Enrico Casarini: Mina e Battisti il duetto

Enrico Casarini: la nuova edizione de “Il duetto Mina Battisti 1972”

“Il mitico duetto RAI Mina-Battisti attraverso le emozioni di chi c’era: dopo la prima edizione (2009) lo scorso settembre è tornato in libreria, aggiornato per il cinquantesimo anniversario, il volume dedicato allo storica esibizione di Teatro 10. Musica361 ha intervistato l’autore.

Come nasce la voglia di raccontare questo evento?

«Facendo il mio mestiere di “attempato” giornalista, occupandomi da anni di spettacolo (sorride). Agli inizi del 2000, rivisto per l’ennesima volta questo duetto in tv, mi sono chiesto: ma chi erano questi famosi “cinque amici da Milano” al seguito di Battisti? Da questa ricerca inevitabilmente sono emerse tante altre intriganti storie, gravitanti intorno alla data del 23 aprile 1972. Così ha preso forma la prima edizione».

 Cosa ti ha colpito di più scoprire?

«Che incredibilmente Teatro 10 fosse frutto di un sapiente montaggio di numeri registrati a tavolino da Antonello Falqui e non uno show in presa diretta. E soprattutto il fatto che, nonostante oggi venga ritenuto un prodotto di qualità, allora il programma fosse valutato dalla critica di quotidiani e settimanali già vecchio e paludato».

In quest’ultima edizione cosa c’è di nuovo rispetto alla precedente?

«Particolari preziosi, come il modello della batteria utilizzata da Dall’Aglio (sorride). La memoria collettiva inesorabilmente va svanendo e molti ricordi risultano vaghi, quando non contraddittori. Come quelli dei “cinque amici” circa il viaggio in treno per Roma, per alcuni con Battisti, secondo altri no. Il lavoro più difficile è stato intrecciare accuratamente parole e avvenimenti, senza invenzioni, aggiornando il libro con conferme o rettifiche. L’importante è che non ci siano errori, come avvalorato anche dal disponibilissimo Massimiliano Pani».

Massimiliano Pani: “Invidio chi ancora deve scoprire questo duetto”

Chi ti è mancato di più all’appello delle testimonianze?

«Mi sono limitato agli intervistati a disposizione, senza rimpianti. Da giornalista purtroppo so bene che, per tempi e spazi, è sempre difficile proporre qualcosa di definitivo. Sicuro che non avrei potuto parlare con Battisti non ho neppure mai ragionato su cosa domandargli. E Mina invece, oltre ad alcuni articoli su Vanity Fair, non credo abbia mai avuto interesse a commentare ulteriormente. D’altra parte lo stesso duetto era finito nel dimenticatoio fino all’onda di ritorno di trasmissioni come Techetecheté o gli speciali di Paolo Limiti».

Guardando questo duetto sfatiamo un mito: “Lucio Battisti non faceva concerti perché cantava male”.

«Battisti era un valido cantante dal vivo. Gabriele Lorenzi, suo capo orchestra in tournée con la Formula 3, mi ha assicurato persino che fosse un chitarrista eccezionale. Non virtuoso, ma decisamente competente. Da perfezionista era semmai frustrato dalle ridicole possibilità tecniche del tempo per le esibizioni live. D’altra parte anche i Beatles smisero di fare concerti per lo stesso motivo».

Enrico Casarini: Il duetto Mina Battisti 1972 Teatro 10 - book cover
Enrico Casarini: Il duetto Mina Battisti 1972 Teatro 10 – book cover

“Oggi credo che se Battisti avesse 40 anni, alla luce del progresso tecnologico a disposizione, probabilmente considererebbe l’idea di esibirsi anche negli stadi, tipo Vasco”

 Quasi tutti i “cinque amici” avevano lavorato all’album Umanamente Uomo, in uscita il giorno successivo al duetto: c’era una possibilità che quella formazione potesse suonare ancora dal vivo?

«Dopo il medley gli “amici” erano elettrizzati, ma quelli più vicini a Lucio già sapevano che non ci sarebbe stato un “dopo”. Come in Mina e Battisti la percezione che quello fosse stato un momento magari non eccezionalmente unico, ma irripetibile sì».

Dall’Aglio: “Dai Lucio, facciamo una tournée!”
E Battisti, laconico: “Le tournée le lascio a Gianni Morandi”

 Ai “cinque amici” il 18 aprile 1972 bastò registrare una sola take dal vivo, senza sovraincisioni. Quanto ha contribuito la confezione di Antonello Falqui nel consegnarci questo duetto?

«La grandezza di un maestro non sta solo in quello che fa, ma anche nel capire cosa non fare. Confidando nella grande donna di spettacolo che era Mina, ha avuto la sola intelligenza di piazzare telecamere e dire “fate voi”. L’unico suo tocco sta nella capacità di mostrarci questo duetto musicale esattamente come vorremmo vederlo. Unica pecca forse Lorenzi, rilegato nell’angolo a destra, il meno inquadrato».

Sui giornali dell’epoca se ne parlò poco e niente. Perché?

«Teatro 10 era un palcoscenico pazzesco – il duetto viene visto da più di 20 milioni di persone – ma la stampa, nell’Italia del 1972, riservava solo qualche curiosità agli spettacoli. La critica televisiva invece, di qualunque parte politica, interveniva solo se necessario e in maniera molto moraleggiante. E poi come si poteva prevedere che a breve entrambi i protagonisti sarebbero “scomparsi” dagli schermi? Vero che Battisti detestava tv e tournée, ma c’era ancora una speranza da parte del pubblico. Quello stesso pubblico ormai abituato a rivedere Mina persino quando sembrava fosse stata irrimediabilmente ostracizzata dalla Rai, anni prima. In più era nota la loro stima reciproca, eppure…di fatto non ci saranno mai più altre occasioni».

Enrico Casarini:
Enrico Casarini

Qual è la cifra di questa “scheggia televisiva”?

«Ogni capolavoro nasce semplicemente dalla qualità intrinseca degli artisti che ci lavorano: professionisti di talento e cuori creativi. Una lezione che oggi ha imparato bene in questo mestiere uno come Fiorello. E qui ci sono ben sette personaggi di grande caratura. Nell’era della musica liquida non trovo nulla di paragonabile, anche in termini di evento storico».

“Chi potrebbe fare oggi un duetto del genere? Direi sempre solo Mina e Battisti.
E sempre in quei sette od otto passaggi televisivi annuali”

La portata di questo duetto per le nuove generazioni?

«Storicamente immensa. Difficile però che venga largamente scoperto, goduto e quindi riconosciuto dalla grande massa di giovani ascoltatori “polverizzati” di quest’era, sempre più pigramente orientati a monogeneri di riferimento su piattaforme e radio. Oggi chi ascolta Blanco può benissimo vivere senza aver ascoltato Battisti o Mina, duetto compreso. Questo approccio sempre più tende a impigrire la nostra – uso volontariamente questa bella parola complicata – mitopoiesi (tendenza dello spirito umano a pensare o interpretare la realtà in termini mitologici). L’unica speranza? La voglia di ascoltare. O di leggere. Gli strumenti non mancano. E loro sono sempre lì, pronti a esibirsi per nuovi spettatori (sorride)».

Enrico Casarini presenterà il volume “Il Duetto Mina Battisti 1972 Teatro 10”
Giovedì 16 febbraio 2023 ore 18 alla Biblioteca Sormani di Milano

Articolo a cura di Luca Cecchelli

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