Donato Santoianni pubblica “Una parola in meno” nel giorno della Festa dei Nonni

“Una parola in meno” è il nuovo singolo del cantautore Donato Santoianni, una dedica e un ringraziamento a suo nonno.

Donato Santoianni pubblica "Una parola in meno" nel giorno della Festa dei Nonni

Il 2 ottobre si celebra la Festa dei Nonni. Quest’anno c’è una canzone in più con cui accompagnare questa ricorrenza: è un brano intimo ma universale al tempo stesso, “Una parola in meno”, scritto e interpretato da Donato Santoianni, realizzato nello studio Nuova Gente di Gianni Bella e prodotto e arrangiato da Adriano Pennino.

È un ritorno importante quello di Donato Santoianni, dopo la pubblicazione lo scorso anno dei brani “Voglio vivere di musica” e “Il turno infrasettimanale” (molto bello): “Ho pensato fosse giunto il momento di far ascoltare qualcosa di nuovo, in attesa del nuovo album”. E di farlo in una data simbolica come quella della Festa dei Nonni.

“Una parola in meno” è un brano estremamente intimo, che hai scritto come dedica e ringraziamento a tuo nonno.

Solitamente nelle canzoni metto tanto del mio vissuto personale ma lo faccio in modo velato. Questa volta non è così, probabilmente perché questa canzone l’ho scritta spinto dall’istinto del momento e dalla perdita di mio nonno. Credo si capisca il messaggio che do, che chi ascolta può attribuire a qualunque persona importante della sua vita che è venuta a mancare.

“Una parola in meno” è un ringraziamento per i gesti, che insegnano più delle parole?

Con questa canzone volevo dare un’idea di concretezza: mio nonno, come tanti anziani della sua generazione, ha visto la guerra e ha vissuto tempi durissimi; era una persona molto schiva e riservata. Dimostrava i suoi sentimenti con piccoli gesti o un sorriso, non esprimeva il suo affetto a parole, non era espansivo ma quelle piccole attenzioni un po’ più affettuose, segnali e insegnamenti disseminati nel tempo hanno lasciato un segno importante in me. Oggi abbiamo la tendenza a condividere tutto con tutti, in maniera anche eccessiva; dovremmo invece condividere una parola in meno e un gesto in più.

Cosa ti hanno lasciato i tanti “gesti in più” di tuo nonno?

I suoi valori. E poi, mio nonno era molto legato alla sua storia e a quella del suo paese. A volte mi dico “Fossi nato prima”, poi penso “Bravo, voglio vederti durante la guerra”.

“Fossi nato prima” sarà il titolo del tuo prossimo album. Quando è prevista l’uscita?

Non è stata fissata, ma dovrebbe arrivare entro fine anno.

Donato Santoianni pubblica "Una parola in meno" nel giorno della Festa dei Nonni 1Come si lega “Una parola in meno” al resto delle canzoni di quest’album in arrivo?

Quello che unisce in un certo senso tutti i brani è il pensiero “Fossi nato prima”, declinato in diverse sfaccettature. Mi piacerebbe ci fosse un recupero di alcuni valori e attitudini di un tempo, cito i Beatles come Marco Tardelli e i Mondiali dell’82. Sento la nostalgia di alcune figure di ieri, di personaggi storici o popolari che rappresentavano valori umani o di italianità. Se c’è un fil rouge nell’album è questo.

Facciamo un passo indietro: da giovanissimo hai pubblicato l’ep “Swinging Pop” in cui reinterpretavi in chiave swing canzoni di artisti famosissimi come Michael Jackson o Laura Pausini. Cover, dunque. Visto che sei cantautore, consideri “Fossi nato prima” il tuo primo album?

Capita di dover fare o accettare scelte diverse quando si è molto giovani, quando si ha una consapevolezza artistica minore di quello che si è o che si vorrebbe diventare. “Swingin Pop” è stato un disco di passaggio, che mi ha portato a essere presente a eventi importanti come i Wind Music Awards, ma a livello di valore artistico non ho in mano niente derivato da quel disco.

Aspettiamo “Fossi nato prima”, allora.

Spero di avere presto anche l’occasione di suonarlo dal vivo.

In attesa dell’album ricordiamo che “Una parola in meno” sarà disponibile negli store digitali e nelle principali piattaforme streaming a partire proprio dal giorno della Festa dei Nonni, il 2 ottobre.

Condividi su:
Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
Top