Clementino ci invita a ballare le sue “Tarantelle”

La prima rima scritta è degli anni ’90. Oggi Clementino presenta un nuovo disco, “Tarantelle”.

Clementino ci invita a ballare le sue "Tarantelle"
Clementino. Foto: © Chilldays

Tanta strada fatta, tante canzoni composte e cantate, tanta vita vissuta per Clementino: “La foto di copertina del disco mi raffigura a 16 anni, quando sognavo di diventare una rap star. Da allora ne ho dovute superare di “Tarantelle”. Mi sto facendo anziano! Ricordo che al mio primo instore a Firenze c’erano tre persone”.

Oggi la musica è cambiata, Clementino è uno dei nomi di punta della scena rap italiana, che racconta “Tarantelle” come “Un ballo, un genere, ma a Napoli nel new slang significa anche guai”. E, per entrare nel merito di come siano nati i nuovi brani, specifica che “Questo disco è molto maturo. L’ho scritto nei trulli di Alberobello come in una houseboat ad Amsterdam, ho scritto ovunque e in tutti i modi, prendendomi il mio tempo, fermandomi, buttando via le canzoni meno riuscite, sistemando le altre che ritenevo più belle”.

Pensando alle sue ultime vicissitudini personali, viene da chiedersi quanto in questo disco ci sia di catartico: “Io credo che la musica aiuti sempre. La musica ha salvato la mia vita, con lei non perdi tempo a fare cose brutte ma ti chiudi in studio e tiri fuori le tue canzoni. Avrei potuto finire male, la musica mi ha spinto a pensare ad altro, insieme ovviamente alla famiglia e agli amici. Ho passato due anni di inferno tra comunità e psicologo, non voglio parlarne più. Adesso sto bene e sono felice della mia vita di cantante. Di cantante famoso (ride)”.

Quindi, in “Tarantelle” troviamo “Parti più scanzonate ed altre più introspettive”, caratterizzate da uno stile personale: “Il rap è verità. Io sono per il clementismo, per fare una cosa solo mia. Non significa meglio o peggio di qualcun altro (dire sono meglio di te in un pezzo non è presunzione, è rap), ma proporre una cosa personale. Cerco di fare il rap in tutte le sfumature possibili”.

[Considerazione personale che Clementino fa a cuore aperto: “Io so cosa ho passato per via della cocaina, io stavo morendo. Non si può inneggiare alla droga”].

Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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