua

Continua il viaggio attraverso l’Italia alla scoperta delle etichette discografiche indipendenti, avamposti culturali che, grazie alla testardaggine di un manipolo di amanti della musica, lavorano ogni giorno proponendo artisti non noti e musica di qualità.

Dall’inizio dell’anno a oggi, abbiamo tracciato una mappa virtuale di un’Italia che, lontano dalle logiche del mainstream, pone quotidianamente tasselli nell’infinito mosaico che è la musica.

Etichette Discografiche Indipendenti: Vasto Records

 

A Palermo, ad esempio, abbiamo scoperto Vasto Records, una label indipendente che ha deciso di non mettersi confini e affrontare la musica nella sua vastità, senza preconcetti e senza scelte artistiche che frenino la genuinità degli artisti che compongono il loro roster.

 

 

Etichette discografiche indipendenti: Time 2 Rap Records

Dalla capitale siciliana ci siamo poi spostati a Roma per scoprire la Time 2 Rap Records, un’etichetta nata dall’esperienza di Time To Kill dedicata esclusivamente al Rap con un’occhio particolare per il rap hardcore ma che non disdegna nessun tipo di rap ben fatto ed è aperta anche alle sonorità più moderne.

 

Etichette discografiche indipendenti: New Music International

 

Nella capitale italiana della musica, Milano, abbiamo invece incontrato Monica Landro, figlia di Pippo Landro, fondatore di New Music International, storica etichetta discografica e casa editrice fondata negli anni ’80 che ha dato un grande contributo al mercato della dance e della musica latina nel corso degli anni ’90, creando successi internazionali che ancora oggi sono conosciuti ed apprezzati.

Etichette Discografiche Indipendenti, il viaggio continua

 

 

Il viaggio ci ha portato, poi, ancora nel profondo sud, per la precisione a Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza dove abbiamo scoperto la Aldebaran Records, label per la quale la musica si deve esprimere nella sua migliore forma e nella sua massima qualità.

 

 

Etichette discografiche indipendenti: Senape Dischi

 

Siamo poi tornati di nuovo a Milano per scoprire Senape Dischi, una label per la quale fare musica è un po’ come creare piatti e come lo chef, cura la scelta delle materie prime.

 

 

Etichette discografiche indipendenti: Miraloop Records 1

 

A Bologna, invece, abbiamo incontrato Miraloop Records, una label che si occupa, attraverso le sue quattro collane editoriali, di quattro mondi musicali completamente distanti fra loro per generi e derivazioni: Hearts, Spades, Clubs e Diamonds. Collabora con artisti italiani ma anche provenienti anche dall’estero.

 

Etichette discografiche indipendenti: Mir 1

In provincia di Varese, per la precisione ad Angera, abbiamo scoperto la MIR, ossia la More than Indie Records, una label che realizza progetti musicali di ogni genere, senza barriere né limiti. La musica parla un linguaggio universale e MIR riunisce e mette in contatto artisti e professionisti a livello internazionale, creando fra loro sinergie e fornendo nuove possibilità e strumenti di collaborazione.

Etichette discografiche indipendenti: EnZone Records 7

 

Di nuovo al sud e a Fiumedinisi, in provincia di Messina, abbiamo incontrato EnZone Records, un’etichetta non vuole restare confinata nel mondo dell’indie ed intende proporsi sul mercato come una mini-major, cioè produrre tutta la buona musica, senza caratteristiche specifiche di genere.

 

Etichette discografiche indipendenti: Auand Records

 

Se amate la musica jazz, a Bisceglie, in Puglia, abbiamo trovato la label che fa per voi. Si tratta di Auand Records, un’etichetta indipendente italiana dedicata alla musica che sfida i generi, fornendo una casa per gli artisti che si spingono oltre i confini della musica improvvisata.

 

Etichette discografiche indipendenti: La Fame Dischi

 

Nella verde Umbria, per la precisione a Perugia, abbiamo scoperto La Fame Dischi, una label che ama i cantautori, il pop, il lo-fi e l’indie-rock e che vuole riunire tutti quegli artisti che continuano a fare musica nonostante le difficoltà legate all’età in cui, la ricerca di un lavoro, è questione fondamentale e cruciale.

 

Ovviamente il viaggio continua. Continueremo a macinare chilometri, virtuali, per proseguire a raccontare un mondo spesso sconosciuto che è in grado di farci capire che la musica, quella vera, c’è. Bisogna solo avere la pazienza di cercarla per poi poterne godere.

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