Diodato e Moro: le migliori novità della settimana

Diodato, “Cretino che sei”
Diodato (Foto: © Nicolò Salvatori)


Diodato e Moro cantano, in modi diversi, il coraggio fondamentale nella vita

E se a Sanremo 2023 ci fosse di nuovo Diodato? Il cantante tarantino, vincitore nel 2020 ma mai partecipante all’Eurovision Song Contest a causa della pandemia, è indicato da più parti come un possibile Big della prossima edizione. Eviteremo di annoiarvi con illusori elenconi, pieni di nomi che potrebbero essere scelti da Amadeus. Aspettiamo i primi di dicembre, quando il Direttore Artistico annuncerà al Tg1 l’atteso cast dei cantanti che prenderanno parte a Sanremo 2023. Se ci sarà Diodato, avremo solo da guadagnarci in qualità e speranze. Sì, perché ogni volta che canta Diodato ci accorgiamo di quanto la bella melodia non sia affatto superata. Farci inebriare dalla poesia musicale è ancora una bella abitudine che non vogliamo perdere. È proprio quello che accade anche quando si ascolta Se mi vuoi.

È questa la nuova canzone di Diodato, uscita ieri venerdì 18 novembre, che andrà a comporre la colonna sonora del film Diabolik.

Un brano intriso di mistero, esattamente com’è il personaggio a cui si ispira. Quel gusto del proibito, che attirava lo stesso Diodato sin da piccolo, verso un fumetto per adulti, emerge in tutta la sua passione in Se mi vuoi.

È la stessa filosofia di Diabolik a venire fuori: ci vuole tanto coraggio nella vita, perché senza di quello non si va da nessuna parte. Anzi, Diodato usa un’immagine ancor più di impatto nel suo intrinseco contrasto. Dice infatti che se non si è pronti a morire, si è destinati a sparire. Ossia, a morire veramente in questa vita che ci chiede di rischiare.

Forse anche per questo siamo attratti dal proibito, che per quanto pericoloso ci mostra la parte più intrigante di noi. Quella che smuove le nostre coscienze. È chiaro, non vi è nessun inno al male in questo testo scritto è composto da Pivio e Aldo De Scalzi. Anzi, esattamente il contrario. Ritroviamo piuttosto quel personaggio di Diabolik, che tanto ci appare cattivo quanto ci calamita per l’animo temerario che gli si invidia. Per questo a volte siamo attratti dal pericolo, ben sapendo che se lo seguissimo potremmo anche cacciarci nei guai. A volte, però, occorre rischiare.

A questa storia, che scava in profondità nelle pieghe più oscure dell’anima, mettendoci a confronto con i desideri più tormentati, occorreva una grande voce narrante.

Ecco che arriva così Diodato, con la sua voce angelica capace di toccare note altissime facendoci volare lassù in alto con lui.

Se mi vuoi si candida così a poter concorrere al prossimo David di Donatello, che Diodato ha già vinto sempre nel 2020 con Una vita meravigliosa. Archi, pianoforte, tanta poesia musicale tutta insieme in una melodia. Tanta delicatezza che ancora una volta l’interprete di Fai rumore sa esprimere come meglio non si poteva.

La musica italiana, in certi casi, vive stati di grazia. Evidentemente in queste settimane i migliori hanno deciso di mettere in gioco le loro armi. Sempre ieri è uscito infatti anche il nuovo singolo di Fabrizio Moro.

La canzone si intitola Senza di te.

È un pezzo intriso di romanticismo, quello più autentico e schietto che piace raccontare a Moro. Senza metafore poco credibili, il cantautore romano concede la sua voce a un pezzo pieno di verità, per stile e parole. Tra la disperazione di un ritornello in cui il protagonista chiede perché sia finita e la lucida consapevolezza di ciò che ha portato la coppia ad allontanarsi, emerge una realtà. Quella della certezza di un amore irrinunciabile.

In fondo, come racconta anche Diodato in altro modo, occorre il coraggio nella vita.

Bene, anche nell’amore. Non può essere tutto scontato e lineare. Certo, c’è chi ci travolge in montagne russe un po’ più movimentate del solito. Ma in fondo è quel che ci piace: rappresenta il motivo per cui abbiamo scelto quella persona. Troppo facile rinunciare al coraggio di amare perché qualcosa non ci piace: meglio tenere il proprio cuore in mano e fare come Fabrizio Moro in questa canzone. Meglio avere il coraggio di chiedere perdono, se viviamo la nostalgia di tutto ciò abbiamo smarrito con la fine di una relazione. E così persino i pedissequi contrasti o le passioni altrui che mai ci hanno convinto, in questo caso quella per l’oroscopo, arrivano a mancarci.

La sorpresa di questo brano, dal testo quasi struggente, è l’accompagnamento di una melodia ritmata, che sembra rappresentare l’ispirazione per un clima di speranza intorno a quel che viene raccontato. La voce inconfondibile di Moro, ancora una volta, fa tutto il resto, diventando parte integrante del racconto. La sua è sempre una interpretazione che si fa immagine della canzone stessa. Poesia sentirlo cantare: non a caso il 18 dicembre ad Assago si va verso il sold out al Mediolanum Forum per il suo concerto.

Così, mentre Il Volo ci regala una perla tutta natalizia con una emozionante rivisitazione del leggendario brano di John Lennon, l’hit parade continua a parlare italiano.

In risalita Annalisa con la sua Bellissima, una delle canzoni più trasmesse anche dalle radio, ecco che i Pinguini Tattici Nucleari occupano due delle prime dieci posizioni. Ricordi è seconda subito dietro al rap di Quevedo con Bizarrap.

Ancora non pervenuto Ultimo, scendono al quinto posto i Maneskin. Ma questo non fa di nessuno dei loro brani qualcosa di meno prezioso. A volte le classifiche possono sbagliare…

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Massimiliano Beneggi
Massimiliano Beneggi
Massimiliano Beneggi, laureato in filosofia con una tesi sulla comicitá contemporanea riletta attraverso Bergson e Freud, è appassionato di musica e teatro. Racconta con rigore aneddotico la storia del Festival di Sanremo e della musica italiana, suggerendo ogni volta spunti filosofici e inediti.
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