Bugo è “RockBugo”, live e vinile. L’intervista

Bugo l’aveva detto: nell’aprile del 2017 aveva annunciato l’addio all’elettronica, che aveva caratterizzato gli ultimi 10 anni della sua carriera. E infatti “RockBugo”, la sua prima raccolta ufficiale, contiene i brani più amati del repertorio di Christian Bugatti riarrangiati in chiave rock e, tra l’altro, è disponibile in vinile.

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Bugo. Foto: © Michele Piazza

La tracklist spazia tra i brani più amati di Bugo, da “Ggeell” a “Vado ma non so”, da “Io mi rompo i coglioni”, a “Comunque io voglio te” ; nell’album non poteva mancare “Bollicine”, cover di Vasco Rossi che è una presenza fissa nella scaletta dei concerti di Bugo.

Quanto te la sei goduta -per citare il tuo brano “Me la godo” – a riarrangiare le tue canzoni?

Tanto, anche perché fare un disco rock non significa arrangiare due cose ed è finita: fare le cose bene con poco è difficile. Questo però ha stimolato la concentrazione, e ha fatto salire la goduria (ride, nda). Ho voluto proporre ai fan una raccolta di pezzi che rappresenti un po’ una ripartenza.

Quando ti è venuta l’ispirazione per questo progetto 100% rock?

L’idea è nata un anno fa, quando ho cambiato la mia situazione live e la band. Non volevo più fare qualcosa che avesse dentro dell’elettronica. Con questo disco poi è anche venuta fuori una parte del mio carattere.

Quale?

Quella che ha le idee chiare, che prende decisioni. Non sono solo quello delle ballad con la chitarra, sono sempre stato anche quello che tira fuori l’energia. Adesso, con le canzoni arrangiate così, si sente. Voglio che si dica “Bugo è uno tosto”.

Ma la molla che ti ha spinto a tirare fuori il tuo lato rock qual è stata?

Bugo è "RockBugo", live e vinile. L'intervista 2

Non c’è stata un’occasione specifica, è stata una sensazione. Mi ero stufato della musica elettronica, artisticamente parlando. Credo sia stata una reazione naturale, anche inconscia: ho sentito il bisogno di rinnovarmi. C’è chi ripete il suo stile ed è altrettanto apprezzabile, io invece ogni tanto sterzo. I grandissimi – penso a Vasco, a John Lennon – l’hanno fatto, quindi mi dico che si può fare… e lo faccio, ovviamente senza volermi paragonare a loro.

Come mai hai voluto far uscire l’album solo in vinile?

Mi piacciono le scelte radicali, mi danno brio.

Nelle date live di questi giorni (l’esordio è stato il 23 maggio al Serraglio di Milano, stasera 25 maggio concerto al Monk di Roma; le altre date annunciate del tour estivo sono 2 giugno a Madrid (Matadero), 7 giugno ad Agliana (PT) per il festival Giugno Aglianese, 30 giugno all’Eremo Club di Molfetta (BA), 14 luglio ad Ambria (BG) per l’Ambria Music Festival) proporrai le canzoni in queste vesti rock?

Sì, l’impronta è questa, rock con chitarre alte. Non mancheranno anche momenti più delicati, e anche altre canzoni oltre a quelle inserite nella raccolta.

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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