Ligabue festeggia 58 anni vissuti a tempo di rock

Il cantautore di Correggio festeggia oggi il suo cinquantottesimo compleanno, ripercorriamo insieme le tappe fondamentali della sua straordinaria carriera

Ligabue
Una data speciale per Luciano Ligabue, tra i maggiori fenomeni discografici degli ultimi decenni

Cinquantotto candeline sulla torta per Ligabue, rocker e cantautore tra i massimi rappresentanti della musica leggera italiana. Undici album in studio, cinque dal vivo, due raccolte e un’ottantina di singoli, questi alcuni numeri che descrivono la portata di un successo lungo ventotto anni.

Nato il 13 marzo del 1960 a Correggio, un paesino della provincia di Reggio Emilia, si avvicina alla musica durante la tarda adolescenza, dopo aver conseguito il diploma di ragioneria e svolto diversi lavori saltuari. A metà degli anni ottanta fonda la band degli Orozero, con la quale incide i suoi primi singoli di successo “Sogni di rock’n’roll” e “Sarà un bel souvenir”. Incoraggiato dal Maestro Pierangelo Bertoli, abbandona il gruppo per intraprendere la carriera da solista, incidendo il suo primo omonimo disco datato 1990.

Tra i brani più importanti che arricchiscono il suo sconfinato repertorio, ricordiamo: “Balliamo sul mondo”, “Piccola stella senza cielo“, “Bambolina e barracuda”, “Libera nos a malo”, “Urlando contro il cielo”, “Ho messo via“, “A che ora è la fine del mondo?”, “Quella che non sei”, “Certe notti“, “Viva”, “Tra palco e realtà”, “Ho perso le parole“, “Si viene e si va”, “L’odore del sesso”, “Una vita da mediano”, “Tutti vogliono viaggiare in prima”, “Questa è la mia vita“, “Eri bellissima”, “Ti sento”, “Le donne lo sanno”, “Il giorno dei giorni”, “Cosa vuoi che sia”, “Niente paura”, “Il mio pensiero“, “Un colpo all’anima”, “Ci sei sempre stata”, “Il meglio deve ancora venire”, “Siamo chi siamo”, “Il sale della terra”, “Tu sei lei“, “G come giungla” e “Made in Italy“.

Le frasi più belle delle canzoni di Ligabue

Se un bel giorno passi di qua, lasciati amare
e poi scordati svelta di me, che quel giorno
è già buono per amare qualchedunaltro

(1990 – Non è tempo per noi)

Mi troverai qua: cambiato per niente, ma neanche scontento,
fottuto dal dovere pensare di dover avere

(1991 – Sarà un bel souvenir)

Sopravvissuti alle nostre domande
che son grosse e son tante, spesso ridicole

(1993 – Ancora in piedi)

Ci son treni che non ripassano, ci son bocche da ricordare,
ci son facce che si confondono e poi ci sei tu, ora ci sei tu

(1994 – Cerca nel cuore)

E le senti le vene piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai

(1995 – Leggero)

Quando tutte le parole sai che non ti servon più,
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù,
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che,
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te

(1997 – Il giorno di dolore che uno ha)

Quante vite non capisci e quindi non sopporti,
perché ti sembra non capiscan te

(1998 – Metti in circolo il tuo amore)

Credo nel rumore di chi sa tacere,
che quando smetti di sperare inizi un po’ a morire

(1999 – Almeno credo)

Io e te ci siam tolti le voglie, ognuno i suoi sbagli,
è un peccato per quelle promesse, oneste ma grosse
ci si sceglie per farselo un po’ in compagnia,
questo viaggio in cui non si ripassa dal via

(2005 – L’amore conta)

L’impatto con il mondo è sempre duro
per chi lo vede come un posto scuro,
l’impatto con il mondo è sempre forte
per chi vorrebbe solo farne parte

(2010 – Quando canterai la tua canzone)

“C’è un istante che rimane lì
piantato eternamente

(2013 – Per sempre)

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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